Cass. pen., sez. III, sentenza 22/01/2008, n. 8382
CASS
Sentenza 22 gennaio 2008

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In tema di rinnovazione dell'istruzione dibattimentale, mentre nell'ipotesi di cui al primo comma la rinnovazione è subordinata alla condizione che il giudice ritenga, nell'ambito della propria discrezionalità, che i dati probatori già acquisiti siano incerti e che l'incombente processuale richiesto rivesta carattere di decisività, diversamente, nell'ipotesi del secondo comma, il giudice è tenuto a disporre la rinnovazione delle nuove prove sopravvenute o scoperte dopo il giudizio di primo grado, ma con il limite costituito dalle ipotesi di richieste concernenti prove vietate dalla legge o manifestamente superflue o irrilevanti. (Fattispecie nella quale è stata ritenuta irrilevante e manifestamente superflua una prova testimoniale, sopravvenuta alla pronuncia di primo grado, non assunta dal giudice d'appello in sede di richiesta di rinnovazione ex art. 603, comma secondo, cod. proc. pen.).

In tema di prove, la valutazione della credibilità della persona offesa dal reato rappresenta una questione di fatto che ha una propria chiave di lettura nel compendio motivazionale fornito dal giudice e che non può essere rivalutata in sede di legittimità, a meno che il giudice non sia incorso in manifeste contraddizioni.

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    Di Fulvio Graziotto · https://www.quotidianolegale.it/ambientediritto-20-anni/

    Per il reato di riciclaggio basta l'accettazione del rischio della provenienza delittuosa del denaro ricevuto Massima Giurisprudenziale Nel delitto di riciclaggio l'elemento soggettivo può essere integrato anche dal dolo eventuale quando l'agente si rappresenta la concreta possibilità, accettandone il rischio, della provenienza delittuosa del denaro ricevuto ed investito. Integra di per sé un autonomo atto di riciclaggio qualsiasi prelievo o trasferimento di fondi successivo a precedenti versamenti, ed anche il mero trasferimento di denaro di provenienza delittuosa da un conto corrente bancario ad un altro diversamente intestato. Le sentenze del giudice tributario (e quelle del giudice …

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    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 15 gennaio 2026

    Indice: Principio di diritto Sintesi del caso Il commento La sentenza integrale Principio di diritto La sentenza che conceda la sospensione condizionale della pena e neghi il beneficio della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale deve indicare specifiche e autonome ragioni ostative, coerenti con i parametri di cui all'art. 133 c.p.; è illegittimo il diniego fondato su esigenze di tutela della collettività, di correttezza dei rapporti commerciali o di trasparenza del mercato, trattandosi di criteri estranei alla funzione del beneficio ex art. 175 c.p. Cassazione penale sez. II, 18/12/2025, (ud. 18/12/2025, dep. 13/01/2026), n.1304 Massima a cura dello Studio …

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  • 3Esercizio arbitrario delle proprie ragioni: non è richiesta la fondatezza della pretesa, ma la sua non manifesta arbitrarietà (Cass. pen. n. 14853/2025)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 17 aprile 2025

    In tema di tentata estorsione, per distinguere il delitto di cui all'art. 629 cod. pen. dall'esercizio arbitrario delle proprie ragioni ex art. 393 cod. pen., occorre verificare se la pretesa dell'agente sia almeno astrattamente tutelabile in sede giudiziaria. Non è necessario che la pretesa sia fondata, ma che essa non sia del tutto arbitraria o priva di ogni possibile base legale (Cass., Sez. Un., n. 29541/2020, Filardo). Premessa La Corte di cassazione, con sentenza n. 14853/2025, si è pronunciata su un caso di tentata estorsione aggravata contestata a un soggetto che aveva preteso somme di denaro da un'altra persona, sostenendo di vantare un credito. Il giudizio si è incentrato sulla …

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    Le dichiarazioni predibattimentali utilizzate per le contestazioni al testimone, che siano state successivamente confermate - anche se in termini laconici, vanno recepite e valutate come dichiarazioni rese direttamente dal medesimo in sede dibattimentale. In particolare, si è ritenuto che, sebbene l'art. 500 c.p.p., comma 2, preveda che le contestazioni possano "essere valutate ai fini della credibilità del teste", non può certo ritenersi che il contenuto della contestazione, laddove abbia comunque, e finanche in termini laconici, trovato conferma da parte dell'esaminato, non debba poi, necessariamente e logicamente, essere apprezzato e recepito quale dichiarazione resa direttamente dal …

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  • 5Molestie in condominio: anche un solo insulto se percepibile negli spazi comuni può costare una condanna (Cass. penale 6759/2026)
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    Articolo a cura di: Redazione - Studio Legale Calvello Molestie in condominio: la Cassazione conferma che il reato sussiste anche se le condotte offensive provengono da un'abitazione privata, purché la persona offesa percepisca le molestie in uno spazio condominiale aperto al pubblico La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di molestia o disturbo alle persone ex art. 660 c.p., chiarendo che le dichiarazioni della persona offesa possono fondare, anche da sole, l'affermazione di responsabilità penale, purché ritenute credibili e attendibili. La Corte ribadisce che la reciprocità delle molestie esclude il reato solo se concretamente provata e caratterizzata da un nesso di …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 22/01/2008, n. 8382
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 8382
Data del deposito : 22 gennaio 2008

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