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Sentenza 13 ottobre 2025
Sentenza 13 ottobre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Napoli, sentenza 13/10/2025, n. 9088 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Napoli |
| Numero : | 9088 |
| Data del deposito : | 13 ottobre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Tribunale di Napoli XIII SEZIONE CIVILE Sezione specializzata in materia d'immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea
Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati: dott. Mario Suriano Presidente dott.ssa Grazia Bisogni Giudice relatore dott. Stefania Starace Giudice sciogliendo la riserva in decisione dell'1.10.2025, ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 13645 del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi dell'anno 2023, avente ad oggetto: diniego rilascio protezione speciale TRA
, nato in [...], il [...], rapp.to e difeso dall'avv.to Parte_1
UI IO elett.nte domicilia e sito Napoli, piazza Cavour, 139, in virtù di procura in atti RICORRENTE E
, in persona del Ministro p.t., rapp.to e difeso ex lege Controparte_1 dall'Avvocatura Distrettale dello Stato, con sede a Napoli, in via A. Diaz n. 11 RESISTENTE MOTIVI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE Con decreto n. 220 dell'1.4.2023, notificato al ricorrente il 23.5.2023, il Questore della Provincia di Napoli rigettava l'istanza del 22.9.2022 di rinnovo del permesso di soggiorno per protezione speciale, su parere contrario espresso il 7.3.2023 dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Salerno, sezione 1 di Napoli. Con ricorso del 22.6.2023, il richiedente si opponeva al provvedimento, evidenziando sia la pericolosità delle condizioni del suo paese di origine, sia l'assunta integrazione lavorativa e culturale avvenuta sul territorio nazionale, ove risiede dal 2016. Chiedeva, quindi, accertarsi il suo diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale e di trasmettere gli atti al Questore di Napoli per gli adempimenti di competenza. Integrato il contraddittorio sull'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento in questione, con ordinanza collegiale del 19.7.2023, il Tribunale accoglieva l'istanza cautelare, tenuto conto della provata integrazione sul territorio nazionale, sul piano pagina 1 di 12 lavorativo e, conseguentemente, anche sociale, e delle condizioni oggettive del suo paese d'origine; fissava, quindi, l'udienza del 25.9.2024 di comparizione delle parti per la trattazione del merito della causa, sostituita dallo scambio di note di parte ai sensi dell'art. 127ter c.p.c. Con memoria del 25.9.2024, il si costituiva in giudizio e Controparte_1 chiedeva il rigetto del ricorso. Il ricorrente chiedeva l'accoglimento della domanda, evidenziando il prosieguo del suo percorso d'integrazione, svoltosi sul territorio nazionale, e depositando documenti. Scaduto il termine, il giudice designato fissava dinanzi a sé, ex art. 281terdecies c.p.c., l'udienza dell'1.10.2025 per discutere la causa. All'udienza dell'1.10.2025, presente il ricorrente, all'esito della sua discussione, prodotti documenti, il giudice designato si riservava di riferire al Collegio, al quale rimetteva la decisione della lite. La fattispecie all'esame dell'adito giudice rientra nell'ambito applicativo dell'art. 19ter d.lgs. 150\11, in quanto ha ad oggetto l'impugnazione del diniego della richiesta di permesso di soggiorno per protezione speciale. All'istanza si applica l'art. 19, comma 1 e 1.1. come modificato dal decreto-legge CP_2
21 ottobre 2020, n. 130, convertito con modificazio lla legge 173\2020. L'articolo 1, comma 1, lettera e) del citato d-l 130 ha modificato nuovamente l'articolo 19, comma 1.1, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, così statuendo « 1.1. Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica nonche' di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722, e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettivita' dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonche' dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine.». Si prevede inoltre che “1.2 Nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1., la Commissione territoriale trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale. Nel caso in cui sia presentata una domanda di rilascio di un permesso di soggiorno, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, il Questore, previo parere della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un permesso di soggiorno per protezione speciale.” L'articolo 1, comma 1, lettera a) del d-l 130/20 ha ripristinato il riferimento nell'articolo 5, comma 6, al «rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano». Circa le disposizioni transitorie, l'articolo 15, comma 1, prevede, infine, che le norme di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), e) ed f) si applicano anche ai procedimenti pendenti pagina 2 di 12 alla data di entrata in vigore del decreto-legge avanti alle commissioni territoriali, al questore e alle sezioni specializzate dei tribunali. Con le nuove disposizioni, come reso evidente anche dalla lettura dei lavori preparatori del d-l 130, il legislatore ha nuovamente conformato il diritto d'asilo ex articolo 10, comma 3, IT, nel rispetto dei vincoli costituzionali, a partire dai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale della comunità verso i cittadini, nel caso stranieri (articolo 2, comma 2, IT), e di quelli europei ed internazionali ex articolo 117, comma 1, IT (articoli 19, paragrafo 2, Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, 3 e 8 Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali). I fatti ai quali il legislatore ha attribuito rilevanza giuridica con le nuove disposizioni sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli che fondavano la protezione cosiddetta
“umanitaria”, per come conformata dalla più diffusa giurisprudenza di legittimità e di merito, prima della novella di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), numero 2), del decreto- legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in legge 1 dicembre 2018, n. 132, e definita dalla Corte di Cassazione come espressione del diritto di asilo sancito in IT (tra le tante, Cass. civ., sez. I, 13 ottobre 2020, n. 22057). Essi, invero, sono espressivi del diritto dello straniero, che versi in condizioni di un concreto bisogno di aiuto, di ricevere protezione dallo Stato ospitante in virtù del dovere di solidarietà sociale assicurato dall'art. 2 Cost., affinchè egli non subisca, in caso di rimpatrio nel paese di origine, il rischio di una grave deprivazione dei diritti fondamentali, che gli spettano non in quanto partecipe di una determinata comunità politica, ma in quanto essere umano, non potendo la sua condizione giuridica di straniero giustificare trattamenti diversificati e peggiorativi (Corte Cost. 10 aprile 2001, n. 105; 8 luglio 2010, n. 249). Con riguardo, in particolare, alla fattispecie prevista dal primo periodo dell'art. 19, comma 1.1. – divieto di respingimento o di espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6 – richiamata anche dall'art. 32 co. 3 d.lgs 25/08 come una delle ipotesi in cui può essere riconosciuta la protezione speciale, in caso di rigetto della domanda di protezione internazionale, ritiene il Collegio che la sostanziale continuità con la disciplina della (precedente) protezione umanitaria emerga con chiarezza ove si tengano presenti, da un lato, le numerose pronunzie dei giudici nazionali di legittimità e di merito, in cui si evidenzia che la condizione di vulnerabilità del richiedente asilo, su cui fondare il permesso per motivi umanitari, è rappresentata "dalla privazione della titolarità dell'esercizio dei diritti umani, al di sotto del nucleo ineliminabile e costitutivo della dignità personale” (cfr., tra le altre, Cass. 4455/18, cass. 11912/20, SU 29454/19); dall'altro, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e della Corte di Giustizia sull'interpretazione dell'art. 3 CEDU e dell'art. 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. A questo proposito vale la pena ricordare la sentenza della CGUE C 163/17 che, richiamata la giurisprudenza della CEDU sull'art. 3 in tema di unità Dublino, ha ravvisato una violazione del principio del non refoulement, codificato dall'art. 3 CEDU e dall'art. 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, qualora una persona sia rinviata in un pagina 3 di 12 paese in cui si venga a trovare, indipendentemente dalla sua volontà e dalle sue scelte personali, in una situazione di estrema deprivazione materiale che non le consenta di far fronte ai suoi bisogni più elementari quali, segnatamente, nutrirsi, lavarsi e disporre di un alloggio, e che pregiudichi la sua salute fisica o psichica o che la ponga in uno stato di degrado incompatibile con la dignità umana (v., in tal senso, Corte EDU, 21 gennaio 2011, M.S.S. c. Belgio e Grecia, § da 252 a 263). Con riguardo alla previsione di cui al secondo periodo dell'art. 19, comma 1.1., il diritto dello straniero al riconoscimento della protezione interna è riconosciuto ogniqualvolta il respingimento (o l'espulsione) rappresenti, per fondati motivi, una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare. Gli elementi che costituiscono parametro di valutazione sono la natura e l'effettività dei vincoli familiari dell'interessato, l'effettivo inserimento sociale in Italia, la durata del suo soggiorno nel territorio nazionale, l'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine. Venendo alla disamina del caso concreto, il parere contrario al rilascio del permesso in questione, depositato dalle parti, deve essere disatteso perché errato. In esso si dà atto del comprovato svolgimento, da parte del ricorrente, di attività lavorativa. Cionondimeno, si è ritenuto che esso, da solo, non fosse rappresentativo di una concreta e reale integrazione anche sociale, poiché non accompagnato dalla costituzione di una rete familiare o sociale significativa, oltre che da altri profili di vulnerabilità del richiedente. Inoltre, la p.a., dopo avere ricordato il diniego di accoglimento della domanda di protezione internazionale, pronunciato dalla Commissione Territoriale di Salerno con provvedimento del 6.9.2018, confermato dal Tribunale di Salerno con decisione del 3.3.2021, si è pronunciata sfavorevolmente sull'istanza in scrutinio, senza compiere alcuna valutazione delle condizioni oggettive del paese di origine. Ebbene, il rigetto della domanda di permesso per protezione speciale ancorato a tali motivazioni non è legittimo poiché, in primo luogo, è in diretto contrasto con l'interpretazione che dell'art. 8 CEDU e del diritto al rispetto della vita privata la Corte Europea ha fornito e secondo cui “Il rispetto della vita privata deve comprendere, in una certa misura, anche il diritto di stabilire e sviluppare relazioni con altri esseri umani. Non sembra, inoltre, esserci alcuna ragione di principio per cui questa interpretazione della nozione di "vita privata" debba essere intesa ad escludere le attività di natura professionale o imprenditoriale, dal momento che è, dopo tutto, nel corso della loro vita lavorativa che il la maggior parte delle persone ha un'opportunità significativa, se non la più grande, di sviluppare relazioni con il mondo esterno. Questa tesi è avvalorata dal fatto che, come giustamente rilevato dalla Commissione, non sempre è possibile distinguere chiaramente quali attività di un individuo fanno parte della sua vita professionale o imprenditoriale e quali no” (cfr. Corte EDU, Niemietz vs. Germany, 16 dicembre 1992). Invero, sul territorio nazionale il ricorrente ha avviato un proficuo percorso di integrazione lavorativa, come provato dalla documentazione dal medesimo depositata (cfr. comunicazione obbligatoria di assunzione, inviata all' il 15.1.2020 da Lyl di Lin CP_3
WE, relativa ad un rapporto di lavoro a tempo ale e indeterminato, con la mansione di commesso di magazzino addetto alle vendite all'ingrosso e decorrenza dal 16.1.2020; certificazioni uniche 2021 e 2023, riferite al 2020 e al 2022 e compilate da Lin pagina 4 di 12 WE;
buste paga emesse da Lyl di Lin WE di gennaio – giugno 2020, settembre – dicembre 2022, gennaio – dicembre 2023, gennaio 2024; comunicazione obbligatoria di assunzione, inviata all' il 4.3.2025 da relativa ad un rapporto a tempo CP_3 Parte_2 pieno e indeterminato, con la mansione di aiuto commesso e decorrenza dal 5.3.2025; buste paga emesse da di marzo – agosto 2025). Inoltre, il ricorrente ha dimostrato di Parte_2 aver raggiunto o livello di conoscenza dell'italiano (cfr. certificazione di competenza linguistica di livello A2, rilasciato dalla segreteria dell' Parte_3 il 23.2.2023, nel suo fascicolo) e di aver frequentato alcuni corsi di
[...] essionale (cfr. attestato di partecipazione al corso di formazione base per addetti alla conduzione di carrelli industriali semoventi, rilasciato dal Responsabile del progetto formativo e dal soggetto formatore di Ente Bilaterale Aziendale per
[...]
il 20.9.2023; attestato di formazione Parte_4 resentante legale di Time Out Service Ente ). Parte_5
, consolidandone la rilevanza, a quelli dai quali si desume che l'istante abita stabilmente in un immobile, sito in Napoli, alla via Padre Rocco, 61, come da certificato di residenza, rilasciato il 17.10.2022 dal Comune di Napoli. Inoltre, come detto, la Commissione ha trascurato di considerare le condizioni oggettive in cui il Punjab pakistano – terra di origine del ricorrente (cfr. modello C3 di formalizzazione della domanda di protezione internazionale, in cui si indicata nella località di Norawal, quella di provenienza) versa all'attualità e che impediscono il rimpatrio del ricorrente perché lo espongono al rischio concreto di subire la compressione dei suoi diritti fondamentali al di sotto della soglia minima, costitutiva della dignità umana. Le notizie acquisite d'ufficio riferiscono il peggioramento dell'economia generale del paese, avvertito soprattutto nel settore informale, intensificatosi per via della pandemia di covid, che ha vieppiù depauperato il paese (cfr. Pakistan Country Brief, April 2025, secondo cui, previa traduzione, Il Pakistan contin ffrontare un complesso panorama di rischi, che ostacola il progresso verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e la Vision 2025. La fragilità economica e i ricorrenti disastri naturali aggravano le vulnerabilità e aumentano i livelli di povertà, minando la resilienza. Il Rapporto sullo Sviluppo Umano 2023/2024 colloca il Pakistan nella categoria di sviluppo umano "basso", con un valore dell'Indice di Sviluppo Umano (HDI) di 0,540 e una posizione globale di 164° posto su 193 paesi. Il Pakistan si classifica anche al 99° posto su 129 paesi nell'Indice Globale della Fame.; HRW World Report 2025 - Pakistan del 16.1.2025, secondo il quale, previa traduzione, Con povertà, inflazione e disoccupazione alle stelle, la crisi economica del Pakistan ha messo a repentaglio i diritti alla salute, al cibo e a un adeguato tenore di vita per milioni di persone. Un programma del Fondo Monetario Internazionale (FMI) è stato condizionato a numerose misure di austerità, tra cui la rimozione dei sussidi senza adeguate misure compensative, con conseguenti ulteriori difficoltà per i gruppi a basso reddito;
EUAA Country Focus, dicembre 2024, secondo cui, previa traduzione, L'UNICEF ha osservato a dicembre 2023 che l'impatto dei disastri naturali e causati dall'uomo è stato aggravato da "radicate disuguaglianze, cambiamenti climatici e incertezza politica ed economica". Nel suo rapporto mensile per paese di luglio 2024, il Programma alimentare mondiale (WFP) ha osservato in modo simile che "fragilità economica, polarizzazione politica, ricorrenti disastri naturali e alta inflazione" hanno portato a crescenti livelli di povertà e minato la resilienza. Secondo il Gruppo della Banca mondiale, il 40% pagina 5 di 12 della popolazione del paese viveva al di sotto della soglia di povertà ad aprile 2024. Secondo il Pakistan Economic Survey 2023-24, pubblicato dalla Divisione finanziaria del governo del Pakistan, il costo di un paniere alimentare minimo pro capite al mese era di 6.384 PKR (20,6 EUR)1638 a marzo 2024. Il sondaggio ha affermato che tra luglio 2023 e marzo 2024 questi costi erano aumentati del 9,6%...La Commissione non governativa per i diritti umani del Pakistan (HRCP) ha sottolineato in un comunicato stampa del novembre 2023 un aumento dei suicidi (soprattutto a , e nel Punjab meridionale), Per_1 Per_2 osservando che molti di questi casi erano collegati all'aumento d er lo stesso motivo, molte persone mandavano i loro figli non a scuola ma nei seminari religiosi (madrasse) dove, secondo HRCP, la radicalizzazione poteva "essere prevista'; , BTI 2022 Country Report Controparte_5
Pakistan, 23.2.2022) ed a causa delle i oni ed inondazioni e degli altri eccezionali eventi climatici, che hanno travolto e distrutto estese zone del Pakistan, particolarmente esposto agli effetti devastanti del cambiamento climatico, compreso il Punjab. Secondo ECHO, 26.5.2025, Pakistan - Severe weather (DG ECHO, National Disaster Preparedness authorities-NDMA, Provincial Disaster preparedness authorities (PDMA), Pakistan Meteorological Department (PMD), NOAA-CPC, media) (ECHO Daily Flash of 26 May 2025), https://reliefweb.int/report/pakistan/pakistan-severe-weather-dg- echo-national-disaster-preparedness-authorities-ndma-provincial-disaster-preparedness- authorities-pdma-pakistan-meteorological-department-pmd-noaa-cpc-media-echo-daily- flash-26-may-2025, previa traduzione, Forti piogge, forti venti e grandinate hanno colpito il Pakistan settentrionale, in particolare il Punjab, e , provocando almeno 20 Persona_3 Per_4 morti e 150 feriti, la maggior parte d di rologiche avverse hanno causato notevoli disagi, tra cui interruzioni di corrente, disagi al traffico stradale e aereo e danni alle infrastrutture, con 113 interruzioni dell'alimentazione elettrica nella provincia di che hanno interessato e In Punjab, tempeste di vento e ge hanno danneggiato Per_5 Per_6 Per_7 Per_8 Per_9
r i rica in molti distretti. Anche aeroporti e autostrade sono rimasti chiusi a causa dei venti e delle forti piogge nelle province di Punjab e Dal 24 al 29 maggio sono previste ulteriori piogge isolate, tempeste di vento, tempeste di polvere e grandine in varie regioni, tra cui Alto Punjab, Belucistan e parti del . Per_1
Amnesty International, 025, Uncounted: Invisible deaths of older people and children during climate disasters in Pakistan, https://reliefweb.int/report/pakistan/uncounted-invisible-deaths-older-people-and- children-during-climate-disasters-pakistan, riferisce, previa traduzione, che Un dato tragico della crisi climatica è che, in ogni Paese, coloro che hanno contribuito meno al riscaldamento globale ne stanno subendo le conseguenze più gravi. Il Pakistan, che contribuisce per poco più dell'1% alle emissioni di gas serra a livello globale, è il quinto Paese più vulnerabile ai disastri climatici al mondo. L'aumento delle temperature in Pakistan determina condizioni meteorologiche più intense e imprevedibili. Nel 2022, il Pakistan ha registrato ondate di calore record, con temperature che hanno raggiunto i 50 °C in gran parte del Paese. Queste temperature superiori alla media hanno direttamente alimentato maggiori precipitazioni durante la stagione dei monsoni. Nell'agosto dello stesso anno, alcune province del Pakistan hanno ricevuto oltre il 700% delle loro precipitazioni medie. Il fiume Indo, che attraversa il Paese per tutta la sua lunghezza, ha rapidamente straripato, inondando comunità su un'area di 75.000 km². Almeno 33 milioni di persone sono state colpite e 8 milioni sono state sfollate. Nel 2024 si è verificato lo stesso schema, con un pagina 6 di 12 caldo anomalo che ha causato forti piogge. Le inondazioni hanno colpito oltre 1,5 milioni di persone, molte delle quali erano state sfollate solo due anni prima. I rapporti ufficiali indicano il numero di coloro che sono morti nelle inondazioni del 2022 a 1.739, una cifra scioccante. Ma il conteggio reale è probabilmente molto più alto. In Pakistan, meno del 5% dei decessi viene registrato in qualche modo. I dati ufficiali tengono conto solo delle morti improvvise come annegamento o folgorazione, e tralasciano coloro che sono morti per malattie trasmesse dall'acqua o dalle zanzare, che si sono diffuse nelle pessime condizioni di sfollamento. I dati sulla mortalità durante le ondate di calore sono ancora meno affidabili. Nel 2022, quando le temperature hanno raggiunto i 50 °C in molte parti della provincia del Punjab, che ospita oltre 120 milioni di persone, non si sono registrati ufficialmente decessi correlati al caldo. I dati hanno il potere di rivelare e nascondere, rendendo alcune popolazioni visibili e altre invisibili. Con l'attuale approccio del governo pakistano, gli anziani e i bambini molto piccoli, che sono maggiormente a rischio di contrarre le malattie che si diffondono dopo un'alluvione e sono i meno in grado di sopportare il caldo estremo, hanno maggiori probabilità di non essere conteggiati. Il Pakistan è uno dei paesi più colpiti dai cambiamenti climatici al mondo, ma senza una migliore comprensione di chi è maggiormente a rischio e perché, né il governo pakistano né la comunità internazionale possono iniziare ad affrontare il danno. L'obiettivo di questo rapporto è quello di far luce su alcune delle vittime della crisi climatica che non sono registrate nei registri governativi ufficiali... Le ondate di calore non distruggono case o scuole, ma affinché le persone possano rimanere al sicuro, devono poter rimanere in casa, negoziare orari di lavoro diversi o prendersi del tempo libero. In Pakistan, dove oltre il 70% della popolazione lavora nel settore informale, questa non è la realtà, poiché molti lavoratori a giornata non possono permettersi di non lavorare.427 Le persone sono quindi spesso costrette a scegliere tra lavorare in condizioni pericolose, a volte mortali, e non avere abbastanza per sfamare le proprie famiglie. Ciò è particolarmente vero per gli anziani, data la loro maggiore vulnerabilità al caldo estremo e la mancanza di pensioni di vecchiaia universali in Pakistan. Il caldo estremo interrompe non solo il lavoro, ma anche l'istruzione: in Punjab, ad esempio, più della metà degli scolari della provincia (26 milioni di studenti) non ha potuto frequentare la scuola per una settimana nel maggio 2024 a causa del caldo estremo... In Punjab, dove molte persone hanno perso anche le proprietà a causa delle inondazioni, il governo ha dichiarato di non essere in grado di risarcire nessuno per la perdita dell'alloggio. European Commission, ASAP, Anomaly Hotspots of Agricoltural Production, https://agricultural-production-hotspots.ec.europa.eu/index.php, nell'articolo Monsoon floods submerge farmland across Punjab, previa traduzione, riporta, a settembre 2025, che Nell'agosto 2025, diffuse inondazioni hanno colpito la provincia pakistana del Punjab, sommergendo villaggi e terreni agricoli in tutta la regione. Le forti piogge monsoniche, combinate con l'acqua rilasciata dalle dighe a monte, hanno causato lo straripamento dei fiumi Sutlej, e Questi fiumi sono Per_10 stati le principali fonti di inondazione nel Punjab centrale e orientale, l f ndo ha contribuito anche a inondazioni localizzate su scala diversa nel Punjab occidentale. L'analisi delle immagini satellitari di Sentinel-1 e Sentinel-2 fornisce una stima, nella seconda metà di agosto, di circa 3.800 km² di terreni coltivabili sommersi. Questo rappresenta un netto aumento rispetto ai 1.700 km² stimati nello stesso periodo del 2024. NB: l'irrigazione delle risaie nello stesso periodo potrebbe essere un fattore di sovrastima delle aree inondate. Internazionale Progressista, nell'articolo I contadini di Multan stanno soffrendo a causa del caldo estremo che sta surriscaldando il Punjab, https://progressive.
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caldo estremo, pagina 7 di 12 inondazioni e alterazioni dei modelli meteorologici che mettono in pericolo vite umane, salute e agricoltura. I contadini devono affrontare gravi carenze idriche e mancati raccolti, a causa dello scarso accesso della regione a un'assistenza sanitaria adeguata e ai soccorsi in caso di calamità. Le ondate di calore degli ultimi anni costituiscono una buona anticipazione dei rischi che la regione dovrà affrontare nei decenni a venire. Se gli attuali livelli di riscaldamento globale non verranno rallentati, le ondate di calore estremo che stanno interessando il Punjab ed il resto del Paese diventeranno la regola. Pakistan - Severe weather and floods, update (NDMA, PMD, PDMA, FFD, Media, ECHO partners) (ECHO Daily Flash of 29 August 2024), https://reliefweb.int/report/pakistan/pakistan-severe-weather-and-floods-update-ndma- pmd-pdma-ffd-media-echo-partners-echo-daily-flash-29-august-2024, ci informa, previa traduzione, che Nel Punjab, l'aumento dei livelli del fiume Indo potrebbe causare inondazioni fluviali e frane, con picchi previsti tra il 28 e il 30 agosto. Nel Gujarat-Punjab 119.000 persone non protette sono a rischio di inondazioni fluviali e 200 persone sono esposte nel Sindh. (cfr. anche OCHA, PAKISTAN: Monsoon 2024 Flash Update #6, Latest Monsoon Developments and Response Efforts As of 27 August 2024, https://reliefweb.int/report/pakistan/pakistan-monsoon-2024-flash- update-6-latest-monsoon-developments-and-response-efforts-27-august-2024; Pakistan Floods 2024 Situation Report – Islamic Relief, September 03, 2024, https://reliefweb.int/report/pakistan/pakistan-floods-2024-situation-report-september-03- 2024, secondo cui, previa traduzione, la stagione dei monsoni in corso nel 2024 ha causato notevoli devastazioni in tutto il Pakistan, in particolare nelle province di Balochistan, Punjab e . Le forti Per_1 piogge hanno provocato inondazioni diffuse, frane e danni alle infrastrutture. Al 1° settembr , il paese ha registrato precipitazioni superiori alla media. Temperature insolitamente elevate hanno esacerbato la situazione, accelerando lo scioglimento della neve in regioni come l'alto KP, Azad MM e e Per_12
. La National Disaster Management Authority (NDMA) segnala che, al 1 e, Persona_13
o morte in tutto il paese, tra cui 155 bambini. Inoltre, 584 persone sono rimaste ferite, 212 delle quali sono bambini. Le inondazioni hanno danneggiato 20.646 case e si sono verificati notevoli danni alle infrastrutture di ponti e strade. La National Disaster Management Authority (NDMA) continua a monitorare e registrare l'entità dei danni per assistere negli sforzi di risposta coordinati…Punjab: forti piogge hanno colpito anche la provincia del Punjab. Secondo i rapporti della PDMA, dal 1° luglio sono stati segnalati 114 decessi e 307 feriti in diversi incidenti legati alla pioggia. Le inondazioni fluviali e le forti piogge del torrente DG Khan Hill hanno colpito Rajanpur, Rujhan e Jampur tehsil. Il governo distrettuale ha chiesto il supporto delle organizzazioni di soccorso nel distretto di Rajanpur, dove centinaia di residenti sono stati sfollati dalle loro case. Piogge intermittenti nel Punjab la scorsa settimana hanno causato inondazioni improvvise urbane in diverse città come Multan, e A causa di Per_14 Per_15 Per_16 fulmini e crolli di tetti, una persona è morta e altre cinque sono rimaste ferite.; WFP – World Food Programme, 14.2.2024, WFP Pakistan Country Brief, January 2024, per il quale, previa traduzione, Il Pakistan si trova ad affrontare notevoli rischi multidimensionali ostacolando il suo progresso verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e Vision 2025, che delinea gli obiettivi e le priorità di sviluppo nazionale del paese. Anche il Pakistan continua a lottare con una situazione economica precaria e di maggiore polarizzazione politica. La convergenza dell'instabilità politica, dell'incertezza economica e delle minacce alla sicurezza potrebbero potenzialmente destabilizzare ulteriormente il Paese in vista delle elezioni generali del 2024. Allo stesso tempo, gli elevati tassi di pagina 8 di 12 inflazione stanno aggravando le sfide, spingendo più persone verso la povertà e aumentando la loro vulnerabilità agli shock. Il piano strategico nazionale del WFP 2023-2027 è in linea con le priorità di sviluppo nazionale del Pakistan e con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, concentrandosi su Fame Zero (SDG 2). Il fornisce aiuti essenziali e supporto nutrizionale alle persone vulnerabili in tutto il Pakistan. Promuo re gli sforzi del governo per migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale fornendo consulenza politica e sostenendo la formulazione di strategie sostenibili che rafforzino i sistemi alimentari del Pakistan e migliorino la resilienza delle comunità ai ricorrenti eventi meteorologici estremi… Il sostiene 55 mulini di grano su piccola scala, di cui cinque distretti di Punjab e territorio della ca per produrre farina di grano fortificato che può essere acquis dai consumatori locali. Il Per_4 progetto fortificazione per il 90% (oltre 696 mt) di produzione commerciale della farina fortificata in distretti pilota. Entro marzo 2024, il WFP triplicherà il numero di stabilimenti supportati a 155 in 22 distretti;
IFRC, Pakistan: Monsoon Floods - Operation Update #6 (MDRPK023), 2.2.2024, https://reliefweb.int/report/pakistan/pakistan-monsoon-floods-operation- update-6-mdrpk023, secondo cui, previa traduzione, Secondo l dopo 16 mesi da CP_6 quando il governo ha dichiarato l'emergenza nazionale, circa 1,8 milioni d ntinuano a risiedere in prossimità di acque alluvionali stagnanti e inquinate, costituendo un grave pericolo per la salute2. Le preoccupazioni principali persistono in settori quali gli alloggi, la sicurezza alimentare, l'acqua, i servizi igienico-sanitari e la salute pubblica. Molti sopravvissuti all'alluvione vivono ancora in rifugi temporanei, senza accesso a beni di prima necessità come cibo, acqua potabile, strutture igienico-sanitarie e assistenza sanitaria di base. Secondo i dati dell'UNOSAT, il numero di persone nelle aree con acque stagnanti è diminuito, ma il problema continua a rappresentare una sfida significativa. L'acqua stagnante continua a impedire ai residenti di tornare alle loro case danneggiate o distrutte, colpendo in particolare coloro che dipendono dall'agricoltura e dall'allevamento per il proprio sostentamento.
3. Secondo la National Disaster Management Authority (NDMA) le inondazioni hanno danneggiato o distrutto più di 2,3 milioni di case e spazzato via oltre 1,7 milioni di ettari (4,4 milioni di acri) di raccolti, mentre oltre 800.000 capi di bestiame sono morti, spingendo oltre 8 milioni di persone nella povertà4. I prezzi dei prodotti alimentari nelle zone rurali sono aumentati del 45%, lasciando più di un milione di persone dipendenti dagli aiuti umanitari. Il rapporto di valutazione dei danni della divisione finanziaria del governo del Pakistan5 stima i danni e le perdite dovuti alle inondazioni per il 2022 in quanto il danno è stimato a 14,9 miliardi di dollari, la perdita per il PIL a 15,2 miliardi di dollari e le esigenze totali di riabilitazione a 16,3 miliardi di dollari. Il settore che ha subito i maggiori danni è quello immobiliare, con 5,6 miliardi di dollari;
agricoltura, alimentazione, allevamento e pesca per 3,7 miliardi di dollari;
e trasporti e comunicazioni a 3,3 miliardi di dollari. Circa otto milioni di persone colpite dalle inondazioni necessitano di assistenza sanitaria, con rischi in aumento man mano che le popolazioni sfollate ritornano in comunità con infrastrutture danneggiate, accesso limitato all'acqua pulita e fonti d'acqua stagnanti.6 Le ultime notizie delle Nazioni Unite riportano che ad oggi sono stati segnalati oltre 540.000 casi di malaria Novembre 2023. La mancanza di accesso all'acqua potabile sicura ha aumentato il rischio di malattie trasmesse dall'acqua. Inoltre, si sono verificati ingenti danni a strade, ponti, strutture sanitarie e scuole 7. L'assistenza immediata è fondamentale, soprattutto con l'inverno in corso e l'intensificarsi della necessità di alloggi, cibo e articoli domestici, in particolare nella provincia del;
HRW, World Report 2024 – Pakistan 11.1.2024, Per_1 secondo cui, previa traduzione, Con , inflazione e disoccupazione in aumento, il Pakistan ha dovuto affrontare una delle peggiori crisi economiche della sua storia, mettendo a repentaglio i diritti di milioni di persone alla salute, al cibo e a un adeguato standard di vita. L'insistenza del Fondo monetario pagina 9 di 12 internazionale (FMI) sull'austerità e sulla rimozione dei sussidi senza adeguate misure compensative ha comportato ulteriori difficoltà per i gruppi a basso reddito. Il Pakistan è rimasto estremamente vulnerabile ai cambiamenti climatici e ha dovuto affrontare tassi di riscaldamento notevolmente superiori alla media globale, rendendo gli eventi climatici estremi più frequenti e intensi… Nel 2023, il deprezzamento della valuta locale, l'inflazione alle stelle e la rimozione dei sussidi per l'elettricità e il carburante senza adeguate misure compensative hanno reso difficile per molte persone in Pakistan realizzare i propri diritti economici e sociali. Le riserve valutarie della banca centrale del Pakistan sono scese al minimo storico di 3 miliardi di dollari a gennaio, un importo che copre meno di tre settimane di importazioni. A luglio, il Pakistan ha raggiunto un accordo con il Fondo monetario internazionale per 3 miliardi di dollari che imponeva al governo di rimuovere i sussidi per l'energia e il carburante, passare a un tasso di cambio basato sul mercato e aumentare le tasse. Ciò ha provocato proteste diffuse contro l'aumento delle bollette elettriche, l'inflazione e la carenza di cibo. La crisi economica è arrivata nel contesto del devastante costo economico delle inondazioni del 2022. Nel 2018, quasi il 37% dei 230 milioni di abitanti del Pakistan si trovavano a fronteggiare l'insicurezza alimentare, ma solo 8,9 milioni di famiglie hanno ricevuto assistenza per mitigare l'impatto dell'inflazione dilagante;
OCHA, Revised Pakistan 2022 Floods Response Plan Final Report (Issued 15 Dec 2023), 18.12.2023, https://reliefweb.int/report/pakistan/revised-pakistan- 2022-floods-response-plan-final-report-issued-15-dec-2023, previa traduzione, riporta che Tra giugno e agosto 2022, il Pakistan ha dovuto affrontare forti piogge e inondazioni senza precedenti a seguito di una combinazione di precipitazioni estreme e altri fattori, tra cui lo scioglimento dei ghiacciai urbani e inondazioni improvvise esacerbate dai cambiamenti climatici. Un terzo del paese ha subito l'impatto di diffuse inondazioni e frane che hanno avuto gravi ripercussioni su vite umane, proprietà, agricoltura e infrastrutture. Sono stati colpiti circa 33 milioni di persone e 20,6 milioni avevano bisogno di assistenza salvavita, metà dei quali erano bambini. In totale, gli sfollati sono stati 7,9 milioni, di cui almeno 664.000 si sono spostati nei campi di soccorso e in siti informali. Il governo del Pakistan ha designato 84 distretti come “colpiti dalla calamità”, con l'impatto più significativo avvertito nelle regioni meridionali e centrali del paese. L'impatto economico è stato più evidente nel , che ha subito il 70% Per_1 delle perdite e dei danni totali del paese. Le province del Punjab, de chistan e del
[...] sono state colpite in misura minore, sebbene comunque significativa. Secondo la Persona_3 Per_3
s anagement Authority (NDMA) le inondazioni hanno danneggiato o distrutto più di 2,3 milioni di case e spazzato via oltre 1,7 milioni di ettari (4,4 milioni di acri) di raccolti, mentre oltre 800.000 capi di bestiame sono morti, spingendo più di 8 milioni di persone nella povertà. Inoltre, oltre 30.000 scuole e 2.000 strutture sanitarie sono state danneggiate e hanno dovuto essere riparate o interamente ricostruite. La mancanza di accesso ai servizi essenziali, tra cui latrine sicure, acqua potabile pulita e strutture sanitarie, ha rappresentato un fattore di rischio critico per le popolazioni sfollate. A causa della crescente minaccia del cambiamento climatico, le inondazioni in Pakistan sono diventate più frequenti, costringendo alcune comunità a dover affrontare cicli ripetuti di sfollamento. Per queste comunità, la fatica causata dai disastri indotti dal clima ha avuto un grave impatto sul loro benessere. Tali rischi hanno avuto un impatto negativo sulla vita e sui mezzi di sostentamento di milioni di persone, comportando un costo umano e socioeconomico significativo ed esacerbando la vulnerabilità e l'esposizione ai rischi di protezione, in particolare per gruppi tra cui donne, bambini, anziani e persone con disabilità; OCHA, 12.7.2023, PAKISTAN: 2022 Monsoon Floods Situation Report No. 18; Islamic Relief, Climate Crisis in Pakistan: Voices from the Ground, 22.6.2023, https://reliefweb.int/report/pakistan/climate-crisis-pakistan-voices-ground; UNICEF, pagina 10 di 12 Pakistan Humanitarian Situation Report No. 11: March 2023, pubblicato il 17.4.2023, reperibile su https://reliefweb.int/report/pakistan/unicef-pakistan-humanitarian-situation-report-no- 11-march-2023; HRW, World Report 2023 – Pakistan, pubblicato il 12.1.2023, reperibile su ecoi.net, secondo cui, previa traduzione, Il Pakistan è estremamente vulnerabile ai cambiamenti climatici e affronta tassi di riscaldamento notevolmente superiori alla media globale, rendendo gli eventi climatici estremi più frequenti e intensi. A marzo e aprile, un'ondata di caldo estremo nell'Asia meridionale ha caratterizzato alcune delle temperature più calde registrate nella storia moderna del paese e ha portato a picchi nella mortalità materna e nella morte di persone anziane. Ad agosto, il Pakistan ha subito inondazioni devastanti che hanno coperto oltre un terzo del paese, uccidendo oltre 1.000 persone, sfollando più di 30 milioni e causando danni per miliardi di dollari. Queste crisi sono arrivate quando il Pakistan ha dovuto affrontare crisi politiche ed economiche sempre più profonde e prezzi del cibo e del carburante alle stelle). Il rimpatrio forzato del ricorrente violerebbe, dunque, il diritto al rispetto della vita privata, riconosciuto dal combinato disposto degli artt. 8 CEDU, 2, 3 e 117 C, poiché interromperebbe il suo concreto percorso d'integrazione, lacerando anche i legami sociali che verosimilmente ha costituito nello svolgimento dell'attività lavorativa e culturale e, a fronte delle su richiamate condizioni oggettive del paese di origine, lo costringerebbe a subire la privazione del suo fondamentale diritto alla salute, di cui all'art. 32 C, nonché al cibo, ad un'abitazione e ad un ambiente salubre, riconosciuti anche dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, adottato dall'Assemblea Generale il 16 dicembre 1966, entrato in vigore il 3 gennaio 1976 e ratificato in Italia con legge 881/1977. In particolare, l'art. 2 del Patto dispone che “Ciascuno Stato Parte del presente Patto si impegna ad adottare misure, individualmente e attraverso l'assistenza e la cooperazione internazionale, soprattutto economica e tecnica, nella misura massima delle sue risorse disponibili, al fine di raggiungere progressivamente la piena realizzazione dei diritti riconosciuti nel presente Patto con tutti i mezzi appropriati, compresa in particolare l'adozione di misure legislative”; l'art. 11 dispone che “Gli Stati Parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la sua famiglia, compresi un'alimentazione, un vestiario e un alloggio adeguati, e al miglioramento continuo delle condizioni di vita. Gli Stati parti prenderanno le misure appropriate per garantire la realizzazione di questo diritto, riconoscendo a tal fine l'importanza essenziale della cooperazione internazionale basata sul libero consenso.”. Il ricorrente, dunque, si trova in una condizione d'inespellibilità prevista dall'art. 19, comma 1.1., t.u.i., nel testo ratione temporis applicabile. In ordine alle spese processuali si provvede ad una loro compensazione ai sensi dell'art. 92, comma 2, c.p.c., integrato dalla sentenza n. 77 del 2018 della Corte Costituzionale, per gravi ed eccezionali ragioni, consistenti nell'ampio esercizio dei poteri istruttori ufficiosi per addivenire all'accertamento della fondatezza della domanda.
PQM
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così provvede: accoglie il ricorso e, per l'effetto, riconosce al ricorrente il diritto alla protezione speciale ex art. 32, comma 3, d.lgs. 25\2008, come modificato dal d-l 130\2020, disponendo la trasmissione degli atti al Questore per il rilascio del permesso. pagina 11 di 12 compensa le spese processuali. Così deciso a Napoli nella camera di consiglio del 9.10.2025
Il Presidente dott. Mario Suriano
pagina 12 di 12
Il Tribunale, in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati: dott. Mario Suriano Presidente dott.ssa Grazia Bisogni Giudice relatore dott. Stefania Starace Giudice sciogliendo la riserva in decisione dell'1.10.2025, ha pronunciato la seguente SENTENZA nella causa civile iscritta al n. 13645 del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi dell'anno 2023, avente ad oggetto: diniego rilascio protezione speciale TRA
, nato in [...], il [...], rapp.to e difeso dall'avv.to Parte_1
UI IO elett.nte domicilia e sito Napoli, piazza Cavour, 139, in virtù di procura in atti RICORRENTE E
, in persona del Ministro p.t., rapp.to e difeso ex lege Controparte_1 dall'Avvocatura Distrettale dello Stato, con sede a Napoli, in via A. Diaz n. 11 RESISTENTE MOTIVI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE Con decreto n. 220 dell'1.4.2023, notificato al ricorrente il 23.5.2023, il Questore della Provincia di Napoli rigettava l'istanza del 22.9.2022 di rinnovo del permesso di soggiorno per protezione speciale, su parere contrario espresso il 7.3.2023 dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Salerno, sezione 1 di Napoli. Con ricorso del 22.6.2023, il richiedente si opponeva al provvedimento, evidenziando sia la pericolosità delle condizioni del suo paese di origine, sia l'assunta integrazione lavorativa e culturale avvenuta sul territorio nazionale, ove risiede dal 2016. Chiedeva, quindi, accertarsi il suo diritto al rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale e di trasmettere gli atti al Questore di Napoli per gli adempimenti di competenza. Integrato il contraddittorio sull'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento in questione, con ordinanza collegiale del 19.7.2023, il Tribunale accoglieva l'istanza cautelare, tenuto conto della provata integrazione sul territorio nazionale, sul piano pagina 1 di 12 lavorativo e, conseguentemente, anche sociale, e delle condizioni oggettive del suo paese d'origine; fissava, quindi, l'udienza del 25.9.2024 di comparizione delle parti per la trattazione del merito della causa, sostituita dallo scambio di note di parte ai sensi dell'art. 127ter c.p.c. Con memoria del 25.9.2024, il si costituiva in giudizio e Controparte_1 chiedeva il rigetto del ricorso. Il ricorrente chiedeva l'accoglimento della domanda, evidenziando il prosieguo del suo percorso d'integrazione, svoltosi sul territorio nazionale, e depositando documenti. Scaduto il termine, il giudice designato fissava dinanzi a sé, ex art. 281terdecies c.p.c., l'udienza dell'1.10.2025 per discutere la causa. All'udienza dell'1.10.2025, presente il ricorrente, all'esito della sua discussione, prodotti documenti, il giudice designato si riservava di riferire al Collegio, al quale rimetteva la decisione della lite. La fattispecie all'esame dell'adito giudice rientra nell'ambito applicativo dell'art. 19ter d.lgs. 150\11, in quanto ha ad oggetto l'impugnazione del diniego della richiesta di permesso di soggiorno per protezione speciale. All'istanza si applica l'art. 19, comma 1 e 1.1. come modificato dal decreto-legge CP_2
21 ottobre 2020, n. 130, convertito con modificazio lla legge 173\2020. L'articolo 1, comma 1, lettera e) del citato d-l 130 ha modificato nuovamente l'articolo 19, comma 1.1, decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, così statuendo « 1.1. Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica nonche' di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722, e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettivita' dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonche' dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine.». Si prevede inoltre che “1.2 Nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1., la Commissione territoriale trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale. Nel caso in cui sia presentata una domanda di rilascio di un permesso di soggiorno, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, il Questore, previo parere della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un permesso di soggiorno per protezione speciale.” L'articolo 1, comma 1, lettera a) del d-l 130/20 ha ripristinato il riferimento nell'articolo 5, comma 6, al «rispetto degli obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano». Circa le disposizioni transitorie, l'articolo 15, comma 1, prevede, infine, che le norme di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), e) ed f) si applicano anche ai procedimenti pendenti pagina 2 di 12 alla data di entrata in vigore del decreto-legge avanti alle commissioni territoriali, al questore e alle sezioni specializzate dei tribunali. Con le nuove disposizioni, come reso evidente anche dalla lettura dei lavori preparatori del d-l 130, il legislatore ha nuovamente conformato il diritto d'asilo ex articolo 10, comma 3, IT, nel rispetto dei vincoli costituzionali, a partire dai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale della comunità verso i cittadini, nel caso stranieri (articolo 2, comma 2, IT), e di quelli europei ed internazionali ex articolo 117, comma 1, IT (articoli 19, paragrafo 2, Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, 3 e 8 Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali). I fatti ai quali il legislatore ha attribuito rilevanza giuridica con le nuove disposizioni sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli che fondavano la protezione cosiddetta
“umanitaria”, per come conformata dalla più diffusa giurisprudenza di legittimità e di merito, prima della novella di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), numero 2), del decreto- legge 4 ottobre 2018, n. 113, convertito in legge 1 dicembre 2018, n. 132, e definita dalla Corte di Cassazione come espressione del diritto di asilo sancito in IT (tra le tante, Cass. civ., sez. I, 13 ottobre 2020, n. 22057). Essi, invero, sono espressivi del diritto dello straniero, che versi in condizioni di un concreto bisogno di aiuto, di ricevere protezione dallo Stato ospitante in virtù del dovere di solidarietà sociale assicurato dall'art. 2 Cost., affinchè egli non subisca, in caso di rimpatrio nel paese di origine, il rischio di una grave deprivazione dei diritti fondamentali, che gli spettano non in quanto partecipe di una determinata comunità politica, ma in quanto essere umano, non potendo la sua condizione giuridica di straniero giustificare trattamenti diversificati e peggiorativi (Corte Cost. 10 aprile 2001, n. 105; 8 luglio 2010, n. 249). Con riguardo, in particolare, alla fattispecie prevista dal primo periodo dell'art. 19, comma 1.1. – divieto di respingimento o di espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6 – richiamata anche dall'art. 32 co. 3 d.lgs 25/08 come una delle ipotesi in cui può essere riconosciuta la protezione speciale, in caso di rigetto della domanda di protezione internazionale, ritiene il Collegio che la sostanziale continuità con la disciplina della (precedente) protezione umanitaria emerga con chiarezza ove si tengano presenti, da un lato, le numerose pronunzie dei giudici nazionali di legittimità e di merito, in cui si evidenzia che la condizione di vulnerabilità del richiedente asilo, su cui fondare il permesso per motivi umanitari, è rappresentata "dalla privazione della titolarità dell'esercizio dei diritti umani, al di sotto del nucleo ineliminabile e costitutivo della dignità personale” (cfr., tra le altre, Cass. 4455/18, cass. 11912/20, SU 29454/19); dall'altro, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e della Corte di Giustizia sull'interpretazione dell'art. 3 CEDU e dell'art. 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. A questo proposito vale la pena ricordare la sentenza della CGUE C 163/17 che, richiamata la giurisprudenza della CEDU sull'art. 3 in tema di unità Dublino, ha ravvisato una violazione del principio del non refoulement, codificato dall'art. 3 CEDU e dall'art. 4 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, qualora una persona sia rinviata in un pagina 3 di 12 paese in cui si venga a trovare, indipendentemente dalla sua volontà e dalle sue scelte personali, in una situazione di estrema deprivazione materiale che non le consenta di far fronte ai suoi bisogni più elementari quali, segnatamente, nutrirsi, lavarsi e disporre di un alloggio, e che pregiudichi la sua salute fisica o psichica o che la ponga in uno stato di degrado incompatibile con la dignità umana (v., in tal senso, Corte EDU, 21 gennaio 2011, M.S.S. c. Belgio e Grecia, § da 252 a 263). Con riguardo alla previsione di cui al secondo periodo dell'art. 19, comma 1.1., il diritto dello straniero al riconoscimento della protezione interna è riconosciuto ogniqualvolta il respingimento (o l'espulsione) rappresenti, per fondati motivi, una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare. Gli elementi che costituiscono parametro di valutazione sono la natura e l'effettività dei vincoli familiari dell'interessato, l'effettivo inserimento sociale in Italia, la durata del suo soggiorno nel territorio nazionale, l'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine. Venendo alla disamina del caso concreto, il parere contrario al rilascio del permesso in questione, depositato dalle parti, deve essere disatteso perché errato. In esso si dà atto del comprovato svolgimento, da parte del ricorrente, di attività lavorativa. Cionondimeno, si è ritenuto che esso, da solo, non fosse rappresentativo di una concreta e reale integrazione anche sociale, poiché non accompagnato dalla costituzione di una rete familiare o sociale significativa, oltre che da altri profili di vulnerabilità del richiedente. Inoltre, la p.a., dopo avere ricordato il diniego di accoglimento della domanda di protezione internazionale, pronunciato dalla Commissione Territoriale di Salerno con provvedimento del 6.9.2018, confermato dal Tribunale di Salerno con decisione del 3.3.2021, si è pronunciata sfavorevolmente sull'istanza in scrutinio, senza compiere alcuna valutazione delle condizioni oggettive del paese di origine. Ebbene, il rigetto della domanda di permesso per protezione speciale ancorato a tali motivazioni non è legittimo poiché, in primo luogo, è in diretto contrasto con l'interpretazione che dell'art. 8 CEDU e del diritto al rispetto della vita privata la Corte Europea ha fornito e secondo cui “Il rispetto della vita privata deve comprendere, in una certa misura, anche il diritto di stabilire e sviluppare relazioni con altri esseri umani. Non sembra, inoltre, esserci alcuna ragione di principio per cui questa interpretazione della nozione di "vita privata" debba essere intesa ad escludere le attività di natura professionale o imprenditoriale, dal momento che è, dopo tutto, nel corso della loro vita lavorativa che il la maggior parte delle persone ha un'opportunità significativa, se non la più grande, di sviluppare relazioni con il mondo esterno. Questa tesi è avvalorata dal fatto che, come giustamente rilevato dalla Commissione, non sempre è possibile distinguere chiaramente quali attività di un individuo fanno parte della sua vita professionale o imprenditoriale e quali no” (cfr. Corte EDU, Niemietz vs. Germany, 16 dicembre 1992). Invero, sul territorio nazionale il ricorrente ha avviato un proficuo percorso di integrazione lavorativa, come provato dalla documentazione dal medesimo depositata (cfr. comunicazione obbligatoria di assunzione, inviata all' il 15.1.2020 da Lyl di Lin CP_3
WE, relativa ad un rapporto di lavoro a tempo ale e indeterminato, con la mansione di commesso di magazzino addetto alle vendite all'ingrosso e decorrenza dal 16.1.2020; certificazioni uniche 2021 e 2023, riferite al 2020 e al 2022 e compilate da Lin pagina 4 di 12 WE;
buste paga emesse da Lyl di Lin WE di gennaio – giugno 2020, settembre – dicembre 2022, gennaio – dicembre 2023, gennaio 2024; comunicazione obbligatoria di assunzione, inviata all' il 4.3.2025 da relativa ad un rapporto a tempo CP_3 Parte_2 pieno e indeterminato, con la mansione di aiuto commesso e decorrenza dal 5.3.2025; buste paga emesse da di marzo – agosto 2025). Inoltre, il ricorrente ha dimostrato di Parte_2 aver raggiunto o livello di conoscenza dell'italiano (cfr. certificazione di competenza linguistica di livello A2, rilasciato dalla segreteria dell' Parte_3 il 23.2.2023, nel suo fascicolo) e di aver frequentato alcuni corsi di
[...] essionale (cfr. attestato di partecipazione al corso di formazione base per addetti alla conduzione di carrelli industriali semoventi, rilasciato dal Responsabile del progetto formativo e dal soggetto formatore di Ente Bilaterale Aziendale per
[...]
il 20.9.2023; attestato di formazione Parte_4 resentante legale di Time Out Service Ente ). Parte_5
, consolidandone la rilevanza, a quelli dai quali si desume che l'istante abita stabilmente in un immobile, sito in Napoli, alla via Padre Rocco, 61, come da certificato di residenza, rilasciato il 17.10.2022 dal Comune di Napoli. Inoltre, come detto, la Commissione ha trascurato di considerare le condizioni oggettive in cui il Punjab pakistano – terra di origine del ricorrente (cfr. modello C3 di formalizzazione della domanda di protezione internazionale, in cui si indicata nella località di Norawal, quella di provenienza) versa all'attualità e che impediscono il rimpatrio del ricorrente perché lo espongono al rischio concreto di subire la compressione dei suoi diritti fondamentali al di sotto della soglia minima, costitutiva della dignità umana. Le notizie acquisite d'ufficio riferiscono il peggioramento dell'economia generale del paese, avvertito soprattutto nel settore informale, intensificatosi per via della pandemia di covid, che ha vieppiù depauperato il paese (cfr. Pakistan Country Brief, April 2025, secondo cui, previa traduzione, Il Pakistan contin ffrontare un complesso panorama di rischi, che ostacola il progresso verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e la Vision 2025. La fragilità economica e i ricorrenti disastri naturali aggravano le vulnerabilità e aumentano i livelli di povertà, minando la resilienza. Il Rapporto sullo Sviluppo Umano 2023/2024 colloca il Pakistan nella categoria di sviluppo umano "basso", con un valore dell'Indice di Sviluppo Umano (HDI) di 0,540 e una posizione globale di 164° posto su 193 paesi. Il Pakistan si classifica anche al 99° posto su 129 paesi nell'Indice Globale della Fame.; HRW World Report 2025 - Pakistan del 16.1.2025, secondo il quale, previa traduzione, Con povertà, inflazione e disoccupazione alle stelle, la crisi economica del Pakistan ha messo a repentaglio i diritti alla salute, al cibo e a un adeguato tenore di vita per milioni di persone. Un programma del Fondo Monetario Internazionale (FMI) è stato condizionato a numerose misure di austerità, tra cui la rimozione dei sussidi senza adeguate misure compensative, con conseguenti ulteriori difficoltà per i gruppi a basso reddito;
EUAA Country Focus, dicembre 2024, secondo cui, previa traduzione, L'UNICEF ha osservato a dicembre 2023 che l'impatto dei disastri naturali e causati dall'uomo è stato aggravato da "radicate disuguaglianze, cambiamenti climatici e incertezza politica ed economica". Nel suo rapporto mensile per paese di luglio 2024, il Programma alimentare mondiale (WFP) ha osservato in modo simile che "fragilità economica, polarizzazione politica, ricorrenti disastri naturali e alta inflazione" hanno portato a crescenti livelli di povertà e minato la resilienza. Secondo il Gruppo della Banca mondiale, il 40% pagina 5 di 12 della popolazione del paese viveva al di sotto della soglia di povertà ad aprile 2024. Secondo il Pakistan Economic Survey 2023-24, pubblicato dalla Divisione finanziaria del governo del Pakistan, il costo di un paniere alimentare minimo pro capite al mese era di 6.384 PKR (20,6 EUR)1638 a marzo 2024. Il sondaggio ha affermato che tra luglio 2023 e marzo 2024 questi costi erano aumentati del 9,6%...La Commissione non governativa per i diritti umani del Pakistan (HRCP) ha sottolineato in un comunicato stampa del novembre 2023 un aumento dei suicidi (soprattutto a , e nel Punjab meridionale), Per_1 Per_2 osservando che molti di questi casi erano collegati all'aumento d er lo stesso motivo, molte persone mandavano i loro figli non a scuola ma nei seminari religiosi (madrasse) dove, secondo HRCP, la radicalizzazione poteva "essere prevista'; , BTI 2022 Country Report Controparte_5
Pakistan, 23.2.2022) ed a causa delle i oni ed inondazioni e degli altri eccezionali eventi climatici, che hanno travolto e distrutto estese zone del Pakistan, particolarmente esposto agli effetti devastanti del cambiamento climatico, compreso il Punjab. Secondo ECHO, 26.5.2025, Pakistan - Severe weather (DG ECHO, National Disaster Preparedness authorities-NDMA, Provincial Disaster preparedness authorities (PDMA), Pakistan Meteorological Department (PMD), NOAA-CPC, media) (ECHO Daily Flash of 26 May 2025), https://reliefweb.int/report/pakistan/pakistan-severe-weather-dg- echo-national-disaster-preparedness-authorities-ndma-provincial-disaster-preparedness- authorities-pdma-pakistan-meteorological-department-pmd-noaa-cpc-media-echo-daily- flash-26-may-2025, previa traduzione, Forti piogge, forti venti e grandinate hanno colpito il Pakistan settentrionale, in particolare il Punjab, e , provocando almeno 20 Persona_3 Per_4 morti e 150 feriti, la maggior parte d di rologiche avverse hanno causato notevoli disagi, tra cui interruzioni di corrente, disagi al traffico stradale e aereo e danni alle infrastrutture, con 113 interruzioni dell'alimentazione elettrica nella provincia di che hanno interessato e In Punjab, tempeste di vento e ge hanno danneggiato Per_5 Per_6 Per_7 Per_8 Per_9
r i rica in molti distretti. Anche aeroporti e autostrade sono rimasti chiusi a causa dei venti e delle forti piogge nelle province di Punjab e Dal 24 al 29 maggio sono previste ulteriori piogge isolate, tempeste di vento, tempeste di polvere e grandine in varie regioni, tra cui Alto Punjab, Belucistan e parti del . Per_1
Amnesty International, 025, Uncounted: Invisible deaths of older people and children during climate disasters in Pakistan, https://reliefweb.int/report/pakistan/uncounted-invisible-deaths-older-people-and- children-during-climate-disasters-pakistan, riferisce, previa traduzione, che Un dato tragico della crisi climatica è che, in ogni Paese, coloro che hanno contribuito meno al riscaldamento globale ne stanno subendo le conseguenze più gravi. Il Pakistan, che contribuisce per poco più dell'1% alle emissioni di gas serra a livello globale, è il quinto Paese più vulnerabile ai disastri climatici al mondo. L'aumento delle temperature in Pakistan determina condizioni meteorologiche più intense e imprevedibili. Nel 2022, il Pakistan ha registrato ondate di calore record, con temperature che hanno raggiunto i 50 °C in gran parte del Paese. Queste temperature superiori alla media hanno direttamente alimentato maggiori precipitazioni durante la stagione dei monsoni. Nell'agosto dello stesso anno, alcune province del Pakistan hanno ricevuto oltre il 700% delle loro precipitazioni medie. Il fiume Indo, che attraversa il Paese per tutta la sua lunghezza, ha rapidamente straripato, inondando comunità su un'area di 75.000 km². Almeno 33 milioni di persone sono state colpite e 8 milioni sono state sfollate. Nel 2024 si è verificato lo stesso schema, con un pagina 6 di 12 caldo anomalo che ha causato forti piogge. Le inondazioni hanno colpito oltre 1,5 milioni di persone, molte delle quali erano state sfollate solo due anni prima. I rapporti ufficiali indicano il numero di coloro che sono morti nelle inondazioni del 2022 a 1.739, una cifra scioccante. Ma il conteggio reale è probabilmente molto più alto. In Pakistan, meno del 5% dei decessi viene registrato in qualche modo. I dati ufficiali tengono conto solo delle morti improvvise come annegamento o folgorazione, e tralasciano coloro che sono morti per malattie trasmesse dall'acqua o dalle zanzare, che si sono diffuse nelle pessime condizioni di sfollamento. I dati sulla mortalità durante le ondate di calore sono ancora meno affidabili. Nel 2022, quando le temperature hanno raggiunto i 50 °C in molte parti della provincia del Punjab, che ospita oltre 120 milioni di persone, non si sono registrati ufficialmente decessi correlati al caldo. I dati hanno il potere di rivelare e nascondere, rendendo alcune popolazioni visibili e altre invisibili. Con l'attuale approccio del governo pakistano, gli anziani e i bambini molto piccoli, che sono maggiormente a rischio di contrarre le malattie che si diffondono dopo un'alluvione e sono i meno in grado di sopportare il caldo estremo, hanno maggiori probabilità di non essere conteggiati. Il Pakistan è uno dei paesi più colpiti dai cambiamenti climatici al mondo, ma senza una migliore comprensione di chi è maggiormente a rischio e perché, né il governo pakistano né la comunità internazionale possono iniziare ad affrontare il danno. L'obiettivo di questo rapporto è quello di far luce su alcune delle vittime della crisi climatica che non sono registrate nei registri governativi ufficiali... Le ondate di calore non distruggono case o scuole, ma affinché le persone possano rimanere al sicuro, devono poter rimanere in casa, negoziare orari di lavoro diversi o prendersi del tempo libero. In Pakistan, dove oltre il 70% della popolazione lavora nel settore informale, questa non è la realtà, poiché molti lavoratori a giornata non possono permettersi di non lavorare.427 Le persone sono quindi spesso costrette a scegliere tra lavorare in condizioni pericolose, a volte mortali, e non avere abbastanza per sfamare le proprie famiglie. Ciò è particolarmente vero per gli anziani, data la loro maggiore vulnerabilità al caldo estremo e la mancanza di pensioni di vecchiaia universali in Pakistan. Il caldo estremo interrompe non solo il lavoro, ma anche l'istruzione: in Punjab, ad esempio, più della metà degli scolari della provincia (26 milioni di studenti) non ha potuto frequentare la scuola per una settimana nel maggio 2024 a causa del caldo estremo... In Punjab, dove molte persone hanno perso anche le proprietà a causa delle inondazioni, il governo ha dichiarato di non essere in grado di risarcire nessuno per la perdita dell'alloggio. European Commission, ASAP, Anomaly Hotspots of Agricoltural Production, https://agricultural-production-hotspots.ec.europa.eu/index.php, nell'articolo Monsoon floods submerge farmland across Punjab, previa traduzione, riporta, a settembre 2025, che Nell'agosto 2025, diffuse inondazioni hanno colpito la provincia pakistana del Punjab, sommergendo villaggi e terreni agricoli in tutta la regione. Le forti piogge monsoniche, combinate con l'acqua rilasciata dalle dighe a monte, hanno causato lo straripamento dei fiumi Sutlej, e Questi fiumi sono Per_10 stati le principali fonti di inondazione nel Punjab centrale e orientale, l f ndo ha contribuito anche a inondazioni localizzate su scala diversa nel Punjab occidentale. L'analisi delle immagini satellitari di Sentinel-1 e Sentinel-2 fornisce una stima, nella seconda metà di agosto, di circa 3.800 km² di terreni coltivabili sommersi. Questo rappresenta un netto aumento rispetto ai 1.700 km² stimati nello stesso periodo del 2024. NB: l'irrigazione delle risaie nello stesso periodo potrebbe essere un fattore di sovrastima delle aree inondate. Internazionale Progressista, nell'articolo I contadini di Multan stanno soffrendo a causa del caldo estremo che sta surriscaldando il Punjab, https://progressive.
[...]
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caldo estremo, pagina 7 di 12 inondazioni e alterazioni dei modelli meteorologici che mettono in pericolo vite umane, salute e agricoltura. I contadini devono affrontare gravi carenze idriche e mancati raccolti, a causa dello scarso accesso della regione a un'assistenza sanitaria adeguata e ai soccorsi in caso di calamità. Le ondate di calore degli ultimi anni costituiscono una buona anticipazione dei rischi che la regione dovrà affrontare nei decenni a venire. Se gli attuali livelli di riscaldamento globale non verranno rallentati, le ondate di calore estremo che stanno interessando il Punjab ed il resto del Paese diventeranno la regola. Pakistan - Severe weather and floods, update (NDMA, PMD, PDMA, FFD, Media, ECHO partners) (ECHO Daily Flash of 29 August 2024), https://reliefweb.int/report/pakistan/pakistan-severe-weather-and-floods-update-ndma- pmd-pdma-ffd-media-echo-partners-echo-daily-flash-29-august-2024, ci informa, previa traduzione, che Nel Punjab, l'aumento dei livelli del fiume Indo potrebbe causare inondazioni fluviali e frane, con picchi previsti tra il 28 e il 30 agosto. Nel Gujarat-Punjab 119.000 persone non protette sono a rischio di inondazioni fluviali e 200 persone sono esposte nel Sindh. (cfr. anche OCHA, PAKISTAN: Monsoon 2024 Flash Update #6, Latest Monsoon Developments and Response Efforts As of 27 August 2024, https://reliefweb.int/report/pakistan/pakistan-monsoon-2024-flash- update-6-latest-monsoon-developments-and-response-efforts-27-august-2024; Pakistan Floods 2024 Situation Report – Islamic Relief, September 03, 2024, https://reliefweb.int/report/pakistan/pakistan-floods-2024-situation-report-september-03- 2024, secondo cui, previa traduzione, la stagione dei monsoni in corso nel 2024 ha causato notevoli devastazioni in tutto il Pakistan, in particolare nelle province di Balochistan, Punjab e . Le forti Per_1 piogge hanno provocato inondazioni diffuse, frane e danni alle infrastrutture. Al 1° settembr , il paese ha registrato precipitazioni superiori alla media. Temperature insolitamente elevate hanno esacerbato la situazione, accelerando lo scioglimento della neve in regioni come l'alto KP, Azad MM e e Per_12
. La National Disaster Management Authority (NDMA) segnala che, al 1 e, Persona_13
o morte in tutto il paese, tra cui 155 bambini. Inoltre, 584 persone sono rimaste ferite, 212 delle quali sono bambini. Le inondazioni hanno danneggiato 20.646 case e si sono verificati notevoli danni alle infrastrutture di ponti e strade. La National Disaster Management Authority (NDMA) continua a monitorare e registrare l'entità dei danni per assistere negli sforzi di risposta coordinati…Punjab: forti piogge hanno colpito anche la provincia del Punjab. Secondo i rapporti della PDMA, dal 1° luglio sono stati segnalati 114 decessi e 307 feriti in diversi incidenti legati alla pioggia. Le inondazioni fluviali e le forti piogge del torrente DG Khan Hill hanno colpito Rajanpur, Rujhan e Jampur tehsil. Il governo distrettuale ha chiesto il supporto delle organizzazioni di soccorso nel distretto di Rajanpur, dove centinaia di residenti sono stati sfollati dalle loro case. Piogge intermittenti nel Punjab la scorsa settimana hanno causato inondazioni improvvise urbane in diverse città come Multan, e A causa di Per_14 Per_15 Per_16 fulmini e crolli di tetti, una persona è morta e altre cinque sono rimaste ferite.; WFP – World Food Programme, 14.2.2024, WFP Pakistan Country Brief, January 2024, per il quale, previa traduzione, Il Pakistan si trova ad affrontare notevoli rischi multidimensionali ostacolando il suo progresso verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) e Vision 2025, che delinea gli obiettivi e le priorità di sviluppo nazionale del paese. Anche il Pakistan continua a lottare con una situazione economica precaria e di maggiore polarizzazione politica. La convergenza dell'instabilità politica, dell'incertezza economica e delle minacce alla sicurezza potrebbero potenzialmente destabilizzare ulteriormente il Paese in vista delle elezioni generali del 2024. Allo stesso tempo, gli elevati tassi di pagina 8 di 12 inflazione stanno aggravando le sfide, spingendo più persone verso la povertà e aumentando la loro vulnerabilità agli shock. Il piano strategico nazionale del WFP 2023-2027 è in linea con le priorità di sviluppo nazionale del Pakistan e con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, concentrandosi su Fame Zero (SDG 2). Il fornisce aiuti essenziali e supporto nutrizionale alle persone vulnerabili in tutto il Pakistan. Promuo re gli sforzi del governo per migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale fornendo consulenza politica e sostenendo la formulazione di strategie sostenibili che rafforzino i sistemi alimentari del Pakistan e migliorino la resilienza delle comunità ai ricorrenti eventi meteorologici estremi… Il sostiene 55 mulini di grano su piccola scala, di cui cinque distretti di Punjab e territorio della ca per produrre farina di grano fortificato che può essere acquis dai consumatori locali. Il Per_4 progetto fortificazione per il 90% (oltre 696 mt) di produzione commerciale della farina fortificata in distretti pilota. Entro marzo 2024, il WFP triplicherà il numero di stabilimenti supportati a 155 in 22 distretti;
IFRC, Pakistan: Monsoon Floods - Operation Update #6 (MDRPK023), 2.2.2024, https://reliefweb.int/report/pakistan/pakistan-monsoon-floods-operation- update-6-mdrpk023, secondo cui, previa traduzione, Secondo l dopo 16 mesi da CP_6 quando il governo ha dichiarato l'emergenza nazionale, circa 1,8 milioni d ntinuano a risiedere in prossimità di acque alluvionali stagnanti e inquinate, costituendo un grave pericolo per la salute2. Le preoccupazioni principali persistono in settori quali gli alloggi, la sicurezza alimentare, l'acqua, i servizi igienico-sanitari e la salute pubblica. Molti sopravvissuti all'alluvione vivono ancora in rifugi temporanei, senza accesso a beni di prima necessità come cibo, acqua potabile, strutture igienico-sanitarie e assistenza sanitaria di base. Secondo i dati dell'UNOSAT, il numero di persone nelle aree con acque stagnanti è diminuito, ma il problema continua a rappresentare una sfida significativa. L'acqua stagnante continua a impedire ai residenti di tornare alle loro case danneggiate o distrutte, colpendo in particolare coloro che dipendono dall'agricoltura e dall'allevamento per il proprio sostentamento.
3. Secondo la National Disaster Management Authority (NDMA) le inondazioni hanno danneggiato o distrutto più di 2,3 milioni di case e spazzato via oltre 1,7 milioni di ettari (4,4 milioni di acri) di raccolti, mentre oltre 800.000 capi di bestiame sono morti, spingendo oltre 8 milioni di persone nella povertà4. I prezzi dei prodotti alimentari nelle zone rurali sono aumentati del 45%, lasciando più di un milione di persone dipendenti dagli aiuti umanitari. Il rapporto di valutazione dei danni della divisione finanziaria del governo del Pakistan5 stima i danni e le perdite dovuti alle inondazioni per il 2022 in quanto il danno è stimato a 14,9 miliardi di dollari, la perdita per il PIL a 15,2 miliardi di dollari e le esigenze totali di riabilitazione a 16,3 miliardi di dollari. Il settore che ha subito i maggiori danni è quello immobiliare, con 5,6 miliardi di dollari;
agricoltura, alimentazione, allevamento e pesca per 3,7 miliardi di dollari;
e trasporti e comunicazioni a 3,3 miliardi di dollari. Circa otto milioni di persone colpite dalle inondazioni necessitano di assistenza sanitaria, con rischi in aumento man mano che le popolazioni sfollate ritornano in comunità con infrastrutture danneggiate, accesso limitato all'acqua pulita e fonti d'acqua stagnanti.6 Le ultime notizie delle Nazioni Unite riportano che ad oggi sono stati segnalati oltre 540.000 casi di malaria Novembre 2023. La mancanza di accesso all'acqua potabile sicura ha aumentato il rischio di malattie trasmesse dall'acqua. Inoltre, si sono verificati ingenti danni a strade, ponti, strutture sanitarie e scuole 7. L'assistenza immediata è fondamentale, soprattutto con l'inverno in corso e l'intensificarsi della necessità di alloggi, cibo e articoli domestici, in particolare nella provincia del;
HRW, World Report 2024 – Pakistan 11.1.2024, Per_1 secondo cui, previa traduzione, Con , inflazione e disoccupazione in aumento, il Pakistan ha dovuto affrontare una delle peggiori crisi economiche della sua storia, mettendo a repentaglio i diritti di milioni di persone alla salute, al cibo e a un adeguato standard di vita. L'insistenza del Fondo monetario pagina 9 di 12 internazionale (FMI) sull'austerità e sulla rimozione dei sussidi senza adeguate misure compensative ha comportato ulteriori difficoltà per i gruppi a basso reddito. Il Pakistan è rimasto estremamente vulnerabile ai cambiamenti climatici e ha dovuto affrontare tassi di riscaldamento notevolmente superiori alla media globale, rendendo gli eventi climatici estremi più frequenti e intensi… Nel 2023, il deprezzamento della valuta locale, l'inflazione alle stelle e la rimozione dei sussidi per l'elettricità e il carburante senza adeguate misure compensative hanno reso difficile per molte persone in Pakistan realizzare i propri diritti economici e sociali. Le riserve valutarie della banca centrale del Pakistan sono scese al minimo storico di 3 miliardi di dollari a gennaio, un importo che copre meno di tre settimane di importazioni. A luglio, il Pakistan ha raggiunto un accordo con il Fondo monetario internazionale per 3 miliardi di dollari che imponeva al governo di rimuovere i sussidi per l'energia e il carburante, passare a un tasso di cambio basato sul mercato e aumentare le tasse. Ciò ha provocato proteste diffuse contro l'aumento delle bollette elettriche, l'inflazione e la carenza di cibo. La crisi economica è arrivata nel contesto del devastante costo economico delle inondazioni del 2022. Nel 2018, quasi il 37% dei 230 milioni di abitanti del Pakistan si trovavano a fronteggiare l'insicurezza alimentare, ma solo 8,9 milioni di famiglie hanno ricevuto assistenza per mitigare l'impatto dell'inflazione dilagante;
OCHA, Revised Pakistan 2022 Floods Response Plan Final Report (Issued 15 Dec 2023), 18.12.2023, https://reliefweb.int/report/pakistan/revised-pakistan- 2022-floods-response-plan-final-report-issued-15-dec-2023, previa traduzione, riporta che Tra giugno e agosto 2022, il Pakistan ha dovuto affrontare forti piogge e inondazioni senza precedenti a seguito di una combinazione di precipitazioni estreme e altri fattori, tra cui lo scioglimento dei ghiacciai urbani e inondazioni improvvise esacerbate dai cambiamenti climatici. Un terzo del paese ha subito l'impatto di diffuse inondazioni e frane che hanno avuto gravi ripercussioni su vite umane, proprietà, agricoltura e infrastrutture. Sono stati colpiti circa 33 milioni di persone e 20,6 milioni avevano bisogno di assistenza salvavita, metà dei quali erano bambini. In totale, gli sfollati sono stati 7,9 milioni, di cui almeno 664.000 si sono spostati nei campi di soccorso e in siti informali. Il governo del Pakistan ha designato 84 distretti come “colpiti dalla calamità”, con l'impatto più significativo avvertito nelle regioni meridionali e centrali del paese. L'impatto economico è stato più evidente nel , che ha subito il 70% Per_1 delle perdite e dei danni totali del paese. Le province del Punjab, de chistan e del
[...] sono state colpite in misura minore, sebbene comunque significativa. Secondo la Persona_3 Per_3
s anagement Authority (NDMA) le inondazioni hanno danneggiato o distrutto più di 2,3 milioni di case e spazzato via oltre 1,7 milioni di ettari (4,4 milioni di acri) di raccolti, mentre oltre 800.000 capi di bestiame sono morti, spingendo più di 8 milioni di persone nella povertà. Inoltre, oltre 30.000 scuole e 2.000 strutture sanitarie sono state danneggiate e hanno dovuto essere riparate o interamente ricostruite. La mancanza di accesso ai servizi essenziali, tra cui latrine sicure, acqua potabile pulita e strutture sanitarie, ha rappresentato un fattore di rischio critico per le popolazioni sfollate. A causa della crescente minaccia del cambiamento climatico, le inondazioni in Pakistan sono diventate più frequenti, costringendo alcune comunità a dover affrontare cicli ripetuti di sfollamento. Per queste comunità, la fatica causata dai disastri indotti dal clima ha avuto un grave impatto sul loro benessere. Tali rischi hanno avuto un impatto negativo sulla vita e sui mezzi di sostentamento di milioni di persone, comportando un costo umano e socioeconomico significativo ed esacerbando la vulnerabilità e l'esposizione ai rischi di protezione, in particolare per gruppi tra cui donne, bambini, anziani e persone con disabilità; OCHA, 12.7.2023, PAKISTAN: 2022 Monsoon Floods Situation Report No. 18; Islamic Relief, Climate Crisis in Pakistan: Voices from the Ground, 22.6.2023, https://reliefweb.int/report/pakistan/climate-crisis-pakistan-voices-ground; UNICEF, pagina 10 di 12 Pakistan Humanitarian Situation Report No. 11: March 2023, pubblicato il 17.4.2023, reperibile su https://reliefweb.int/report/pakistan/unicef-pakistan-humanitarian-situation-report-no- 11-march-2023; HRW, World Report 2023 – Pakistan, pubblicato il 12.1.2023, reperibile su ecoi.net, secondo cui, previa traduzione, Il Pakistan è estremamente vulnerabile ai cambiamenti climatici e affronta tassi di riscaldamento notevolmente superiori alla media globale, rendendo gli eventi climatici estremi più frequenti e intensi. A marzo e aprile, un'ondata di caldo estremo nell'Asia meridionale ha caratterizzato alcune delle temperature più calde registrate nella storia moderna del paese e ha portato a picchi nella mortalità materna e nella morte di persone anziane. Ad agosto, il Pakistan ha subito inondazioni devastanti che hanno coperto oltre un terzo del paese, uccidendo oltre 1.000 persone, sfollando più di 30 milioni e causando danni per miliardi di dollari. Queste crisi sono arrivate quando il Pakistan ha dovuto affrontare crisi politiche ed economiche sempre più profonde e prezzi del cibo e del carburante alle stelle). Il rimpatrio forzato del ricorrente violerebbe, dunque, il diritto al rispetto della vita privata, riconosciuto dal combinato disposto degli artt. 8 CEDU, 2, 3 e 117 C, poiché interromperebbe il suo concreto percorso d'integrazione, lacerando anche i legami sociali che verosimilmente ha costituito nello svolgimento dell'attività lavorativa e culturale e, a fronte delle su richiamate condizioni oggettive del paese di origine, lo costringerebbe a subire la privazione del suo fondamentale diritto alla salute, di cui all'art. 32 C, nonché al cibo, ad un'abitazione e ad un ambiente salubre, riconosciuti anche dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, adottato dall'Assemblea Generale il 16 dicembre 1966, entrato in vigore il 3 gennaio 1976 e ratificato in Italia con legge 881/1977. In particolare, l'art. 2 del Patto dispone che “Ciascuno Stato Parte del presente Patto si impegna ad adottare misure, individualmente e attraverso l'assistenza e la cooperazione internazionale, soprattutto economica e tecnica, nella misura massima delle sue risorse disponibili, al fine di raggiungere progressivamente la piena realizzazione dei diritti riconosciuti nel presente Patto con tutti i mezzi appropriati, compresa in particolare l'adozione di misure legislative”; l'art. 11 dispone che “Gli Stati Parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la sua famiglia, compresi un'alimentazione, un vestiario e un alloggio adeguati, e al miglioramento continuo delle condizioni di vita. Gli Stati parti prenderanno le misure appropriate per garantire la realizzazione di questo diritto, riconoscendo a tal fine l'importanza essenziale della cooperazione internazionale basata sul libero consenso.”. Il ricorrente, dunque, si trova in una condizione d'inespellibilità prevista dall'art. 19, comma 1.1., t.u.i., nel testo ratione temporis applicabile. In ordine alle spese processuali si provvede ad una loro compensazione ai sensi dell'art. 92, comma 2, c.p.c., integrato dalla sentenza n. 77 del 2018 della Corte Costituzionale, per gravi ed eccezionali ragioni, consistenti nell'ampio esercizio dei poteri istruttori ufficiosi per addivenire all'accertamento della fondatezza della domanda.
PQM
Il Tribunale, definitivamente pronunciando, così provvede: accoglie il ricorso e, per l'effetto, riconosce al ricorrente il diritto alla protezione speciale ex art. 32, comma 3, d.lgs. 25\2008, come modificato dal d-l 130\2020, disponendo la trasmissione degli atti al Questore per il rilascio del permesso. pagina 11 di 12 compensa le spese processuali. Così deciso a Napoli nella camera di consiglio del 9.10.2025
Il Presidente dott. Mario Suriano
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