Cass. pen., sez. IV, sentenza 26/05/2009, n. 36547
CASS
Sentenza 26 maggio 2009

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Massime1

È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 5, comma secondo, L. n. 134 del 2003, sollevata per violazione dell'art. 3 Cost., nella parte in cui non indica il termine massimo di sospensione della prescrizione conseguente alla richiesta dell'imputato di un periodo di tempo per valutare l'opportunità di accedere al cosiddetto "patteggiamento allargato", poiché non appare irragionevole che il legislatore, per non limitare un fondamentale diritto dell'imputato, abbia rimesso alle parti ed al prudente apprezzamento del giudice l'individuazione, caso per caso, del termine più idoneo a soddisfare le specifiche esigenze della difesa.

Commentario1

  • 1Minaccia aggravata: nell'imputazione deve essere esposta la natura grave della minaccia (Cassazione penale n. 25222/2020)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 6 settembre 2023

    La massima In tema di delitto di minaccia, non può considerarsi legittimamente contestata in fatto e ritenuta in sentenza la fattispecie aggravata di cui all' art. 612, comma 2, c.p., qualora nell'imputazione non sia esposta la natura grave della minaccia, o direttamente, o mediante l'impiego di formule equivalenti, ovvero attraverso l'indicazione della relativa norma. (Fattispecie relativa ad una minaccia di morte, in cui la Corte ha ritenuto che, in assenza di precisa indicazione nella contestazione dell'aggravante, che include componenti valutative, la gravità della minaccia non potesse essere desunta in via automatica dalle parole rivolte alla persona offesa - Cassazione penale , …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. IV, sentenza 26/05/2009, n. 36547
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 36547
Data del deposito : 26 maggio 2009

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