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Sentenza 13 maggio 2025
Sentenza 13 maggio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Napoli Nord, sentenza 13/05/2025, n. 2123 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Napoli Nord |
| Numero : | 2123 |
| Data del deposito : | 13 maggio 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI NAPOLI NORD SEZIONE LAVORO
Il Giudice del Tribunale di Napoli Nord, dott.ssa Chiara Cucinella in funzione di Giudice del lavoro, all'esito dell'udienza del 13.5.2025 sostituita dal deposito delle note di trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c. ha depositato la seguente sentenza nella causa iscritta al n. 3583 /2023 alla quale veniva riunita la causa iscritta al n. 4439/2024 vertente
TRA
, nato a [...] il [...], rappresentato Parte_1
e difeso dagli avvocati PALMA GIANLUCA e GABRIELE TAMBURINO, come in atti RICORRENTE E
, in persona Controparte_1 del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. ITALA DE BENEDICTIS, come in atti RESISTENTE NONCHE'
, subentrante a titolo Controparte_2 universale nei rapporti di , incorporante di Controparte_3
, e , in persona del Controparte_4 Controparte_5 Controparte_6 legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. CERCONE BRUNELLA e LUIGI MARINO, come in atti RESISTENTE
OGGETTO: opposizione a cartella esattoriale
CONCLUSIONI : come in atti e verbali di causa
FATTO E DIRITTO Con ricorso depositato il 22/03/2023 (rg. n. 3583/2023) parte ricorrente, premesso che veniva a conoscenza in data 16/02/2023 dell'intimazione di pagamento n. 028 2022 90069669 61/000 contenente la richiesta di pagamento di € 9.218,56 totali relativa a:
avviso di addebito n. 32820160003681441000, notificato in data 09/10/2016, per € 1.540,89, concernente Modello DM10, anno 2015 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820160005769186000, notificato in data 03/11/2016, per € 1.979,95, concernente Modello DM10 anno 2016 oltre somme aggiuntive;
1 avviso di addebito n. 32820160006171619000, notificato in data 10/11/2016, per € 2.537,17, concernente contributi IVS anno 2015 oltre somme aggiuntive omesso versamento;
Con successivo ricorso recante rg. 4439/2024 il ricorrente veniva a conoscenza in data 27/03/2024 dell'intimazione di pagamento n. 02820249004043285/000 relativa a:
avviso di addebito n. 32820160002064554000, notificato in data 13/05/2016, per € 2.775,23, concernente contributi IV.S., anno 2015 oltre sanzioni per omesso versamento;
avviso di addebito n. 32820160002575246000, notificato in data 14/05/2016, per € 3.954,48, concernente Modello DM10, anno 2015 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820160003681441000, notificato in data 09/10/2016, per € 1.726,74, concernente Modello DM10, anno 2015 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820160005769186000, notificato in data 03/11/2016, per € 2.269,29, concernente Modello DM10 anno 2016 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820160006171619000, notificato in data 10/11/2016, per € 2.749,32, concernente contributi IVS anno 2015 oltre somme aggiuntive omesso versamento;
avviso di addebito n. 3282017000010082300, notificato in data 16/02/2017, per € 1.960,15, concernente Modello DM10, anno 2016 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820170000333020000, notificato il 29/03/2017, per €
2.149,35, concernente Modello DM10, anno 2016 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820170003021629000, notificato in data 04/10/2017, per € 5.522,81, concernente contributi IVS anno 2016 oltre somme aggiuntive omesso versamento;
impugnava la/e predetta/e cartella/e, assumendone la prescrizione. Si costituivano ed resistendo all'avversa domanda, di cui in via CP_1 CP_2 preliminare eccepivano la carenza di interesse ad agire e nel merito la tardività.
******
Giurisdizione, competenza e legittimazione passiva. In via preliminare, si osserva che per le omissioni contestate all'opponente, in quanto rientranti nell'ambito previdenziale, c'è giurisdizione del Giudice ordinario e competenza del Giudice del lavoro per materia e territorio, ex art.444 c.p.c. Sussiste la legittimazione passiva di Controparte_2 subentrante a titolo universale nei rapporti di Controparte_3
per la parte relativa all'impugnativa di atti di provenienza del
[...] concessionario (notifica delle cartelle di pagamento - ex multis, Cass. n. 594/2016; Cass. ord. n.12385/2013¸ Cass. n. 18522/2011). Ne consegue, dunque, la piena legittimazione ad causam di con Controparte_2 eccezione della sola impugnazione dell'avviso di addebito, per il quale è
2 competente, anche nella fase esecutiva, in ragione della riforma di cui alla legge n. 122 del 2010, esclusivamente l'ente previdenziale. L' è legittimato processuale passivo in quanto titolare del rapporto CP_1 obbligatorio. Sussiste, infine, la legittimazione passiva della solo per i crediti CP_7 antecedenti il 2008, in quanto la stessa è cessionaria dei crediti maturati CP_1 fino al 2008, ex art.13 della legge 448/98.
Il contenzioso in materia esattoriale: Opposizione a cartella esattoriale, opposizione agli atti esecutivi e opposizione all'esecuzione. Ciò posto occorre, in via preliminare, qualificare l'odierna domanda. È opportuno premettere, in linea generale, che nei confronti delle cartelle esattoriali è possibile proporre: 1) opposizione a cartella esattoriale ex art. 24 D. L.vo n. 46/99; 2) opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. ; 3) opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c.. 1) L'art. 24 del D. L.vo n. 46/99, a pena di inammissibilità, ammette che il contribuente possa proporre opposizione al giudice del lavoro “contro l'iscrizione a ruolo” dei crediti degli enti previdenziali, solo nel termine di quaranta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Tale norma disciplina l'impugnazione della cartella con riferimento al merito della pretesa contributiva;
disciplina l'azione che un debitore propone rispetto all' an della pretesa contributiva e cioè rispetto a tutto ciò che attiene alla prestazione ( non debenza dei contributi, insussistenza dei presupposti per l'iscrizione alla Cassa o alla Gestione Separata, prescrizione del contributo in assenza di alcuna valida notifica, ecc). Si osserva, inoltre, che, in questo caso, poiché la mancata o irregolare notifica della cartella non può privare il destinatario del rimedio previsto dalla legge e rendere inammissibile l'opposizione, il momento di garanzia può essere recuperato nei confronti del primo atto idoneo a porre il soggetto in grado di esercitare validamente il suo diritto di difesa (tesi già adottata dalla giurisprudenza di legittimità per ammettere l'opposizione ex art. 22 della legge n. 689 del 1981 nei confronti dell'avviso di mora, quando non risulta la notifica dell'ordinanza ingiunzione e/o della cartella esattoriale: cfr. Cass. sez. I, 5.3.2002, n. 3127; Cass., sez. III, 1.3.2000, n. 2293 e confermata da Cassazione 1.3.2019 n. 6166). Ne deriva che l'opposizione avverso un atto successivo alla cartella ( ad es. avviso di pagamento, estratto di ruolo, iscrizione di ipoteca, preavviso di fermo, fermo amministrativo, avviso di vendita immobiliare ecc. ), sempre che abbia ad oggetto questioni relative al merito della pretesa contributiva, sarà ammissibile solo se lo stesso costituisca il primo atto con cui il contribuente è venuto regolarmente a conoscenza dell'iscrizione a ruolo e se la stessa venga proposta entro 40 gg da tale conoscenza;
nell'ambito di tale giudizio la parte potrà poi
3 avvantaggiarsi della sospensione dell'esecutività del ruolo ex art. 24 comma 6 D.lgs 46/99. Ne consegue anche che la censura di inesistenza della notifica della cartella, nel procedimento in oggetto, rileva in via incidentale, al solo fine del giudizio di tempestività della azione e non, ex sé, al fine di bloccare il procedimento esecutivo. Osserva il tribunale, infatti, che diversi principi affermati con riferimento al procedimento tributario non possono confermarsi in relazione ai giudizi aventi ad oggetto impugnative di cartelle per crediti contributivi. Ciò in ragione della peculiarità del procedimento tributario, caratterizzato da una sequenza di atti, autonomamente impugnabili, dove la mancata notifica di un atto a monte - autonomamente impugnabile - fatta valere a seguito della conoscenza dell'atto a valle, facoltizza il destinatario a scegliere, in ragione del suo interesse, se aprire o meno la discussione giurisdizionale anche sul merito della pretesa tributaria. Diversamente opinando, infatti, si arriverebbe alla irragionevole conseguenza che l'Amministrazione potrebbe procedere sempre all'adozione di atti conseguenti, senza notificare quelli presupposti, perché il contribuente sarebbe vincolato alla loro impugnazione congiunta. Si osserva, poi, che, ai sensi dell'art. 29, co. 2, del D. Lgs. n. 46/99, è fatta salva l'operatività delle opposizioni esecutive da proporsi.
2) Il debitore può, dunque, proporre opposizione all'esecuzione, secondo il combinato disposto degli artt. 615 e 618 bis cpc, quando contesta il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata. In questo caso il ricorrente fa valere fatti estintivi, modificativi o impeditivi verificatisi dopo la notificazione della cartella, come il pagamento del credito successivamente intervenuto o la prescrizione maturata successivamente alla notificazione della cartella o dell'ultimo atto di esecuzione. Tale tipo di impugnazione si limita, dunque, ai fatti ostativi sopravvenuti e non soggiace a termini perentori, potendo essere esperita quando la parte pubblica tenti di mettere in esecuzione il titolo costituito dalla cartella esattoriale non opposta. Il soggetto già raggiunto da una ordinanza di ingiunzione per il pagamento di contributi previdenziali e relative sanzioni, nel giudizio di opposizione proposto avverso la cartella esattoriale, poi notificatogli per la riscossione dell'importo intimato, non può impugnare la pretesa contributiva dell'amministrazione né sotto il profilo della sua illegittimità alla iscrizione né sotto quello della non debenza delle somme ( essendo tali vizi attinenti all'an della pretesa e soggetti al termine decadenziale di 40 giorni), ma può solo contestare la legittimità dell'azione esecutiva intrapresa dall'esattore.
4 3) Infine, ex art. 617 c.p.c., il contribuente può contestare il quomodo del procedimento, ovvero le modalità di svolgimento dell'azione esecutiva. In tale ultimo caso, l'opposizione dovrà essere proposta nel termine perentorio di venti giorni stabilito dall'art. 617 c.p.c.
L'interesse ad agire e la non autonoma impugnabilità dell'estratto di ruolo Si osserva, inoltre, per completezza che in ordine all'autonoma impugnabilità dell'estratto di ruolo, il D.L. n. 146 del 21 ottobre 2021, art.
3-bis e la successiva Cassazione civile sez. un. - 06/09/2022, n. 26283 hanno statuito che il legislatore, nel regolare specifici casi di azione "diretta", stabilisce che sussiste interesse solo se vi è: pregiudizio per la partecipazione a una procedura di appalto;
per la riscossione di somme allo stesso dovute dai soggetti pubblici;
per la perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione. A parere della Suprema Corte, i casi indicati sono quindi tassativi e non esemplificativi. Non sussiste un vuoto di tutela dal momento che « pure a fronte dell'invalida o dell'omessa notificazione della cartella o dell'intimazione di pagamento, difatti, c'è sempre un giudice chiamato a pronunciarsi sulle doglianze del contribuente, che impugni l'atto successivo, anche se esecutivo, o alternativo all'esecuzione, perché volto a indurre il debitore all'adempimento (Cass., sez. un., n. 959/17; n. 40763/21; tra varie, Cass., sez. un., n. 7822/20, cit.; sez. un., n. 8465/22).
Osserva, infine, che in tema di riscossione a mezzo ruolo, D.L. n. 146 del 21 ottobre 2021, art.
3-bis si applica ai processi pendenti, poiché specifica, concretizzandolo, l'interesse alla tutela immediata a fronte del ruolo e della cartella non notificata o invalidamente notificata. Nel caso in esame sussiste interesse ad agire dal momento che il ricorrente è stato destinatario di una intimazione di pagamento.
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Tanto premesso, occorre fare applicazione dei principi appena espressi al caso di specie. Ebbene, il ricorrente agisce in giudizio per l'accertamento della insussistenza del credito contributivo per intervenuta prescrizione. Nel dettaglio, non contesta l'inesistenza e/o nullità della notifica delle cartelle oggetto dell'estratto di ruolo impugnato ma si limita ad eccepire la prescrizione successiva alla notifica delle stesse, intendendo far valere un fatto estintivo del credito successivo alla loro formazione. In ogni caso prova la notifica delle cartelle nelle medesime date indicate CP_1 dal ricorrente nel ricorso introduttivo, pertanto, sarebbe in ogni caso tardiva l'eccezione di decadenza, configurando la stessa opposizione agli atti esecutivi ed altresì l'eccezione di prescrizione dei contributi antecedente alla notifica del titolo, in quanto azione concernente il merito della pretesa ex art. 24 L 46/96.
5 Le relative azioni andavano proposte nel termine rispettivamente di 20 e di 40 giorni dalla notificazione degli atti ( ipotesi sub 1) e sub 3) in parte motiva).
Con riferimento all'eccezione di prescrizione dopo la notificazione del titolo, l'azione si qualifica come opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. (ipotesi sub 2).
allega e prova la presenza di atti interruttivi che uniti alla Controparte_2 sospensione “Covid-19” non determina il maturarsi della prescrizione del diritto. In particolare, Agenzia prova che, prima della notifica dell'intimazione di pagamento opposta, al ricorrente, veniva ritualmente notificata il 30.5.2022 l'intimazione di pagamento nr. 02820229003426085000, contenente gli avvisi di addebito nr. 32820160002064554000 e nr. 328201600025752426000; per gli avvisi di addebito nr. 32820160003681441000, nr. 32820160005769186000 e nr. 32820160006171619000 veniva notificata intimazione di pagamento nr. 02820229006966961000 in data 16.02.2023 (impugnata con rg 3583/23); veniva altresì ritualmente notificata la Comunicazione Preventiva di Iscrizione Ipotecaria nr. 02876202200000212000 – riferita a tutti gli otto avvisi di addebito impugnati - mediante deposito atti presso la casa comunale con comunicazione del 25.10.22 – e con successivo inoltro della racc. nr. 69645256359- 5. La notifica ha rispettato il procedimento notificatorio tipico, anche alla luce di Cass. Sez. Unite, Sent. n. 10012 15.04.2021.
Prendendo come riferimento la notifica dell'iscrizione ipotecaria, riferita a tutte le 8 cartelle impugnate nei due procedimenti, del 25.10.22, è possibile agilmente verificare che, alla data di notifica la prescrizione quinquennale non era quindi maturata. Deve infatti rammentarsi che con l'art. 67 del D.l. n. 18/2020 (Decreto “Cura Italia”), conv. in l. 24 aprile 2020, n. 27, adottato per far fronte alle contingenze emergenziali per la diffusione della Covid-19, operando un rinvio all'art. 12 d. lgs. 159/2015 (che prevede quanto segue: “1. Le disposizioni in materia di sospensione dei termini di versamento dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, a favore dei soggetti interessati da eventi eccezionali, comportano altresì, per un corrispondente periodo di tempo, relativamente alle stesse entrate, la sospensione dei termini previsti per gli adempimenti anche processuali, nonché' la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza in materia di liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione a favore degli enti impositori, degli enti previdenziali e assistenziali e degli agenti della riscossione, in deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212”), il legislatore ha disposto la sospensione dei termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, dagli avvisi di accertamento e degli avvisi di addebito affidati all' in scadenza, nonché la sospensione dei relativi termini prescrizionali, inizialmente, a far data dall'08.03.2020 sino al 31.08.2021.
6 A seguito di intervenute modifiche al quadro normativo emergenziale, l'ultimo dei quali con l. 106/2021 di conversione del “Decreto Sostegni-bis” (D.L. n. 73/2021), è stato stabilito che il periodo di sospensione dell'attività di riscossione si protraesse sino alla data del 31.08.2021. L'Esattoria, pertanto, ha nel caso operato nel pieno rispetto dei termini decadenziali e prescrizionali, dovendosi computare i 541 giorni di sospensione per effetto previsti dalla normativa emergenziale, che si aggiungono ai cinque anni decorrenti dal 13.5.2016 per la cartella con notifica più antica ( notifica 13.5.2026 + 5 anni + 541 giorni = la cartella si sarebbe prescritta il 7.11.2022 mentre la notifica è intervenuta il 25.10.22; lo stesso discorso vale per le cartelle che hanno una data di notifica successiva a quella appena analizzata).
Le spese legali seguono la soccombenza e sono poste a carico del ricorrente, in favore di Sono compensate nei confronti dell' , costituitosi solo CP_2 CP_1 nel giudizio rg. n. 4439/24.
P.Q.M.
Il Tribunale di Napoli Nord, definitivamente pronunziando, respinta ogni diversa istanza, deduzione, eccezione, così provvede:
1) Rigetta il ricorso.
2) Condanna parte ricorrente al pagamento in favore di Controparte_2 al pagamento di € 1.300,00, oltre spese generali al 15%, IVA e CPA come per legge.
Si comunichi
Aversa, 13/05/2025 Il giudice dott.ssa Chiara Cucinella
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Il Giudice del Tribunale di Napoli Nord, dott.ssa Chiara Cucinella in funzione di Giudice del lavoro, all'esito dell'udienza del 13.5.2025 sostituita dal deposito delle note di trattazione scritta ex art. 127 ter c.p.c. ha depositato la seguente sentenza nella causa iscritta al n. 3583 /2023 alla quale veniva riunita la causa iscritta al n. 4439/2024 vertente
TRA
, nato a [...] il [...], rappresentato Parte_1
e difeso dagli avvocati PALMA GIANLUCA e GABRIELE TAMBURINO, come in atti RICORRENTE E
, in persona Controparte_1 del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. ITALA DE BENEDICTIS, come in atti RESISTENTE NONCHE'
, subentrante a titolo Controparte_2 universale nei rapporti di , incorporante di Controparte_3
, e , in persona del Controparte_4 Controparte_5 Controparte_6 legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. CERCONE BRUNELLA e LUIGI MARINO, come in atti RESISTENTE
OGGETTO: opposizione a cartella esattoriale
CONCLUSIONI : come in atti e verbali di causa
FATTO E DIRITTO Con ricorso depositato il 22/03/2023 (rg. n. 3583/2023) parte ricorrente, premesso che veniva a conoscenza in data 16/02/2023 dell'intimazione di pagamento n. 028 2022 90069669 61/000 contenente la richiesta di pagamento di € 9.218,56 totali relativa a:
avviso di addebito n. 32820160003681441000, notificato in data 09/10/2016, per € 1.540,89, concernente Modello DM10, anno 2015 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820160005769186000, notificato in data 03/11/2016, per € 1.979,95, concernente Modello DM10 anno 2016 oltre somme aggiuntive;
1 avviso di addebito n. 32820160006171619000, notificato in data 10/11/2016, per € 2.537,17, concernente contributi IVS anno 2015 oltre somme aggiuntive omesso versamento;
Con successivo ricorso recante rg. 4439/2024 il ricorrente veniva a conoscenza in data 27/03/2024 dell'intimazione di pagamento n. 02820249004043285/000 relativa a:
avviso di addebito n. 32820160002064554000, notificato in data 13/05/2016, per € 2.775,23, concernente contributi IV.S., anno 2015 oltre sanzioni per omesso versamento;
avviso di addebito n. 32820160002575246000, notificato in data 14/05/2016, per € 3.954,48, concernente Modello DM10, anno 2015 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820160003681441000, notificato in data 09/10/2016, per € 1.726,74, concernente Modello DM10, anno 2015 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820160005769186000, notificato in data 03/11/2016, per € 2.269,29, concernente Modello DM10 anno 2016 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820160006171619000, notificato in data 10/11/2016, per € 2.749,32, concernente contributi IVS anno 2015 oltre somme aggiuntive omesso versamento;
avviso di addebito n. 3282017000010082300, notificato in data 16/02/2017, per € 1.960,15, concernente Modello DM10, anno 2016 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820170000333020000, notificato il 29/03/2017, per €
2.149,35, concernente Modello DM10, anno 2016 oltre somme aggiuntive;
avviso di addebito n. 32820170003021629000, notificato in data 04/10/2017, per € 5.522,81, concernente contributi IVS anno 2016 oltre somme aggiuntive omesso versamento;
impugnava la/e predetta/e cartella/e, assumendone la prescrizione. Si costituivano ed resistendo all'avversa domanda, di cui in via CP_1 CP_2 preliminare eccepivano la carenza di interesse ad agire e nel merito la tardività.
******
Giurisdizione, competenza e legittimazione passiva. In via preliminare, si osserva che per le omissioni contestate all'opponente, in quanto rientranti nell'ambito previdenziale, c'è giurisdizione del Giudice ordinario e competenza del Giudice del lavoro per materia e territorio, ex art.444 c.p.c. Sussiste la legittimazione passiva di Controparte_2 subentrante a titolo universale nei rapporti di Controparte_3
per la parte relativa all'impugnativa di atti di provenienza del
[...] concessionario (notifica delle cartelle di pagamento - ex multis, Cass. n. 594/2016; Cass. ord. n.12385/2013¸ Cass. n. 18522/2011). Ne consegue, dunque, la piena legittimazione ad causam di con Controparte_2 eccezione della sola impugnazione dell'avviso di addebito, per il quale è
2 competente, anche nella fase esecutiva, in ragione della riforma di cui alla legge n. 122 del 2010, esclusivamente l'ente previdenziale. L' è legittimato processuale passivo in quanto titolare del rapporto CP_1 obbligatorio. Sussiste, infine, la legittimazione passiva della solo per i crediti CP_7 antecedenti il 2008, in quanto la stessa è cessionaria dei crediti maturati CP_1 fino al 2008, ex art.13 della legge 448/98.
Il contenzioso in materia esattoriale: Opposizione a cartella esattoriale, opposizione agli atti esecutivi e opposizione all'esecuzione. Ciò posto occorre, in via preliminare, qualificare l'odierna domanda. È opportuno premettere, in linea generale, che nei confronti delle cartelle esattoriali è possibile proporre: 1) opposizione a cartella esattoriale ex art. 24 D. L.vo n. 46/99; 2) opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. ; 3) opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c.. 1) L'art. 24 del D. L.vo n. 46/99, a pena di inammissibilità, ammette che il contribuente possa proporre opposizione al giudice del lavoro “contro l'iscrizione a ruolo” dei crediti degli enti previdenziali, solo nel termine di quaranta giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Tale norma disciplina l'impugnazione della cartella con riferimento al merito della pretesa contributiva;
disciplina l'azione che un debitore propone rispetto all' an della pretesa contributiva e cioè rispetto a tutto ciò che attiene alla prestazione ( non debenza dei contributi, insussistenza dei presupposti per l'iscrizione alla Cassa o alla Gestione Separata, prescrizione del contributo in assenza di alcuna valida notifica, ecc). Si osserva, inoltre, che, in questo caso, poiché la mancata o irregolare notifica della cartella non può privare il destinatario del rimedio previsto dalla legge e rendere inammissibile l'opposizione, il momento di garanzia può essere recuperato nei confronti del primo atto idoneo a porre il soggetto in grado di esercitare validamente il suo diritto di difesa (tesi già adottata dalla giurisprudenza di legittimità per ammettere l'opposizione ex art. 22 della legge n. 689 del 1981 nei confronti dell'avviso di mora, quando non risulta la notifica dell'ordinanza ingiunzione e/o della cartella esattoriale: cfr. Cass. sez. I, 5.3.2002, n. 3127; Cass., sez. III, 1.3.2000, n. 2293 e confermata da Cassazione 1.3.2019 n. 6166). Ne deriva che l'opposizione avverso un atto successivo alla cartella ( ad es. avviso di pagamento, estratto di ruolo, iscrizione di ipoteca, preavviso di fermo, fermo amministrativo, avviso di vendita immobiliare ecc. ), sempre che abbia ad oggetto questioni relative al merito della pretesa contributiva, sarà ammissibile solo se lo stesso costituisca il primo atto con cui il contribuente è venuto regolarmente a conoscenza dell'iscrizione a ruolo e se la stessa venga proposta entro 40 gg da tale conoscenza;
nell'ambito di tale giudizio la parte potrà poi
3 avvantaggiarsi della sospensione dell'esecutività del ruolo ex art. 24 comma 6 D.lgs 46/99. Ne consegue anche che la censura di inesistenza della notifica della cartella, nel procedimento in oggetto, rileva in via incidentale, al solo fine del giudizio di tempestività della azione e non, ex sé, al fine di bloccare il procedimento esecutivo. Osserva il tribunale, infatti, che diversi principi affermati con riferimento al procedimento tributario non possono confermarsi in relazione ai giudizi aventi ad oggetto impugnative di cartelle per crediti contributivi. Ciò in ragione della peculiarità del procedimento tributario, caratterizzato da una sequenza di atti, autonomamente impugnabili, dove la mancata notifica di un atto a monte - autonomamente impugnabile - fatta valere a seguito della conoscenza dell'atto a valle, facoltizza il destinatario a scegliere, in ragione del suo interesse, se aprire o meno la discussione giurisdizionale anche sul merito della pretesa tributaria. Diversamente opinando, infatti, si arriverebbe alla irragionevole conseguenza che l'Amministrazione potrebbe procedere sempre all'adozione di atti conseguenti, senza notificare quelli presupposti, perché il contribuente sarebbe vincolato alla loro impugnazione congiunta. Si osserva, poi, che, ai sensi dell'art. 29, co. 2, del D. Lgs. n. 46/99, è fatta salva l'operatività delle opposizioni esecutive da proporsi.
2) Il debitore può, dunque, proporre opposizione all'esecuzione, secondo il combinato disposto degli artt. 615 e 618 bis cpc, quando contesta il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata. In questo caso il ricorrente fa valere fatti estintivi, modificativi o impeditivi verificatisi dopo la notificazione della cartella, come il pagamento del credito successivamente intervenuto o la prescrizione maturata successivamente alla notificazione della cartella o dell'ultimo atto di esecuzione. Tale tipo di impugnazione si limita, dunque, ai fatti ostativi sopravvenuti e non soggiace a termini perentori, potendo essere esperita quando la parte pubblica tenti di mettere in esecuzione il titolo costituito dalla cartella esattoriale non opposta. Il soggetto già raggiunto da una ordinanza di ingiunzione per il pagamento di contributi previdenziali e relative sanzioni, nel giudizio di opposizione proposto avverso la cartella esattoriale, poi notificatogli per la riscossione dell'importo intimato, non può impugnare la pretesa contributiva dell'amministrazione né sotto il profilo della sua illegittimità alla iscrizione né sotto quello della non debenza delle somme ( essendo tali vizi attinenti all'an della pretesa e soggetti al termine decadenziale di 40 giorni), ma può solo contestare la legittimità dell'azione esecutiva intrapresa dall'esattore.
4 3) Infine, ex art. 617 c.p.c., il contribuente può contestare il quomodo del procedimento, ovvero le modalità di svolgimento dell'azione esecutiva. In tale ultimo caso, l'opposizione dovrà essere proposta nel termine perentorio di venti giorni stabilito dall'art. 617 c.p.c.
L'interesse ad agire e la non autonoma impugnabilità dell'estratto di ruolo Si osserva, inoltre, per completezza che in ordine all'autonoma impugnabilità dell'estratto di ruolo, il D.L. n. 146 del 21 ottobre 2021, art.
3-bis e la successiva Cassazione civile sez. un. - 06/09/2022, n. 26283 hanno statuito che il legislatore, nel regolare specifici casi di azione "diretta", stabilisce che sussiste interesse solo se vi è: pregiudizio per la partecipazione a una procedura di appalto;
per la riscossione di somme allo stesso dovute dai soggetti pubblici;
per la perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione. A parere della Suprema Corte, i casi indicati sono quindi tassativi e non esemplificativi. Non sussiste un vuoto di tutela dal momento che « pure a fronte dell'invalida o dell'omessa notificazione della cartella o dell'intimazione di pagamento, difatti, c'è sempre un giudice chiamato a pronunciarsi sulle doglianze del contribuente, che impugni l'atto successivo, anche se esecutivo, o alternativo all'esecuzione, perché volto a indurre il debitore all'adempimento (Cass., sez. un., n. 959/17; n. 40763/21; tra varie, Cass., sez. un., n. 7822/20, cit.; sez. un., n. 8465/22).
Osserva, infine, che in tema di riscossione a mezzo ruolo, D.L. n. 146 del 21 ottobre 2021, art.
3-bis si applica ai processi pendenti, poiché specifica, concretizzandolo, l'interesse alla tutela immediata a fronte del ruolo e della cartella non notificata o invalidamente notificata. Nel caso in esame sussiste interesse ad agire dal momento che il ricorrente è stato destinatario di una intimazione di pagamento.
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Tanto premesso, occorre fare applicazione dei principi appena espressi al caso di specie. Ebbene, il ricorrente agisce in giudizio per l'accertamento della insussistenza del credito contributivo per intervenuta prescrizione. Nel dettaglio, non contesta l'inesistenza e/o nullità della notifica delle cartelle oggetto dell'estratto di ruolo impugnato ma si limita ad eccepire la prescrizione successiva alla notifica delle stesse, intendendo far valere un fatto estintivo del credito successivo alla loro formazione. In ogni caso prova la notifica delle cartelle nelle medesime date indicate CP_1 dal ricorrente nel ricorso introduttivo, pertanto, sarebbe in ogni caso tardiva l'eccezione di decadenza, configurando la stessa opposizione agli atti esecutivi ed altresì l'eccezione di prescrizione dei contributi antecedente alla notifica del titolo, in quanto azione concernente il merito della pretesa ex art. 24 L 46/96.
5 Le relative azioni andavano proposte nel termine rispettivamente di 20 e di 40 giorni dalla notificazione degli atti ( ipotesi sub 1) e sub 3) in parte motiva).
Con riferimento all'eccezione di prescrizione dopo la notificazione del titolo, l'azione si qualifica come opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. (ipotesi sub 2).
allega e prova la presenza di atti interruttivi che uniti alla Controparte_2 sospensione “Covid-19” non determina il maturarsi della prescrizione del diritto. In particolare, Agenzia prova che, prima della notifica dell'intimazione di pagamento opposta, al ricorrente, veniva ritualmente notificata il 30.5.2022 l'intimazione di pagamento nr. 02820229003426085000, contenente gli avvisi di addebito nr. 32820160002064554000 e nr. 328201600025752426000; per gli avvisi di addebito nr. 32820160003681441000, nr. 32820160005769186000 e nr. 32820160006171619000 veniva notificata intimazione di pagamento nr. 02820229006966961000 in data 16.02.2023 (impugnata con rg 3583/23); veniva altresì ritualmente notificata la Comunicazione Preventiva di Iscrizione Ipotecaria nr. 02876202200000212000 – riferita a tutti gli otto avvisi di addebito impugnati - mediante deposito atti presso la casa comunale con comunicazione del 25.10.22 – e con successivo inoltro della racc. nr. 69645256359- 5. La notifica ha rispettato il procedimento notificatorio tipico, anche alla luce di Cass. Sez. Unite, Sent. n. 10012 15.04.2021.
Prendendo come riferimento la notifica dell'iscrizione ipotecaria, riferita a tutte le 8 cartelle impugnate nei due procedimenti, del 25.10.22, è possibile agilmente verificare che, alla data di notifica la prescrizione quinquennale non era quindi maturata. Deve infatti rammentarsi che con l'art. 67 del D.l. n. 18/2020 (Decreto “Cura Italia”), conv. in l. 24 aprile 2020, n. 27, adottato per far fronte alle contingenze emergenziali per la diffusione della Covid-19, operando un rinvio all'art. 12 d. lgs. 159/2015 (che prevede quanto segue: “1. Le disposizioni in materia di sospensione dei termini di versamento dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, a favore dei soggetti interessati da eventi eccezionali, comportano altresì, per un corrispondente periodo di tempo, relativamente alle stesse entrate, la sospensione dei termini previsti per gli adempimenti anche processuali, nonché' la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza in materia di liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione a favore degli enti impositori, degli enti previdenziali e assistenziali e degli agenti della riscossione, in deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212”), il legislatore ha disposto la sospensione dei termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, dagli avvisi di accertamento e degli avvisi di addebito affidati all' in scadenza, nonché la sospensione dei relativi termini prescrizionali, inizialmente, a far data dall'08.03.2020 sino al 31.08.2021.
6 A seguito di intervenute modifiche al quadro normativo emergenziale, l'ultimo dei quali con l. 106/2021 di conversione del “Decreto Sostegni-bis” (D.L. n. 73/2021), è stato stabilito che il periodo di sospensione dell'attività di riscossione si protraesse sino alla data del 31.08.2021. L'Esattoria, pertanto, ha nel caso operato nel pieno rispetto dei termini decadenziali e prescrizionali, dovendosi computare i 541 giorni di sospensione per effetto previsti dalla normativa emergenziale, che si aggiungono ai cinque anni decorrenti dal 13.5.2016 per la cartella con notifica più antica ( notifica 13.5.2026 + 5 anni + 541 giorni = la cartella si sarebbe prescritta il 7.11.2022 mentre la notifica è intervenuta il 25.10.22; lo stesso discorso vale per le cartelle che hanno una data di notifica successiva a quella appena analizzata).
Le spese legali seguono la soccombenza e sono poste a carico del ricorrente, in favore di Sono compensate nei confronti dell' , costituitosi solo CP_2 CP_1 nel giudizio rg. n. 4439/24.
P.Q.M.
Il Tribunale di Napoli Nord, definitivamente pronunziando, respinta ogni diversa istanza, deduzione, eccezione, così provvede:
1) Rigetta il ricorso.
2) Condanna parte ricorrente al pagamento in favore di Controparte_2 al pagamento di € 1.300,00, oltre spese generali al 15%, IVA e CPA come per legge.
Si comunichi
Aversa, 13/05/2025 Il giudice dott.ssa Chiara Cucinella
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