Sentenza 8 febbraio 2003
Commentari • 0
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 08/02/2003, n. 1898 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 1898 |
| Data del deposito : | 8 febbraio 2003 |
Testo completo
Aula 'B' 0 1 8 9 8 /0 3 IN N E DEL POPOLO ITALIANO E SUPREMA DI CASSAZIONELA CORTES Oggetto SEZIONE LAVORO Lavoro Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. Erminio RAVAGNANI Presidente R.G.N. 23256/ Dott. Bruno BATTIMIELLO Consigliere Cron.4424 Dott. Florindo MINICHIELLO Rel. Consigliere Rep. Dott. Gabriella COLETTI Consigliere Gd.19/11/02 DOLL. Giovanni AMOROSO - Consigliere ha pronunciato la seguente S ENTENZA sul ricorso proposto da: 4 RETE FERROVIARIA ITALIANA SPA già FERROVIE DELLO STATO SOCIETA DI TRASPORTI E SERVIZI PER AZIONI, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA L.G. FARAVELLI N. 22, presso lo studio dell'avvocato ARTURO MARESCA, che 10 rappresenta e difende unitamente agli avvocati FRANCO CARINCI. RAFFAELE DE LUCA TAMAJO, PAOLO TOSI, ENZO : MORRICO, SALVATORE TRIFIRO', GERARDO VESCI, giusta delega in atti;
ricorrente 2002 contro 4656 BORASIO ALDO, elettivamente domiciliato in ROMA VTA -1- : BRUXELLES 20, presso lo studio dell'avvocato GIOVANNI PATRIZI, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati RICCARDO GRIPPALDI, ADOLFO BIOLE', giusta delega in atti, - controricorrente avversO la sentenza 11. 7217/00 del Tribunale di TORINO, depositata il 03/10/00 R.G.N. 1312/99; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 19/11/02 dal Consigliere Dott. Florindo MINICHIELLO;
udito l'Avvocato BOCCIA per delega MARESCA;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Marcello MATERA che ha concluso per rigetto del ricorso. i ! -2- R.G. 23256/01 Svolgimento del processo e motivi della decisione Rilevato che, con la sentenza indicata in epigrafe, il Tribunale di Torino, in controversia relativa a licenziamento intimato dalla s.p.a. Ferrovie dello Stato nel contesto di un'operazione di riduzione del personale ed in applicazione del criterio selcttivo della maggiore anzianità contributiva, recepito da appositi accordi collettivi di attuazione del disposto dell'art. 59, sesto comma, della legge 27 dicembre 1997 n.449, rigettava l'appello della Società e confermava la decisione del giudice di primo grado Borasio Aldo che aveva dichiarato l'inefficacia del licenziamento intimato a ordinandone la reintegrazione nel posto di lavoro e condannando la società al risarcimento del danno;
rilevato altresi che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione, articolato in tre motivi, la Rete Ferroviaria Italiana SpA (già Ferrovie dello Stato) e che l'intimato ha resistito con controricorso;
considerato che
con i tre motivi di ricorso -ampiamente argomentati e denuncianti, in una con vizi di motivazione, violazione e falsa applicazione dell'art. 59, comma 6, legge 27 novembre 1997 n.449 e degli artt. 4 e 5 della legge 23 luglio 1991 n.223. la società deduce (in estrema sintesi): a) che l'art. 59, comma sesto, della legge 1997/n.449, dettando al fine di favorire la riorganizzazione ed il risanamento della società Ferrovie dello Stato- una speciale disciplina per l'individuazione dei lavoratori in eccedenza, i cui rapporti sono destinati alla risoluzione, operi in area diversa da quella coperta dalla legge 1991/n 223, in tema di licenziamenti collettivi per riduzione di personale, e conseguentemente escluda che la suddetta individuazione soggiaccia alle procedure previste da quest'ultima legge e, in particolare, dagli artt. 4 e 5 della medesima;
3 b) che (per l'ipotesi di mancato accoglimento della tesi precedente) le procedure configurate nel citalo art. 59, che rimette al momento convenzionale degli accordi sindacali la gestione delle eccedenze e dei conseguenti licenziamenti, risultano idonee a soddisfare, in modo simile nella sostanza, le stesse esigenze di informazione e tutela cui sono funzionali le procedure disciplinate dalle citate norme generali;
ritenuto che
entrambe le tesi sucsposte sono state giudicate infondate dalle Sezioni Unite della Corte, le quali -investite di analoga controversia ai sensi dell'art. 374 cod. proc. civ. (siccome involgente questione di massima di particolare importanza)- hanno crunciato (a conferma dell'avviso già espresso dalla Sezione Lavoro con sentenza 25 luglio 2001 n.10171) il seguente principio di diritto: "Nella materia dei licenziamenti collettivi, l'omissione della procedura di cui all'art. 4 legge n. 223 del 1991, intesa alla precisazione dei motivi dell'eccedenza di lavoratori e alla verifica degli esuberi per ciascuna unità produttiva e per profili professionali, non è suscettibile di essere sanata dall'accordo sindacale che comprenda l'individuazione dei lavoratori da licenziare sulla base della sola anzianità contributiva, trattandosi di un'omissione che comprometie l'interesse primario del singolo lavoratore alla individuazione trasparente e verificabile dei dipendenti da licenziare;
né gli obblighi procedurali prescritti dalla legge n. 223 del 1991 possono ritenersi derogati, in materia di riorganizzazione e risanamento delle Ferrovie dello Stato, dalle previsioni di cui all'art. 59 della legge n. 449 del 1997, che, pur prescrivendo che i dipendenti in esubero possano essere individuati unche> in base al criterio dell'anzianità contributiva, non escludono l'applicazione delle procedure di verifica stabilite dalla predetta legge 223 del 1991, né rimettono agli accordi sindacali il potere di stabilire procedure di mobilità in deroga a quelle prescritte dalla legge, non nelle suddente previsioni normative unaassumendo la contrattazione collettiva- funzione di gestione negoziale dell'individuazione del personale eccedentario, ma 4 压 soltanto quella di provvedere alla realizzazione di misure di sostegno in favore del personale medesimo e di prevedere le modalità di finanziamento (mediante l'istituzione di un fondo a gestione bilaterale con le finalità di cui all'art. 2, comma ventottesimo, legge n. 662 del 1996)"; considerato che tale indirizzo (v. sentenze 18 agosto 2002 n. 12194 e 15 ottobre 2002 n. 14616) merita di essere condiviso, attese la mancanza di deduzioni diverse da quelle già vagliate dalle citate pronunce e la funzione di nomofilachia privilegiata propria del collegio che lo ha espresso, alle cui argomentazioni si rinvia, apparendone inopportuna una pedissequa trascrizione in questa sede;
considerato, infine, che le peculiarità della controversia e l'anteriorità del ricorso rispetto alla giurisprudenza richiamata consigliano la compensazione delle spese del giudizio di cassazione;
P. Q.M.
Ia Corte rigetta il ricorso e compensa le spese. Così deciso, in Roma, il 19 novembre 2002 Il Presidente I] Cons.-est. Flenients Alficarlice. licelle brown. Ravaga AMIN A DELL'ART. 10 A DI BOLLO, DI PESA, TASSA IL CANCELLIERE Depositato in Dancelleria. _ _ni ggi, # CELLERE 5