Versione
19 giugno 2013
19 giugno 2013
Art. 11. Comportamento in servizio 1. Fermo restando il rispetto dei termini del procedimento amministrativo, il dipendente, salvo giustificato motivo, non ritarda ne' adotta comportamenti tali da far ricadere su altri dipendenti il compimento di attivita' o l'adozione di decisioni di propria spettanza.
2. Il dipendente utilizza i permessi di astensione dal lavoro, comunque denominati, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, dai regolamenti e dai contratti collettivi.
3. Il dipendente utilizza il materiale o le attrezzature di cui dispone per ragioni di ufficio e i servizi telematici e telefonici dell'ufficio nel rispetto dei vincoli posti dall'amministrazione. Il dipendente utilizza i mezzi di trasporto dell'amministrazione a sua disposizione soltanto per lo svolgimento dei compiti d'ufficio, astenendosi dal trasportare terzi, se non per motivi d'ufficio.
2. Il dipendente utilizza i permessi di astensione dal lavoro, comunque denominati, nel rispetto delle condizioni previste dalla legge, dai regolamenti e dai contratti collettivi.
3. Il dipendente utilizza il materiale o le attrezzature di cui dispone per ragioni di ufficio e i servizi telematici e telefonici dell'ufficio nel rispetto dei vincoli posti dall'amministrazione. Il dipendente utilizza i mezzi di trasporto dell'amministrazione a sua disposizione soltanto per lo svolgimento dei compiti d'ufficio, astenendosi dal trasportare terzi, se non per motivi d'ufficio.
Commentari • 10
- 1. Social network, libertà di espressione e lavoroPatrizia Tullini · https://www.giustiziainsieme.it/it/home · 3.7071285
[…] Di recente il regolamento di attuazione del TU n. 165/2001 che ha introdotto il “modello” del Codice di comportamento ha aggiunto alcune disposizioni relative all'impiego delle tecnologie digitali per fini istituzionali e all'uso dei canali web da parte del dipendente pubblico (cfr. artt. 11-bis e 11-ter, DpR n. 62/2013, mod. con DpR n. 81/2023). […]
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Giurisprudenza • 66
- 1. Trib. Catania, sentenza 25/10/2022, n. 3635Provvedimento: […] Si evidenzia in proposito che dal contenuto della nota in esame non si evincono i compiti istituzionali che non sarebbero stati attuati dall'amministrazione resistente, né tantomeno emergono nello specifico i comportamenti “antidoverosi” posti in essere dal ricorrente che avrebbero impedito all'amministrazione di realizzare la “programmazione di azioni di miglioramento a garanzia del successo formativo di ciascun alunno”; a nulla rilevando la richiamata disciplina dell'art. 27 del ccnl comparto scuola e degli artt. 4 e 11 del DPR 62/2013, non avendo chiarito l'amministrazione in che termini il ricorrente sarebbe venuto meno ai propri doveri di docente.Leggi di più...
- libertà di insegnamento·
- contestazione disciplinare·
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- art. 55 bis D.Lgs. 165/2001·
- genericità contestazione·
- valutazione alunni·
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- provvedimento disciplinare·
- diritto di difesa