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Sentenza 1 dicembre 2025
Sentenza 1 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Salerno, sentenza 01/12/2025, n. 2169 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Salerno |
| Numero : | 2169 |
| Data del deposito : | 1 dicembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI SALERNO
SEZIONE LAVORO
Il Giudice della Sezione Lavoro del Tribunale di Salerno dott. Giovanni Magro
all'udienza del 28.11.2025 ha pronunziato la seguente
SENTENZA
nel giudizio iscritto al n. 4355 del ruolo generale del lavoro dell'anno 2025
vertente
TRA
, rappresentata e difesa dall'avv. Rosanna Fiore Parte_1
presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Salerno alla via R. De Martino
n. 7;
- RICORRENTE -
E , in persona del legale rapp.te p.t., rappresentato e difeso dall'avv. CP_1
AN LL con la quale è elettivamente domiciliato in Salerno al corso
Garibaldi n. 38 presso la sede della propria avvocatura distrettuale;
- RESISTENTE -
OGGETTO: opposizione ad ATP.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso depositato in data 18.7.2025 contestava le Parte_1
conclusioni presentate dal CTU dott. in cui il consulente Persona_1
dava atto dell'insussistenza dei requisiti ai fini del riconoscimento dell'indennità
di accompagnamento e dell'handicap grave deducendo che gli stati patologici denunciati le avrebbero dato diritto piuttosto alle provvidenze chieste.
Regolarmente instauratosi il contraddittorio, l' si costituiva in giudizio CP_1
resistendo al ricorso e chiedendone il rigetto.
La causa veniva istruita in via documentale.
All'odierna prima udienza questo Giudicante, preso atto delle note di trattazione scritta depositate ex art. 127 ter c.p.c., ha deciso la causa depositando sentenza con motivazione contestuale.
MOTIVI DELLA DECISIONE.
Il ricorso proposto dalla è inammissibile per le ragioni che si vengono Pt_1
a illustrare. Va, infatti, evidenziato che ai sensi del 6° comma dell'art. 445-bis c.p.c. la parte che abbia contestato le conclusioni formulate dal C.T.U. a seguito di accertamento tecnico preventivo, deve, nell'opposizione, specificare, a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione.
Ebbene, nel procedimento per ATP il C.T.U., alla luce dell'esame obiettivo e della documentazione sanitaria prodotta, tutta compiutamente esaminata e valutata, con motivazione che appare esauriente, aveva verificato che la
Menzione ha conservato la capacità di attendere agli atti quotidiani della vita senza l'ausilio di terzi nonché quella di deambulare autonomamente e non necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.
Parte ricorrente ha, quindi, contestato l'esito del suddetto accertamento sanitario lamentando che la suddetta erronea valutazione è in netto contrasto con quanto invece emerge dalla documentazione già in atti e dal conseguenziale quadro clinico, compromesso da molteplici patologie non adeguatamente valutate dal ctu.
Ebbene, rileva il Tribunale, in disparte la considerazione che non può ritenersi che la specificità dei motivi di contestazione avverso l'accertamento sia da rinvenirsi nella mera elencazione delle patologie da cui è affetta la parte e nell'assunto che la valutazione dal C.T.U. compiuta non risponde alle effettive condizioni di salute della parte, siffatta contestazione palesandosi del tutto generica ed apodittica, espressione di un mero dissenso delle conclusioni del
C.T.U. siccome non rispondenti a quelle auspicate dalla parte, in disparte ciò,
si diceva, va evidenziato come non risulta affatto inspiegabile la valutazione compiuta dal CTU. Lo stesso, invero, ha preso sostanzialmente in considerazione tutte le patologie da cui è affetta la ricorrente. Né risulta allegata documentazione medica successiva idonea a incidere sul quadro clinico valutato dal consulente.
Alla luce delle considerazioni che precedono, va ritenuta la inammissibilità e,
comunque, l'infondatezza della domanda formulata da parte ricorrente.
A tale soccombenza non segue, tuttavia, condanna alle spese di lite essendo agli atti valida dichiarazione ex art. 152 disp. att. c.p.c. a firma personale della ricorrente.
P.Q.M.
Il Tribunale di Salerno, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando nel giudizio n. 4355 del ruolo generale lavoro dell'anno 2025,
promosso da nei confronti dell' , in persona del Parte_1 CP_1
legale rapp.te p.t., così provvede:
1) dichiara inammissibile il ricorso;
2) dichiara irripetibili le spese di lite sostenute dall' . CP_1
Salerno, 28.11.2025. Il Giudice della Sezione Lavoro
Dott. Giovanni Magro
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI SALERNO
SEZIONE LAVORO
Il Giudice della Sezione Lavoro del Tribunale di Salerno dott. Giovanni Magro
all'udienza del 28.11.2025 ha pronunziato la seguente
SENTENZA
nel giudizio iscritto al n. 4355 del ruolo generale del lavoro dell'anno 2025
vertente
TRA
, rappresentata e difesa dall'avv. Rosanna Fiore Parte_1
presso il cui studio è elettivamente domiciliata in Salerno alla via R. De Martino
n. 7;
- RICORRENTE -
E , in persona del legale rapp.te p.t., rappresentato e difeso dall'avv. CP_1
AN LL con la quale è elettivamente domiciliato in Salerno al corso
Garibaldi n. 38 presso la sede della propria avvocatura distrettuale;
- RESISTENTE -
OGGETTO: opposizione ad ATP.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con ricorso depositato in data 18.7.2025 contestava le Parte_1
conclusioni presentate dal CTU dott. in cui il consulente Persona_1
dava atto dell'insussistenza dei requisiti ai fini del riconoscimento dell'indennità
di accompagnamento e dell'handicap grave deducendo che gli stati patologici denunciati le avrebbero dato diritto piuttosto alle provvidenze chieste.
Regolarmente instauratosi il contraddittorio, l' si costituiva in giudizio CP_1
resistendo al ricorso e chiedendone il rigetto.
La causa veniva istruita in via documentale.
All'odierna prima udienza questo Giudicante, preso atto delle note di trattazione scritta depositate ex art. 127 ter c.p.c., ha deciso la causa depositando sentenza con motivazione contestuale.
MOTIVI DELLA DECISIONE.
Il ricorso proposto dalla è inammissibile per le ragioni che si vengono Pt_1
a illustrare. Va, infatti, evidenziato che ai sensi del 6° comma dell'art. 445-bis c.p.c. la parte che abbia contestato le conclusioni formulate dal C.T.U. a seguito di accertamento tecnico preventivo, deve, nell'opposizione, specificare, a pena di inammissibilità, i motivi della contestazione.
Ebbene, nel procedimento per ATP il C.T.U., alla luce dell'esame obiettivo e della documentazione sanitaria prodotta, tutta compiutamente esaminata e valutata, con motivazione che appare esauriente, aveva verificato che la
Menzione ha conservato la capacità di attendere agli atti quotidiani della vita senza l'ausilio di terzi nonché quella di deambulare autonomamente e non necessita di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.
Parte ricorrente ha, quindi, contestato l'esito del suddetto accertamento sanitario lamentando che la suddetta erronea valutazione è in netto contrasto con quanto invece emerge dalla documentazione già in atti e dal conseguenziale quadro clinico, compromesso da molteplici patologie non adeguatamente valutate dal ctu.
Ebbene, rileva il Tribunale, in disparte la considerazione che non può ritenersi che la specificità dei motivi di contestazione avverso l'accertamento sia da rinvenirsi nella mera elencazione delle patologie da cui è affetta la parte e nell'assunto che la valutazione dal C.T.U. compiuta non risponde alle effettive condizioni di salute della parte, siffatta contestazione palesandosi del tutto generica ed apodittica, espressione di un mero dissenso delle conclusioni del
C.T.U. siccome non rispondenti a quelle auspicate dalla parte, in disparte ciò,
si diceva, va evidenziato come non risulta affatto inspiegabile la valutazione compiuta dal CTU. Lo stesso, invero, ha preso sostanzialmente in considerazione tutte le patologie da cui è affetta la ricorrente. Né risulta allegata documentazione medica successiva idonea a incidere sul quadro clinico valutato dal consulente.
Alla luce delle considerazioni che precedono, va ritenuta la inammissibilità e,
comunque, l'infondatezza della domanda formulata da parte ricorrente.
A tale soccombenza non segue, tuttavia, condanna alle spese di lite essendo agli atti valida dichiarazione ex art. 152 disp. att. c.p.c. a firma personale della ricorrente.
P.Q.M.
Il Tribunale di Salerno, in funzione di giudice del lavoro, definitivamente pronunciando nel giudizio n. 4355 del ruolo generale lavoro dell'anno 2025,
promosso da nei confronti dell' , in persona del Parte_1 CP_1
legale rapp.te p.t., così provvede:
1) dichiara inammissibile il ricorso;
2) dichiara irripetibili le spese di lite sostenute dall' . CP_1
Salerno, 28.11.2025. Il Giudice della Sezione Lavoro
Dott. Giovanni Magro