Cass. pen., sez. III, sentenza 14/11/2017, n. 1999
CASS
Sentenza 14 novembre 2017

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In tema di reati tributari, integra il delitto di indebita compensazione di cui all'art. 10-quater del D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, il pagamento dei debiti fiscali mediante compensazione con crediti d'imposta a seguito di accollo fiscale compiuto attraverso l'elaborazione o la commercializzazione di modelli di evasione fiscale, in quanto l'art. 17 del d.lgs 9 luglio 1997 n. 241 non solo non prevede il caso dell'accollo, ma richiede che la compensazione avvenga unicamente tra i medesimi soggetti del rapporto d'imposta.

In tema di reati tributari, il consulente fiscale è responsabile, a titolo di concorso, per la violazione tributaria commessa dal cliente, quando, in modo seriale, ossia abituale e ripetitivo, attraverso l'elaborazione e commercializzazione di modelli di evasione, sia stato il consapevole e cosciente ispiratore della frode, anche se di questa ne abbia beneficiato il solo cliente.

In tema di reati tributari, il sequestro preventivo per equivalente, funzionale alla confisca prevista dall'art. 12 bis, d.lgs n. 74 del 2000, può essere disposto, entro i limiti quantitativi del profitto, indifferentemente nei confronti di uno o più autori della condotta criminosa, non essendo ricollegabile all'arricchimento personale di ciascuno dei correi, bensì alla corresponsabilità di tutti nella commissione dell'illecito. (Nella specie, la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro disposto nei confronti del consulente fiscale, ispiratore del meccanismo fraudolento attuativo del c.d. accollo fiscale, integrante il reato di indebita compensazione, nonostante della frode ne avesse tratto beneficio economico il solo cliente).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 14/11/2017, n. 1999
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 1999
Data del deposito : 14 novembre 2017

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