Sentenza 27 gennaio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Lecce, sentenza 27/01/2025, n. 227 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Lecce |
| Numero : | 227 |
| Data del deposito : | 27 gennaio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI LECCE
SEZIONE LAVORO
Il dott. Andrea Basta, in funzione di Giudice del Lavoro, all'esito dell'udienza del 23.01.2025 pronuncia la seguente
SENTENZA ex art. 127 ter c.p.c. nella causa iscritta al n.494/2024 R.G. tra rapp.ta e difesa dagli Avv.ti Fabio Ganci, Vitomarino Verzillo, Nicola Zampieri, Parte_1
Vitomarino Verzillo, Walter Miceli e Giovanni Rinaldi come da procura speciale in calce al ricorso
RICORRENTE ed in persona del rapp.to e difeso dal Controparte_1 CP_2 funzionario autorizzato dott.ssa ROSA TANZARELLA
RESISTENTE
Oggetto: Carta elettronica ex art. 1, co. 121-123, L. n. 107/2015
FATTO E DIRITTO
Con ricorso depositato in data 11.01.2024 la parte ricorrente indicata in epigrafe, premesso di essere stata immessa nei ruoli del con contratto a tempo indeterminato Controparte_1 decorrente dall'anno scolastico 2024/2025, esponeva di aver lavorato in forza di incarichi di supplenza annuale per gli anni scolastici 2020/2021, 2022/2023 e 2023/2024 e che per tali anni non le era stata riconosciuta la “carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente”, di importo pari ad euro 500,00 annui, finalizzata all'acquisto di beni e servizi formativi per lo sviluppo delle competenze professionali. Precisava che, secondo la disciplina vigente di cui alla l. n. 107/2015, art. 1, co. 121-124 e di cui al DPCM 28 novembre 2016, detto beneficio viene riconosciuto ai soli docenti di ruolo a tempo pieno o part-time, con esclusione quindi, dei docenti assunti a termine.
Ritenendo tale disciplina discriminatoria per contrasto con il diritto comunitario, con gli artt. 3, 35 e 97
Cost. e con gli artt. 63 e 64 del CCNL di categoria, chiedeva di accertare e dichiarare il suo diritto all'attribuzione del beneficio economico della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente” nella misura di € 500,00 annui per ciascuno degli anni di servizio non di ruolo prestati e, per l'effetto, condannare il convenuto al pagamento della complessiva somma di € 1.500,00, con CP_1 vittoria delle spese di giudizio.
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e concludendo per il rigetto del ricorso.
Esaurita la trattazione, all'esito dell'udienza la causa è decisa con la presente sentenza.
* * *
Il ricorso è parzialmente fondato e va accolto nei limiti di cui in motivazione.
La normativa di riferimento in materia di “Carta docenti” è rappresentata dall'art. 1, co. 121, L. 13 luglio
2015, n. 107 il quale prevede che: “al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. La Carta, dell'importo nominale di euro
500 annui per ciascun anno può scolastico, può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il , a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo Controparte_3 unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile”.
Il successivo DPCM 28.11.2016, all'art. 3 co. 1, ha chiarito poi che “la carta è assegnata ai docenti di ruolo a tempo indeterminato delle Istituzioni Scolastiche Statali, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti che sono in periodo di formazione e prova, i docenti dichiarati inidonei per motivi di salute di cui all'articolo 514 del decreto legislativo
16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, i docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati, i docenti nelle scuole all'estero, delle scuole militari”.
Sul punto è intervenuta la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, la quale ha affermato che “la clausola
4, punto 1, dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a tempo indeterminato del e non al personale docente a tempo determinato di tale Controparte_1
il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la CP_1 formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre
2 attività di formazione e per l'acquisto di servizi di connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza” (cfr. CGUE, sezione VI, ord. 18 maggio 2022, c-450/21).
Da ultimo, con sentenza n.29961 del 27.10.2023, la Corte di Cassazione ha enunciato i seguenti principi di diritto:
“1. La Carta del Docente di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 spetta ai docenti non di ruolo che ricevano incarichi annuali fino al 31 agosto, ai sensi dell'art. 4, comma 1, l. n. 124 del 1999 o incarichi per docenza fino al termine delle attività di didattiche, ovverosia fino al 30 giugno, ai sensi dell'art. 4, comma 2, della l. n. 124 del 1999, senza che rilevi l'omessa presentazione, a suo tempo, di una domanda in tal senso diretta al CP_1
2. Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale sul loro diritto, siano interni al sistema delle docenze scolastiche, perché iscritti nelle graduatorie per le supplenze, incaricati di una supplenza o transitati in ruolo, spetta l'adempimento in forma specifica, per l'attribuzione della Carta Docente, secondo il sistema proprio di essa e per un valore corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.
3. Ai docenti di cui al punto 1, ai quali il beneficio di cui all'art. 1, comma 121, l. n. 107 de 2015 non sia stato tempestivamente riconosciuto e che, al momento della pronuncia giudiziale, siano fuoriusciti dal sistema delle docenze scolastiche, per cessazione dal servizio di ruolo o per cancellazione dalle graduatorie per le supplenze, spetta il risarcimento, per i danni che siano da essi allegati, rispetto ai quali, oltre alla prova presuntiva, può ammettersi la liquidazione equitativa, da parte del giudice del merito, nella misura più adeguata al caso di specie, tenuto conto delle circostanze del caso concreto
(tra cui ad es. la durata della permanenza nel sistema scolastico, cui l'attribuzione è funzionale, o quant'altro rilevi), ed entro il massimo costituito dal valore della Carta, salvo allegazione e prova specifica di un maggior pregiudizio.
4. L'azione di adempimento in forma specifica per l'attribuzione della Carta Docente si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948, n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, l. n. 124 del 1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica;
la prescrizione delle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della Carta Docente, stante la natura contrattuale della responsabilità, è decennale ed il termine decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico.”
Nel caso di specie, dagli atti di causa risulta che solo negli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024 la ricorrente ha ricevuto incarichi di supplenza fino al termine delle attività didattiche, come documentato dai contratti a tempo determinato allegati al ricorso e come confermato dallo stato matricolare prodotto in giudizio dalla stessa Amministrazione resistente, da cui emerge che nei predetti anni scolastici ha ottenuto “Assegnazione supplenza docente Servizio temporaneo fino al termine delle attività didattiche” (30 giugno di ogni anno di riferimento); quanto all'anno scolastico 2020/2021 gli incarichi sono stati conferiti a titolo di supplenza breve e saltuaria, come tali non idonei ai fini del riconoscimento del sussidio richiesto.
3 Al momento della pronuncia, inoltre, la ricorrente è ancora interna al sistema delle docenze scolastiche, perché è stata immessa in ruolo dal 01.09.2024 (cfr. stato matricolare citato).
Pertanto, ricorrono le condizioni per riconoscere alla ricorrente il diritto all'attribuzione del beneficio economico della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente” nella misura di €
500,00 annui solo per i predetti anni di servizio precario 2022/2023 e 2023/2024, con conseguente condanna del convenuto all'adempimento in forma specifica mediante l'attribuzione della Carta CP_1
Docente oltre interessi o rivalutazione dalla data di maturazione del diritto alla sua concreta attribuzione.
L'eccezione di prescrizione non è fondata, in quanto il termine di cinque anni è iniziato a decorrere dal
02.09.2022 (data di conferimento del primo incarico di supplenza) ed è stato interrotto dalla diffida del
30.11.2023, prodotta in allegato al ricorso (all. n. 7).
Le spese processuali, liquidate in € 500,00 oltre rimborso forfettario spese generali, IVA e CPA, vanno poste a carico del secondo la regola della soccombenza. CP_1
P.Q.M.
definitivamente pronunciando sul ricorso ai sensi dell'art. 127 ter c.p.c., disattesa ogni diversa istanza od eccezione, così decide:
- dichiara che la ricorrente ha diritto all'attribuzione del beneficio economico della “Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente” di cui all'art. 1, comma 121, L. 107/2015, nella misura di €
500,00 annui per ciascuno degli anni scolastici 2022/2023 e 2023/2024;
- per l'effetto, condanna il , in persona del Controparte_1 CP_2 all'attribuzione in suo favore del beneficio economico suddetto, per l'importo di € 1.000,00 oltre interessi o rivalutazione dalla data di maturazione del diritto sino alla concreta attribuzione;
- condanna il , in persona del al pagamento delle spese Controparte_1 CP_2 processuali, liquidate in € 500,00 oltre rimborso forfettario spese generali, IVA e CPA.
Lecce, 27.01.2025
Il Giudice del Lavoro
(F.to Andrea Basta)
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