Sentenza 16 gennaio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Livorno, sentenza 16/01/2025, n. 38 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Livorno |
| Numero : | 38 |
| Data del deposito : | 16 gennaio 2025 |
Testo completo
N. R.G. 417/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO di LIVORNO
Sezione Lavoro
Il Tribunale, nella persona del Giudice, dott.ssa Sara Maffei, ha pronunciato all'esito della camera di consiglio dell'udienza odierna, alle ore 13:52, mediante lettura del dispositivo con motivazione contestuale, assenti i procuratori, ex art. 429 c.p.c. la seguente
SENTENZA nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 417/2024 promossa da:
(C.F. , con il patrocinio dell'avv. BACCI CLAUDIA, Parte_1 C.F._1 elettivamente domiciliato presso il difensore avv. BACCI CLAUDIA
PARTE RICORRENTE
Contro
(C.F. ), con il patrocinio dell'avv. BENUCCI DANIELA, elettivamente CP_1 P.IVA_1 domiciliato in c/o CANCELLERIA G.D.P. fax 055/3205303 LIVORNO presso il difensore avv.
BENUCCI DANIELA
PARTE CONVENUTA
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO e MOTIVI DEL DECIDERE
pagina 1 di 11
Ritualmente costituitosi in giudizio l' ha contestato la fondatezza della domanda, CP_1 chiedendone il rigetto.
Ritenute non specificamente contestate le circostanze di fatto anche alla luce delle motivazioni alla base del rigetto amministrativo (v. ordinanza del 2.7.2024), la causa era istruita mediante l'esame dei documenti in atti versati e previa Ctu medico legale, ed all'udienza odierna la causa veniva infine discussa e decisa come da sentenza con motivazione contestuale.
In via preliminare, occorre premettere che, a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 13 del d.lgs. n.
38/2000, risulta più articolata la disciplina della rendita a carico dell' CP_1
Mentre in precedenza la prestazione era erogata solo in caso di inabilità permanente generica, assoluta o parziale che fosse (e cioè di una menomazione o di una esclusione definitiva delle attitudini psicofisiche dell'infortunato, genericamente riferite a qualsiasi proficuo lavoro ed in forma di rendita rapportata alla retribuzione ed al grado di inabilità), nel regime attuale, per effetto della estensione della tutela anche al cd. danno biologico, la determinazione dell'importo di detta prestazione viene effettuata attraverso la combinazione di due voci distinte: l'una relativa appunto al danno biologico, l'altra relativa alla riduzione della capacità lavorativa.
In particolare, la nuova prestazione indennizza integralmente il danno biologico, salvo che per le menomazioni di grado inferiore al 6%: tale indennizzo è “aredittuale” e viene erogato sotto forma di capitale quando la menomazione sia di grado inferiore al 16%, e sotto forma di rendita quando la menomazione superi tale ultima percentuale.
pagina 2 di 11 In tale ultimo caso, detta rendita viene integrata da una quota aggiuntiva destinata a ristorare anche le conseguenze patrimoniali del danno.
Quanto alla patologia per cui è causa sulla base della documentazioni in atti e sottoposta a visita la persona del ricorrente, il consulente tecnico nominato, dott.ssa ha esaurientemente Per_1 motivato, affermando l'esistenza di un nesso di compatibilità eziologica tra le mansioni svolte e la patologia lamentata, chiarendo “(..) Anamnesi lavorativa: Ha svolto i seguenti lavori: Dal 1988 al 1989: addetto al reparto macelleria di negozio CONAD. Dal 1989 al 1997: titolare di impresa artigiana macelleria
Dal 1998 al 2003: carpentiere, dipendente della Ditta COMCE presso ENI Dal 2003 a tutt'oggi alle dipendenze della ditta addett o al reparto macelleria, con turni settimanali di 37 ore. La Controparte_3 mansione di macellaio prevede la movimentazione manuale di cassette (circa 20 kg di peso) contenenti tranci di carne. Tali cassette vengonoposizionate nella cella frigo a varie altezze. Il tra sferimento dalla cella frigo al banco avviene tramite carrelli manuali. Al banco le cassette vengono svuotate. Il svolge attività di macelleria al Pt_1 banco tradizionale: taglio della carne con uso di mannaia, di coltelli, della sega ossi e dell'affettatrice. E' addetto inoltre, al confezionamento manuale della carne ed al rifornimento dei banchi frigo. Ha svolto il disosso della carne fino al 2020. Il disosso avviene con l'inserimento dei tranci di carne sui ganci dei binari al soffitto (circa 6-7 anteriori o 10 cosci/posteriori da disossare a turno) Effettua il disosso facendo forza con la mano sinistra. Con la destra impugna il coltello e con la mano sinistra si aiuta, facendo forza, a staccare il muscolo dall'osso (per il coscio).
Quindi, effettua direttamente in macelleria, il disosso dei pezzi. Lo stesso viene effettuato per togliere le carni dalle costole dell'animale. Utilizza la macina carne;
questa viene caricata dall'alto e la carne macinata viene pressata e stesa a mano. Durante il lavoro di macellaio quindi è stato addetto al sollevamento di carichi ed al mantenimento di posture incongrue con gli arti superiori durante il carico/scarico delle cassette, nelle operazioni di attacco dei pezzi di carne ai ganci (al soffitto), nelle operazioni di disosso, nell'uso di attrezzatura da lavoro. Anamnesi fisiologica e patologica Niente di rilevante da segnalare nell'anamnesi fisiologica del paziente. Iperteso in trattamento farmacologico. Nessuna patologia o traumi ai distretti in esame. Ha praticato calcio e tennis in età giovanile. Non ha mai sofferto di patologia di natura reumatologica. Attualmente svolge ginnastica. − Titolare di rendita CP_1
16% per sofferenza algo disfunzionale del tratto lombare rachideo da plurime discopatie RMN ac certate;
grado
8%; tendinopatia del sovraspinato con impegno articolare bilaterale maggiore a destra, grado 4%; compromissione sensitiva bilaterale nervo mediano al carpo, grado 4%; sofferenza algo disfunzionale bilaterale gomiti da tendinopatia inserzionale;
grado 3%. d) Clinica ed esame obiettivo Trattasi di uomo di 61 anni, peso 80 kg, h 172 cm. Alla visita è apparso lucido e ben orientato nel tempo e nello spazio ed in apparente buona salute. Il Sig. alla Pt_1 visita, lamentava da alcuni anni spiccata dolorabilità e limitazione antalgica a carico delle spalle che si accentuava pagina 3 di 11 durante l'attività lavorativa e sotto sforzo. Il paziente è destrimane All'esame obiettivo: dolorabilità locale spalla destra, apparente impegno articolare bilaterale maggiore a destra per elevazione consentita normalmente sia in laterale che in anteriore sino a 120° a destra, a 130° a sinistra. Ulteriore articolarità è consentita oltre questo limite, passivamente. (..) Sulla base della documentazione esaminata e da quanto appurato in sede di perizia medico-legale si può affermare che il Sig. di anni 61 sia affetto dalla seguente patologia della spalla Parte_1 sinistra “Tendinopatia bilaterale del capo lungo del bicipite e borsite SAD bilaterale ” La tendinopatia del capo lungo del bicipite e la borsite SAD sono alterazioni che rientrano fra le affezioni degenerative della spalla, della cuffia dei rotatori Tali alterazioni, molto spesso compaiono a carico dell'arto dominante, quello che in realtà si usa di più nelle attività lavorative o sportive con i movimenti o le posizioni della spalla favorenti la sua insorgenza. Il sintomo principale, nelle fasi iniziali della malattia, è rappresentato dal dolore nell'eseguire i movimenti della spalla;
nelle fasi avanzate compaiono dolori anche notturni ed irradiati, con associata riduzione della funzi one motoria.
Attualmente la sindrome della cuffia dei rotatori, viene inquadrata con il termine di attrito/conflitto acromio- omerale (impingement syndrome). Le formazioni anatomiche interessate nella sindrome della cuffia dei rotatori sono i tendini, privi di guaina, deimuscoli sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare (muscoli extrarotatori dell'arto superiore) con funzione di contenere l'articolazione della spalla e permettere l'elevazione sul piano frontale.
La sindrome della cuffia dei rotatori è una irritazione delle strutture sotto acromiali (i tendini della cuffia dei rotatori, la borsa sottoacromiale) dovuta ad una diminuita vascolarizzazione ed ad un processo degenerativo dei tessuti causati dal ripetuto schiacciamento (impingement) dei tendini della cuffia dei rotatori e della borsa sottoacromiale, durante i movimenti di elevazione dell'arto superiore (per esempio come nella semplice e comune manovra dell'indossare una maglia), tra la testa dell'omero ed il processo acromiale della scapola. I processi anatomopatologici consistono in una degenerazione, sino alla necrosi fibrillare, dei tendini con rottura parziale o completa, più frequentemente a carico del tendine del muscolo sopraspinoso e degli altri tendini dei muscoli rotatori alla inserzione omerale (entesopatia), nonché del tendine del capo lungo del bicipite brachiale. La rottura della cuffia
è la fase terminale di un impingement protratto e, spesso, coesiste una infiammazione della borsa sottoacromiale. È frequente l'evoluzione calcifica. Per quanto riguarda il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori per gli addetti che utilizzano utensili di un certo peso, per lunghi periodi della giornata lavorativa, con le braccia all'altezza delle spalle, con i gomiti posti in posizione flessa, l'analisi dell'andamento delle malattie professionali denunciate mostra proprio un aumento di quelle malattie che gravano sull'apparato osteoarticolare;
tale rischio è identificabile anche in funzione degli elementi caratt erizzanti il binomio attrezzature -attività. Inoltre tali malattie, a eziopatogenesi multifattoriale , sono riscontrabili anche nella popolazione 'non esposta' per cause locali o cause generali legate a pregressi traumatismi, all'invecchiamento, a patologie dismetaboliche/reumatiche ecc..; analoghi pagina 4 di 11 meccanismi da sollecitazioni biomeccaniche si verificano inoltre in attività sportive e/o hobbistiche. Una situazione lavorativa di sovraccarico degli arti superiori si verifica quando i gesti lavorativi, compiuti con gli arti superiori, sono frequenti, rapidamente ripetuti, uguali a se stessi per lunghi periodi del turno di lavoro, richiedono sviluppo di forza manuale, comportano posture incongrue del segmento dell'arto superiore, non sono alternati con periodi di recupero o riposo. Altri fattori in grado di amplificare il rischio, quando concomitanti, sono l'utilizzo di strumenti vibranti e di utensili con impugnatura inadeguata, il contatto con il freddo, esecuzione di lavori di precisione, l'uso di guanti inadeg uati e i ritmi di lavoro determinati dalla macchina. A titolo esemplificativo alcuni esempi di lavorazioni a rischio presunto disovraccarico biomeccanico degli arti superiori e di alcune modalità operative che possono esporre al medesimo rischio sono: mag azzinaggio, cassiera in supermercati, montaggio, assemblaggio su linea, preparazioni manuali, confezionamento imballaggi su linea, operazioni di cernita manuale, uso di attrezzi manuali che comportano uso di forza (leve, pinze, tenaglie, taglierine, raschietti, uso mole, frese, martelli etc..) Per quanto riguarda l'identificazione dei rischi lavorativi, in relazione alla correlazione con i disturbi a carico degli arti superiori, in letteratura sono riportati alcuni cosiddetti “segnalatori” che consentono di discriminare quei contesti di lavoro in cui può risultare una più significativa esposizione ai fattori di rischio per le patologie degli arti superiori.
Sono ritenuti problematici i lavori in cui l'operatore ha una esposizione quotidiana a d uno o più dei segnalatori di possibile esposizione fra quelli riportati di seguito:
1. RIPETITIVITA' Lavori con compiti ciclici che comportino l'esecuzione dello stesso movimento degli arti superiori ogni pochi secondi, oppure la ripetizione di un ciclo di movimenti per più di due volte al minuto per almeno due ore complessive nel turno lavorativo 2. USO DI FORZA
Lavori con uso ripetuto (almeno 1 volta ogni 5 minuti) della forza delle mani per almeno due ore complessive nel turno lavorativo. Fra cui: -afferrare con presa di forza della mano (grip) un oggetto con supporto che pesa più di 2. 7 kg o usare una equivalente forza di grip;
-afferrare, con presa di precisione della mano (per lo più tra pollice ed indice, pinch, oggetti non supportati che pesano più di 900 grammi o usare un'equivalente forza di pinch;
-sviluppare su attrezzi, leve, pulsanti, ecc. forze manuali pressochè massimali (stringere bulloni con chiavi, stringere viti con cacciavite manuale, ecc.).
3. POSTURE INCONGRUE Lavori che comportino il raggiungimento o il mantenimento di posizioni estreme della spalla o del polso per periodi di 1 ora continuativa o di 2 ore complessive nel turno di lavoro. Sono parametri indicativi al proposito: -posizione delle mani sopra la testa e/o posizioni del braccio sollevato ad altezza delle spalle -posizioni in evidente deviazione del polso.
4. IMPATTI RIPETUTI lavori che comportino l'uso della mano come un attrezzo (ad es. usare la mano come un martello) per più di 10 volte all'ora per almeno 2 ore complessive sul turno di lavoro. La postura di lavoro caratterizzata dal mantenimento delle braccia sopra il piano delle spalle è ritenuta sicuramente una postura incongrua, cioè scorretta. Le posture scorrette sono quelle in cui diverse parti del corpo non si tr ovano nella posizione naturale: se un'articolazione si sposta dalla pagina 5 di 11 propria posizione naturale “è necessario un maggior sforzo muscolare per ottenere la stessa forza e si produce quindi fatica muscolare. Inoltre, le posizioni non neutre possono accrescere le sollecitazioni di tendini, legamenti e nervi, aumentando il rischio di lesioni” A differenza della postura corretta che invece è una “postura comoda, che consente il naturale allineamento delle articolazioni – ossia la posizione neutra del corpo. Se il corpo opera in posizione neutra diminuiscono le tensioni e le sollecitazioni di muscoli, tendini e sistema scheletrico riducendo così il rischio che i lavoratori sviluppino disturbi muscolo scheletrici (DMS)”. Nelle indagini epidemiologiche presenti in letteratura, prevalentemente caratterizzate da un disegno dello studio di tipo trasversale, è stata dimostrata un'elevata prevalenza di tale tipo di patologia in categorie di lavoratori quali saldatori, montatori, addetti al confezionamento di pacchi, lavoratori esposti ad elevati ritmi ripetitivi e con richiesta di elevata applicazione di forza, nonché di addetti ai lavori che richiedono di mantenerele mani all'altezza delle spalle. Negli studi condotti, la forza dell'associazione è risultata molto elevata, indicando effetti non attribuibili al caso. La replicabilità degli studi in diversi settori industriali, caratterizzati da lavori ripetitivi e con arti sollevati circa all'altezza delle spalle, si è dimostrata positiva, evidenziando una correlazione significativa con il lavoro. Infatti nell'attività lavorativa che comporta il sollevamento degli arti superiori circa all'altezza delle spalle vengono esercitate, a carico dei tendini delle spalle, compressioni e tensioni statiche che, compromettendo la c ircolazione, possono accelerare il processo degenerativo (..) Fra le principali lavorazioni da ritenersi a rischio di sovraccarico biomeccanico (elenco rilevato dalla casistica esaminata in
Sovrintendenza Medica Generale e secondo le esperienze maturate nella partecipazione a gruppi di lavoro esterni) riportate nella circolare n. 81 del 27 dicembre 2000 è segnalata la “Lavorazione delle carni (pollami, suini): macellazione (scuoio, eviscerazione, disosso,) ecc, insaccamento a ritmi prefissati e/o elevati” E' verosimile che l'attività svolta dal Sig. per più di 20 anni, lo abbia esposto al sovraccarico degli arti superiori;
tale attività Pt_1 ha comportato il verificarsi di microtraumi e l'assunzione di posture incongrue della spalla per la movimentazione di casse, il rifornimento del banco della carni, la preparazione di carni macinate, azioni che comunque si svolgono per diverse ore al giorno e che impegnano gli arti superiori. Il Sig. ha altri riconoscimenti per patologie Pt_1 CP_1 dell'arto superiore quindi l'Ente assicuratore, nei casi precedenti di interessamento degli altri distretti dell'arto superiore e dello stesso distretto, ha ammesso il rischio. Esiste quindi a parere della scrivente, un nesso quanto meno concau sale fra attività lavorativa svolta e l'affezione presentata dal ricorrente alle spalle “Tendinopatia del capo lungo del bicipite bilaterale e borsite sub acromion deltoidea bilaterale” . Sulla base degli esami RM del 2020, del
2022 e del 2024 è da se gnalare una evidente reazione flogistica delle sinovie che hanno portato alla presenza di un versamento ed alla tendinopatia del capolungo del bicipite. Tali alterazioni, per il fatto che sono state documentate all'esame RMN ripetuto nel tempo (2020, 2022 e 2024) stanno a dimostrare la cronicizzazione La borsite è fra le cause più comuni del versamento;
è una infiammazione della borsa sierosa dell'articolazione della spalla, della borsa pagina 6 di 11 subacromiale, perché si trova fra l'acromion ed i muscoli deltoide e s ovraspinoso. Comunemente, la borsite alla spalla si trova contemporaneamente a problemi della cuffia dei rotatori. La borsite cronica si sviluppa a seguito della infiammazione “cronica”, della irritazione ripetitiva della borsa;
è il sovraccarico funzional e che fa “gonfiare” la borsa, con conseguente riempimento di liquido (versamento). La ripetizione di un certo movimento può portare alla infiammazione della borsa a causa dell'attrito tra la stessa da un lato ed un tessuto dall'altro (tendine, osso e legamento) con formazione quindi, di un versamento La tendinopatia del capolungo del bicipite: Il ruolo biomeccanico del tendine del capo lungo del bicipite e la sua azione a livello dell'articolazione glenoomerale sono discussi in letteratura, ma si tende ad attribuire a questa struttura un ruolo quantomeno di stabilizzatore passivo, anche se secondario alla cuffia dei rotatori, soprattutto nel contrastare l'eccessiva traslazione anteriore della testa omerale. La patofisiologia delle tendinopatie è altresì un fenomeno complesso, ma normalmente è riconosciuto il ruolo dei fattori di irritazione meccanici come la compressione e la trazione ripetute del tendine durante il movimento, che favoriscono un'alterazione dell'omeostasi dei tessuti, con possibile sviluppo di tenosinovite ed edema locale. Se la patologia progredisce, il tendine e la guaina sinoviale vanno incontro a modifiche strutturali, come ispessimento, fibrosi e formazione di adesioni che riducono lo spazio e quindi la mobilità all'interno della doccia bicipitale, predisponendo anche il tendine alla rottura. Nel caso del Sig. non emergono in anamnesi traumatismi, attività sportive o Pt_1 patologie dismetaboliche o reumatiche che possono aver comportato l'insorgere della malattia, quindi non sono emersi fattori extralavorativi di rilievo, mentre i fattori di rischio professionale sembrano aver svolto un ruolo importante nel determinismo della malattia. Anche ammettendo una causa extralavorativa in ambito vige il principio della CP_1 equivalenza delle concause, da cui consegue che l'indennizzabilità della malattia denunciata non potrà essere negata sulla base di una valutazione di prevalenza qualitativa o quantitativa delle concause extralavorative nel determinismo della patologia” (Istruzione operativa 2006) Il principio sopra espresso viene applicato CP_1 qualora risulti accertato che gli agenti patogeni lavorativi siano dotati di idonea efficacia causale rispetto alla malattia diagnosticata. Nel caso in questione, gli agenti lavorativi come sopra specificato, sono da ritenere di idonea efficacia causale rispetto alla malattia diagnosticata, per cui il principio ha ragione di essere applicato. Nella revisione della “Nuova tabella delle malattie professionali in industria e nell'agricoltura” (DM 10/10/2023) alla voce 74 al punto a) è inserita la tendinopatia degenerativa della cuffia dei rotatori ed al punto d) è inserita la voce
“borsite cronica” con indicazione delle lavorazioni esponenti: lavorazioni svolte in modo non abituale e sistematico che comportano a carico della spalla movimenti ripetuti, mantenimento prolungato di posture incongrue e impegno di forza. Le patologie determinano degli esiti permanenti e comportano una diminuzione dell'integrità psico-fisica
(danno biologico). La tabella di cui al DM 12 luglio 2000 prevede, per le patologie osteoarticolari, un punteggio per il danno composto (danno anatomico e danno funzionale). Per il danno anatomico può essere attribuito il cod 227
pagina 7 di 11 “Esiti di lesione delle strutture muscolo-tendinee della spalla, apprezzabili strumentalmente, non comprensive del danno derivante dalla limitazione funzionale” (fino a 4%) ed il cod 228 “Esiti di lesioni tendinee del muscolo bicipite brachiale, a seconda del deficit di forza” (fino a 6%) La valutazione per il danno funzionale delle articolazioni, da fare caso per caso, va dal danno in anchilosi (impossibilità attiva e passiva a qualsiasi movimento articolare- voce 223 della tabella- arto dominante 25%; arto non dominante 20%) a la limitazione ai gradi estremi.(voce 224; 3%). In particolare, si considera: - limitazione lieve quella quantificabile intorno ad 1/3 della funzione e comunque superiore alla limitazione qualificata ai gradi estremi;
- limitazione media, deficit funzionale medio, quello che comporta una limitazione della funzione intorno ad ½ , da rilevare secondo le normali manovre di semeiotica;
- deficit della funzione grave è da attribuire ai casi in cui si ha una riduzione della funzione superiore a
2/3. Al danno anatomico (cod 227) deve essere aggiunto il danno funzionale (cod. 224 per analogia) correlato alla limitazione ai gradi estremi. Considerando che il deficit funzionale è determinato, oltre che dalla borsite, anche dalla tendinopatia del capo lungo del bicipite bilaterale, complessivamente (danno anatomico e danno funzionale), il grado delle menomazioni valutabili, secondo i criteri di cui all'art. 13 D. L.vo 38/2000 e D.M. 12/07/2000, in relazione alla bilateralità dell'affezione, è 3% (tre per cento) (cod. 227 e cod 224; cod. 228). 3)
CONCLUSIONI Pertanto, sulla base delle considerazioni sopra riportate, rispondo ai quesiti postimi dall'Ill.mo
Sig. Giudice: − Il Signor è affetto dalla seguente patologia della spalla “Tendinopatia del capo lungo Parte_1 del bicipite bilaterale e borsite sub acromion deltoidea bilaterale” . - L'esame RMN spalla sinistra effettuata il
24/01/2020 aveva evidenziato : “…Lieve distensione flogistica con edema e modesto versamento nella borsa subacromion deltoidea. Discreto versamento nel recesso ascellare e nella borsa sottocoracoidea. Versamento anche nella guaina del tendine del capo lungo del bicipite. Modeste alterazioni degenerative ai restanti tendini della cuffia dei roatori”. L'esame RM della spalla destra effettuato il 24/01/2020 aveva evidenziato: “…Lieve distensione flogistica con sottile falda liquida nella borsa subacromion deltoidea. Fini irregolarità corticale al trochite omerale.
Lieve ampliamento dell'intervallo dei rotatori con modesto versamento nelrecesso articolare gleno omerale superiore e nella borsa sottocoracoidea. Sottile falda liquida nella guaina del tendine del capo lungo del bicipite”. L'esame
RMN spalla destra effettuata il 24/08/2022 aveva evidenziato … Lieve ispessimento flogistico della borsa sub acromion deltoidea. Sottile falda liquida nella guaina del tendine del capo lungo del bicipite . Modeste irregolarità degenerative del cercine glenoideo. Versamento nella borsa sottocoracoidea. L'esame RMN spalla sinistra effettuata presso il Centro Sanitario in data 24/08/2022 :”. Sottile falda nella guaina del tendine del capo lungo del bicipite e nell'articolazione gleno omerale”. L'esame RMN spalla sin e spalla destra effettuate il 05/03/2024 aveva evidenziato ”….Spalla sinistra: Soffusione della borsa subacromion deltoidea e sotto coracoidea con minimo versamento articolate. Continuo il tendine del capo lungo del bicipite, più sottile che di norma con distensione della pagina 8 di 11 sua guaina per tenosinovite. Spalla destra: Modesto versamento articolare con distensione della borsa sotto coracoidea e subacromion deltoidea. Continuo il tendine del capo lungo del bicipite con distensione della sua guaina per tenosinovite. La presenza del versamento è espressione di una reazione flogistica delle sinovie, di una borsite. −
Esiste un nesso di compatibilità fra la patologia presentata e la lavorazione svolta consistente in più di 20 anni di attività comportante il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori − E' da ritenere che la patologia delle borse sierose e del capolungo del bicipite bilaterale determini degli esiti permanenti comportando una diminuzione dell'integrità psico-fisica (danno biologico) del 3% (tre per cento). La decorrenza è dalla domanda: 20/02/2020 −
Dall'analisi della documentazione è emerso che il Sig. è titolare di rendita 16% per sofferenza algo Pt_1 CP_1 disfunzionale del tratto lombare rachideo da plurime discopatie RMN accertate;
grado 8%; tendinopatia del sovraspinato con impegno articolare bilaterale maggiore a destra, grado 4%; compromissione sensitiva bilaterale nervomediano al carpo, grado 4%; sofferenza algo disfunzionale bilaterale gomiti da tendinopatia inserzionale;
grado
3%. − Alla luce dei precedenti riconoscimenti, ritengo equa la valutazione complessiva 18% (diciotto per cento)”
(cfr. relazione peritale in atti).
Le risultanze della CTU medico legale appaiono pienamente condivisibili, essendo la espletata indagine correttamente eseguita ed immune da profili di censurabilità, ed avendo la dott.ssa
[...] reso precisa posizione sulle note critiche del CTP di parte . Per_1 CP_1
In particolare, chiariva in punto il CTU “Come sottolineato dalla Dott.ssa il Sig. ha effettuato Per_2 Pt_1 più accertamenti a carico dei distretti interessati, spalle, che hanno evidenziato negli anni la permanenza delle alterazioni patologiche a carico del tendine del Capo lungo del bicipite omerale e della borsa sub acromion deltoidea bilateralmente. Si riportano sinteticamente, come già elencate nel paragrafo conclusioni della presente relazione, per facilità nella lettura, l'estratto dei referti degli accertamenti eseguiti: -Esame RMN spalla sinistra effettuata il
24/01/2020: “…Lieve distensione flogistica con edema e modesto versamento nella borsa subacromion deltoidea.
… Versamento anche nella guaina del tendine del capo lungo del bicipite. Modeste alterazioni degenerative ai restanti tendini della cuffia dei rotatori”; -Esame RM della spalla destra effettuato il 24/01/2020: “…Lieve distensione flogistica con sottile falda liquida nella borsa subacromion deltoidea. … Sottile falda liquida nella guaina del tendine del capo lungo del bicipite ”. -Esame RMN spalla destra effettuata il 24/08/2022“… Lieve ispessimento flogistico della borsa sub acromion deltoidea. Sottile falda liquida nella guaina del tendine del capo lungo del bicipite . Modeste irregolarità degenerative del cercine glenoideo. Versamento nella borsa sottocoracoidea”. -
Esame RMN spalla sinistra effettuata presso il Centro Sanitario in data 24/08/2022:”. Sottile falda nella guaina del tendine del capo lungo del bicipite e nell'articolazione gleno omerale”. -Esame RMN spalla sin e spalla destra effettuate il 05/03/2024 ”….Spalla sinistra: Soffusione della borsa subacromion deltoidea e sotto pagina 9 di 11 coracoidea con minimo versamento articolate. Continuo il tendine del capo lungo del bicipite, più sottile che di norma con distensione della sua guaina pertenosinovite. Spalla destra: Modesto versamento articolare con distensione della borsa sotto coracoidea e subacromion deltoidea. Continuo il tendine del capo lungo del bicipite con distensione della sua guaina per tenosinovite..” Le alterazioni sono state confermate negli accertamenti effettuati nel 2020, 2022 e
2024, quindi sono alterazioni da ritenere croniche anche se di modesta entità; la patologia quindi è presente. Per quanto riguarda la fisiopatologia, la borsite cronica si sviluppa a seguito della infiammazione “cronica”, della irritazione ripetitiva della borsa;
è il sovraccarico funzionale che fa “gonfiare” la borsa, con conseguente riempimento di liquido (versamento). La ripetizione di un certo movimento può portare alla infiammazione della borsa a causa dell'attrito tra la stessa da un lato ed un tessuto dall'altro (tendine, osso e legamento) con formazione quindi, di un versamento Relativamente alla tendine del capolungo del bicipite, il suo ruolo è biomeccanico e la sua azione è quella di stabilizzatore passivo a livello dell'articolazione glenoomerale, soprattutto nel contrastare l'eccessiva traslazione anteriore della testa omerale. La patofisiologia delle tendinopatie è un fenomeno complesso, ma normalmente è riconosciuto il ruolo dei fattori di irritazione meccanici come la compressione e la trazione ripetute del tendine durante il movimento, che favoriscono un'alterazione dell'omeostasi dei tessuti, con possibile sviluppo di “tenosinovite ed edema locale”. Se la patologia progredisce, il tendine e la guaina sinoviale vanno incontro a modifiche strutturali, come ispessimento, fibrosi e formazione di adesioni che riducono lo spazio e quindi la mobilità all'interno della doccia bicipitale, predisponendo anche il tendine alla rottura. Quindi la patologia è da ritenere, nel caso del Sig. di Pt_1 natura cronica. Il Sig ha svolto attività di macellaio e quindi per più di 20 anni è sato addetto ad attività Pt_1 comportante il rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori Il rischio era già stato riconosciuto dall'ente assicuratore in quanto il ricorrente ha già riconosciute patologie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, interessanti lo stesso distretto, quali la tendinopatia del sovraspinato con impegno articolare bilaterale maggiore a destra, grado 4%. In conclusione, per i motivi sopra espressi non posso che confermare le conclusioni riportate nella bozza della CTU.” (v., ancora, elaborato peritale in atti).
In presenza del prescritto requisito medico-legale, va pertanto dichiarato il diritto della parte ricorrente all'indennizzo di legge ex D.l.vo 38/2000 nella misura complessiva del 18%, con decorrenza di legge.
Per l'effetto l' va condannato alla corresponsione del relativo indennizzo di legge e con la CP_1 indicata decorrenza, oltre interessi legali dal 121° giorno dalla domanda amministrativa e fino al saldo oltre accessori come per legge.
pagina 10 di 11 Quanto alle spese di lite, esse seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo, ex
DM 55/14, avuto riguardo a scaglione di valore, natura della causa e ad attività svolta;
come pure le spese di ctu, liquidate con separato decreto.
P.Q.M.
Disattesa ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione, pronunciando sul ricorso:
- dichiara il diritto di parte ricorrente all'indennizzo per malattia professionale nella misura complessiva, tenendo conto dei precedenti riconoscimenti dell' , del 18%, con la decorrenza CP_1 sopra indicata;
- condanna l' alla corresponsione in favore del ricorrente del predetto indennizzo, nella misura CP_1 di legge e con la indicata decorrenza, oltre accessori di legge dalla scadenza e fino al saldo;
- condanna l' al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 2.700,00 oltre IVA e CPA e CP_1
15% per spese generali, da distrarsi in favore del difensore dichiaratosi antistatario;
- pone definitivamente le spese di c.t.u., liquidate in separato decreto, a carico dell' . CP_1
LIVORNO, 16 gennaio 2025
Il Giudice dott.ssa Sara Maffei
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