Sentenza 30 giugno 2009
Massime • 1
È inammissibile, per inosservanza del termine di impugnazione, il ricorso per cassazione del PM avverso l'ordinanza dibattimentale abnorme proposto oltre il termine di quindici giorni dalla lettura in udienza, pur quando le funzioni del pubblico ministero in udienza siano esercitate da un magistrato ordinario, poichè la disciplina dei termini di impugnazione trova applicazione anche per i provvedimenti abnormi.
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. VI, sentenza 30/06/2009, n. 30920 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 30920 |
| Data del deposito : | 30 giugno 2009 |
Testo completo
M
Sentenza n.1310 30 920 /09 Registro generale n. 935/2009
Udienza C.C. 30.6.2009
REPUBBLICA ITALIANA in nome del popolo italiano
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE sesta sezione penale composta dai signori
Giovanni de ROBERTO presidente consigliere Francesco SERPICO
Francesco IPPOLITO
(rel.)
Giorgio COLLA 66
Vincenzo ROTUNDO 66
ha pronunciato la seguente
SENTENZA sul ricorso proposto da
Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Vercelli
nel procedimento penale nei confronti di
Cavigliano Andrea, n. a Vercelli il 5..4.1968
avverso l'ordinanza del tribunale di Vercelli, emessa in data 26.11.2008;
- letto il ricorso e il provvedimento impugnato;
-udita la relazione del cons. F. Ippolito;
->>letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del sostituto procuratore generale, V. Geraci, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso;
Osserva in
FATTO E DIRITTO
Con atto depositato il 9 gennaio 2009, il Procuratore della
Repubblica di Vercelli ha proposto ricorso per cassazione, deducendo l'abnormità dell'ordinanza con cui, in data 26 novembre 2008, il
Tribunale di Vercelli dispose la restituzione degli atti al P.M.
Com'è stato ripetutamente affermato, anche i provvedimenti abnormi sono sottoposti alla disciplina dei termini d'impugnazione di cui all'art. 585 cod. proc. pen., che decorrono dal momento in cui l'interessato abbia avuto conoscenza legale o, in mancanza, effettiva del provvedimento (cfr. Cass. n. 45951/2005, Rv. 233223). Il ricorso del ricorrente è, perciò, inammissibile per tardività, non essendo stato presentato entro il termine di quindici giorni, previsto dall'art. 585.1 lett. a) cod. proc. pen., che decorre dalla lettura del provvedimento avvenuto in udienza alla presenza del P.M. (art. 585.2 lett. b cod. proc. pen.).
Ai fini della decorrenza del termine non può, infatti, rilevare che, nel caso in esame, le funzioni di PM furono esercitare da un magistrato onorario, incaricato dal Procuratore della Repubblica. Questi è responsabile dell'organizzazione dell'Ufficio del P.M. e deve curare che gli aspetti di comunicazione interna siano efficienti, funzionali e idonei al rispetto dei termini d'impugnazione. La natura unitaria dell'ufficio del PM implica, perciò, che questo viene a conoscenza legale del provvedimento quando il suo rappresentante, legalmente designato per l'udienza o l'incombente, presente (o tale deve essere considerato) alla lettura de provvedimento.
P.Q.M.
La Corte dichiara il ricorso inammissibile. Roma, 30 giugno 2009123/30 Il consigliere Ippolito 21 5 Il presidente de Roberto
ell
DEPOSITATO IN CANCELLERIA
oggi 24 LUG 2009
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