Cass. pen., sez. VI, sentenza 17/05/2023, n. 34290
CASS
Sentenza 17 maggio 2023

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In tema di confisca, il giudice di merito, investito della richiesta dell'imputato di riduzione o elisione del "quantum" del profitto del reato per aver realizzato condotte risarcitorie o riparatorie, deve modulare la misura ablatoria in ragione del profitto "attuale" al momento della sua applicazione e, dunque, al netto delle restituzioni frattanto poste in essere dal reo in favore della vittima e da questa accettate, scorporando quella parte di utilità non più costituente illecito accrescimento patrimoniale.

Commentari5

  • 1Art. 23 c.p.p. Incompetenza dichiarata nel dibattimento di primo grado
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  • 2Patteggiamento e confisca nel procedimento a carico degli enti
    Ersi Bozheku · https://www.penaledp.it/category/articoli/ · 22 dicembre 2025

    Corte di Cassazione, Sez. II, 5 febbraio 2025, n. 4753 Sommario. 1. Il caso di specie. – 2. La natura poliedrica della confisca e la qualificazione espressa come sanzione principale nel d.lgs. n. 231 del 2001. – 3. La negoziabilità della confisca a fronte della natura di sanzione principale. – 4. La conciliabilità dei caratteri della negoziabilità e della obbligatorietà. – 5. Considerazioni conclusive. ABSTRACT Muovendo dalla natura di sanzione principale della confisca del profitto dell'illecito amministrativo dipendente da reato di cui agli artt. 9 e 19 del decreto legislativo n. 231 del 2001, l'autore affronta il tema della sua negoziabilità nel procedimento a carico degli enti, …

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  • 3Nel caso di patteggiamento, l'accordo delle parti deve estendersi alla confisca di cui all'art. 19
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    RITENUTO IN FATTO 1. Nei confronti della società ricorrente veniva emessa sentenza di applicazione della pena, in relazione all'illecito amministrativo previsto dall'art. 24 D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, conseguente al reato di cui all'art. 316-ter cod. pen. commesso dal legale rappresentante. In particolare, quest'ultimo otteneva un finanziamento, accedendo dal Fondo di garanzia per le PMI, finalizzato ad avere liquidità per il pagamento di fornitori e dipendenti, così come previsto dalla normativa emergenziale introdotta dal D.L. n. 23 del 2020. Il finanziamento dell'importo di Euro 30.000, erogato da un istituto di credito e assistito dalla predetta garanzia, non veniva impiegato …

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  • 4Il divieto di rappresentanza stabilito dall'art. 39 è assoluto e non ammette deroghe
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    RITENUTO IN FATTO 1. Nei confronti della società ricorrente veniva emessa sentenza di applicazione della pena, in relazione all'illecito amministrativo previsto dall'art. 24 D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231, conseguente al reato di cui all'art. 316-ter cod. pen. commesso dal legale rappresentante. In particolare, quest'ultimo otteneva un finanziamento, accedendo dal Fondo di garanzia per le PMI, finalizzato ad avere liquidità per il pagamento di fornitori e dipendenti, così come previsto dalla normativa emergenziale introdotta dal D.L. n. 23 del 2020. Il finanziamento dell'importo di Euro 30.000, erogato da un istituto di credito e assistito dalla predetta garanzia, non veniva impiegato …

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  • 5Patteggiamento 231: nell’accordo delle parti deve essere compresa anche la confiscaAccesso limitato
    Francesco Sbisà · https://www.altalex.com/ · 2 novembre 2022
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 17/05/2023, n. 34290
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 34290
Data del deposito : 17 maggio 2023

Testo completo