Cass. pen., sez. VI, sentenza 23/11/2000, n. 13273
CASS
Sentenza 23 novembre 2000

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime2

La contestazione, da parte dell'Autorità giudiziaria, alla persona sottoposta alle indagini, del fatto attribuito non deve avvenire necessariamente all'inizio dell'interrogatorio, ma può avvenire anche nel corso dell'atto medesimo. (Nella fattispecie, relativa ad eccezione di nullità dell'atto per violazione dell'art. 65 cod. proc. pen., la Corte, affermando il principio, ha rigettato il ricorso sul rilievo che la mancata contestazione era stata dovuta al rifiuto di rispondere da parte dell'indagato).

Risponde del reato di cui all'art. 348 cod. pen. il praticante procuratore che compia atti tipici della professione legale ordinaria (nella specie: sottoscrizione della procura a margine della comparsa di costituzione per una citazione in Tribunale), atteso che egli è agente è facultato solo in ambito ristretto e temporaneo all'esercizio della professione forense, laddove per contro lo svolgimento pieno dell'attività di patrocinio legale presuppone un'abilitazione che non è mera estensione operativa della facoltà in parola.

Commentario1

  • 1Esercizio abusivo della professione forenseAccesso limitato
    Simone Marani · https://www.altalex.com/ · 15 aprile 2014

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 23/11/2000, n. 13273
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 13273
Data del deposito : 23 novembre 2000

Testo completo