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Sentenza 21 ottobre 2025
Sentenza 21 ottobre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Velletri, sentenza 21/10/2025, n. 2057 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Velletri |
| Numero : | 2057 |
| Data del deposito : | 21 ottobre 2025 |
Testo completo
TRIBUNALE DI VELLETRI
N. 1594/2022 R.G.
UDIENZA 21/10/2025
Il Giudice, dott. Renato Buzi premesso
- che è stata disposta la “trattazione scritta” della causa;
- che la modalità alternativa di celebrazione della stessa è stata comunicata alle parti costituite;
- che una parte ha depositato note scritte;
- che il procedimento era stato già rinviato per la discussione (ex art. 281 sexies c.p.c.);
- che lo scrivente magistrato si è ritirato in camera di consiglio per la redazione della sentenza alle ore 8.10;
- che, alle ore 8.30, all'esito della camera di consiglio, viene riaperto il verbale dell'odierna udienza a “trattazione scritta”; tanto premesso, il Giudice, dà lettura virtuale del dispositivo e della motivazione della sentenza allegata al presente verbale.
Manda alla Cancelleria per la comunicazione alle parti del presente provvedimento e per l'inserimento, nello storico del fascicolo informatico, dell'annotazione “trattazione scritta”.
Velletri, 21/10/2025
Il Giudice
(dott. Renato Buzi)
Pagina 1 Dott. Renato Buzi
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Velletri, in persona del dott. Renato Buzi, in funzione di giudice unico, ha pronunciato - ex art. 281- sexies
c.p.c. - la seguente
SENTENZA
nella causa civile di primo grado, iscritta al n. 1594, Ruolo
Generale dell'anno 2022, all'udienza 21/10/2025, con contestuale lettura del dispositivo e della motivazione, vertente
TRA
elettivamente domiciliata, rappresentata, Parte_1
difesa da Avv. Saverio Cosi, in forza di procura speciale in atti;
OPPONENTE
E
elettivamente domiciliata, rappresentata, Controparte_1
difesa da Avv. Raffaella Greco, in forza di procura speciale in atti;
OPPOSTA
OGGETTO: OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO;
CONCLUSIONI: COME IN ATTI.
Pagina 2 Dott. Renato Buzi MOTIVAZIONE
Preliminarmente, va rilevato che si omette di sviluppare lo svolgimento del processo, atteso che, a norma dell'art. 132 C.P.C. come novellato a seguito della L. 18/6/09, n. 69, la sentenza deve contenere unicamente la “concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione”.
Ai fini della concreta determinazione della portata dell'espressione contenuta in detta norma, appare del tutto corretto tenere conto dell'art. 16, comma 5, D. L.vo 5/03, che, seppur abrogato dalla L.
69/09, costituisce un significativo elemento interpretativo della volontà del legislatore in materia, costituendo l'unica concreta applicazione legislativa dell'affermato criterio generale della “concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione”. Tale disposizione prevede che la sentenza possa essere sempre motivata in forma abbreviata “mediante rinvio agli elementi di fatto riportati in uno o più atti di causa” e la “esposizione delle ragioni in diritto” anche con riferimento a “precedenti conformi”, e chiarisce, quindi, che la concisa esposizione in fatto può certamente tradursi nel rinvio agli elementi di fatto riportati negli atti di causa, come la concisa esposizione in diritto può consistere nel riferimento ai precedenti giurisprudenziali.
Tanto premesso, quanto agli elementi di fatto nella prospettazione delle parti e alle rispettive domande, eccezioni e difese, si rinvia all'atto di citazione, alla comparsa di risposta e a tutte le memorie depositate nel corso del giudizio.
L'attrice proponeva opposizione avverso il decreto Parte_1 ingiuntivo gravato, ottenuto da con cui era stato Controparte_1 ingiunto il pagamento della somma di € 19.015,65, oltre accessori e spese, per esposizione debitoria dal finanziamento ad essa concesso, risultante dalla documentazione prodotta a corredo della domanda monitoria.
Al riguardo, l'opponente contestava il merito della pretesa, così concludendo:
Pagina 3 Dott. Renato Buzi “(…) in accoglimento della presente domanda, in via preliminare, in assenza della costituzione in mora dell'obbligato, ai sensi e per gli effetti dell'art.1308 c.c., sospendere l'efficacia del titolo nei confronti dell'obbligata e/o non concedere la provvisoria esecuzione del titolo;
nel merito, accertato che la somma portata dal decreto ingiuntivo veniva calcolata, anche tenendo conto degli interessi maturati;
accertato che gli interessi maturati sino al febbraio dell'anno 2017 sono prescritti, ai sensi e per gli effetti dell'art.2948
n.4 c.c., revocare il decreto ingiuntivo, oggi opposto (…)”.
La società ingiungente, costituendosi, chiedeva il rigetto dell'opposizione con conferma del decreto ingiuntivo opposto.
Accolta la richiesta di provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo impugnato, la causa era istruita con produzione documentale;
all'esito, era risultata superflua ogni ulteriore attività istruttoria.
All'odierna udienza, le parti erano invitate a precisare le conclusioni ed era disposta la discussione orale della causa ex art. 281-sexies
c.p.c.
In particolare, all'esito della c.d. Riforma TA (D. Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149), deve continuare a ritenersi legittimo lo svolgimento dell'udienza di discussione orale della causa ai sensi dell'art. 281-sexies c.p.c. in forma scritta, mediante l'assegnazione alle parti di un termine unico e comune anteriore alla data dell'udienza per il deposito di note scritte ex art. 127-ter c.p.c.; tanto che, in conformità al principio di delega (legge 26 novembre 2021, n. 206, art. 1, comma 5, lettera L, n. 2), è stato inserito un terzo comma all'articolo 281-sexies c.p.c. al fine di prevedere che il giudice, in alternativa alla lettura contestuale della sentenza e del dispositivo ai sensi dei primi due commi, possa riservare il deposito della sentenza nei successivi trenta giorni. D'altro canto, la S.C. (Cass. 37137/2022) ha ritenuto come l'assegnazione alle parti di un termine unico e comune per il deposito di note scritte, in linea generale (e salve le eccezioni normativamente previste), debba ritenersi una forma adeguata a garantire il contraddittorio in tutti i casi in cui sia per legge consentita la trattazione della causa in forma scritta e non sia invece imposta la
Pagina 4 Dott. Renato Buzi discussione in forma orale (o addirittura in presenza), anche, quindi, in relazione alla fase decisoria del giudizio di merito, senza che possa ammettersi in proposito una valutazione casistica fondata sull'oggetto, sulla rilevanza e sull'eventuale complessità della controversia, che determinerebbe una intollerabile incertezza in ordine alla validità dei provvedimenti decisori, non fondata sull'applicazione di precisi schemi procedurali fissi, ma sulla base di valutazioni legate a valori mutevoli, opinabili e controvertibili (v. anche Cass. 13735/2023, Cass.
32358/2023, Cass. 13176/2024, Cass. 17587/2024 e Cass. S.U. 17603/2025).
Preliminarmente, come discorso di carattere generale, giova ricordare che il decreto ingiuntivo è un accertamento anticipatorio con attitudine al giudicato e che, instauratosi il contraddittorio a seguito dell'opposizione, si apre un giudizio a cognizione piena caratterizzato dalle ordinarie regole processuali (cfr. art. 645, comma 2, c.p.c.) anche in relazione al regime degli oneri allegatori e probatori (cfr.
Cass. 17371/03; Cass. 6421/03), con la conseguenza che oggetto del giudizio di opposizione non è tanto la valutazione di legittimità e di validità del decreto ingiuntivo opposto, quanto la fondatezza della pretesa creditoria, originariamente azionata in via monitoria, con riferimento alla situazione di fatto esistente al momento della pronuncia della sentenza (cfr. Cass. 15026/05; Cass. 15186/03; Cass.
6663/02).
Dunque, il diritto del preteso creditore (formalmente convenuto, ma sostanzialmente attore) deve essere adeguatamente provato, indipendentemente dall'esistenza - ovvero, persistenza - dei presupposti di legge richiesti per l'emissione del decreto ingiuntivo.
Iniziando dalla prova del credito esatto da in via Controparte_1 monitoria è sufficiente interfogliare la ridetta ordinanza 28/9/2022 di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo:
Pagina 5 Dott. Renato Buzi Pagina 6 Dott. Renato Buzi In avanti, riguardo al prestito concesso dalla società finanziaria, come discorso di carattere generale, va ricordato che il mutuo è contratto di natura reale che si perfeziona con la consegna della cosa mutuata ovvero
Pagina 7 Dott. Renato Buzi con il conseguimento della disponibilità giuridica della cosa;
ne consegue che la "tradito rei" può essere realizzata con la consegna in natura ovvero, in considerazione del crescente ricorso alla dematerializzazione dei valori mobiliari, attraverso la sua sostituzione con annotazioni contabili – ad es. ordine proveniente da un istituto bancario di versare una somma determinata a un terzo (cfr. Cass.
25596/2011 e Cass. 14/2011).
Va inoltre segnalato come non sia stato possibile espletare la (pur ammessa) C.t.u. contabile, in quanto l'Ausiliario (dottoressa - Per_1 previamente autorizzata - ha sospeso le operazioni peritali, in assenza del pagamento dell'acconto, posto a carico dell'opponente (v. istanza
8/1/2024 del C.t.u.).
In conclusione, atteso che l'inosservanza dell'onere di anticipazione delle spese liquidate per il C.t.u. ha precluso il compimento dell'atto istruttorio (v. Cass. 9735/2020; Cass. 28677/2023), stante le considerazioni sopra svolte, l'opposizione va rigettata e deve essere integralmente confermato il decreto ingiuntivo impugnato, già munito di efficacia esecutiva come per legge.
Le superiori conclusioni assorbono ogni altra questione, sia di merito che di rito.
Stante origine e natura della controversia, esistenza di una giurisprudenza basata su di un principio di diritto astrattamente non controverso ma variamente enunciato nella concretezza delle sue applicazioni determinante decisioni altalenanti dipendenti dalla difficoltà pratica d'identificare la fattispecie corrispondente, ricorre l'ipotesi contemplata dall'art. 92, comma 2, c.p.c. per l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti.
Visto l'art. 281 sexies c.p.c.,
P.Q.M.
Il Tribunale di Velletri, definitivamente pronunciando, ogni diversa domanda, eccezione e deduzione disattesa, così provvede:
- rigetta l'opposizione proposta da avverso il Parte_1 decreto ingiuntivo impugnato (n. 195/2022), già munito di efficacia esecutiva come per legge, che va integralmente confermato;
- compensa per intero le spese di lite.
Velletri, 21/10/2025
Il Giudice
Dott. Renato Buzi
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