Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 15/01/2004, n. 515
CASS
Sentenza 15 gennaio 2004

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Massime1

Ai fini dell'annullamento di un negozio per incapacità naturale non è necessaria una malattia che annulli in modo assoluto le facoltà psichiche del soggetto, essendo sufficiente un turbamento psichico risalente al momento della conclusione del negozio tale da menomare gravemente, anche senza escluderle, le facoltà volitive ed intellettive, che devono risultare diminuite in modo da impedire o ostacolare una seria valutazione dell'atto o la formazione di una volontà; l'accertamento di tale incapacità costituisce valutazione di merito, non sindacabile in cassazione ove adeguatamente motivato. (Nel caso di specie, la S.C. ha ritenuto viziata per insufficiente motivazione la sentenza di merito in cui il giudice, pur rilevando nel lavoratore che agiva per l'annullamento delle proprie dimissioni perché rassegnate in stato di incapacità naturale un quadro psichico connotato da aspetti patologici, non aveva verificato l'incidenza causale tra l'alterazione mentale del lavoratore e le ragioni soggettive che lo avevano spinto alle dimissioni, ne' le circostanze di fatto in cui esse erano maturate, omettendo di verificare se la dichiarazione di dimissioni - resa da una lavoratrice che non aveva maturato trattamento pensionistico e il cui marito era in quel momento disoccupato - fosse stata effettivamente frutto di una scelta consapevole o fosse stata resa in un momento di alterata percezione sia della situazione di fatto che delle conseguenze dell'atto che andava a compiere).

Commentari2

  • 1Vizio del consenso
    Mauro · https://www.wikilabour.it/ · 24 gennaio 2021

    Questa voce è stata curata da Marco Biasi Scheda sintetica Il rapporto di lavoro è regolato da un contratto e, pertanto, allo stesso si applicano anche le disposizioni previste dal codice civile in materia di vizi del consenso. I vizi del consenso previsti in materia contrattuale sono l'errore, la violenza ed il dolo. Ogni contratto stipulato in presenza di uno di questi vizi può essere annullato su richiesta della parte il cui consenso fu dato per errore, estorto con violenza o carpito con dolo. Anche alle dimissioni (che costituiscono un atto unilaterale, e non un contratto) si applica la disciplina prevista dal codice civile in materia di vizi del consenso: in particolare, assumono …

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  • 2INCAPACITÀ NATURALE - RIGETTO ISTANZA INABILITAZIONE - GIUDICATO SUI GENERIS - EFFETTI - LIMITI
    Dott. Danilo Sorrentino · https://www.expartecreditoris.it/ · 8 febbraio 2012

    ISSN 2385-1376 LA MASSIMA L'incapacità naturale, prevista dall'art.428 cc, va accertata dal giudice del merito, la cui valutazione in ordine alla gravità della diminuzione di tali capacità non è normalmente censurabile in cassazione se adeguatamente motivata, dovendo l'eventuale vizio della motivazione emergere, in ogni caso, direttamente dalla sentenza e non dal riesame degli atti di causa, inammissibile in sede di legittimità. L'incapacità naturale, prevista dall'art.428 cc, si connota non già per la totale o sensibile privazione delle facoltà intellettive e volitive, essendo sufficiente la sola menomazione di esse, tale comunque da impedire la formazione di una volontà cosciente, …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 15/01/2004, n. 515
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 515
Data del deposito : 15 gennaio 2004

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