Cass. pen., sez. III, sentenza 17/05/2017, n. 39082
CASS
Sentenza 17 maggio 2017

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Il provvedimento analizzato è la sentenza n. 39082 del 17 maggio 2017 emessa dalla Corte Suprema di Cassazione, Terza Sezione Penale, presieduta da Silvio Amoresano. Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Trieste ha impugnato la sentenza del tribunale di Udine, che aveva dichiarato non luogo a procedere nei confronti di un imputato per il reato di tentativo di frode in commercio, sostenendo che l'imputato, legale rappresentante di un ristorante, non avesse indicato nel menu la qualità congelata di alcuni prodotti ittici. La questione centrale riguardava l'interpretazione della condotta dell'imputato e la sussistenza di un inganno nei confronti della clientela.

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore, evidenziando che la sentenza impugnata non aveva adeguatamente motivato la mancanza di inganno, nonostante l'esistenza di un consolidato orientamento giurisprudenziale che riconosceva la condotta come configurante il reato di frode. La Corte ha sottolineato che la mera disponibilità di alimenti congelati, non indicati nel menu, integra il tentativo di frode in commercio, indipendentemente dall'effettiva contrattazione con i clienti. Pertanto, la sentenza è stata annullata senza rinvio, con trasmissione degli atti al tribunale di Udine per ulteriori sviluppi.

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Massime1

Integra il reato tentato di frode in commercio la mera disponibilità, nella cucina di un ristorante, di alimenti surgelati, seppure non indicati come tali nel menu, indipendentemente dall'inizio di una concreta contrattazione con il singolo avventore.

Commentari2

  • 1Frode in commercio: ultime sentenze
    Redazione · https://www.laleggepertutti.it/ · 24 agosto 2022

  • 2È reato mettere in vendita degli alimenti senza segnalare che sono surgelati
    Redazione Giuridica · https://www.brocardi.it/ · 15 dicembre 2020

    La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10375/2020, si è pronunciata in ordine alla possibilità o meno di ritenere configurato il reato di frode nell'esercizio del commercio, ex art. 515 del c.p., quantomeno nella sua forma tentata, nel caso in cui vengano messi in vendita degli alimenti senza indicare che essi, in origine, erano surgelati. La questione nasceva dalla vicenda che aveva visto come protagonista il titolare di un'attività di ristorazione, il quale si era visto condannare, in entrambi i gradi del giudizio di merito, per un tentativo di frode nell'esercizio del commercio, per aver detenuto nel magazzino del proprio locale e posto in vendita nel …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. III, sentenza 17/05/2017, n. 39082
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 39082
Data del deposito : 17 maggio 2017

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