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Sentenza 6 febbraio 2025
Sentenza 6 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Busto Arsizio, sentenza 06/02/2025, n. 127 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Busto arsizio |
| Numero : | 127 |
| Data del deposito : | 6 febbraio 2025 |
Testo completo
R.G. n. 458/2024
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI BUSTO ARSIZIO
PRIMA SEZIONE CIVILE - LAVORO in persona del Giudice del Lavoro dr.ssa Emanuela Fedele ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa iscritta al numero di ruolo generale sopra riportato promossa con ricorso depositato il 11/03/2024 da
( ), Parte_1 C.F._1 Parte_2
( e ( C.F._2 Parte_3 C.F._3 rappresentati e difesi dall''avv. presso il cui studio sito in Varese, Parte_4
via Rossini 1, domiciliano
RICORRENTI
Contro
Controparte_1
- codice fiscale – in persona del Direttore Generale,
[...] P.IVA_1 rappresentato e difeso dall'Avv. Gaetano Citrigno ai sensi dell'art. 417 bis comma 1 c. p. c. presso i cui Uffici siti in Varese alla Via Copelli, 6 domicilia
RESISTENTE
OGGETTO Altre ipotesi
All'udienza di discussione i procuratori delle parti
C O N C L U D E V A N O come in atti
Motivi della Decisione
Con ricorso depositato il 11/03/2024 i ricorrenti hanno dedotto di aver prestato servizio come personale docente a tempo determinato, presso Istituti Scolastici del CP_1
, provincia Varese, precisamente:
[...] il ricorrente , attualmente in servizio presso l'I.C. di Gallarate Parte_1
con contratto a tempo determinato fino al 30/6/2025 (come documentato con deposito del
1
10/10/2024 – all.4), ha dedotto di aver prestato servizio come docente precario negli anni scolastici:
- 2022/2023 presso l'I.C. di Gazzada dal 19/10/2022 al 31/8/2023;
- 2023/2024 presso l'I.C. di Gallarate con più contratti dal 20/9/23 al 30/6/24; la ricorrente , attualmente presso l'I.C. in virtù di un Parte_2 Controparte_2
contratto a tempo determinato con scadenza 30/6/2025 (come documentato con deposito del 10/10/2024 – all.5), ha dedotto di aver prestato servizio come docente precaria negli anni scolastici:
- 2022/2023 presso l'I.C. dal 21/9/22 al 30/6/23; Controparte_2
- 2023/2024 presso l'I.C. di dal 13/9/3 al 30/6/24; CP_2 la ricorrente , attualmente presso l'I.C. di Gallarate in virtù di un Parte_3
contratto a tempo determinato fino al 31/8/2025 (come documentato con deposito del
10/10/2024 – all.1, 2 e 3), ha dedotto di aver prestato servizio come docente precaria, presso il medesimo istituto, negli anni scolastici:
- 2021/2022 dal 6/9/21 al 31/6/22.
- 2022/2023 dal 23/9/22 al 31/8/23;
- 2023/2024 dal 4/9/23 al 31/8/24;
I ricorrenti hanno esposto di non aver mai fruito dell'importo di euro 500,00 annui per la formazione professionale (Carta elettronica docenti) riconosciuto esclusivamente al personale di ruolo ex artt. 121 co. 1 e 122 legge 107/2015 e successivi dpcm attuativi
(dpcm 32313 del 23.09.2015, dpcm 28.11.2016).
Rilevando un'ingiustificata disparità di trattamento, i ricorrenti hanno chiesto di accertare il diritto al beneficio economico per le annualità con conseguente condanna alla relativa attribuzione maggiorata di interessi e rivalutazione.
Ritualmente costituitosi in giudizio, il ha contestato gli Controparte_1
assunti avversari, rilevando la legittimità della destinazione al solo personale di ruolo del contributo alla formazione professionale, e chiedendo il rigetto del ricorso, in quanto infondato;
ha altresì eccepito la prescrizione quinquennale del diritto azionato ex art. 2948
n. 4 c.c.; la non riconoscibilità degli anni scolastici con prestazione di servizio inferiore ai
180 giorni o nei quali la prestazione lavorativa è stata resa eventualmente in modo residuale e inferiore all'orario curriculare nonché per all'a.s. 23/24 per supplenze con termine al 31.08.2024 per il quale anno la normativa vigente prevede il riconoscimento della carta docente in via amministrativa.
La prima udienza di discussione è stata fissata con modalità scritta ex art. 127 ter c.p.c.
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Non avendo le parti evidenziato disponibilità conciliativa nelle note tempestivamente depositate nel termine assegnato del 20 dicembre 2024, in assenza di necessità istruttorie, la causa viene decisa con sentenza che si deposita.
Il ricorso è fondato e merita accoglimento.
Inquadramento normativo
L'art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 stabilisce: “Al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzare le competenze professionali, è istituita, nel rispetto dei limiti di spesa di cui al comma 123, la Carta Elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La
Carta, dell'importo di € 500,00 annui per ciascun anno scolastico può essere utilizzata per
l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione
a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il a Controparte_3
corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché' per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”.
I DPCM attuativi del 23 settembre 2015 e del 28 novembre 2016 hanno ribadito l'esclusione del beneficio per i docenti assunti a tempo determinato, essendo riservato ai soli docenti di ruolo a tempo indeterminato sia a tempo pieno che a tempo parziale. Sono state altresì delineate le ipotesi di esclusione e revoca, la natura dell'attribuzione, le modalità di richiesta, di riconoscimento e di utilizzo collegato alla contestualità del servizio reso1
Giurisprudenza rilevante
Riportata la normativa di interesse, si rileva che, sulle questioni oggetto del presente giudizio si sono già espressi la Corte di Giustizia Europea e il Consiglio di Stato con pronunce che vanno richiamate al fine del decidere.
La Corte di Giustizia Europea con ordinanza della VI Sezione del 18 maggio 2022, resa nella causa c 450/2, ha statuito che il comma 121 della legge n. 107/2015, nella parte in cui non attribuisce il bonus di euro 500,00 al personale a termine, contrasta con la clausola 4 dell'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato
(recepito con Direttiva 1999/70/CE che “ deve essere interpretata nel senso che essa osta
a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del , e non al personale docente a tempo determinato di tale Controparte_3
, il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, CP_3
concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per
l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale … al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza” spettando al giudice nazionale valutare in concreto la sussistenza della discriminazione.
anni scolastici in cui interviene la sospensione. Qualora la sospensione intervenga successivamente all'assegnazione dell'importo, la somma assegnata è recuperata a valere sulle risorse disponibili sulla Carta e, ove non sufficienti, sull'assegnazione dell'anno scolastico successivo. Il
[...]
disciplina le modalità di revoca della Carta nel caso di interruzione del rapporto Controparte_3 di lavoro nel corso dell'anno scolastico.
5. La Carta deve essere restituita all'atto della cessazione dal servizio.” e, all'art. 3, che “1. Ciascuna Carta ha un valore nominale non superiore ad euro 500 annui utilizzabili nell'arco dell'anno scolastico di riferimento, ovvero dal 1° settembre al 31 agosto, fermo restando quando previsto dai commi 2 e 3. 2. L'importo di cui al comma 1 è reso disponibile, per ciascun anno scolastico, a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'art. 1, comma 123, della legge n. 107 del 2015, relativa all'esercizio finanziario in cui ha inizio ciascun anno scolastico, ed entro il limite della medesima. Entro il 31 dicembre di ciascun anno, le risorse che dovessero eventualmente rimanere disponibili a valere sull'autorizzazione di spesa citata sono destinate ad incrementare l'importo della Carta, nei limiti dell'importo di cui al comma 1. 3. La cifra residua eventualmente non utilizzata da ciascun docente nel corso dell'anno scolastico di riferimento rimane nella disponibilità della Carta dello stesso docente per l'anno scolastico successivo a quello della mancata utilizzazione.”. Il DPCM del 28 novembre 2016 ha previsto, all'art. 2, che
“1. Il valore nominale di ciascuna Carta è pari all'importo di 500 euro annui.
2. La Carta è realizzata in forma di applicazione web, utilizzabile tramite accesso alla rete Internet attraverso una piattaforma informatica dedicata nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali.
3. L'applicazione richiede la registrazione dei beneficiari della Carta secondo le modalità previste dall'articolo 5, nonché delle strutture, degli esercenti e degli enti accreditati presso il Controparte_3
attraverso i quali è possibile utilizzare la Carta secondo quanto stabilito dall'articolo 7. 4.
[...] L'applicazione prevede l'emissione, nell'area riservata di ciascun beneficiario registrato, di buoni elettronici di spesa con codice identificativo, associati ad un acquisto di uno dei beni o servizi, consentiti dall'articolo 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, di cui all'articolo 6, comma 3 da effettuarsi presso le strutture, gli esercenti e gli enti di cui al successivo articolo 7”, sub art. 3 che “1. La Carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari.
2. La Carta non è più fruibile all'atto della cessazione dal servizio.”.
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Il Consiglio di Stato (sentenza 16.3.2022 n. 1842) ha annullato, con efficacia inter partes, il
DPCM n. 32313 del 23 settembre 2015, e la nota applicativa del n. 15219 del 15 CP_4
ottobre 2015, nonché il DPCM del 28 novembre 2016, nella parte in cui non contemplano i docenti non di ruolo tra i destinatari della Carta del docente evidenziando l'incongruenza tra la necessità di formazione continua del personale docente, in ottemperanza ai canoni di buona amministrazione, e la contestuale esclusione del personale docente a tempo determinato da tale programmazione derivandosi la necessità di erogare a tutto il personale docente il contributo alla formazione, oltre che dalla corretta applicazione della clausola 4 citata, anche dall'obbligo di fornire il servizio istruzione in modo uniforme a tutta la popolazione studentesca.
La pronuncia della Corte di Cassazione
Condividendo pienamente i principi già espressi, la Corte di Cassazione, con sentenza n.
29961 del 27 ottobre 2023, pronunciando sul rinvio pregiudiziale disposto dal Tribunale di
Taranto con ordinanza del 24 aprile 2023, ha ripercorso i dati normativi che fondano il diritto-dovere della formazione del docente che impone obblighi sia al docente che al datore di lavoro. In tale ambito si è inserita la carta docente che, per come strutturata, attiene al piano formativo e di aggiornamento “e non a quello delle dotazioni lavorative individuali”; tale piano formativo si sviluppa secondo la Corte su base annuale come deducibile da numerosi indici legislativi “Per altro verso, la taratura di quell'importo di 500 euro in una misura “annua” e per “anno scolastico” evidenzia la connessione temporale tra tale sostegno alla formazione e la didattica, calibrandolo in ragione di un tale periodo di durata di quest'ultima. D'altra parte, anche il recente intervento normativo di cui all'art. 15
d.l. n. 69 del 2023, conv., con mod., in L. n. 103/2023, qui fuori gioco ratione temporis, sul piano sistematico conferma il riferimento annuale, essendo il beneficio esteso «per l'anno
2023» ai «docenti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile”….
Va dunque tenuta in debito conto anche la logica delle scelte legislative, che appunto si muovono sul piano del sostegno pieno, con la Carta Docente, alla didattica “annua”, per le ragioni sopra ampiamente spiegate.”
Sulla base di queste considerazioni la Corte, rispondendo quindi ad una delle questioni oggetto di rinvio, ha fissato il seguente principio di diritto secondo cui “La Carta Docente di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31.8, ai sensi dell'art. 4, comma 1, L. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30.6, ai sensi dell'art. 4, comma secondo, della L. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al .” CP_3
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- Quanto alla natura della prestazione la Corte ha chiarito che trattasi di obbligazione di pagamento (desumibile dalle modalità di messa a disposizione dell'importo) seppur strettamente finalizzata all'obbligo di formazione nell'ambito di una prestazione didattica.
Tale inquadramento rileva anche sulla questione dell'interesse ad agire del creditore per le annualità pregresse, interesse che la Corte ritiene persistere nella misura in cui chi agisce sia ancora interno al sistema educativo scolastico, in ragione della persistenza del diritto- dovere formativo”. La permanenza nel sistema scolastico viene individuata sia nella destinazione di nuovo incarico di supplenza, sia nella costanza di iscrizione nelle graduatorie (ad esaurimento, provinciali o di istituto) per le supplenze.
- In caso di fuoriuscita dal sistema scolastico spetterà al creditore, ove formulata, azione risarcitoria con obbligo di allegazione del pregiudizio e possibilità di deduzione presuntiva e di liquidazione equitativa, entro il valore della Carta, determinata sul caso concreto (ad es. durata della permanenza nel sistema scolastico).
- Infine, in merito alla prescrizione la Corte ha statuito:
l'applicabilità dell'art. 2948 n. 4 c.c., prescrizione quinquennale, stante la natura pecuniaria dell'obbligazione con decorrenza dal momento in cui il diritto può essere fatto valere ovvero dal momento del conferimento degli incarichi o, se il conferimento degli incarichi sia anteriore, dall'eventualmente successivo momento in cui, per l'annata di riferimento, sia consentito anche ai docenti di ruolo, secondo il sistema di cui al DPCM del 2016, procedere alla registrazione telematica onde fruire del beneficio2;
l'applicabilità della prescrizione decennale per la domanda risarcitoria nell'ambito della responsabilità contrattuale con decorrenza dalla data di cessazione del servizio per l'azione risarcitoria.
La posizione dei ricorrenti
Il ricorrente domanda il riconoscimento della carta docenti per Parte_1
le annualità 2023/2024 e 2022/2023.
Non è maturata alcuna prescrizione quinquennale, considerato che l'annualità più risalente richiesta è relativa all'anno scolastico 2022/23 e che il deposito del ricorso è intervenuto prima della maturazione del termine prescrizionale.
Dalla documentazione prodotta risulta che negli anni richiesti il docente è stato
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destinatario di un incarico fino al 30 giugno nell'anno scolastico 2023/24, per diciotto ore settimanali più una ora aggiuntiva per attività alternativa, e di un incarico annuale nell'anno scolastico 2022/23 per diciotto ore settimanali (cfr. allegati 7, 8 e 9 ricorrente).
Con produzione 10.10.2024 il docente ha documentato altresì l'attualità dell'interesse ad agire essendo destinatario di contratto a tempo determinato fino al 30.6.2025 (cfr. all.4 ricorrente).
La ricorrente domanda il riconoscimento della carta docenti per le Parte_2
annualità 2022/2023 e 2023/24.
Non è maturata alcuna prescrizione quinquennale, considerato che l'annualità più risalente richiesta è relativa all'anno scolastico 2022/23 e che il deposito del ricorso è intervenuto prima della maturazione del termine prescrizionale.
Dalla documentazione prodotta risulta che negli anni richiesti la docente è stata destinataria di incarichi fino al 30 giugno negli anni scolastici richiesti, per ventiquattro ore settimanali (cfr. allegati 13 e 14 ricorrente).
Con produzione 10.10.2024 la docente ha documentato altresì l'attualità dell'interesse ad agire essendo destinataria di contratto a tempo determinato fino al 30.6.2025 (cfr. all.5 ricorrente).
La ricorrente domanda il riconoscimento della carta docenti Parte_3 per le annualità 2022/2023 e 2021/2022, rinunciando all'annualità 2023/24 in quanto nelle note ha esposto di aver già percepito la carta docenti.
Non è maturata alcuna prescrizione quinquennale, considerato che l'annualità più risalente richiesta è relativa all'anno scolastico 2021/22 e che il deposito del ricorso è intervenuto prima della maturazione del termine prescrizionale.
Dalla documentazione prodotta risulta che negli anni richiesti la docente è stata destinatario di incarichi annuali negli anni scolastici richiesti, per diciotto ore settimanali
(cfr. allegati 1 e 2 deposito del 9.12.2024).
Con produzione 10.10.2024 la docente ha documentato altresì l'attualità dell'interesse ad agire essendo destinataria di contratto a tempo determinato fino al 31.8.2025 (cfr. allegati
1 e 2 ricorrente).
Devono essere, pertanto, respinte sia l'eccezione di non spettanza del beneficio per lo svolgimento di una prestazione inferiore a 180 giorni, considerato che i ricorrenti hanno lavorato per oltre 9 mesi negli anni scolastici richiesti, nella medesima cattedra, sia l'eccezione di non spettanza per lo svolgimento di un orario curriculare ridotto, avendo svolto orari curriculari completi.
Ricorrendo tutti i presupposti di legge, come interpretati dalla Corte di Giustizia e dalla
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Corte di Cassazione, va pertanto accertato il diritto del ricorrente Parte_1
ad ottenere la carta docenti per le annualità 2023/2024 e 2022/2023, della ricorrente per le annualità 2022/2023 e 2023/24 e della ricorrente Parte_2 Parte_3
per le annualità 2022/2023 e 2021/2022.
[...]
L'Amministrazione resistente deve pertanto essere condannata a mettere a disposizione dei ricorrenti la suddetta carta docente con accredito dell'importo relativo agli anni di lavoro a tempo determinato ovvero per complessivi euro 1.000,00 in favore del ricorrente
, per complessivi euro 1.000,00 in favore della ricorrente Parte_1
e per complessivi euro 1.000,00 in favore della ricorrente Parte_2 Parte_3
così che ne possano fruire nel rispetto dei vincoli di legge.
[...]
Va invece respinta la richiesta di riconoscimento della maggiorazione di interessi e rivalutazione in quanto, ex artt. 2 co. 1 e 5 co. 4 D.P.C.M. 28 novembre 2016 – l'importo erogato è indicato al valore nominale, senza ulteriori maggiorazioni, nemmeno ove venga utilizzato nell'anno successivo.
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in favore dei ricorrenti in complessivi euro 900,00 (applicati i minimi per la serialità nello scaglione fino a 5.200 omessa la fase istruttoria, ridotta la decisionale), oltre spese generali e accessori di legge con distrazione in favore del difensore dichiaratosi anticipatario ex art. 93 c.p.c..
P.Q.M.
definitivamente pronunziando tra le parti, così provvede:
- dichiara il diritto del ricorrente all'ottenimento della carta Parte_1
docente per le annualità 2023/2024 e 2022/2023, della ricorrente per le Parte_2
annualità 2022/2023 e 2023/24 e della ricorrente per le Parte_3 annualità 2022/2023 e 2021/2022, per l'importo di euro 500,00 per ciascun anno
- condanna il resistente a mettere a disposizione dei ricorrenti la carta docente, CP_3
con accredito della somma complessiva euro 1.000,00 in favore del ricorrente Parte_1
, della somma complessiva euro 1.000,00 in favore della ricorrente
[...]
e della somma complessiva euro 1.000,00 in favore della ricorrente Parte_2
, quale contributo da destinare alla formazione professionale e Parte_3
fruirsi nei limiti di legge;
- condanna parte resistente al pagamento delle spese di lite in favore dei ricorrenti in complessivi euro 900,00 oltre spese generali e accessori di legge da distrarsi in favore del procuratore antistatario.
Busto Arsizio, 6.02.2025 il Giudice del Lavoro
dr.ssa Emanuela Fedele
8 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 Nello specifico, il DPCM del 23 settembre 2015, all'art. 2 ha sancito che “1. I docenti di ruolo a tempo indeterminato presso le Istituzioni scolastiche statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, hanno diritto all'assegnazione di una Carta, che è nominativa, personale e non trasferibile.
2. Il assegna Controparte_3 la Carta a ciascuno dei docenti di cui al comma 1, per il tramite delle Istituzioni scolastiche.
3. Le Istituzioni scolastiche comunicano entro il 30 settembre di ciascun anno scolastico al
[...]
, secondo le modalità da quest'ultimo individuate, l'elenco dei docenti di ruolo a Controparte_3 tempo indeterminato presso l'Istituzione medesima, nonché le variazioni di stato giuridico di ciascun docente entro 10 giorni dal verificarsi della causa della variazione. Il Controparte_3
trasmette alle Istituzioni scolastiche le Carte da assegnare a ciascun docente di ruolo a tempo
[...] indeterminato.
4. La Carta è assegnata, nel suo importo massimo complessivo, esclusivamente al personale docente a tempo indeterminato di cui al comma 1. Nel caso in cui il docente sia stato sospeso per motivi disciplinari è vietato l'utilizzo della Carta e l'importo di cui all'art. 3 non può essere assegnato nel corso degli
3 2 l'art. 5 del dpcm 2016 Attivazione della Carta
1. I soggetti beneficiari provvedono a registrarsi sull'applicazione web dedicata, usando le credenziali di cui all'articolo 3, comma 3.
2. Per l'anno scolastico 2016/2017, la registrazione dei soggetti beneficiari sull'applicazione web dedicata è consentita dal 30 novembre 2016.
3. A partire dall'anno scolastico 2017/2018, la registrazione di nuovi soggetti beneficiari sull'applicazione web dedicata è consentita dal 1° settembre al 30 ottobre di ciascun anno.