Sentenza 20 febbraio 2003
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 20/02/2003, n. 2510 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 2510 |
| Data del deposito : | 20 febbraio 2003 |
Testo completo
Aula 'B' REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO 025 1 0/0 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Oggetto voro Composta dagli Ill.mi Magistrati: Dott. Erminio RAVAGNANI Presidente R.G.N. 12317/01 Consigliere 15251/01 Dott. Bruno BATTIMIELLO Consigliere Cron.5867 Dott. Florindo MINICHIELLO - Rel. Consigliere Rep. Dott. Gabriella COLETTI Dott. Giovanni AMOROSO - Consigliere Ud. 19/11/02 ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: | FF.SS. S.P.A. - FERROVIE DELLO STATO SOCIETA' DI TRASPORTI E SERVIZI PER AZIONI, in persona del legale pro tempore, elettivamente domiciliato rappresentante ROMA VIA L. G. FARAVELLI 22, presso lo studio in dell'avvocato ARTURO MARESCA, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati RAFFAELE DE LUCA TAMAJO, FRANCO CARINCI, ENZO MORRICO, SALVATORE TRIFIRO', GERARDO VESCI, giusta delega in atti;
- ricorrente contro 2002 PELLEGRINI CLAUDIO;
intimato 4691 -1- e sul 2° ricorso n° 15251/01 proposto da: CLAUDIO, elettivamente domiciliato in ROMA PELLEGRINI SCIPIONI 268/A, presso 10 studio VIA DEGLI dell'avvocato DOMENICO BATTISTA, che lo rappresenta e difende unitamente all'avvocato ERMANNO BUJANNI, giusta delega in atti;
controricorrente e ricorrente incidentale - nonchè
contro
FF.SS. S.P.A.- FERROVIE DELLO STATO SOCIETA' DI TRASPORTI E SERVIZI PER AZIONI;
intimata avverso la sentenza n. 207/00 della Corte d'Appello di FIRENZE, depositata il 26/08/00 R.G.N. 225/00; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 19/11/02 dal Consigliere Dott. Gabriella COLETTI;
udito l'Avvocato BOCCIA per delega MARESCA;
udito l'Avvocato BUJANNI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Marcello MATERA che ha concluso per il principale, assorbito rigetto del ricorso l'incidentale. -2- Svolgimento del processo e motivi della decisione Rilevato che, in controversia relativa a licenziamenti intimati dalla s.p.a. Ferrovie dello Stato nel contesto di un'operazione di riduzione del personale ed in applicazione del criterio selettivo della maggiore anzianità contributiva, recepito da appositi accordi collettivi di attuazione del disposto dell'art. 59, sesto comma, della legge 27 dicembre 1997 n.449, la sentenza della Corte d'appello di Firenze indicata in epigrafe riformando la decisione del giudice di primo grado appellata da LE DI ha dichiarato l'inefficacia del licenziamento intimato al suddetto lavoratore, ordinandone la reintegrazione nel posto di lavoro e condannando la società al risarcimento del danno;
rilevato altresì che avverso détta sentenza ha proposto ricorso per cassazione, articolato in tre motivi, la società Ferrovie dello Stato e che l'intimato ha resistito con controricorso, proponendo altresì ricorso incidentale condizionato affidato ad un unico motivo;
considerato che
il ricorso principale e quello incidentale vanno riuniti ai sensi dell'art.335 c.p.c.; rilevato che, con i tre motivi del ricorso principale -ampiamente argomentati e denuncianti, in una con vizi di motivazione, violazione e falsa applicazione dell'art. 59, comma 6, legge 27 novembre 1997 n.449 e degli artt. 4 e 5 della legge 23 luglio 1991 n.223- la società deduce (in estrema sintesi): a) che l'art. 59, comma sesto, della legge 1997/a.449, dettando al fine di favorire la riorganizzazione ed il risanamento della società Ferrovie dello Stato- una speciale disciplina per l'individuazione dei lavoratori in eccedenza, i cui rapporti sono destinati alla risoluzione, operi in area diversa da quella coperta dalla legge 1991/n.223, in tema 3 di licenziamenti collettivi per riduzione di personale, e conseguentemente escluda che la suddetta individuazione soggiaccia alle procedure previste da quest'ultima legge e, in particolare, dagli artt. 4 e 5 della medesima;
b) che (per l'ipotesi di mancato accoglimento della tesi precedente) le procedure configurate nel citato art. 59, che rimette al momento convenzionale degli accordi sindacali la gestione delle eccedenze e dei conseguenti licenziamenti, risultano idonee a soddisfare, in modo simile nella sostanza, le stesse esigenze di informazione e tutela cui sono funzionali le procedure disciplinate dalle citate norme generali;
ritenuto che
entrambe le tesi suesposte sono state giudicate infondate dalle Sezioni Unite della Corte, le quali -investite di analoga controversia ai sensi dell'art. 374 cod. proc. civ. (siccome involgente questione di massima di particolare importanza)- hanno enunciato (a conferma dell'avviso già espresso dalla Sezione Lavoro con sentenza 25 luglio 2001 n.10171) il seguente principio di diritto: "Nella materia dei licenziamenti collettivi, l'omissione della procedura di cui all'art. 4 legge n. 223 del 1991, intesa alla precisazione dei motivi dell'eccedenza di lavoratori alla verifica degli esuberi per ciascuna unità produttiva e per profili professionali, non è suscettibile di essere sanata dall'accordo sindacale che comprenda l'individuazione dei lavoratori da licenziare sulla base della sola anzianità contributiva, trattandosi di un'omissione che compromette l'interesse primario del singolo lavoratore alla individuazione trasparente e verificabile dei dipendenti da licenziare;
né gli obblighi procedurali prescritti dalla legge n. 223 del 1991 possono ritenersi derogati, in materia di riorganizzazione e risanamento delle Ferrovie dello Stato, dalle previsioni di cui all'art. 59 della legge n. 449 del 1997, che, pur prescrivendo che i dipendenti in esubero possano essere individuati anche> in base al criterio dell'anzianità contributiva, non escludono l'applicazione delle procedure di verifica stabilite dalla predetta legge 223 del 1991, né rimettono agli accordi sindacali il 4 potere di stabilire procedure di mobilità in deroga a quelle prescritte dalla legge, non -nelle suddette previsioni normative una assumendo la contrattazione collettiva - funzione di gestione negoziale dell'individuazione del personale eccedentario, ma soltanto quella di provvedere alla realizzazione di misure di sostegno in favore del personale medesimo e di prevedere le modalità di finanziamento (mediante l'istituzione di un fondo a gestione bilaterale con le finalità di cui all'art. 2, comma ventottesimo, legge n. 662 del 1996)"; considerato che tale indirizzo (v. sentenze 18 agosto 2002 n. 12194 e 15 ottobre 2002 n. 14616) merita di essere condiviso, attese la mancanza di deduzioni diverse da quelle già vagliate dalle citate pronunce e la funzione di nomofilachia privilegiata propria del collegio che lo ha espresso, alle cui argomentazioni si rinvia, apparendone inopportuna una pedissequa trascrizione in questa sede;
ritenuto, quindi, che il ricorso principale deve essere rigettato, ciò che comporta l'assorbimento del ricorso incidentale condizionato, con il quale il lavoratore denuncia anch'esso violazione degli artt. 4,5, e 24 della legge n.223/91, in una con vizi di motivazione, sostenendo che l'intimato licenziamento è, comunque, illegittimo, per non avere la società datrice di lavoro fornito la prova di aver rispettato i criteri prescritti dalla legge nella scelta dei lavoratori da licenziare;
considerato, infine, che le peculiarità della controversia e l'anteriorità dei ricorsi rispetto alla giurisprudenza sopra richiamata consigliano la compensazione delle spese del giudizio di cassazione;
P. Q. M.
la Corte, riunisce i ricorsi;
rigetta il ricorso principale, dichiara assorbito quello incidentale e compensa le spese. Così deciso, in Roma, il 19 novembre 2002 5 ره Il Presidente བིཤཡ ཡ ་ོ་ཝབ Il Cons.-est. སནམཁས fabellalo CANCELLIERE Depositato in Cancelleria E R P Boggi, U S C GANGELLIFEREN T R O C 6