Sentenza 23 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Milano, sentenza 23/04/2025, n. 1934 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Milano |
| Numero : | 1934 |
| Data del deposito : | 23 aprile 2025 |
Testo completo
N. R.G. 10634/2024
TRIBUNALE DI MILANO
SEZIONE LAVORO in persona del giudice Franco Caroleo, ha pronunciato in nome del popolo italiano la seguente
SENTENZA nella causa iscritta al n. 10634 del Ruolo Generale per l'anno 2024
TRA
con gli avv.ti Giuseppe Pelazza e Margherita Pelazza. Parte_1
ATTORE
E
in persona del l.r.p.t., con l'avv. Laura Papa. CP_1
CONVENUTA
CONCLUSIONI: come in atti.
RAGIONI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso introduttivo del presente procedimento la parte attrice ha chiesto in contraddittorio con la convenuta in epigrafe:
“a) Dichiarare la illegittimità del provvedimento disciplinare de quo.
b) Conseguentemente condannare la società convenuta a corrispondere al ricorrente la retribuzione dell'illegittima sospensione”.
Costituitasi con memoria difensiva, la parte convenuta ha sostenuto l'infondatezza del ricorso, chiedendone il rigetto.
***
1. Con il presente ricorso, l'attore ha impugnato il provvedimento disciplinare del 21.6.2024, con cui è stata disposta la sanzione della sospensione dal servizio e dalla retribuzione per n. 10 giorni, in cui gli veniva addebitato quanto segue:
“Lei è nostro dipendente presso il dipartimento in qualità di Servizi Igiene Ambientale – Operator e, come CP_2 tale, è tenuto al rispetto delle norme, delle disposizioni e delle procedure aziendali, del Codice Disciplinare ed Etico a lei applicati nonché ovviamente delle comuni norme del vivere civile.
Dalle informazioni in nostro possesso risulta che lei, nel mese di maggio 2024, abbia posto in essere diverse condotte gravi, inaccettabili e del tutto inopportune per il contesto lavorativo, in violazione delle più elementari norme di educazione,
1
Nello specifico, risulta che Lei, in data 10 maggio 2024 verso le ore 16, si trovava presso l'ufficio del Responsabile del
Personale del dipartimento , il Dott. per un incontro da Lei stesso richiesto. In tale CP_2 Persona_1 occasione era presente altresì la Dott.ssa che, in qualità di collaboratrice del Dott. Le Testimone_1 Per_1 chiedeva alcuni chiarimenti in merito all'oggetto dell'incontro. Lei, del tutto ingiustificatamente, si rifiutava categoricamente di interloquire con la collega e rivolgendosi al Dott. dichiarava: <non voglio parlare con la segretaria per_1 te>. Nonostante i reiterati inviti rivoltile dal Responsabile del Personale ad ascoltare la Dott.ssa Tes_1
Lei, alzando il tono di voce, la interrompeva ripetutamente impedendole, di fatto, di parlare. Inoltre, Lei, assumendo un atteggiamento aggressivo e intimidatorio, si rivolgeva al Responsabile del Personale, pronunciando le seguenti frasi. < mi devi far parlare con , <mi devi far parlare per_2 con trasferire in olgettina>. _3
Qualche giorno dopo, precisamente in data 13 maggio 2024, verso le ore 10.00, durante lo svolgimento del servizio assegnatoLe, Lei incrociava presso via Primaticcio il predetto Responsabile del Personale e, assumendo immediatamente un atteggiamento ostile nei suoi confronti, con toni alterati lo accusava di averlo preso in giro, ripetendo insistentemente la seguente frase:
Lei armeggiava con forza la maniglia per diverso tempo nel tentativo di aprirla. Accortasi dei rumori da Lei causati, la
Dott.ssa apriva la porta dell'ufficio e si affacciava all'esterno, quindi, Lei le si avvicinava fisicamente e, Tes_1 ammonendola con un dito, la aggrediva verbalmente ordinandole più volte di farLa parlare con il Dott. . _3
Allarmato dal frastuono, il Dott. raggiungeva a sua volta la citata porta d'ingresso, al ché Lei, nuovamente e Per_1 senza alcuna apparente ragione, avvicinandosi fisicamente al Responsabile con atteggiamento intimidatorio, lo accusava di averLa presa in giro, alzando la voce al punto che un collega che si trovava nei pressi, Sig. , si vedeva Persona_4 costretto a intervenire e ad allontanarLa fisicamente dal Dott. Per_1
Più tardi, il Suo Capo Turno, Sig. informato della situazione, La contattava per chiederLe spiegazioni Persona_5 su quanto accaduto. Lei, senza alcun motivo e dichiarando il falso, rispondeva che il Dott. Le aveva
2. Orbene, in relazione alla sussistenza delle condotte addebitate, deve rilevarsi come le deposizioni testimoniali offrano adeguato corroboro, atteso che:
- il teste ha dichiarato: “Cap. 8-9-10 memoria: Ricordo l'episodio del 10 maggio 2024. Per_1
Il sig. è entrato nel suo ufficio e mi ha chiesto come mai non guidasse mezzi che richiedono patente C. Pt_1
A quel punto la mia collaboratrice ( gli ha spiegato il motivo (ossia che bisognava aspettare che si Testimone_1 sarebbe liberato un posto per guidare il mezzo).
Il sig. non voleva però parlare con ma voleva parlare solo con me e allora si è innervosito alzando la voce Pt_1 Tes_1 nei confronti miei e di . Tes_1
2 Io continuavo a spiegargli che era competente per rispondergli ma lui continuava a rivolgersi con tono di voce alto. Tes_1
Lui continuava a interrompermi e mi puntava il dito contro.
E poi mi diceva in maniera aggressiva “Mi devi far parlare con il capo!” (probabilmente o . _3 Per_2
Poi lui, molto agitato, se n'è andato via.
Cap. 11-12-13: Il 13 maggio io ho incrociato l'attore all'ingresso. Lui è venuto verso di me puntami il dito e mi diceva che lo avevo preso in giro. Me lo ha ripetuto con tono aggressivo, urlando.
Io ho evitato lo scontro e sono entrato in dipartimento.
Poi, poco dopo, ho sentito dei rumori e della concitazione vicino all'ufficio e ho visto l'attore che voleva entrare all'interno dell'edificio urlando che voleva parlare con . _3
Io gli ho detto che non poteva entrare perché doveva prendere appuntamento con . Lui si è molto arrabbiato, ma _3 poi è stato portato via fisicamente da un collega ( . Persona_4
Tra di noi non c'è mai stata una colluttazione fisica ma c'è stato quasi un faccia a faccia perché l'attore si è avvicinato molto aggredendomi verbalmente.
ADR: Non ricordo se mi ha detto che gli aveva detto di parlare con me. Pt_1 Per_2
ADR: Quando ho parlato di “aggressione verbale” io intendo che l'attore mi interrompeva di continuo, alzava la voce, mi puntava il dito contro. Lui, inoltre, non guardava in faccia la mentre lei gli parlava. Tes_1
Inoltre, lui utilizzava imperativi e mi comandava di fare le cose che ho detto”;
- la teste ha dichiarato: “Cap. 8-9-10 memoria: il 10 maggio 2024 io ero presente durante i fatti. Tes_1
L'attore voleva chiedere delle cose al dott. Per_1
Io l'ho accompagnato all'ufficio di e io ho iniziato a parlarci per rispondere alla sua richiesta di guidare un Per_1 mezzo con patente C.
Io ho iniziato a rispondere alle sue richieste, ma lui mi interrompeva di continuo e, con un tono molto acceso (a un volume di voce molto alta e arrabbiata) mi ha detto che non volevo parlare con me che ero “solo una segretaria”.
Preciso, tra l'altro, che io sono una collaboratrice di e non una segretaria. Per_1
Lui ha continuato ad essere aggressivo, usava sempre un tono molto alto e si è anche alzato dalla sedia per la rabbia.
Lui ha anche ordinato a “Fammi parlare con , fammi parlare con in tono imperativo. Per_1 _3 Per_2
E poi l'attore se n'è andato.
ADR: Il 10 maggio l'attore aveva preso un appuntamento per parlare con Per_1
Cap. 11-12-13: Il 13 maggio successivo ricordo che l'attore stava armeggiando sulla maniglia dell'ufficio del primo piano e tentava di aprirla sbattendola continuamente con la forza;
ma non è riuscito ad aprirla.
Io poi mi sono avvicinata per vedere cosa succedeva e lui si è avvicinato a me urlando e, puntami il dito contro, mi ha urlato “fammi parlare con !”. _3
Io in quel momento mi sono parecchio spaventata e sono indietreggiata, mentre lui continuava ad urlare.
Poi l'attore è stato portato via fisicamente (con la forza) dal collega . Per_4
3. In forza dei riportati riscontrati testimoniali, devono ritenersi accertate le molteplici intemperanze
3 (trasmodate in toni molto accesi, urla, dito puntato contro, affermazioni rabbiose e imperative, tanto da dover essere portato via fisicamente da altro dipendente) perpetrate dall'attore nei confronti di altri dipendenti dell'azienda che, come tali, paiono integrare la fattispecie di “diverbio litigioso o oltraggioso nei confronti di altri dipendenti dell'azienda nei locali di pertinenza aziendale senza turbamento della vita aziendale” tipizzata nell'art. 68, punto E), lett. e), CCNL e per la quale è prevista la sanzione della sospensione da 6
a 10 giorni.
4. Le predette condotte risultano dunque sufficienti, per il disvalore che le connota, a giustificare la sanzione conservativa della sospensione con privazione della retribuzione, apparendo tale sanzione proporzionata alla gravità dei fatti, tanto sotto il profilo oggettivo quanto sotto quello soggettivo.
Al riguardo, peraltro, non può attribuirsi rilievo all'eventuale conoscenza della società in ordine allo stato patologico in cui versava l'attore, poiché comunque non farebbe venire meno la gravità della condotta né la potrebbe giustificare.
5. In conclusione, il ricorso va rigettato.
6. Le spese seguono la soccombenza.
P.Q.M.
- rigetta le domande di parte attrice;
- condanna l'attore al pagamento, in favore della parte convenuta, delle spese processuali, che determina in complessivi euro 500,00 per compensi di avvocato oltre IVA, CPA e rimborso ex art. 2 d.m. n.
55/2014.
Milano, 23.04.2025
Il giudice
Franco Caroleo
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