Cass. civ., sez. I, sentenza 11/01/2001, n. 319
CASS
Sentenza 11 gennaio 2001

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La norma di cui al terzo comma dell'art. 1385 c.c., stabilendo che, se la parte non inadempiente preferisce domandare la risoluzione del contratto il risarcimento è regolato dalle norme generali, non ha inteso negare alla parte stessa il diritto di esigere il doppio della caparra versata (nella specie, in sede di stipula di un preliminare), ma le ha conferito la facoltà ulteriore di conseguire un più cospicuo risarcimento qualora il danno superi quello preventivamente determinato in sede di pattuizione di una caparra confirmatoria. Ne consegue che il promissario acquirente di un contratto preliminare di vendita, dopo avere inutilmente formulato, nei confronti del promittente venditore, diffida ad adempiere, ed aver instaurato il conseguente giudizio per l'accertamento dell'avvenuta risoluzione di diritto del contratto, ben può, ove non abbia contestualmente avanzato richiesta di risarcimento ai sensi dell'art. 1453 c.c., instare per il semplice conseguimento del doppio della caparra versata, secondo la previsione dell'art. 1385 c.c., e sul presupposto della risoluzione di diritto verificatasi ex art. 1454 stesso codice.

Commentari2

  • 1Preliminare di vendita: sì al recesso successivo alla diffida ad adempiereAccesso limitato
    Giuseppina Mattiello · https://www.altalex.com/ · 13 marzo 2013

  • 2Caparra confirmatoria: risoluzione del contratto e risarcimento del dannoAccesso limitato
    Redazione Altalex · https://www.altalex.com/ · 21 luglio 2006

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. I, sentenza 11/01/2001, n. 319
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 319
Data del deposito : 11 gennaio 2001

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