Cass. pen., sez. IV, sentenza 29/11/2023, n. 640
CASS
Sentenza 29 novembre 2023

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

La causa di estinzione del reato di cui all'art. 162-ter cod. pen. è applicabile nel giudizio di appello anche nel caso in riqualificazione del reato in una fattispecie procedibile a querela, a condizione che, al di fuori dei casi di remissione della stessa, nelle more del giudizio di impugnazione, l'offerta riparatoria o risarcitoria sia tempestivamente formulata, così da consentire al giudice di verificarne la congruità e salva la possibilità di concessione, su richiesta dell'imputato impossibilitato ad adempiervi per causa a lui non addebitabile, di un termine per provvedervi anche ratealmente. (Fattispecie di riqualificazione, da parte del giudice di primo grado, del reato di furto aggravato in quello di furto semplice, in cui la Corte ha precisato che tale riqualificazione non costituisce condizione "ex se" sufficiente a giustificare la concessione del termine dilatorio previsto dall'art. 162-ter, comma secondo, cod. pen.).

Commentari2

  • 1Quotidiano giuridico
    Marina Crisafi · https://ildiritto.it/ · 25 febbraio 2025

    Art. 415-bis c.p.p. cosa prevede L'Art. 415-bis c.p.p italiano disciplina l'avviso all'indagato della conclusione delle indagini preliminari. Introdotto con la legge n. 479/1999, questo istituto ha l'obiettivo di garantire il diritto di difesa dell'indagato, informandolo della chiusura delle indagini e permettendogli di esercitare specifiche facoltà prima dell'eventuale esercizio dell'azione penale da parte del pubblico ministero. Contenuto avviso di conclusione delle indagini preliminari Secondo quanto previsto dall'Art. 415-bis c.p.p, l'avviso deve contenere determinate informazioni. Una sommaria enunciazione del fatto per il quale si procede, indicando le norme di legge che si …

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  • 2Marina Crisafi, Autore presso ilDiritto
    Marina Crisafi · https://ildiritto.it/ · 15 ottobre 2025

    Norma deontologica equo compenso La disciplina dell'equo compenso, di cui alla legge 49/2023, è entrata a far parte anche del Codice deontologico il 2 luglio 2023, dopo l'approvazione del nuovo art. 25-bis da parte del Consiglio Nazionale Forense. Nella seduta del 26 febbraio 2026 il Consiglio Nazionale Forense ha apportato una modifica alla norma, che quindi cambia la sua formulazione rispetto a quella prevista in origine. Vediamo quindi cosa prevede ora il nuovo il nuovo articolo 25 bis del Codice Deontologico Forense, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n. 29 del 05.02.2026. Il testo dell'art. 25-bis Di seguito il testo dell'art. 25-bis Cdf dopo le modifiche del 2026: Art. 25-bis – …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. IV, sentenza 29/11/2023, n. 640
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 640
Data del deposito : 29 novembre 2023

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