Cass. pen., sez. I, sentenza 29/05/2009, n. 26754
CASS
Sentenza 29 maggio 2009

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Massime1

La concessione della liberazione condizionale comporta la valutazione, da parte del Tribunale di Sorveglianza, della complessiva condotta serbata dal condannato, al fine di verificare se l'azione rieducativa abbia avuto come risultato il compiuto ravvedimento, all'esito di una revisione critica della vita antecedente. (Nel caso di specie, non si sono ritenuti sufficienti lo svolgimento di attività lavorativa e di volontariato, e la revisione critica dei gravissimi comportamenti antisociali compiuti, da parte di una persona condannata alla pena dell'ergastolo per diversi omicidi e altri reati connessi alla sua partecipazione all'associazione terroristica "Brigate Rosse", la quale non aveva mostrato alcun effettivo interessamento per la situazione morale e materiale delle persone offese. In proposito, la Corte ha osservato che non può aversi ravvedimento senza pentimento, e che il pentimento esige che venga chiesto perdono alle persone che hanno sofferto per le scelte sbagliate fatte dal condannato).

Commentari4

  • 1Il ravvedimento del collaboratore di giustizia non si presume dal risarcimento: la prova è nella continuità della scelta di vita (Cass. Pen. n. 34655/25)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 28 ottobre 2025

    La massima In tema di liberazione condizionale per collaboratori di giustizia (art. 16-nonies, L. 82/1991), il giudice di sorveglianza deve valutare il “sicuro ravvedimento” con criteri qualificati e specifici: durata e qualità della collaborazione, condotta successiva, lavoro/studio, relazioni con familiari e personale giudiziario e, soprattutto, assenza di collegamenti attuali con la criminalità. Non è legittimo negare il beneficio valorizzando in modo determinante la sola gravità dei reati o l'assenza di iniziative risarcitorie; il parere del Procuratore nazionale antimafia va espressamente considerato. L'art. 16-nonies consente la concessione in deroga ai limiti di pena e …

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  • 2Concessione della misura alternativa della semilibertà su proposta
    Emanuele Cavallo · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

    1. Con il presente contributo si sottopone all'attenzione del lettore un'interessante decisione del Tribunale di Sorveglianza di Torino concernente la complessa tematica dell'accesso alle misure alternative alla detenzione da parte di soggetti che, condannati all'ergastolo per delitti di criminalità organizzata politica, nel corso dei lunghi anni di detenzione tengano una condotta carceraria irreprensibile e positivamente orientata al trattamento penitenziario. Non si può, infatti, trascurare come si tratti di questione - periodicamente riemergente e, talora, fatta oggetto di acceso dibattito pubblico - ricca di implicazioni, non solo di natura giuridica, ma anche e soprattutto densa di …

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  • 3Il giudice non può negare l'affidamento in prova solo per mancanza di documenti sul lavoro all'estero, se prima non verifica lui stesso i fatti (Cass. pen. n.…
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 15 maggio 2025

    1. Premessa Con la sentenza n. 16467 del 24 aprile 2025, la Prima Sezione della Corte di cassazione torna a pronunciarsi sul delicato rapporto tra misure alternative alla detenzione e condannati residenti all'estero, riaffermando il dovere di attivazione istruttoria officiosa da parte del giudice di sorveglianza, soprattutto quando l'accertamento investe circostanze suscettibili di verifica mediante cooperazione giudiziaria. 2. Il fatto Il Tribunale di sorveglianza di Catanzaro aveva rigettato l'istanza di affidamento in prova al servizio sociale, presentata da Ac.Do., cittadino tedesco, sulla base del mancato deposito della documentazione relativa all'attività lavorativa svolta in …

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  • 4Misure alternative alla detenzione: l’affidamento in prova presuppone il superamento effettivo della tossicodipendenza (Cass. pen., n. 40715/2025)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 20 dicembre 2025

    La sentenza in commento offre l'occasione per tornare sul rapporto tra affidamento in prova al servizio sociale e persistenza di problematiche di tossicodipendenza, chiarendo i criteri che devono orientare la valutazione del giudice di sorveglianza nella scelta tra le diverse misure alternative alla detenzione. La Prima Sezione penale della Corte di cassazione conferma il rigetto dell'istanza di affidamento in prova ex art. 47 ord. pen., ritenendo non illogica né contraddittoria la decisione del Tribunale di sorveglianza che aveva reputato più adeguato, nel caso concreto, il ricorso all'affidamento terapeutico di cui all'art. 94 d.P.R. n. 309/1990. 1. La funzione dell'affidamento in …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 29/05/2009, n. 26754
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 26754
Data del deposito : 29 maggio 2009

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