Cass. pen., sez. II, sentenza 27/06/2012, n. 36406
CASS
Sentenza 27 giugno 2012

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In virtù del principio devolutivo, il giudice d'appello è tenuto a rivisitare "in toto" i capi ed i punti della sentenza di primo grado oggetto di impugnazione; ne consegue l'ammissibilità dell'appello che riproponga, con specifica indicazione dei capi impugnati (nella specie: qualificazione giuridica del fatto; trattamento sanzionatorio; applicazione della misura di sicurezza della libertà vigilata) censure già esaminate e confutate dal giudice di primo grado. (In motivazione, la S.C. ha precisato che la genericità dell'appello o del ricorso per cassazione va valutata in base a parametri diversi, e che soltanto in relazione al secondo costituisce motivo di inammissibilità per aspecificità la mancanza di correlazione tra le ragioni argomentative della decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'impugnazione).

Commentari4

  • 1La sentenza Galtelli è stata realmente compresa? Riflessioni sulla specificità dei motivi d’appello e sui precipitati pratici delle Sezioni Unite
    https://www.iusinitinere.it/

    A cura di Lorenzo Pelli, socio di ELSA Perugia Collocazione sistematica della sentenza La celeberrima sentenza Galtelli con la quale la Suprema Corte di Cassazione, nella sua più autorevole composizione, è intervenuta sulla specificità dei motivi di appello penale, ha posto diversi punti fermi i quali sono spesso stati oggetto di fraintendimenti. La sentenza in esame[1] ha messo in evidenza principalmente alcuni aspetti: la necessarietà che l'appellante specifichi espressamente i capi e i punti oggetto di impugnazione, l'obbligatorietà di una specificità estrinseca oltre a quella intrinseca e la correlazione fra la specificità dell'atto d'appello con quella della sentenza. Andando per …

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  • 2Sentenza Cassazione Penale n. 23852 del 07
    https://www.laleggepertutti.it/

    Penale Sent. Sez. 6 Num. 23852 Anno 2013 Presidente: AGRO' ANTONIO Relatore: PETRUZZELLIS ANNA SENTENZA sul ricorso proposto da 1. Davide Di Giorgio, nato a San Benedetto del Tronto il 09/12/1983 avverso l'ordinanza del 25/10/2012 della Corte d'appello dell'Aquila visti gli atti, il provvedimento denunziato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Anna Petruzzellis; letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Vincenzo Geraci, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso; RITENUTO IN FATTO 1. La Corte d'appello dé.ltAquila con ordinanza del 25/10/2012 ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello proposto nell'interesse di …

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  • 3Condividere post FB è reato se inneggia all'ISIS (Cass. 11591/21)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 28 marzo 2021

    I reati di istigazione a delinquere e di apologia di delitto costituiscono fattispecie di pericolo concreto e richiedono perciò per la loro configurazione un comportamento che sia concretamente idoneo, sulla base di un giudizio ex ante, a provocare la commissione di delitti; l'accertamento concreto se l'esaltazione apologetica di un fatto di reato sia idonea, per le sue modalità, a provocare la commissione di delitti, e dunque a integrare il reato di cui all'art. 414 c.p., è riservato al giudice di merito, il cui apprezzamento è incensurabile in sede di legittimità se correttamente motivato. Con specifico riguardo all'apologia di delitti di terrorismo effettuata attraverso strumenti …

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  • 4Decisione d'appello, quando viola il divieto di reformatio in pejus
    Di Tullio D'Elisiis Antonio · https://www.diritto.it/ · 30 agosto 2018

    Viola il divieto di “reformatio in pejus” la decisione del giudice d'appello che, in presenza di impugnazione del solo imputato avverso una sentenza di condanna pronunciata per più reati unificati dal vincolo della continuazione, pur dichiarando l'estinzione per prescrizione di taluno di essi, non diminuisce l'entità della pena originariamente inflitta, secondo quanto, invece, previsto dall'art. 597, comma 4, cod. proc. pen.. (Annullamento senza rinvio) (Orientamento confermato) (Normativa di riferimento: C.p.p. art. 597, c. 4) Il fatto La Corte d'Appello di Trieste, in parziale riforma della sentenza emessa in data 3 aprile 2015 dal Tribunale di Udine, dichiarava non doversi procedere …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 27/06/2012, n. 36406
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 36406
Data del deposito : 27 giugno 2012

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