Cass. civ., sez. III, sentenza 09/05/2001, n. 6426
CASS
Sentenza 9 maggio 2001

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In materia di liquidazione del risarcimento del danno il ricorso alla valutazione equitativa dello stesso ex art. 1226 cod. civ., non esonera il giudice dall'obbligo di dare conto di quali elementi della fattispecie concreta abbia tenuto conto nel decidere equitativamente.

In tema di assicurazione della responsabilità civile il termine annuale di prescrizione del diritto dell'assicurato a percepire l'indennizzo dalla propria assicurazione decorre, secondo la lettera del terzo comma dell'art. 2952 cod. civ., dal giorno in cui il terzo ha chiesto il risarcimento all'assicurato o ha promosso l'azione contro il medesimo e non, invece, dal giorno dell'evento dannoso.

L'acquiescenza ad una pronunzia, preclusiva della proponibilità dell'impugnazione contro la stessa, qualora non risulti da accettazione espressa o da formale rinunzia ad impugnarla, richiede un atteggiamento univocamente incompatibile con la volontà di avvalersi dell'impugnazione, che non può ravvisarsi nel comportamento della parte parzialmente vittoriosa la quale si limiti a pretendere, sia pure intimando il precetto, la porzione del vantato credito riconosciutale dalla sentenza, non essendovi alcuna incompatibilità logica o giuridica tra la volontà del soggetto di seguire la decisione nella parte a lui favorevole ed il suo proposito di impugnarla nella parte sfavorevole.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. III, sentenza 09/05/2001, n. 6426
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 6426
Data del deposito : 9 maggio 2001

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