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Sentenza 19 novembre 2025
Sentenza 19 novembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Catanzaro, sentenza 19/11/2025, n. 2691 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Catanzaro |
| Numero : | 2691 |
| Data del deposito : | 19 novembre 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI CATANZARO
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE
EUROPEA
Il Tribunale, in composizione monocratica in persona della giudice dr.ssa Francesca Garofalo ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile di primo grado iscritta al n. 2920 del ruolo generale degli affari contenziosi civili dell'anno 2024 vertente:
TRA
, nata a [...], Brasile, il 21/12/1963; Parte_1
, nata a [...], Brasile, il 17/01/1968; Controparte_1
, nato a [...], Brasile, il 23/10/1985, il quale Parte_2 agisce in proprio nonché in qualità di esercente della patria potestà dei figli minori
[...]
, nato a [...], Brasile, il 21/05/2019 e Persona_1 Persona_2
, nato a [...], Brasile, il 21/11/2022;
[...] Controparte_2
, nata a [...], Brasile, il 08/06/1991, la quale agisce esclusivamente in
[...] qualità di esercente della patria potestà dei figli minori già nominati Persona_1
e ;
[...] Persona_2
, nata a [...], Brasile, il 14/06/1989; Controparte_3 nata a [...], Brasile, il Controparte_4
23/01/1991; , nato a [...], Brasile, il 19/06/1992; Controparte_5
, nata a [...], Brasile, il 06/08/1995; Controparte_6
, nata a [...]ço, Brasile, il 21/08/1996; Controparte_7
, nata a [...]ço, Brasile, il 11/08/2000; Controparte_8
, nata a [...], Brasile, il 17/10/2001 Parte_3 tutti rappresentati e difesi dall'Avv. Alessandro Mignacca
- RICORRENTI -
E , (C.F. in persona del legale rappresentante p.t., Controparte_9 P.IVA_1 rappresentato e difeso ex lege dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catanzaro, presso i cui
Uffici domicilia ope legis, in Catanzaro, alla Via G. Da Fiore, n. 34;
- RESISTENTE
-
Con l'intervento necessario del Pubblico Ministero presso il Tribunale di Catanzaro.
Oggetto: riconoscimento cittadinanza italiana “jure sanguinis”.
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
Con ricorso ex art. 281 decies c.p.c. ritualmente notificato, i ricorrenti in epigrafe indicati hanno convenuto davanti all'intestato Tribunale il , chiedendo che venga Controparte_9 dichiarato il loro status di cittadini italiani in quanto discendenti in linea retta dal cittadino italiano nato a [...] il [...], poi emigrato in Brasile Persona_3 senza aver mai rinunciato alla cittadinanza italiana, come da certificato negativo di naturalizzazione.
I ricorrenti hanno rappresentato la complessa discendenza (visto, nel caso, il numero cospicuo di ricorrenti) che si sintetizza come segue:
In data 29.11.1890 contraeva matrimonio il già menzionato avo con Persona_4
Dall'unione di questi nasceva il IG. nato nella città di Cristina, Brasile, in data Persona_5
03/11/1893 e lo stesso in data 12/07/1919 si univa in matrimonio con la IG.ra Parte_4
Dall'unione del IG. con la IG.ra nascevano: Persona_5 Parte_4
1. IG.ra in data 27/06/1923 che si univa in matrimonio con il IG. Parte_5
il 30/05/1947 e dai quali nasceva in data 21/12/1963, CP_10 Parte_1 ricorrente;
2. IG.ra in data 17/02/1929 che si univa in matrimonio con il IG. Parte_6
il 31/10/1947 e dai quali nascevano: Parte_7
a) IG.ra in data 05/12/1948, e la stessa in data 05/03/1969 si Persona_6 univa in matrimonio con il IG. e da cui nascevano: a1) IG. Persona_7 [...]
, nato in data [...], che si univa in matrimonio alla sig.ra e Parte_8 Persona_8 da cui nascevano: a2) IG.ra , ricorrente, in data 21/08/1996 e a2) IG.ra CP_7 [...]
, ricorrente, in data 11/08/2000; CP_8
b) IG. , in data 27/02/1955 che il 25/11/1978 si sposava con la Parte_9
IG.ra ; da questi nasceva: b1) il IG. Persona_9 Parte_2
Pag. 2 di 6 ricorrente, in data 23/10/1985, che in data 07/04/2014 si univa in matrimonio con la IG.ra e dai quali nascevano: b2) i minori , in Controparte_2 Persona_1 data 21/05/2019 e in data 21/11/2022, ricorrenti;
Persona_2
c) IG. nato in data [...], che sposava la IG.ra Parte_10 Pt_11 il 23/04/1966 e dai quali nasceva: c1) il IG. il 30/10/1966, che a
[...] Parte_12 sua volta si univa in matrimonio il 21/01/1989 con la IG.ra . Da questi Parte_13 nascevano: c2) IG.ra ricorrente, in data 14/06/1989 e c2) IG. Controparte_3 [...]
ricorrente, in data 19/06/1992; CP_5
d) IG.ra , nata in data [...], che sposava il IG. Parte_14 [...] il 14/09/1963 e dai quali nasceva: d1) IG.ra ricorrente, nata in Persona_10 CP_1 data 17/01/1968, che a sua volta si univa in matrimonio con il IG. Persona_11 il 18/04/1989. Da questa unione nascevano: d2) IG.ra , in data Controparte_4
23/01/1991;
d2) IG.ra , in data 06/08/1995; d2) IG.ra Controparte_6 Parte_3
, in data 17/10/2001, tutte ricorrenti.
[...]
I ricorrenti hanno, altresì, dedotto di aver presentato richiesta di convocazione presso il d'Italia di San Paolo (Brasile) seguendo le istruzioni reperibili sul sito web Pt_15 istituzionale del al fine di vedersi riconoscere la cittadinanza italiana iure sanguinis Pt_15 senza ricevere alcun fattivo riscontro.
Il si è costituito in giudizio senza contestare nel merito la domanda di Controparte_9 cittadinanza, rimettendosi al giudice per la verifica dei presupposti di legge e chiedendo la compensazione delle spese di lite.
Il P.M. in sede ha espresso parere favorevole all'accoglimento della domanda.
Istruita con produzione documentale, parte ricorrente ha insistito nell'accoglimento della domanda mentre il resistente ha chiesto la sospensione del procedimento ai sensi dell'art. 295
c.p.c. in virtù della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Bologna.
All'udienza del 5.11.2025, svolta ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c. dal GOT Dott. Sciarrone, in considerazione dell'oggetto della domanda e del domicilio della difesa dei ricorrenti, la causa è stata trattenuta in decisione sulle conclusioni rassegnate dalle parti.
****
Preliminarmente, va disattesa la richiesta dell'Avvocatura dello Stato volta ad ottenere la sospensione cosiddetta impropria del processo, vista la decisione della Corte costituzionale n.
142/2025 del 31/07/2025.
Pag. 3 di 6 Sempre in via preliminare, va affermata la competenza dell'intestato Tribunale, atteso che, a mente dell'art. 4, co. 5, D.l. n. 13/2017, nella sua più recente versione, “quando l'attore risiede all'estero le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”.
Nel caso di specie, l'avo degli odierni ricorrenti era originario di AI Castello (CS), circostanza da cui, unitamente alla residenza all'estero dei ricorrenti, discende la competenza di questo Tribunale, Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea.
L'azione appare legittimamente promossa anche con riguardo ai figli minorenni pur in carenza di autorizzazione del giudice tutelare ai sensi dell'art. 320 c.c., atteso che l'atto compiuto in nome e per conto del figlio deve essere ritenuto di ordinaria amministrazione poiché mira a conservare e/o procurare un vantaggio o a evitare una perdita al patrimonio del minore e non appare suscettibile di arrecare pregiudizio o diminuzione del suo patrimonio, non potendosi dubitare che la richiesta di riconoscimento di una cittadinanza (peraltro azione dichiarativa) debba rientrare tra gli atti vantaggiosi per il minore (cfr. Corte di cassazione Sez. 2, Sentenza n.
743 del 19/01/2012, per cui « in tema di rappresentanza processuale del minore,
l'autorizzazione del giudice tutelare ex art. 320 cod. civ. è necessaria per promuovere giudizi relativi ad atti di amministrazione straordinaria, che possono, cioè, arrecare pregiudizio o diminuzione del patrimonio e non anche per gli atti diretti al miglioramento e alla conservazione dei beni che fanno già parte del patrimonio del soggetto incapace»).
Nel merito la domanda è fondata e viene pertanto accolta.
Nella fattispecie, i ricorrenti hanno agito in giudizio per il riconoscimento dello status di cittadini italiani in virtù della comune discendenza da cittadino italiano emigrato in Brasile.
La linea di discendenza rappresentata nel ricorso risulta puntualmente documentata dalle parti ricorrenti, che hanno depositato l'atto di nascita ed il certificato negativo di naturalizzazione brasiliana del sig. unitamente agli ulteriori atti di nascita dei discendenti. Persona_3
Dal canto suo, la parte convenuta non ha depositato alcuna documentazione comprovante l'intervenuta rinuncia alla cittadinanza italiana da parte dell'ascendente cittadino italiano né la sussistenza di ulteriori fatti interruttivi. In merito, si rammenta che, come ritenuto dalla giurisprudenza di legittimità (Cass SS.UU., 24/8/2022, n. 25317), colui che richiede il riconoscimento della cittadinanza deve provare il fatto acquisitivo (la nascita da cittadino italiano) e la linea di trasmissione, essendo a carico della controparte che abbia proposto la relativa eccezione l'onere di provare l'eventuale fattispecie interruttiva.
Pag. 4 di 6 Dall'esame della documentazione depositata emerge che la linea di discendenza che riconduce all'avo italiano contempla passaggi per via materna intervenuti prima dell'entrata in vigore della
Carta costituzionale. Nella fattispecie il passaggio da via paterna a via materna avviene dalla sig.ra nata il [...] e dalla sig.ra , nata il Parte_5 Parte_6
17/02/1929 (entrambe figlie di per cui i ricorrenti sono discendenti in linea retta, Persona_5 da una cittadina italiana, in assenza di eventi interruttivi.
La trasmissione jure sanguinis era infatti all'epoca prevista – salvi casi marginali – unicamente per via paterna, ed inoltre l'art. 10 della l. n. 555/1912 stabiliva la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si univa in matrimonio con un cittadino straniero.
Va, pertanto, richiamato l'insegnamento della Corte costituzionale che con sentenza n. 30 del
28.01.1983 ha dichiarato “l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, n. 1, della legge 13 giugno
1912, n. 555, nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina”.
Tale sentenza ha riconosciuto ai figli di cittadina italiana nati dopo l'entrata in vigore della
Costituzione (01.01.1948) il diritto alla cittadinanza italiana fino ad allora non riconosciuta. In precedenza, la medesima Corte, con la Sentenza n. 87 del 09-16 aprile 1975, aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 29 Cost., l'art.10 della Legge n. 555 del 1912, “nella parte in cui prevede la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna”.
La sentenza della Corte di cassazione a Sezioni Unite n. 4466 del 25.02.2009 ha successivamente riconosciuto l'efficacia retroattiva della sentenza della Corte costituzionale n.
30 del 1983 - così come quella della sentenza n. 87 del 1975 - riconoscendo così il diritto alla cittadinanza italiana anche ai figli di cittadina italiana nati prima del 01.01.1948 e precisando che “sul piano logico prima che su quello giuridico, ai sensi dell'art. 136 Cost. e della L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 30, la cessazione degli effetti della legge illegittima perché discriminatoria, non può non incidere immediatamente e in via "automatica" sulle situazioni pendenti o ancora giustiziabili, come il diritto alla cittadinanza, potendo in ogni tempo, dalla data in cui la legge è divenuta inapplicabile, essere riconosciuto l'imprescrittibile diritto alla mancata perdita o all'acquisto dello stato di cittadino degli ascendenti della ricorrente e quindi il diritto di questa alla dichiarazione del proprio stato, come figlia di madre cittadina per la filiazione da donna che, dal 1 gennaio 1948, deve ritenersi cittadina italiana. Gli effetti prodotti da una legge ingiusta e discriminante nei rapporti di filiazione e coniugio e sullo stato di cittadinanza, che perdurino nel tempo, non possono che venire meno, anche in caso di morte di
Pag. 5 di 6 taluno degli ascendenti, con la cessazione di efficacia di tale legge, che decorre, dal 1 gennaio
1948, data dalla quale la cittadinanza deve ritenersi automaticamente recuperata per coloro che l'hanno perduta o non l'hanno acquistata a causa di una norma ingiusta, ove non vi sia stata una espressa rinuncia allo stato degli aventi diritto.
Le norme precostituzionali riconosciute illegittime per effetto di sentenze del giudice della legge sono inapplicabili e non hanno più effetto dal 1° gennaio 1948 sui rapporti su cui ancora incidono, se permanga, la discriminazione delle persone per il loro sesso o la preminenza del marito nei rapporti familiari, sempre che vi sia una persona sulla quale determinano ancora conseguenze ingiuste, ma giustiziabili, cioè tutelabili in sede giurisdizionale. Di certo non può costituire criterio ermeneutico in senso opposto degli effetti delle sentenze d'incostituzionalità delle leggi, la diffidenza della prassi amministrativa verso una eccessiva espansione della retroattività, che potrebbe dar luogo ad una moltiplicazione di richieste di cittadinanza dai discendenti dei cittadini italiani emigrati in altri Stati” (v. sent. Sez. Un. cit.).
Pertanto, in forza della efficacia delle pronunce di incostituzionalità appena ricordate, dalla data di entrata in vigore della nuova Costituzione la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche ai figli di madre cittadina che non l'avevano acquistata perché nati anteriormente al 1° gennaio 1948, e conseguentemente ai loro discendenti.
Tutto ciò premesso, deve essere accolta la domanda avanzata dai ricorrenti, dichiarando che gli stessi sono cittadini italiani dalla nascita.
Sussistono giusti motivi, in ragione della materia trattata e della sostanziale mancata opposizione della parte convenuta, per la compensazione integrale delle spese.
P.Q.M.
Il Tribunale di Catanzaro-Sezione Specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea, definitivamente pronunciando così decide:
A) Accoglie la domanda e per l'effetto dichiara lo Status di cittadini italiani dei ricorrenti;
B) Ordina al e, per esso all'Ufficiale di Stato civile competente, di Controparte_9 procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
C) dichiara le spese di lite integralmente compensate.
Così deciso in Catanzaro il 28.11.2025 Il Giudice
Dott.ssa Francesca Garofalo
Pag. 6 di 6
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI CATANZARO
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE
EUROPEA
Il Tribunale, in composizione monocratica in persona della giudice dr.ssa Francesca Garofalo ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile di primo grado iscritta al n. 2920 del ruolo generale degli affari contenziosi civili dell'anno 2024 vertente:
TRA
, nata a [...], Brasile, il 21/12/1963; Parte_1
, nata a [...], Brasile, il 17/01/1968; Controparte_1
, nato a [...], Brasile, il 23/10/1985, il quale Parte_2 agisce in proprio nonché in qualità di esercente della patria potestà dei figli minori
[...]
, nato a [...], Brasile, il 21/05/2019 e Persona_1 Persona_2
, nato a [...], Brasile, il 21/11/2022;
[...] Controparte_2
, nata a [...], Brasile, il 08/06/1991, la quale agisce esclusivamente in
[...] qualità di esercente della patria potestà dei figli minori già nominati Persona_1
e ;
[...] Persona_2
, nata a [...], Brasile, il 14/06/1989; Controparte_3 nata a [...], Brasile, il Controparte_4
23/01/1991; , nato a [...], Brasile, il 19/06/1992; Controparte_5
, nata a [...], Brasile, il 06/08/1995; Controparte_6
, nata a [...]ço, Brasile, il 21/08/1996; Controparte_7
, nata a [...]ço, Brasile, il 11/08/2000; Controparte_8
, nata a [...], Brasile, il 17/10/2001 Parte_3 tutti rappresentati e difesi dall'Avv. Alessandro Mignacca
- RICORRENTI -
E , (C.F. in persona del legale rappresentante p.t., Controparte_9 P.IVA_1 rappresentato e difeso ex lege dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Catanzaro, presso i cui
Uffici domicilia ope legis, in Catanzaro, alla Via G. Da Fiore, n. 34;
- RESISTENTE
-
Con l'intervento necessario del Pubblico Ministero presso il Tribunale di Catanzaro.
Oggetto: riconoscimento cittadinanza italiana “jure sanguinis”.
Concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione
Con ricorso ex art. 281 decies c.p.c. ritualmente notificato, i ricorrenti in epigrafe indicati hanno convenuto davanti all'intestato Tribunale il , chiedendo che venga Controparte_9 dichiarato il loro status di cittadini italiani in quanto discendenti in linea retta dal cittadino italiano nato a [...] il [...], poi emigrato in Brasile Persona_3 senza aver mai rinunciato alla cittadinanza italiana, come da certificato negativo di naturalizzazione.
I ricorrenti hanno rappresentato la complessa discendenza (visto, nel caso, il numero cospicuo di ricorrenti) che si sintetizza come segue:
In data 29.11.1890 contraeva matrimonio il già menzionato avo con Persona_4
Dall'unione di questi nasceva il IG. nato nella città di Cristina, Brasile, in data Persona_5
03/11/1893 e lo stesso in data 12/07/1919 si univa in matrimonio con la IG.ra Parte_4
Dall'unione del IG. con la IG.ra nascevano: Persona_5 Parte_4
1. IG.ra in data 27/06/1923 che si univa in matrimonio con il IG. Parte_5
il 30/05/1947 e dai quali nasceva in data 21/12/1963, CP_10 Parte_1 ricorrente;
2. IG.ra in data 17/02/1929 che si univa in matrimonio con il IG. Parte_6
il 31/10/1947 e dai quali nascevano: Parte_7
a) IG.ra in data 05/12/1948, e la stessa in data 05/03/1969 si Persona_6 univa in matrimonio con il IG. e da cui nascevano: a1) IG. Persona_7 [...]
, nato in data [...], che si univa in matrimonio alla sig.ra e Parte_8 Persona_8 da cui nascevano: a2) IG.ra , ricorrente, in data 21/08/1996 e a2) IG.ra CP_7 [...]
, ricorrente, in data 11/08/2000; CP_8
b) IG. , in data 27/02/1955 che il 25/11/1978 si sposava con la Parte_9
IG.ra ; da questi nasceva: b1) il IG. Persona_9 Parte_2
Pag. 2 di 6 ricorrente, in data 23/10/1985, che in data 07/04/2014 si univa in matrimonio con la IG.ra e dai quali nascevano: b2) i minori , in Controparte_2 Persona_1 data 21/05/2019 e in data 21/11/2022, ricorrenti;
Persona_2
c) IG. nato in data [...], che sposava la IG.ra Parte_10 Pt_11 il 23/04/1966 e dai quali nasceva: c1) il IG. il 30/10/1966, che a
[...] Parte_12 sua volta si univa in matrimonio il 21/01/1989 con la IG.ra . Da questi Parte_13 nascevano: c2) IG.ra ricorrente, in data 14/06/1989 e c2) IG. Controparte_3 [...]
ricorrente, in data 19/06/1992; CP_5
d) IG.ra , nata in data [...], che sposava il IG. Parte_14 [...] il 14/09/1963 e dai quali nasceva: d1) IG.ra ricorrente, nata in Persona_10 CP_1 data 17/01/1968, che a sua volta si univa in matrimonio con il IG. Persona_11 il 18/04/1989. Da questa unione nascevano: d2) IG.ra , in data Controparte_4
23/01/1991;
d2) IG.ra , in data 06/08/1995; d2) IG.ra Controparte_6 Parte_3
, in data 17/10/2001, tutte ricorrenti.
[...]
I ricorrenti hanno, altresì, dedotto di aver presentato richiesta di convocazione presso il d'Italia di San Paolo (Brasile) seguendo le istruzioni reperibili sul sito web Pt_15 istituzionale del al fine di vedersi riconoscere la cittadinanza italiana iure sanguinis Pt_15 senza ricevere alcun fattivo riscontro.
Il si è costituito in giudizio senza contestare nel merito la domanda di Controparte_9 cittadinanza, rimettendosi al giudice per la verifica dei presupposti di legge e chiedendo la compensazione delle spese di lite.
Il P.M. in sede ha espresso parere favorevole all'accoglimento della domanda.
Istruita con produzione documentale, parte ricorrente ha insistito nell'accoglimento della domanda mentre il resistente ha chiesto la sospensione del procedimento ai sensi dell'art. 295
c.p.c. in virtù della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Bologna.
All'udienza del 5.11.2025, svolta ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c. dal GOT Dott. Sciarrone, in considerazione dell'oggetto della domanda e del domicilio della difesa dei ricorrenti, la causa è stata trattenuta in decisione sulle conclusioni rassegnate dalle parti.
****
Preliminarmente, va disattesa la richiesta dell'Avvocatura dello Stato volta ad ottenere la sospensione cosiddetta impropria del processo, vista la decisione della Corte costituzionale n.
142/2025 del 31/07/2025.
Pag. 3 di 6 Sempre in via preliminare, va affermata la competenza dell'intestato Tribunale, atteso che, a mente dell'art. 4, co. 5, D.l. n. 13/2017, nella sua più recente versione, “quando l'attore risiede all'estero le controversie di accertamento dello stato di cittadinanza italiana sono assegnate avendo riguardo al comune di nascita del padre, della madre o dell'avo cittadini italiani”.
Nel caso di specie, l'avo degli odierni ricorrenti era originario di AI Castello (CS), circostanza da cui, unitamente alla residenza all'estero dei ricorrenti, discende la competenza di questo Tribunale, Sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea.
L'azione appare legittimamente promossa anche con riguardo ai figli minorenni pur in carenza di autorizzazione del giudice tutelare ai sensi dell'art. 320 c.c., atteso che l'atto compiuto in nome e per conto del figlio deve essere ritenuto di ordinaria amministrazione poiché mira a conservare e/o procurare un vantaggio o a evitare una perdita al patrimonio del minore e non appare suscettibile di arrecare pregiudizio o diminuzione del suo patrimonio, non potendosi dubitare che la richiesta di riconoscimento di una cittadinanza (peraltro azione dichiarativa) debba rientrare tra gli atti vantaggiosi per il minore (cfr. Corte di cassazione Sez. 2, Sentenza n.
743 del 19/01/2012, per cui « in tema di rappresentanza processuale del minore,
l'autorizzazione del giudice tutelare ex art. 320 cod. civ. è necessaria per promuovere giudizi relativi ad atti di amministrazione straordinaria, che possono, cioè, arrecare pregiudizio o diminuzione del patrimonio e non anche per gli atti diretti al miglioramento e alla conservazione dei beni che fanno già parte del patrimonio del soggetto incapace»).
Nel merito la domanda è fondata e viene pertanto accolta.
Nella fattispecie, i ricorrenti hanno agito in giudizio per il riconoscimento dello status di cittadini italiani in virtù della comune discendenza da cittadino italiano emigrato in Brasile.
La linea di discendenza rappresentata nel ricorso risulta puntualmente documentata dalle parti ricorrenti, che hanno depositato l'atto di nascita ed il certificato negativo di naturalizzazione brasiliana del sig. unitamente agli ulteriori atti di nascita dei discendenti. Persona_3
Dal canto suo, la parte convenuta non ha depositato alcuna documentazione comprovante l'intervenuta rinuncia alla cittadinanza italiana da parte dell'ascendente cittadino italiano né la sussistenza di ulteriori fatti interruttivi. In merito, si rammenta che, come ritenuto dalla giurisprudenza di legittimità (Cass SS.UU., 24/8/2022, n. 25317), colui che richiede il riconoscimento della cittadinanza deve provare il fatto acquisitivo (la nascita da cittadino italiano) e la linea di trasmissione, essendo a carico della controparte che abbia proposto la relativa eccezione l'onere di provare l'eventuale fattispecie interruttiva.
Pag. 4 di 6 Dall'esame della documentazione depositata emerge che la linea di discendenza che riconduce all'avo italiano contempla passaggi per via materna intervenuti prima dell'entrata in vigore della
Carta costituzionale. Nella fattispecie il passaggio da via paterna a via materna avviene dalla sig.ra nata il [...] e dalla sig.ra , nata il Parte_5 Parte_6
17/02/1929 (entrambe figlie di per cui i ricorrenti sono discendenti in linea retta, Persona_5 da una cittadina italiana, in assenza di eventi interruttivi.
La trasmissione jure sanguinis era infatti all'epoca prevista – salvi casi marginali – unicamente per via paterna, ed inoltre l'art. 10 della l. n. 555/1912 stabiliva la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si univa in matrimonio con un cittadino straniero.
Va, pertanto, richiamato l'insegnamento della Corte costituzionale che con sentenza n. 30 del
28.01.1983 ha dichiarato “l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, n. 1, della legge 13 giugno
1912, n. 555, nella parte in cui non prevede che sia cittadino per nascita anche il figlio di madre cittadina”.
Tale sentenza ha riconosciuto ai figli di cittadina italiana nati dopo l'entrata in vigore della
Costituzione (01.01.1948) il diritto alla cittadinanza italiana fino ad allora non riconosciuta. In precedenza, la medesima Corte, con la Sentenza n. 87 del 09-16 aprile 1975, aveva dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione degli artt. 3 e 29 Cost., l'art.10 della Legge n. 555 del 1912, “nella parte in cui prevede la perdita della cittadinanza italiana indipendentemente dalla volontà della donna”.
La sentenza della Corte di cassazione a Sezioni Unite n. 4466 del 25.02.2009 ha successivamente riconosciuto l'efficacia retroattiva della sentenza della Corte costituzionale n.
30 del 1983 - così come quella della sentenza n. 87 del 1975 - riconoscendo così il diritto alla cittadinanza italiana anche ai figli di cittadina italiana nati prima del 01.01.1948 e precisando che “sul piano logico prima che su quello giuridico, ai sensi dell'art. 136 Cost. e della L. 11 marzo 1953, n. 87, art. 30, la cessazione degli effetti della legge illegittima perché discriminatoria, non può non incidere immediatamente e in via "automatica" sulle situazioni pendenti o ancora giustiziabili, come il diritto alla cittadinanza, potendo in ogni tempo, dalla data in cui la legge è divenuta inapplicabile, essere riconosciuto l'imprescrittibile diritto alla mancata perdita o all'acquisto dello stato di cittadino degli ascendenti della ricorrente e quindi il diritto di questa alla dichiarazione del proprio stato, come figlia di madre cittadina per la filiazione da donna che, dal 1 gennaio 1948, deve ritenersi cittadina italiana. Gli effetti prodotti da una legge ingiusta e discriminante nei rapporti di filiazione e coniugio e sullo stato di cittadinanza, che perdurino nel tempo, non possono che venire meno, anche in caso di morte di
Pag. 5 di 6 taluno degli ascendenti, con la cessazione di efficacia di tale legge, che decorre, dal 1 gennaio
1948, data dalla quale la cittadinanza deve ritenersi automaticamente recuperata per coloro che l'hanno perduta o non l'hanno acquistata a causa di una norma ingiusta, ove non vi sia stata una espressa rinuncia allo stato degli aventi diritto.
Le norme precostituzionali riconosciute illegittime per effetto di sentenze del giudice della legge sono inapplicabili e non hanno più effetto dal 1° gennaio 1948 sui rapporti su cui ancora incidono, se permanga, la discriminazione delle persone per il loro sesso o la preminenza del marito nei rapporti familiari, sempre che vi sia una persona sulla quale determinano ancora conseguenze ingiuste, ma giustiziabili, cioè tutelabili in sede giurisdizionale. Di certo non può costituire criterio ermeneutico in senso opposto degli effetti delle sentenze d'incostituzionalità delle leggi, la diffidenza della prassi amministrativa verso una eccessiva espansione della retroattività, che potrebbe dar luogo ad una moltiplicazione di richieste di cittadinanza dai discendenti dei cittadini italiani emigrati in altri Stati” (v. sent. Sez. Un. cit.).
Pertanto, in forza della efficacia delle pronunce di incostituzionalità appena ricordate, dalla data di entrata in vigore della nuova Costituzione la titolarità della cittadinanza italiana deve ritenersi riconosciuta anche ai figli di madre cittadina che non l'avevano acquistata perché nati anteriormente al 1° gennaio 1948, e conseguentemente ai loro discendenti.
Tutto ciò premesso, deve essere accolta la domanda avanzata dai ricorrenti, dichiarando che gli stessi sono cittadini italiani dalla nascita.
Sussistono giusti motivi, in ragione della materia trattata e della sostanziale mancata opposizione della parte convenuta, per la compensazione integrale delle spese.
P.Q.M.
Il Tribunale di Catanzaro-Sezione Specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea, definitivamente pronunciando così decide:
A) Accoglie la domanda e per l'effetto dichiara lo Status di cittadini italiani dei ricorrenti;
B) Ordina al e, per esso all'Ufficiale di Stato civile competente, di Controparte_9 procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti;
C) dichiara le spese di lite integralmente compensate.
Così deciso in Catanzaro il 28.11.2025 Il Giudice
Dott.ssa Francesca Garofalo
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