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Sentenza 6 febbraio 2025
Sentenza 6 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Venezia, sentenza 06/02/2025, n. 644 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Venezia |
| Numero : | 644 |
| Data del deposito : | 6 febbraio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI VENEZIA
Sezione specializzata in materia di immigrazione CIVILE
Il Tribunale, nella persona del Giudice Onorario di Pace, dr.ssa Francesca Orlando
Facchin, ha pronunciato la seguente
SENTENZA EX ART. 281 TERDECIES CPC
nella causa civile di I Grado iscritta al n. R.G. 9278/2023 promossa da:
Parte_1 Parte_2 Parte_3
[...] Parte_4 Parte_5 [...]
Parte_6 Parte_7 Parte_8 Pt_9
, , ,
[...] Parte_10 Parte_11 Parte_12 [...]
Pt_13 Parte_14 Parte_15
, , tutti rappresentati e Parte_16 Parte_17
difesi in giudizio, giusta procure in atti, dall'Avv. Giovanni Bonato
RICORRENTI
contro
Controparte_1
CONVENUTO CONTUMACE
e con l'intervento della
PROCURA DELLA REPUBBLICA DI VENEZIA
CONCLUSIONI
Per i ricorrenti: come da note scritte depositate il 12.12.2024
OGGETTO: riconoscimento cittadinanza jure sanguinis e jure matrimonii
Fatto, svolgimento del processo e motivi della decisione
nato il [...]; nato il [...]; Parte_1 Parte_2
nata il [...]; nata il [...]; Maria Parte_3 Parte_4
1 nata il [...]; nato il [...]; Parte_5 Parte_7 Pt_8
nato il [...]; nata il [...]; nato il
[...] Parte_9 Parte_10
01/06/1994; nato il [...]; nata il [...]; Parte_11 Parte_12
nato il [...]; nato il [...]; Parte_13 Parte_14 [...]
nato il [...]; , nata il [...] e Parte_15 Parte_16
, nato il [...]; tutti nati in BR, adivano il Tribunale di Parte_17
Venezia chiedendo che fosse accertato e dichiarato di essere cittadini italiani jure
sanguinis, per discendenza da avo italiano.
nata il [...] (anch'essa in BR), adiva il Parte_6
Tribunale di Venezia, chiedendo che fosse accertato e dichiarato di essere cittadina italiana jure matrimonii, in forza del matrimonio contratto con qui Parte_7
ricorrente.
A sostegno della domanda deducevano di essere discendenti di (o Persona_1
o o ), nato il [...] a [...] Persona_1 Persona_1 Persona_2
AS (TV), figlio di (o o o ) Persona_3 Persona_3 Persona_3 Persona_3
e di (o o ), cittadino italiano, Persona_4 Persona_4 Persona_5
poi emigrato e deceduto in BR senza mai naturalizzarsi né rinunciare alla cittadinanza italiana;
per la linea di discendenza, si richiama integralmente quanto dedotto dai ricorrenti nel ricorso introduttivo e da intendersi qui integralmente richiamato e trascritto.
La prima udienza del 19.12.2024 veniva tenuta ex art. 127 ter cpc e, precisate le conclusioni dai soli ricorrenti con note scritte depositate il 12.12.2024, la causa va ora trattenuta in decisione.
***
I fatti e le motivazioni dedotte risultano fondate e provate documentalmente.
Preliminarmente va rilevato che il non si è costituito sicché, verificata la CP_1
regolarità della notifica del ricorso e del decreto di fissazione d'udienza ex art. 281
undecies cpc, ne va dichiarata la contumacia.
Ancora in via preliminare, deve osservarsi che l'avo italiano, è nato Persona_1
prima dell'annessione del Veneto al Regno d'Italia, avvenuta, come noto, nel mese di ottobre del 1866.
2 Va precisato, in proposito, che gli artt. 4 – 15 del Codice civile del 1865 erano tratti dal precedente codice civile del Regno Sardo (Statuto Albertino del 1848), che riconosceva i diritti civili e politici, propri dell'odierno status civitatis, ai c.d. regnicoli.
La disciplina codicistica era basata, da un lato, sulla trasmissibilità iure sanguinis dello status civitatis, ma, dall'altro, sull'unicità della cittadinanza per l'intero nucleo familiare, la cui situazione era legata a quella del marito/padre.
Tali principi, tuttavia, trovavano alcune significative deroghe nei casi di figli di stranieri nati in Italia o nei casi di familiari del cittadino emigrato che fossero rimasti in Italia.
Si determinava, pertanto, un ampio ed articolato dibattito politico diretto a modificare le norme sulla cittadinanza, che indusse il legislatore dapprima ad emanare la legge sulle migrazioni n. 23 del 31.01.1901 e, successivamente, la legge n. 217 del 17.05.1906.
Per l'effetto, coloro che erano nati prima dell'unificazione d'Italia furono considerati cittadini italiani, anche se emigrati, a condizione che non avessero acquisito la cittadinanza straniera al momento in cui lo Stato preunitario di provenienza era entrato a far parte del Regno d'Italia.
Si deve, pertanto, ritenere che , nato prima dell'annessione del Persona_1
Veneto al Regno d'Italia, abbia acquisito la cittadinanza italiana in seguito alla predetta annessione (1866).
In ordine alla linea di discendenza ci si riporta integralmente a quanto dedotto dai ricorrenti nel proprio ricorso introduttivo, da intendersi qui integralmente richiamato,
riprodotto e provato sulla base dei documenti allegati;
ad integrazione si rileva che i diversi nomi e cognomi dell'avo, poi tramandati ai discendenti qui ricorrenti, risultano dal certificato di non naturalizzazione brasiliana prodotto sub doc. 4.
Circa la competenza del Tribunale di Venezia, va premesso che la Legge Delega n.
206/2021 prevede, al comma n. 36, che “all'articolo 4, comma 5, del decreto-legge
17 febbraio 2017, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n.
46, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando l'attore risiede all'estero le
controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate
3 avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani»”.
Il comma n. 37 della cit. Legge prevede che “Le disposizioni dei commi da 27 a 36 del presente articolo si applicano ai procedimenti instaurati a decorrere dal
centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge”.
Pertanto a far data dal 22.06.2022, in caso di ricorrenti residenti all'estero, la competenza del Tribunale si è spostata dal Foro di Roma al Foro di nascita dell'avo italiano, o più precisamente al Tribunale in cui hanno sede le Sezioni Specializzate in materia di immigrazione e cittadinanza.
Nel caso di specie l'avo, era nato in [...], da cui Persona_1
deriva la competenza di questo Tribunale, nella sezione specializzata in materia di immigrazione.
Orbene, il riconoscimento della cittadinanza italiana è oggi disciplinato dalla Legge
n. 91/1992 e relativi regolamenti di esecuzione.
L'art. 1 della citata legge stabilisce che è cittadino italiano per nascita il figlio di padre o madre cittadini.
Per essere riconosciuti cittadini italiani per discendenza è necessario dimostrare con certificati di registro civile la linea diretta con l'antenato italiano nato in [...] fino al richiedente.
Alla luce della documentazione in atti, va osservato che la linea di discendenza rappresentata ed elencata nel ricorso trova, invero, esatto riscontro nella documentazione allegata.
Risulta, inoltre, che non era mai stato naturalizzato cittadino Persona_1
brasiliano e mai aveva rinunciato alla cittadinanza italiana, avendola quindi trasmessa iure sanguinis al figlio, , che l'aveva a sua volta trasmessa ai Persona_6
suoi discendenti, sicché questi sono a loro volta cittadini italiani.
Dall'esame di tale documentazione emerge che vi è stato un caso di trasmissione della cittadinanza per via materna prima dell'entrata in vigore della Costituzione
( nata il [...] in [...]). Per_7
Tale sequenza, in base alla legge al tempo vigente, determinava l'interruzione della
4 trasmissione della cittadinanza iure sanguinis, sia perché al tempo prevista (salvo casi marginali) unicamente per via paterna, sia perché l'art. 10 della legge n.
555/1912 stabiliva la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si univa in matrimonio con un cittadino straniero.
Tuttavia la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 87 del 09.04.1975, dichiarava costituzionalmente illegittimo il predetto art. 10 della legge n. 555/1912 “nella parte in cui prevede la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna automaticamente per il solo fatto del matrimonio con lo straniero” e,
con la sentenza n. 30 del 09.02.1983 dichiarava, altresì, costituzionalmente illegittimo l'art. 1 della medesima legge sopra citata “nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina”, ritenendo che la citata legge generasse una gravissima disuguaglianza morale, giuridica e politica dei coniugi, ponendo la donna in uno stato di evidente inferiorità, in quanto privata automaticamente, per il solo fatto del matrimonio, dei diritti del cittadino italiano.
Le suddette pronunce, pertanto, hanno così ricondotto ai valori costituzionali di uguaglianza e parità tra i coniugi, sanciti dagli artt. 3 e 29 della Costituzione, la previgente disciplina legislativa sullo status civitatis, consentendo la possibilità di acquisto della cittadinanza italiana per linea materna.
Tanto premesso, secondo un primo orientamento, gli effetti favorevoli di tali pronunce avrebbero potuto estrinsecarsi solo a partire dalla data di entrata in vigore della Costituzione stessa, con “salvezza” delle situazioni già definite all'epoca.
Tale sostanziale disparità di trattamento, tuttavia, è stata superata grazie ad una pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, n. 4466 del 25.02.2009, che ha affermato “per effetto delle sentenze della Corte Costituzionale n. 87 del 1975 e n. 30 del 1983, deve essere riconosciuto il diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all'estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino
straniero nel vigore della L. 555 del 1912 che sia stata, di conseguenza, privata della cittadinanza italiana a causa del matrimonio”.
Invero, pur condividendo il principio dell'incostituzionalità sopravvenuta, secondo il quale la declaratoria d'incostituzionalità di norme precostituzionali produce effetto soltanto sui rapporti e situazioni non ancora esaurite alla data del 01.01.1948, non
5 potendo retroagire oltre l'entrata in vigore della Costituzione, la Corte afferma che il diritto di cittadinanza, in quanto “status” permanente ed imprescrittibile (fatta salva l'estinzione per effetto della rinuncia da parte del richiedente), è giustiziabile in ogni tempo (anche in caso di pregressa morte dell'ascendente o del genitore dai quali deriva il riconoscimento ed anche a prescindere da una esplicita dichiarazione di volontà resa dal soggetto interessato).
Per l'effetto, il diritto di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana è perdurante anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione a causa dell'illegittima privazione dovuta alla norma discriminatoria dichiarata incostituzionale.
Dunque, lo stato di cittadinanza deve essere riconosciuto in via giudiziaria (e anche a prescindere da una esplicita dichiarazione di volontà resa dal soggetto interessato), anche al/alla figlio/a legittimo/a di madre cittadina nata prima dell'entrata in vigore della Costituzione, attesi i caratteri di assolutezza, originarietà, indisponibilità ed imprescrittibilità dello status civitatis, in quanto qualità della persona, rispetto alla quale non può applicarsi la categoria delle “situazioni esaurite”, come tali insensibili all'efficacia naturalmente retroattiva delle pronunce di incostituzionalità, se non quando essa sia stata oggetto di un accertamento contenuto in una sentenza passata in giudicato.
Pertanto, in forza dell'efficacia delle pronunce di incostituzionalità appena ricordate,
dalla data di entrata in vigore della nuova Costituzione, la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche ai figli di madre cittadina nata anteriormente al 01/01/1948, e, conseguentemente, ai loro discendenti.
E' provata, quindi, la discendenza diretta per linea paterna dei ricorrenti e la circostanza per cui la trasmissione della cittadinanza italiana sia avvenuta anche per linea materna non costituisce impedimento.
Per quanto riguarda la domanda presentata da Parte_6
cittadina brasiliana figlia di e di (cfr. doc. 24), Persona_8 Persona_9
essa va qualificata quale domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana jure
matrimonii, in forza del matrimonio contratto con qui ricorrente, il Parte_7
12.12.1981, nella città di Santo Antônio do Sudoeste (BR), come risulta dal certificato integrale di matrimonio, prodotto in giudizio, nonché tradotto e apostillato
6 sub doc. 23.
Le norme regolatrici dell'acquisto della cittadinanza da parte della donna straniera che sposa un cittadino italiano, prima dell'entrata in vigore della legge 123/1983
(27.04.1983), vanno individuate, ratione temporis, negli artt. 10 e 11 lg. 555/1912
che, per quanto concerne il caso di specie ovvero il caso di donna straniera che sposa un cittadino italiano, prevedono espressamente all'art. 10 “La donna maritata non può assumere una cittadinanza diversa da quella del marito anche se esista
separazione personale fra coniugi. La donna straniera che si marita ad un cittadino
acquista la cittadinanza italiana. La conserva anche vedova salvo che, ritenendo o trasportando all'estero la sua residenza, riacquisti la cittadinanza di origine.”
La cittadinanza italiana risulta pertanto acquisita automaticamente dalla suddetta ricorrente per il solo fatto del matrimonio contratto con cittadino italiano in data
12.12.1981, ovvero prima dell'entrata in vigore della legge123/1983 che ha previsto altri requisiti aggiuntivi per il suo riconoscimento;
al riguardo, a prescindere del problema della retroattività dell'esclusione dell'automatismo introdotto con la predetta legge, risulta dirimente il fatto che ha Parte_6
presentato la domanda di riconoscimento della cittadinanza così manifestando, senza ombra di dubbio, la volontà di ottenerla.
La richiesta di riconoscimento della cittadinanza, se compiutamente istruita,
dovrebbe essere favorevolmente evasa in via amministrativa senza necessità di ricorso al giudice.
A tal proposito, i ricorrenti hanno dato prova di aver introdotto la richiesta di riconoscimento dello status all'autorità consolare presso il paese di residenza il
BR (anche a mezzo posta raccomandata), senza avere avuto alcun riscontro né un numero di prenotazione.
Del resto, sono note le liste di attesa presso la rappresentanza diplomatica competente da cui emerge che la prospettiva di attesa per il primo esame della domanda è di oltre dieci – undici anni dalla presentazione.
Poiché ai sensi dell'articolo 2 della legge 241 del 07.08.1990 i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali devono essere conclusi entro termini determinati e certi, anche in conformità al principio di ragionevole durata del
7 processo, l'incertezza in ordine alla definizione della richiesta di riconoscimento dello status civitatis italiano juris sanguinis e il decorso di un lasso temporale irragionevole rispetto all'interesse vantato, comportano sicuramente una lesione dell'interesse stesso ed equivalgono a un diniego del riconoscimento del diritto,
giustificando l'interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale.
Deve pertanto essere accolta la domanda dichiarando i ricorrenti cittadini italiani e disponendo l'adozione del dei provvedimenti conseguenti, Controparte_1
anche perché non risultano essere stati allegati fatti estintivi del diritto fatto valere in giudizio.
Era, infatti, onere dell'amministrazione resistente eccepire puntualmente e specificamente la prova di una qualche fattispecie interruttiva (quale, a mero titolo di esempio, l'avere acquistato un'altra cittadinanza in epoca in cui era vigente l'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del 1865 e dalla
L. n. 555 del 1912).
Come, invero, insegnano le Sezioni Unite della Corte di Cassazione “in tema di diritti di cittadinanza italiana, nel sistema delineato dal codice civile del 1865, dalla successiva legge sulla cittadinanza n. 555 del 1912 e dall'attuale l. n. 91 del 1992, la cittadinanza per fatto di nascita si acquista a titolo originario “iure sanguinis”, e lo
“status” di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile
ed è giustiziabile in ogni tempo alla semplice prova della fattispecie acquisitiva
integrata dalla nascita da cittadino italiano;
ne consegue che a chi richieda il
riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea
di trasmissione, mentre incombe alla controparte, che ne abbia fatto eccezione, la prova dell'eventuale fattispecie interruttiva” (cfr. Cass., Sez. Unite, sentenza n.
25317 del 24.08.2022).
Le spese di lite, stante la natura strettamente personale del diritto fatto valere e dell'assenza di difese da parte del , vanno integralmente compensate tra le CP_1
parti.
P.Q.M.
Il Tribunale di Venezia, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza disattesa o assorbita, accoglie la domanda e per
8 l'effetto così dispone:
- dichiara la contumacia del;
Controparte_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in Parte_1 C.F._1
Santo Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 28/06/1985, residente in [...]
de Sá, 1132, Maringá/PR, BR, CAP 87.010-360, è cittadino italiano iure
sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. Parte_2
), nato in [...]ônio do Sudoeste/PR, BR, in data C.F._2
03/12/1977, residente in [...], 30, Casa, Curitiba/PR, BR, CAP
78.870-000, è cittadino italiano iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), Parte_3 C.F._3
nata in [...]/PR, BR, in data 11/05/1984, residente in [...],
30, Curitiba/PR, BR, CAP 78.870-000, è cittadina italiana iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nata in [...] Parte_4 C.F._4
Branco/PR, BR, in data 20/03/1984, residente in [...], 181,
Maringá/PR, BR, CAP 87.013-010, è cittadina italiana iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. Parte_5
), nata in nata in [...]/MT, BR, in data 11/09/2003, C.F._5
residente in [...], 30, Curitiba/PR, BR, CAP 78.870-000, è
cittadina italiana iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in [...] Parte_7 C.F._6
Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 21/11/1957, residente in [...],
181, Maringá/PR, BR, CAP 87.013-010, è cittadino italiano iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in [...] Parte_8 C.F._7
Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 08/08/1969, residente in [...]
Dias, 430, Maringá/PR, BR, CAP 87.050-200, è cittadino italiano iure sanguinis
9 per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nata in Parte_9 C.F._8
Realeza/PR, BR, in data 10/11/1994, residente in [...]. Horacio Raccanello, 5415,
Maringá/PR, BR, CAP 87.020-035, è cittadina italiana iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in Parte_10 C.F._9
Santo Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 01/06/1994, residente in [...]
Antenor da Silveira, 178, Joinville/SC, BR, CAP 89.215-310, è cittadino italiano
iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Per_1
[...]
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in Parte_11 C.F._10
Santo Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 03/07/1990, residente in [...]
Maria da Silva, 144, Dois Vizinhos/'PR, BR, CAP 85.660-000, è cittadino italiano iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano,
Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nata in Parte_12 C.F._11
Santo Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 04/08/1984, residente in [...]
Imperatriz Leopoldina, 701, Blumenau/SC, BR, CAP 89.041-200, è cittadina italiana iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano,
Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in Parte_13 C.F._12
Santo Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 27/09/1959, residente in [...]
Teixeira Soares, 30, Curitiba/PR, BR, CAP 80.240-440, è cittadino italiano iure
sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), Parte_14 C.F._13
nato in [...]/PR, BR, in data 10/09/1990, residente in [...],
30, Curitiba/PR, BR, CAP 80.240-440, è cittadino italiano iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), Parte_15 C.F._14
nato in [...]/PR, BR, in data 30/06/2000, residente in [...], 119,
Curitiba/PR, BR, CAP 80.320-320, è cittadino italiano iure sanguinis per
10 discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. Parte_16
), nata in [...]/PR, BR, in data 28/02/1997, residente C.F._15
in Estrada Quiriri, Joinville/SC, BR, CAP 89.239-490, è cittadina italiana iure
sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), Parte_17 C.F._16
nato in [...]/PR, BR, in data 22/09/2000, residente in [...],
917, Curitiba/PR, BR, CAP 80.320-220, è cittadino italiano iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. Parte_6
), nata in [...]/PR BR, in data 29/08/1961, residente C.F._17
in Rua Silva Jardim, 181, Maringá/PR, BR, CAP 87.013-010, è cittadina italiana
iure matrimonii per aver contratto matrimonio con cittadino italiano, , in Parte_7
data 12.12.1981.
- ordina al e per esso all'ufficiale dello Stato Civile competente Controparte_1
di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello Stato
Civile della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti.
Compensa le spese di lite.
Manda alla cancelleria per gli adempimenti e le comunicazioni di competenza.
Venezia, il 06/02/2025
Il Giudice
Francesca Orlando
11
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI VENEZIA
Sezione specializzata in materia di immigrazione CIVILE
Il Tribunale, nella persona del Giudice Onorario di Pace, dr.ssa Francesca Orlando
Facchin, ha pronunciato la seguente
SENTENZA EX ART. 281 TERDECIES CPC
nella causa civile di I Grado iscritta al n. R.G. 9278/2023 promossa da:
Parte_1 Parte_2 Parte_3
[...] Parte_4 Parte_5 [...]
Parte_6 Parte_7 Parte_8 Pt_9
, , ,
[...] Parte_10 Parte_11 Parte_12 [...]
Pt_13 Parte_14 Parte_15
, , tutti rappresentati e Parte_16 Parte_17
difesi in giudizio, giusta procure in atti, dall'Avv. Giovanni Bonato
RICORRENTI
contro
Controparte_1
CONVENUTO CONTUMACE
e con l'intervento della
PROCURA DELLA REPUBBLICA DI VENEZIA
CONCLUSIONI
Per i ricorrenti: come da note scritte depositate il 12.12.2024
OGGETTO: riconoscimento cittadinanza jure sanguinis e jure matrimonii
Fatto, svolgimento del processo e motivi della decisione
nato il [...]; nato il [...]; Parte_1 Parte_2
nata il [...]; nata il [...]; Maria Parte_3 Parte_4
1 nata il [...]; nato il [...]; Parte_5 Parte_7 Pt_8
nato il [...]; nata il [...]; nato il
[...] Parte_9 Parte_10
01/06/1994; nato il [...]; nata il [...]; Parte_11 Parte_12
nato il [...]; nato il [...]; Parte_13 Parte_14 [...]
nato il [...]; , nata il [...] e Parte_15 Parte_16
, nato il [...]; tutti nati in BR, adivano il Tribunale di Parte_17
Venezia chiedendo che fosse accertato e dichiarato di essere cittadini italiani jure
sanguinis, per discendenza da avo italiano.
nata il [...] (anch'essa in BR), adiva il Parte_6
Tribunale di Venezia, chiedendo che fosse accertato e dichiarato di essere cittadina italiana jure matrimonii, in forza del matrimonio contratto con qui Parte_7
ricorrente.
A sostegno della domanda deducevano di essere discendenti di (o Persona_1
o o ), nato il [...] a [...] Persona_1 Persona_1 Persona_2
AS (TV), figlio di (o o o ) Persona_3 Persona_3 Persona_3 Persona_3
e di (o o ), cittadino italiano, Persona_4 Persona_4 Persona_5
poi emigrato e deceduto in BR senza mai naturalizzarsi né rinunciare alla cittadinanza italiana;
per la linea di discendenza, si richiama integralmente quanto dedotto dai ricorrenti nel ricorso introduttivo e da intendersi qui integralmente richiamato e trascritto.
La prima udienza del 19.12.2024 veniva tenuta ex art. 127 ter cpc e, precisate le conclusioni dai soli ricorrenti con note scritte depositate il 12.12.2024, la causa va ora trattenuta in decisione.
***
I fatti e le motivazioni dedotte risultano fondate e provate documentalmente.
Preliminarmente va rilevato che il non si è costituito sicché, verificata la CP_1
regolarità della notifica del ricorso e del decreto di fissazione d'udienza ex art. 281
undecies cpc, ne va dichiarata la contumacia.
Ancora in via preliminare, deve osservarsi che l'avo italiano, è nato Persona_1
prima dell'annessione del Veneto al Regno d'Italia, avvenuta, come noto, nel mese di ottobre del 1866.
2 Va precisato, in proposito, che gli artt. 4 – 15 del Codice civile del 1865 erano tratti dal precedente codice civile del Regno Sardo (Statuto Albertino del 1848), che riconosceva i diritti civili e politici, propri dell'odierno status civitatis, ai c.d. regnicoli.
La disciplina codicistica era basata, da un lato, sulla trasmissibilità iure sanguinis dello status civitatis, ma, dall'altro, sull'unicità della cittadinanza per l'intero nucleo familiare, la cui situazione era legata a quella del marito/padre.
Tali principi, tuttavia, trovavano alcune significative deroghe nei casi di figli di stranieri nati in Italia o nei casi di familiari del cittadino emigrato che fossero rimasti in Italia.
Si determinava, pertanto, un ampio ed articolato dibattito politico diretto a modificare le norme sulla cittadinanza, che indusse il legislatore dapprima ad emanare la legge sulle migrazioni n. 23 del 31.01.1901 e, successivamente, la legge n. 217 del 17.05.1906.
Per l'effetto, coloro che erano nati prima dell'unificazione d'Italia furono considerati cittadini italiani, anche se emigrati, a condizione che non avessero acquisito la cittadinanza straniera al momento in cui lo Stato preunitario di provenienza era entrato a far parte del Regno d'Italia.
Si deve, pertanto, ritenere che , nato prima dell'annessione del Persona_1
Veneto al Regno d'Italia, abbia acquisito la cittadinanza italiana in seguito alla predetta annessione (1866).
In ordine alla linea di discendenza ci si riporta integralmente a quanto dedotto dai ricorrenti nel proprio ricorso introduttivo, da intendersi qui integralmente richiamato,
riprodotto e provato sulla base dei documenti allegati;
ad integrazione si rileva che i diversi nomi e cognomi dell'avo, poi tramandati ai discendenti qui ricorrenti, risultano dal certificato di non naturalizzazione brasiliana prodotto sub doc. 4.
Circa la competenza del Tribunale di Venezia, va premesso che la Legge Delega n.
206/2021 prevede, al comma n. 36, che “all'articolo 4, comma 5, del decreto-legge
17 febbraio 2017, n. 13, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 aprile 2017, n.
46, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando l'attore risiede all'estero le
controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate
3 avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani»”.
Il comma n. 37 della cit. Legge prevede che “Le disposizioni dei commi da 27 a 36 del presente articolo si applicano ai procedimenti instaurati a decorrere dal
centottantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della presente legge”.
Pertanto a far data dal 22.06.2022, in caso di ricorrenti residenti all'estero, la competenza del Tribunale si è spostata dal Foro di Roma al Foro di nascita dell'avo italiano, o più precisamente al Tribunale in cui hanno sede le Sezioni Specializzate in materia di immigrazione e cittadinanza.
Nel caso di specie l'avo, era nato in [...], da cui Persona_1
deriva la competenza di questo Tribunale, nella sezione specializzata in materia di immigrazione.
Orbene, il riconoscimento della cittadinanza italiana è oggi disciplinato dalla Legge
n. 91/1992 e relativi regolamenti di esecuzione.
L'art. 1 della citata legge stabilisce che è cittadino italiano per nascita il figlio di padre o madre cittadini.
Per essere riconosciuti cittadini italiani per discendenza è necessario dimostrare con certificati di registro civile la linea diretta con l'antenato italiano nato in [...] fino al richiedente.
Alla luce della documentazione in atti, va osservato che la linea di discendenza rappresentata ed elencata nel ricorso trova, invero, esatto riscontro nella documentazione allegata.
Risulta, inoltre, che non era mai stato naturalizzato cittadino Persona_1
brasiliano e mai aveva rinunciato alla cittadinanza italiana, avendola quindi trasmessa iure sanguinis al figlio, , che l'aveva a sua volta trasmessa ai Persona_6
suoi discendenti, sicché questi sono a loro volta cittadini italiani.
Dall'esame di tale documentazione emerge che vi è stato un caso di trasmissione della cittadinanza per via materna prima dell'entrata in vigore della Costituzione
( nata il [...] in [...]). Per_7
Tale sequenza, in base alla legge al tempo vigente, determinava l'interruzione della
4 trasmissione della cittadinanza iure sanguinis, sia perché al tempo prevista (salvo casi marginali) unicamente per via paterna, sia perché l'art. 10 della legge n.
555/1912 stabiliva la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si univa in matrimonio con un cittadino straniero.
Tuttavia la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 87 del 09.04.1975, dichiarava costituzionalmente illegittimo il predetto art. 10 della legge n. 555/1912 “nella parte in cui prevede la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna automaticamente per il solo fatto del matrimonio con lo straniero” e,
con la sentenza n. 30 del 09.02.1983 dichiarava, altresì, costituzionalmente illegittimo l'art. 1 della medesima legge sopra citata “nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina”, ritenendo che la citata legge generasse una gravissima disuguaglianza morale, giuridica e politica dei coniugi, ponendo la donna in uno stato di evidente inferiorità, in quanto privata automaticamente, per il solo fatto del matrimonio, dei diritti del cittadino italiano.
Le suddette pronunce, pertanto, hanno così ricondotto ai valori costituzionali di uguaglianza e parità tra i coniugi, sanciti dagli artt. 3 e 29 della Costituzione, la previgente disciplina legislativa sullo status civitatis, consentendo la possibilità di acquisto della cittadinanza italiana per linea materna.
Tanto premesso, secondo un primo orientamento, gli effetti favorevoli di tali pronunce avrebbero potuto estrinsecarsi solo a partire dalla data di entrata in vigore della Costituzione stessa, con “salvezza” delle situazioni già definite all'epoca.
Tale sostanziale disparità di trattamento, tuttavia, è stata superata grazie ad una pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, n. 4466 del 25.02.2009, che ha affermato “per effetto delle sentenze della Corte Costituzionale n. 87 del 1975 e n. 30 del 1983, deve essere riconosciuto il diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all'estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino
straniero nel vigore della L. 555 del 1912 che sia stata, di conseguenza, privata della cittadinanza italiana a causa del matrimonio”.
Invero, pur condividendo il principio dell'incostituzionalità sopravvenuta, secondo il quale la declaratoria d'incostituzionalità di norme precostituzionali produce effetto soltanto sui rapporti e situazioni non ancora esaurite alla data del 01.01.1948, non
5 potendo retroagire oltre l'entrata in vigore della Costituzione, la Corte afferma che il diritto di cittadinanza, in quanto “status” permanente ed imprescrittibile (fatta salva l'estinzione per effetto della rinuncia da parte del richiedente), è giustiziabile in ogni tempo (anche in caso di pregressa morte dell'ascendente o del genitore dai quali deriva il riconoscimento ed anche a prescindere da una esplicita dichiarazione di volontà resa dal soggetto interessato).
Per l'effetto, il diritto di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana è perdurante anche dopo l'entrata in vigore della Costituzione a causa dell'illegittima privazione dovuta alla norma discriminatoria dichiarata incostituzionale.
Dunque, lo stato di cittadinanza deve essere riconosciuto in via giudiziaria (e anche a prescindere da una esplicita dichiarazione di volontà resa dal soggetto interessato), anche al/alla figlio/a legittimo/a di madre cittadina nata prima dell'entrata in vigore della Costituzione, attesi i caratteri di assolutezza, originarietà, indisponibilità ed imprescrittibilità dello status civitatis, in quanto qualità della persona, rispetto alla quale non può applicarsi la categoria delle “situazioni esaurite”, come tali insensibili all'efficacia naturalmente retroattiva delle pronunce di incostituzionalità, se non quando essa sia stata oggetto di un accertamento contenuto in una sentenza passata in giudicato.
Pertanto, in forza dell'efficacia delle pronunce di incostituzionalità appena ricordate,
dalla data di entrata in vigore della nuova Costituzione, la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche ai figli di madre cittadina nata anteriormente al 01/01/1948, e, conseguentemente, ai loro discendenti.
E' provata, quindi, la discendenza diretta per linea paterna dei ricorrenti e la circostanza per cui la trasmissione della cittadinanza italiana sia avvenuta anche per linea materna non costituisce impedimento.
Per quanto riguarda la domanda presentata da Parte_6
cittadina brasiliana figlia di e di (cfr. doc. 24), Persona_8 Persona_9
essa va qualificata quale domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana jure
matrimonii, in forza del matrimonio contratto con qui ricorrente, il Parte_7
12.12.1981, nella città di Santo Antônio do Sudoeste (BR), come risulta dal certificato integrale di matrimonio, prodotto in giudizio, nonché tradotto e apostillato
6 sub doc. 23.
Le norme regolatrici dell'acquisto della cittadinanza da parte della donna straniera che sposa un cittadino italiano, prima dell'entrata in vigore della legge 123/1983
(27.04.1983), vanno individuate, ratione temporis, negli artt. 10 e 11 lg. 555/1912
che, per quanto concerne il caso di specie ovvero il caso di donna straniera che sposa un cittadino italiano, prevedono espressamente all'art. 10 “La donna maritata non può assumere una cittadinanza diversa da quella del marito anche se esista
separazione personale fra coniugi. La donna straniera che si marita ad un cittadino
acquista la cittadinanza italiana. La conserva anche vedova salvo che, ritenendo o trasportando all'estero la sua residenza, riacquisti la cittadinanza di origine.”
La cittadinanza italiana risulta pertanto acquisita automaticamente dalla suddetta ricorrente per il solo fatto del matrimonio contratto con cittadino italiano in data
12.12.1981, ovvero prima dell'entrata in vigore della legge123/1983 che ha previsto altri requisiti aggiuntivi per il suo riconoscimento;
al riguardo, a prescindere del problema della retroattività dell'esclusione dell'automatismo introdotto con la predetta legge, risulta dirimente il fatto che ha Parte_6
presentato la domanda di riconoscimento della cittadinanza così manifestando, senza ombra di dubbio, la volontà di ottenerla.
La richiesta di riconoscimento della cittadinanza, se compiutamente istruita,
dovrebbe essere favorevolmente evasa in via amministrativa senza necessità di ricorso al giudice.
A tal proposito, i ricorrenti hanno dato prova di aver introdotto la richiesta di riconoscimento dello status all'autorità consolare presso il paese di residenza il
BR (anche a mezzo posta raccomandata), senza avere avuto alcun riscontro né un numero di prenotazione.
Del resto, sono note le liste di attesa presso la rappresentanza diplomatica competente da cui emerge che la prospettiva di attesa per il primo esame della domanda è di oltre dieci – undici anni dalla presentazione.
Poiché ai sensi dell'articolo 2 della legge 241 del 07.08.1990 i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali devono essere conclusi entro termini determinati e certi, anche in conformità al principio di ragionevole durata del
7 processo, l'incertezza in ordine alla definizione della richiesta di riconoscimento dello status civitatis italiano juris sanguinis e il decorso di un lasso temporale irragionevole rispetto all'interesse vantato, comportano sicuramente una lesione dell'interesse stesso ed equivalgono a un diniego del riconoscimento del diritto,
giustificando l'interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale.
Deve pertanto essere accolta la domanda dichiarando i ricorrenti cittadini italiani e disponendo l'adozione del dei provvedimenti conseguenti, Controparte_1
anche perché non risultano essere stati allegati fatti estintivi del diritto fatto valere in giudizio.
Era, infatti, onere dell'amministrazione resistente eccepire puntualmente e specificamente la prova di una qualche fattispecie interruttiva (quale, a mero titolo di esempio, l'avere acquistato un'altra cittadinanza in epoca in cui era vigente l'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del 1865 e dalla
L. n. 555 del 1912).
Come, invero, insegnano le Sezioni Unite della Corte di Cassazione “in tema di diritti di cittadinanza italiana, nel sistema delineato dal codice civile del 1865, dalla successiva legge sulla cittadinanza n. 555 del 1912 e dall'attuale l. n. 91 del 1992, la cittadinanza per fatto di nascita si acquista a titolo originario “iure sanguinis”, e lo
“status” di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile
ed è giustiziabile in ogni tempo alla semplice prova della fattispecie acquisitiva
integrata dalla nascita da cittadino italiano;
ne consegue che a chi richieda il
riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea
di trasmissione, mentre incombe alla controparte, che ne abbia fatto eccezione, la prova dell'eventuale fattispecie interruttiva” (cfr. Cass., Sez. Unite, sentenza n.
25317 del 24.08.2022).
Le spese di lite, stante la natura strettamente personale del diritto fatto valere e dell'assenza di difese da parte del , vanno integralmente compensate tra le CP_1
parti.
P.Q.M.
Il Tribunale di Venezia, in composizione monocratica, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza disattesa o assorbita, accoglie la domanda e per
8 l'effetto così dispone:
- dichiara la contumacia del;
Controparte_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in Parte_1 C.F._1
Santo Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 28/06/1985, residente in [...]
de Sá, 1132, Maringá/PR, BR, CAP 87.010-360, è cittadino italiano iure
sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. Parte_2
), nato in [...]ônio do Sudoeste/PR, BR, in data C.F._2
03/12/1977, residente in [...], 30, Casa, Curitiba/PR, BR, CAP
78.870-000, è cittadino italiano iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), Parte_3 C.F._3
nata in [...]/PR, BR, in data 11/05/1984, residente in [...],
30, Curitiba/PR, BR, CAP 78.870-000, è cittadina italiana iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nata in [...] Parte_4 C.F._4
Branco/PR, BR, in data 20/03/1984, residente in [...], 181,
Maringá/PR, BR, CAP 87.013-010, è cittadina italiana iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. Parte_5
), nata in nata in [...]/MT, BR, in data 11/09/2003, C.F._5
residente in [...], 30, Curitiba/PR, BR, CAP 78.870-000, è
cittadina italiana iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in [...] Parte_7 C.F._6
Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 21/11/1957, residente in [...],
181, Maringá/PR, BR, CAP 87.013-010, è cittadino italiano iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in [...] Parte_8 C.F._7
Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 08/08/1969, residente in [...]
Dias, 430, Maringá/PR, BR, CAP 87.050-200, è cittadino italiano iure sanguinis
9 per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nata in Parte_9 C.F._8
Realeza/PR, BR, in data 10/11/1994, residente in [...]. Horacio Raccanello, 5415,
Maringá/PR, BR, CAP 87.020-035, è cittadina italiana iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in Parte_10 C.F._9
Santo Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 01/06/1994, residente in [...]
Antenor da Silveira, 178, Joinville/SC, BR, CAP 89.215-310, è cittadino italiano
iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Per_1
[...]
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in Parte_11 C.F._10
Santo Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 03/07/1990, residente in [...]
Maria da Silva, 144, Dois Vizinhos/'PR, BR, CAP 85.660-000, è cittadino italiano iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano,
Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nata in Parte_12 C.F._11
Santo Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 04/08/1984, residente in [...]
Imperatriz Leopoldina, 701, Blumenau/SC, BR, CAP 89.041-200, è cittadina italiana iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano,
Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), nato in Parte_13 C.F._12
Santo Antônio do Sudoeste/PR, BR, in data 27/09/1959, residente in [...]
Teixeira Soares, 30, Curitiba/PR, BR, CAP 80.240-440, è cittadino italiano iure
sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), Parte_14 C.F._13
nato in [...]/PR, BR, in data 10/09/1990, residente in [...],
30, Curitiba/PR, BR, CAP 80.240-440, è cittadino italiano iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), Parte_15 C.F._14
nato in [...]/PR, BR, in data 30/06/2000, residente in [...], 119,
Curitiba/PR, BR, CAP 80.320-320, è cittadino italiano iure sanguinis per
10 discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. Parte_16
), nata in [...]/PR, BR, in data 28/02/1997, residente C.F._15
in Estrada Quiriri, Joinville/SC, BR, CAP 89.239-490, è cittadina italiana iure
sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. ), Parte_17 C.F._16
nato in [...]/PR, BR, in data 22/09/2000, residente in [...],
917, Curitiba/PR, BR, CAP 80.320-220, è cittadino italiano iure sanguinis per discendenza diretta dal comune avo, cittadino italiano, Persona_1
- accerta e dichiara che (C.F. Parte_6
), nata in [...]/PR BR, in data 29/08/1961, residente C.F._17
in Rua Silva Jardim, 181, Maringá/PR, BR, CAP 87.013-010, è cittadina italiana
iure matrimonii per aver contratto matrimonio con cittadino italiano, , in Parte_7
data 12.12.1981.
- ordina al e per esso all'ufficiale dello Stato Civile competente Controparte_1
di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge nei registri dello Stato
Civile della cittadinanza delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti.
Compensa le spese di lite.
Manda alla cancelleria per gli adempimenti e le comunicazioni di competenza.
Venezia, il 06/02/2025
Il Giudice
Francesca Orlando
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