Cass. pen., sez. VI, sentenza 04/11/2014, n. 50944
CASS
Sentenza 4 novembre 2014

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In tema di peculato, la condotta del pubblico ufficiale o dell'incaricato di un pubblico servizio che utilizzi il telefono d'ufficio per fini personali al di fuori dei casi d'urgenza o di specifiche e legittime autorizzazioni, integra il reato di peculato d'uso se produce un danno apprezzabile al patrimonio della P.A. o di terzi, ovvero una lesione concreta alla funzionalità dell'ufficio, mentre deve ritenersi penalmente irrilevante se non presenta conseguenze economicamente e funzionalmente significative. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto integrato il reato di peculato d'uso della condotta di un amministratore comunale, che, ricevuto in uso un telefono cellulare per ragioni di servizio, aveva attivato la connessione "internet" e servizi aggiuntivi estranei alle funzioni del suo ufficio, per un costo pari a circa 11.000 euro nell'arco di un biennio).

Per l'integrazione dell'elemento soggettivo del delitto di simulazione di reato è sufficiente il dolo generico, ovvero la coscienza e volontà di affermare falsamente l'avvenuta consumazione di un reato, risultando invece irrilevante il movente del delitto. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la decisione impugnata che aveva ravvisato il reato con riferimento alla condotta di un amministratore comunale, il quale, al fine di difendersi dall'addebito per la ingiustificata lievitazione dei costi di utilizzo del cellulare avuto in uso per esigenze di servizio, aveva sporto denuncia rappresentando che l'attivazione delle connessioni "internet" e di altri servizi opzionali, estranei alle funzioni del suo ufficio, era stata causata da un "virus").

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 04/11/2014, n. 50944
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 50944
Data del deposito : 4 novembre 2014

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