Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 28/03/2003, n. 4783
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Sentenza 28 marzo 2003

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In caso di insolvenza del datore di lavoro non soggetto alle disposizioni della legge fallimentare, ai fini dell'accoglimento della domanda di intervento del fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto, istituito presso l'INPS ex art. 2 della legge n. 297 del 1982, grava sul lavoratore l'onere di dimostrare che le garanzie patrimoniali siano risultate in tutto o in parte insufficienti a seguito di un serio e adeguato esperimento dell'esecuzione forzata, comportante, in particolare, secondo l'uso della normale diligenza, la ricerca di beni presso i luoghi ricollegabili "de jure" alla persona del debitore, come ad esempio quelli della nascita, della residenza, del domicilio o della sede dell'impresa; ne' la previsione di tale onere suscita dubbi di illegittimità costituzionale, in relazione ai principi e alle garanzie di cui agli art. 3, 4, 35 e 36 della Costituzione, atteso che, da un lato, il diverso trattamento del lavoratore a seconda che l'impresa sia o non soggetta al fallimento trova giustificazione logica nel fatto che soltanto nella prima ipotesi lo stato di insolvenza, cui si ricollega il rischio di mancata realizzazione del credito, ha costituito oggetto di specifico accertamento giudiziale, e che, dall'altro, gli accertamenti e le ricerche imposti al lavoratore costituiscono mera espressione di quella ordinaria diligenza che l'ordinamento richiede a qualunque titolare di una situazione giuridica di vantaggio, quale ne sia il contenuto, per poterla utilizzare conformemente alla sua funzione e trarne la corrispondente utilità.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 28/03/2003, n. 4783
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 4783
    Data del deposito : 28 marzo 2003

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