Sentenza 7 ottobre 2014
Massime • 1
In tema di lesioni personali, anche una menomazione minima, purché apprezzabile, di un organo integra l'aggravante di cui all'art. 583, comma primo, n. 2, cod. pen.. (Fattispecie in cui la S.C. ha ritenuto sussistente l'aggravante in questione nella avulsione traumatica di un incisivo superiore riportata dalla persona offesa).
Commentario • 1
- 1. Lesioni personali: è aggravato se un organo risulta menomato nella potenzialità funzionaleAvvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 7 settembre 2023
La massima In tema di lesioni personali, sussiste l'aggravante dell'indebolimento permanente di un organo qualora, in conseguenza del fatto lesivo, esso risulti menomato nella sua potenzialità funzionale, che sia, pertanto, ridotta rispetto allo stato anteriore, a nulla rilevando il fatto del minore o maggiore grado di menomazione. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sussistente la circostanza in un caso nel quale la dolenzia causata alla vittima dal movimento dell'arto lesionato, specie durante la flessione, ne menomava la funzione statico-deambulatoria, rendendo più difficoltosi e dolorosi i movimenti - Cassazione penale , sez. VI , 19/12/2019 , n. 7271). Fonte: Ced Cassazione …
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. V, sentenza 07/10/2014, n. 4177 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 4177 |
| Data del deposito : | 7 ottobre 2014 |
Testo completo
417 7 / 15 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUINTA SEZIONE PENALE UDIENZA PUBBLICA DEL 07/10/2014 Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: SENTENZA ALFREDO MARIA LOMBARDI Presidente -N. 2856 Dott. - Consigliere SILVANA DE BERARDINIS Dott. REGISTRO GENERALE N. 53496/2013 Dott. ROSA PEZZULLO - Consigliere - - Rel. Consigliere - Dott. GRAZIA MICCOLI - Consigliere - Dott. LUCA PISTORELLI ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: CI AN N. IL 27/05/1975 avverso la sentenza n. 81/2013 CORTE APPELLO di LECCE, del 05/07/2013 visti gli atti, la sentenza e il ricorso udita in PUBBLICA UDIENZA del 07/10/2014 la relazione fatta dal Consigliere Dott. GRAZIA MICCOLI Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. che ha concluso per Udito, per la parte civile, l'Avv Udit i difensor Avv. Il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, dott. Eduardo Vittorio SCARDACCIONE, ha concluso chiedendo il rigetto del ricorso. RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza impugnata la Corte d'appello di Lecce, in data 5 luglio 2013, confermava la sentenza del Tribunale di Lecce sezione distaccata di Campi Salentina, con la quale ON CI era stato condannato alla pena di giustizia per il reato di cui agli artt. 582 e 583 cod. pen. commesso in danno di FA AR (fatto commesso in data 14 marzo 2006).
2. Propone ricorso l'imputato, con atto sottoscritto dal suo difensore, deducendo la violazione di legge con riferimento al riconoscimento dell'aggravante di cui all'art. 583 cod. pen, sebbene nel caso di specie non vi sia alcun indebolimento di un organo, giacché le lesioni hanno solo provocato l'avulsione di un dente senza incidere sull'apparato masticatorio della persona offesa. CONSIDERATO IN DIRITTO Il ricorso è infondato. La Corte territoriale ha, con valutazioni esenti da vizi logici e di merito, compiutamente risposto alla stessa doglianza del ricorrente proposta in appello. Dopo aver dato atto delle risultanze processuali in base alle quali è risultata provata la lesione della "completa avulsione traumatica di un incisivo superiore" riportata dalla persona offesa, la Corte d'Appello ha evidenziato le ragioni di diritto secondo le quali la suddetta lesione è riconducibile in una delle aggravanti di cui all'art. 583 cod. pen.. Ed invero, ritiene il Collegio, che una menomazione anche minima, purché apprezzabile, della potenzialità di un organo, sicuramente sussistente nel caso, come quello in esame, della rottura di un incisivo, appare sufficiente per aversi indebolimento permanente dell'organo della masticazione ai sensi dell'art. 583, comma primo, n. 2 cod. pen.. Tale valutazione, peraltro, si colloca in un recente alveo giurisprudenziale, secondo cui, in tema di lesioni personali, deve ritenersi immune da censure la sentenza di merito che ha ravvisato l'aggravante dell'indebolimento permanente di un senso o di un organo in ipotesi di sublussazione e successiva devitalizzazione di un dente in conseguenza della condotta lesiva posta in essere dall'imputato (Sez. 5, n. 27986 del 05/02/2013 - dep. 26/06/2013, M, Rv. 256357; Sez. 5, 04/07/2011, n. 42114, B.). La stessa giurisprudenza, in caso analogo a quello in esame, ha precisato che integra la fattispecie criminosa di cui all'art. 583, comma primo, n. 2 cod. pen., anche l'avulsione di un solo dente incisivo, in quanto occorre far riferimento alla naturale funzionalità dell'organo indipendentemente dalla possibile applicazione di una protesi dentaria. (Sez. 2, n. 32586 del 03/06/2010 - dep. 01/09/2010, Ben Ali, Rv. 247979). E giurisprudenza risalente di questa Corte ha pure ritenuto che l'ulteriore indebolimento di un organo, la cui funzione sia già limitata a causa di precedente anomalia, costituisce causa per ritenere la sussistenza dell'aggravante di cui al n 2 del primo comma dell'art 583 cod pen. (fattispecie in tema di perdita di due denti incisivi in apparato masticatorio già mancante di due 2 canini) (Sez. 4, n. 1993 del 15/10/1974 - dep. 20/02/1975, PARME, Rv. 129327).
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Così deciso in Roma, il 7 ottobre 2014 consigliere estensore Il Presidente Alfredo Maria Lombardi Grazia Miccoli DEPOSITATA IN CANCELLERIA addi 28 GEN 2015 IL FUNZIONARIO GIUDIZIARIO Carmela Lanzuise 3