Sentenza 18 giugno 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Cuneo, sentenza 18/06/2025, n. 445 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Cuneo |
| Numero : | 445 |
| Data del deposito : | 18 giugno 2025 |
Testo completo
N. R.G. 1226/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI CUNEO
Il giudice del lavoro Dr.ssa Natalia Fiorello ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa promossa da:
, nato a [...] il [...], Parte_1
nata a [...] il [...] Parte_2
nata a [...] il [...] Parte_3
nata a [...] il [...] Parte_4
nato a [...] il [...] Parte_5 tutti elettivamente domiciliati in LU (CN), Corso Roma n. 19, presso lo Studio e la per- sona dell'Avv. ANDREA FARINA che li rappresenta e difende in forza di procure speciali allegate al ricorso e contestualmente depositate,
RICORRENTI
Nei confronti di in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e COroparte_1 difeso ex art 417 bis comma 1 cpc dalla funzionaria dr.ssa E.Selleri – Ufficio provinciale di
Cuneo-legalmente domiciliato in Cuneo presso l'Ufficio di via Massimo D'Azeglio
Resistente
OGGETTO: altre ipotesi
MOTIVI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE
Giova ripercorrere le allegazioni di ogni singolo ricorrente
: è docente a tempo indeterminato in favore del resistente e pre- Parte_1 CP_1 sta attualmente servizio presso l'Istituto d'Istruzione Superiore “F.A. Bonelli” di Cuneo, è stato immesso in ruolo, con decorrenza giuridica dal 01.09.2000 ed economica dal 01.09.2001, con successiva confermata a seguito del superamento del previsto periodo di prova;
ha suc- cessivamente richiesto l'emissione di decreto di ricostruzione della propria carriera, con ri- 1
ha successivamente richiesto l'emissione di decreto di ricostruzione della propria carriera, con riconoscimento del servizio svolto utile ai fini della progressione stipendiale negli scaglioni di anzianità previsti dalla contrattazione collettiva, decreto che veniva emesso nel 2024; in conseguenza del servizio successivamente prestato all'immissione in ruolo il provvedeva a emettere decreto di riallineamento di car- CP_1 riera con il quale, stante il dettato di cui all'art 1 comma 1 lett. b del DPR n. 122/2013, il ser- vizio prestato dalla ricorrente durante l'anno solare 2013 non veniva “conteggiato” e pertan- to alla data di deposito del ricorso, la parte ricorrente risulta essere collocata nella fa- Pt_2 scia di servizio da 28 a 34 e con prossimo scatto sti le che decorrerà a far data dal 30.09.2029; deduceva che il mancato riconoscimento giuridico dell'anno 2013 le provoca un danno in quanto non le viene attribuita alcuna utilità né giuridica né economica in riferimen- to all'attività prestata nel suddetto periodo. CO
: docente a tempo indeterminato in favore del e presta attualmente Parte_3 servizio presso l'Istituto d'Istruzione Superiore “F.A. Bonelli” di Cuneo, è stata immessa in ruolo, con decorrenza giuridica ed economica a far data 01.09.2005, con successiva conferma- ta a seguito del superamento del previsto periodo di prova;
ha successivamente richiesto l'emissione di decreto di ricostruzione della propria carriera, con riconoscimento del servizio svolto utile ai fini della progressione stipendiale negli scaglioni di anzianità previsti dalla contrattazione collettiva, decreto che veniva emesso nel 2024, in conseguenza del servizio successivamente prestato all immissione in ruolo dalla ricorrente, il provvedeva a CP_1 emettere decreto di riallineamento di carriera con il quale, stante il dettato di cui all'art 1 comma 1 lett. b del DPR n. 122/2013, il servizio prestato dalla ricorrente durante l'anno sola- re 2013 non veniva “conteggiato” e pertanto alla data di deposito del ricorso, la parte ricor- rente risulta essere collocato nella fascia di servizio da 28 a 34 e con prossimo scatto stipen- diale che decorrerà a far data dal 31.08.2028; deduceva che il mancato riconoscimento giuri- dico dell'anno 2013 le provoca un danno in quanto alla medesima non le viene attribuita al- cuna utilità né giuridica né economica in riferimento all'attività prestata nel suddetto perio- do. CO : docente a tempo indeterminato in favore del presta attualmente Parte_4 ituto d'Istruzione Superiore “F.A. Bonelli” di C;
è stata immessa in ruolo, con decorrenza giuridica ed economica a far data 01.09.2014, con successiva conferma- ta a seguito del superamento del previsto periodo di prova;
avanti all'immissione in ruolo, la parte ricorrente svolgeva attività d'insegnamento alle dipendenze del resi- Pt_4 CP_1 stente, più preci e durante l'a.s. 2012-13 presso il liceo scientifico “Gioli o” di Bra per numero 16 ore d'insegnamento con contratto dal 06.09.2012 al 30.06.2023 e durante l'a.s. 2013-14 presso il liceo scientifico “Giolitti-Gandino” di Bra per numero 15 ore d'insegnamento con contratto dal 06.09.2012 al 30.06.2023; ha successivamente richiesto l'emissione di decreto di ricostruzione della propria carriera, con riconoscimento del servizio svolto utile ai fini della progressione stipendiale negli scaglioni di anzianità previsti dalla
2 contrattazione collettiva, decreto che veniva emesso nel 2024;in conseguenza del servizio successivamente prestato all'immissione in ruolo dalla ricorrente, il resistente CP_1 provvedeva a emettere decreto di riallineamento di carriera con il quale, stante il dettato di cui all'art 1 comma 1 lett. b del DPR n. 122/2013, il servizio prestato dalla ricorrente durante l'anno solare 2013 non veniva “conteggiato”; alla data di deposito del presente ricorso, la parte ricorrente risulta essere collocato nella fascia di servizio da 15 a 20 e con prossimo scat- to stipendiale che decorrerà a far data dal 31.08.2028; la parte ricorrente ha provveduto a ef- fettuare diffida nell'espresso intento di richiedere al resistente il riconoscimento CP_1 dell'anno solare 2013 in via stragiudiziale, che però è rimasta inevasa;
il mancato riconosci- mento giuridico dell'anno 2013 provoca un danno alla ricorrente in quanto alla medesima non viene attribuita alcuna utilità né giuridica né economica in riferimento all'attività presta- ta nel suddetto periodo.
: docente a tempo indeterminato in favore del resistente e Parte_5 CP_1 presta attualmente servizio presso l'Istituto d'Istruzione Superiore “F.A. Bonelli” di Cuneo, è stato immesso in ruolo, con decorrenza giuridica ed economica dal 01.09.2011, con successiva confermata a seguito del superamento del previsto periodo di prova , ha successivamente ri- chiesto l'emissione di decreto di ricostruzione della propria carriera, con riconoscimento del servizio svolto utile ai fini della progressione stipendiale negli scaglioni di anzianità previsti dalla contrattazione collettiva, decreto che veniva emesso nel 2024 , in conseguenza del ser- vizio successivamente prestato all'immissione in ruolo dalla ricorrente, il resistente CP_1 provvedeva a emettere decreto di riallineamento di carriera con il quale, stante il dettato di cui all'art 1 comma 1 lett. b del DPR n. 122/2013, il servizio prestato dalla ricorrente durante l'anno solare 2013 non veniva “conteggiato” , alla data di deposito del presente ricorso, la parte ricorrente risulta essere collocato nella fascia di servizio da 21 a 27 e con Parte_5 prossimo scatto stipendiale che decorrerà a far data dal 30.11.2028 ; ha quindi provveduto a effettuare diffida nell'espresso intento di richiedere al resistente il riconoscimento CP_1 dell'anno solare 2013 in via stragiudiziale, ma che – n – è rimasta inevasa, il man- cato riconoscimento giuridico dell'anno 2013 provoca un danno alla ricorrente in quanto alla medesima non le viene attribuita alcuna utilità né giuridica né economica in riferimento all'attività prestata nel suddetto periodo. Tanto premesso essi hanno quindi assunto le seguenti conclusioni:
“accertare e dichiarare – previa, ove necessario, disapplicazione dell'art. 9, comma 1, comma 21 ultimo periodo e comma 23 del d.l. n. 78/2010, convertito con Legge 122/2013, nonché dell'art. 16, comma 1°, lett. b) e c) del d.l. n. 98/2011, convertito nella legge n. 111/2011, ai sensi dell'art. 1, comma 4 del D.L. n. 3/2014 – il diritto dei ricorrenti alla valutazione dell'anno 2013 ai fini della progressione di carriera e dei conseguenziali effetti giuridici, con conseguente cessazione dell'efficacia del blocco delle progressioni di carriera e disapplica- zione di ogni atto a detto riconoscimento ostativo;
condannare il resistente a effet- CP_1 tuare una nuova ricostruzione della carriera e/o riallineamento in favore delle ricorrenti che ricomprenda il riconoscimento anche del servizio prestato durante l'anno solare 2013, con ogni conseguente diritto di legge;
con vittoria di spese, competenze e onorari del giudizio, oltre al rimborso spese forfettario, nonché IVA e CPA come per legge, con espressa richiesta di distrazione al sottoscritto procuratore antistatario”.
si è costituito resistendo al ricorso e chiedendone il rigetto . CP_3
SI OSSERVA. Giova considerare il quadro normativo. L'art. 9 del D.L. 78/2010 conv in L. 122/2010, " COenimento delle spese in materia di im- piego pubblico", al primo comma, prevede che : "Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31
3 dicembre 2009, n. 196, non puo' superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettan- te per l'anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retri- butiva, ivi incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, conseguimento di funzioni diverse in corso d'anno, fermo in ogni caso quanto previsto dal comma 21, terzo e quarto pe- riodo, per le progressioni di carriera comunque denominate, maternita', malattia, missioni svolte all'estero, effettiva presenza in servizio, fatto salvo quanto previsto dal comma 17, se- condo periodo, e dall'articolo 8, comma 14". Il comma 21 dello stesso art. 9 così dispone: "I meccanismi di adeguamento retributivo per il personale non contrattualizzato di cui all'articolo 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, cosi' come previsti dall'articolo 24 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, non si applicano per gli anni 2011, 2012 e 2013 ancorche' a titolo di acconto, e non danno comunque luogo a successivi recuperi. Per le categorie di personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 e successive modificazioni, che fruiscono di un meccanismo di progressio- ne automatica degli stipendi, gli anni 2011, 2012 e 2013 non sono utili ai fini della maturazio- ne delle classi e degli scatti di stipendio previsti dai rispettivi ordinamenti. Per il personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 e successive modificazioni le progressioni di carriera comunque denominate eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici. Per il personale con- trattualizzato le progressioni di carriera comunque denominate ed i passaggi tra le aree eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici". La giurisprudenza si è ovviamente pronunciata sulla questione. La Suprema Corte, con sentenza n. 6264/2019, ha precisato che : “la relativa previsione limi- tativa riguarda il "trattamento economico complessivo" dei singoli dipendenti (… ), stabilen- do un divieto di superamento, per gli anni 2011, 2012 e 2013, del "trattamento ordinariamen- te spettante per l'anno 2010", che costituisce il tetto non superabile per i trattamenti economi- ci da corrispondere ai singoli dipendenti nel triennio successivo, riferita a tutte le componen- ti del trattamento economico previsto in via ordinaria e al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva indicati nella norma. Tale previsione include ogni variazione economica, incluse quelle derivanti da automatismi retributivi e di progres- sione automatica degli stipendi, che possano indurre un incremento del trattamento econo- mico complessivo oltre il tetto costituito dal trattamento ordinario percepito nell'anno 2010; questo costituisce un vincolo previsto in via generale e, significativamente, in apertura della norma.”, ulteriormente precisando che: “8.1. Il computo del tetto deve avvenire al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva. Per le progressioni di car- riera è dettata una disciplina espressa, che prevede la sterilizzazione degli effetti economici, ma la conservazione degli effetti giuridici, cui allude l'inciso " fermo in ogni caso quanto pre- visto dal comma 21, terzo e quarto periodo, per le progressioni di carriera comunque deno- minate", che riguarda appunto, in entrambi i commi, la conservazione degli effetti giuridici delle progressioni di carriera”. Recentemente poi la Corte di Cassazione con sentenza del 21.5.2025, n.1726, le cui motiva- zioni di seguito riportate sono condivise integralmente dall'Ufficio, che le fa proprie ai sensi dell'art. 118 disp. att. c.p.c., ha chiarito:
“2.3. É dunque alla luce del quadro normativo sopra riportato che va risolta la questione in rilievo ine- rente all'interpretazione ed all'applicazione dell'art. 9, comma 23, che, secondo la Corte territoriale, ha impedito di tener conto della annualità del 2013 limitatamente al trattamento retributivo spettante nell'anno in questione, senza incidere in alcun modo sul regolamento del rapporto per il periodo suc- cessivo a quello interessato dalla normativa di «blocco»; viceversa, per il ricorrente, ha com- CP_1 portato la definitiva sterilizzazione a fini economici dell'annualità in parola, non computabile neppure ai fini dello sviluppo stipendiale successivo alla normativa di blocco, sino all'eventuale intervento della
4 contrattazione collettiva, consentito solo previo stanziamento delle relative risorse. Si tratta di un con- trasto interpretativo che si registra anche nella giurisprudenza di merito e che va risolto, ad avviso del Collegio, ritenendo maggiormente rispondente al tenore testuale ed alla ratio delle disposizioni sopra richiamate la tesi che, ferma la non sovrapposizione, anche in ambito scolastico, fra effetti giuridici ed effetti economici dell'anzianità di servizio, esclude che, in difetto di intervento della contrattazione col- lettiva, l'annualità del 2013 possa essere utilmente fatta valere dal personale docente ed ATA ai fini dell'inserimento nelle fasce stipendiali per il periodo successivo al 2014. … per effetto della proroga di- sposta dal d.P.R. n. 122/2013, l'utilità del periodo 2010/2013 ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici, non pone alcun limite temporale alla «sterilizzazione» degli anni in questione e delinea un meccanismo di sospensione, destinato a venir meno solo per effetto della contrattazione collettiva, a sua volta condizionata dal preventivo reperimento delle risorse, ad oggi limitato alle sole annualità del 2011 e del 2012. 2.4. Si tratta di una disciplina che si armonizza con quella dettata per l'impiego pubblico non contrattualizzato dal secondo periodo del comma 21 che, analogamente, esclude l'utilità delle annualità in parola per tutte le categorie che, secondo i rispettivi ordinamenti, fruiscono di un meccanismo di progressione automatica stipendiale basata sulla sola an- zianità di servizio, progressione che significativamente è stata disciplinata dallo stesso comma 21 in termini diversi dalla progressione di carriera in senso proprio e dai passaggi di area, rispetto ai quali il legislatore si è limitato a prevedere, ferma l'immediata produzione degli effetti giuridici, il differimento di quelli economici alle annualità successive al termine del «blocco». La diversità della disciplina si giustifica in ragione del rilievo che le progressioni orizzontali e verticali, all'esito della riformulazione dell'art. 52 del d.lgs. n. 165/2001, non conseguono alla sola maturazione di una maggiore anzianità di servizio ma presuppongono procedure selettive (quanto alle progressioni all'interno dell'area) o con- corsuali (per il passaggio ad area superiore), rispetto alle quali l'anzianità produce effetti solo se con- giunta al merito, perché rilevano le qualità culturali e professionali, l'attività svolta ed i risultati con- seguiti ( art. 52 comma 1 bis). Si tratta, quindi, di progressioni che non vanno confuse con gli avanzamenti automatici che, in ambito scolastico, derivano dalla previsione di un sistema retributivo fondato su fasce stipendiali legate all'anzianità di servizio, fasce che producono effetti solo sul piano economico e non sono assimilabili allo sviluppo professionale all'interno dell'area né, tanto meno, al passaggio fra aree diverse, che carat- terizzano, invece, gli altri comparti delle amministrazioni pubbliche. E', quindi, questa diversità di fondo fra le progressioni in senso proprio e gli avanzamenti stipendiali conseguenti all'anzianità di servizio, che ha indotto il legislatore a prevedere la disciplina differenziata di cui sopra si è detto, che, lo si ripete, prevede, in un caso, il differimento dell'effetto economico alla cessazione del periodo di blocco, nell'altro la sterilizzazione delle annualità, sterilizzazione che, pur proiettandosi nel tempo, non determina alcun sacrificio diverso ed ulteriore rispetto a quello richiesto dal d.l. n. 78/2010, perché il meccanismo di progressione riprende a decorrere alla cessazione del periodo di blocco, determinando unicamente un ritardo nell'acquisizione della fascia stipendiale superiore, che resta comunque garanti- ta, con la conseguenza che, in difetto dell'intervento della contrattazione collettiva, che ha già consen- tito il recupero sino a tutto il 2012, il pregiudizio economico resta limitato alle annualità “sterilizzate” e, quindi, ora al solo 2013. 2.5. In tal senso si è anche espressa la Corte Costituzionale che, nell'escludere i denunciati profili di illegittimità prospettati in relazione al personale docente universi- tario, il cui trattamento stipendiale è differenziato sulla base di classi e scatti di anzianità, dopo avere rilevato che la normativa dettata dal d.l. n. 78/2010 ha la finalità di garantire un effettivo risparmio sulla spesa che impedisce, in linea di principio e salvo le eccezioni espressamente previste, il recupero nelle annualità successive delle somme non erogate, ha aggiunto che proprio questa esigenza giustifica le disposizioni dettate in tema di classi stipendiali e scatti di anzianità (ai quali sono assimilabili le fa- sce stipendiali), disposizioni che «non modificano il meccanismo di progressione economica che conti-
5 nua a decorrere, sia pure articolato, di fatto, in un arco temporale maggiore, a seguito dell'esclusione del periodo in cui è previsto il blocco.» ( Corte Cost. n. 310/2013). Ciò perché mentre per le progres- sioni professionali in senso proprio il risparmio di spesa poteva essere garantito attraverso il differi- mento al 2014 degli effetti economici derivanti dalla progressione medesima, interessante tutti coloro che nell'arco temporale 2011/2013 avevano conseguito il passaggio ( di posizione economica o di area), l'economia di spesa negli avanzamenti professionali automatici non poteva che essere assicurata attra- verso la previsione della “non utilità” a fini economici delle annualità medesime, in modo da richiedere il medesimo sacrificio a tutti gli appartenenti alla categoria, a prescindere dalla loro diversa anzianità e dalla collocazione temporale dell'avanzamento. In altri termini la “sterilizzazione” si proietta nel tem- po anche successivo a quello interessato dalla normativa del blocco per il modo di operare del sistema di avanzamento automatico, ma ciò non determina, come sostenuto dalla controricorrente, il venir meno del carattere temporaneo ed eccezionale della misura, che resta tale perché interessante solo le annuali- tà più volte citate. Non si ravvisano, pertanto, i denunciati profili di illegittimità costituzionale della disposizione, profili già esclusi dal Giudice delle leggi nella pronuncia sopra richiamata.
2.6. La “non utilità” degli anni di servizio va, però, limitata ai soli effetti economici della stessa e, quindi, al meccanismo di avanzamento automatico per fasce stipendiali e non si estende a quelli giuridici, che riguardano in ambito scolastico plurimi istituti fra i quali, in via esemplificativa, si possono ricordare la mobilità, le selezioni interne finalizzate all'assegnazione di specifici progetti, l'individuazione delle posizioni eccedentarie, la parte- cipazione al concorso per dirigente scolastico. Ciò comporta che nei casi in cui, come nella fattispecie, in sede di ricostruzione della carriera l'amministrazione procede al riconoscimento dell'anzianità ma- turata nel servizio in epoca antecedente all'immissione in ruolo, occorre mantenere distinta l'anzianità utile ai fini dell'inserimento nelle fasce stipendiali (interessata dalla normativa di blocco), da quella che il docente può far valere a tutti gli altri fini, che non può risentire della “sterilizzazione” qui in discus- sione, i cui effetti restano limitati a quelli meramente economici. L'annualità del 2013 concorre, quin- di, a determinare la complessiva anzianità di servizio del docente, restando solo escluso che della stessa si debba tener conto ai fini dell'inserimento nelle fasce stipendiali sino a quando, reperite le necessarie risorse, il recupero sarà espressamente previsto dalla contrattazione collettiva.
2.7. Il principio qui enunciato solo in parte supera le conclusioni alle quali è pervenuta Cass. n. 16133/2024, pronunciata in fattispecie nella quale veniva in rilievo la “supervalutazione” del servizio prestato all'estero che il pretendeva di sterilizzare ad ogni effetto, perché anche quella pronuncia mantiene distinti CP_1 gli effetti giuridici derivanti dall'anzianità medesima rispetto a quelli economici, sicché la rimeditazio- ne dell'orientamento espresso resta limitata alla parte in cui il precedente arresto ha ritenuto che l'annualità del 2013 possa essere fatta valere, venuto meno il blocco ed anche in difetto di espressa pre- visione della contrattazione collettiva, ai fini dell'avanzamento automatico nelle fasce stipendiali.
3. In via conclusiva poiché la domanda proposta dalla si riferiva, come precisato nello storico di lite, al rico- noscimento a fini giuridici dell'anzianità maturata ed alla condanna dell'amministrazione al paga- mento delle differenze retributive derivate dal mancato riconoscimento dell'annualità del 2013, la cau- sa, che non richiede ulteriori accertamenti di fatto, può essere decisa nel merito nei termini specificati in dispositivo e con il solo rigetto della domanda di pagamento delle differenze retributive maturate.”.
3. In via conclusiva poiché la domanda proposta dalla si riferiva, come precisato nello storico di lite, al riconoscimento a fini giuridici dell'anzianità maturata ed alla condanna dell'amministrazione al pa- gamento delle differenze retributive derivate dal mancato riconoscimento dell'annualità del 2013, la causa, che non richiede ulteriori accertamenti di fatto, può essere decisa nel merito nei termini specifi- cati in dispositivo e con il solo rigetto della domanda di pagamento delle differenze retributive matura- te.”. In conclusione, dalle considerazioni delineate si evince la fondatezza del ricorso limitatamen-
6 te al riconoscimento ai fini giuridici dell'anzianità maturata dalla parte ricorrente per l'annualità del 2013 e senza effetti di tipo economico, con conseguente condanna della parte resistente a riconoscere solo ai fini giuridici tale anzianità. Infine, la complessità della questione giuridica esaminata e la sua assoluta novità giustificano l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti ex art. 92, co.2, c.p.c..
P.Q.M.
Il Tribunale civile di Cuneo, in composizione monocratica e in funzione di Giudice del lavoro e della previdenza sociale, definitivamente pronunciando, così dispone: accoglie il ricorso e per l'effetto: accerta e dichiara il riconoscimento ai fini giuridici dell'anzianità maturata da , , , Parte_1 Parte_2 Parte_3
, per l'annualità del 2013 e senza effetti di tipo eco- Parte_4 Parte_5 nomico;
condanna la parte resistente al riconoscimento ai fini giuridici dell'anzianità matura- ta dalle sopra elencate parti ricorrenti per l'annualità del 2013; spese di lite integralmente compensate tra le parti. Cuneo, 18.6.25 Il Giudice dott. N.Fiorello
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