Cass. pen., sez. VI, sentenza 13/01/2000, n. 2265
CASS
Sentenza 13 gennaio 2000

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La costrizione o induzione che caratterizzano il reato di concussione, non si identificano nella superiorità o nell'influenza che il pubblico ufficiale può vantare rispetto al privato che, per il solo fatto di venire a contatto con chi esercita poteri che possono avere una concreta incidenza sulla sua sfera giuridica, versa in una situazione di soggezione psicologica, in quanto tale soggezione è irrilevante ai fini del reato di concussione.Per integrare detto reato occorrono una costrizione o induzione qualificate, ossia prodotte dal pubblico ufficiale con l'abuso della sua qualità o dei poteri, così che la successiva promessa o dazione indebita è conseguenza della condizione di "metus" in cui la vittima viene a versare, per effetto di tale costrizione o induzione. In sintesi può dirsi che il delitto si sviluppa secondo la seguente successione di azioni causalmente concatenate: abuso della qualità o dei poteri, costrizione o induzione, promessa o dazione.

L'abuso richiesto dalla norma dell' art. 317 cod. pen. ai fini della sussistenza del reato di concussione non può essere identificato nella indebita richiesta, rivolta dal pubblico ufficiale al privato, di denaro o altra utilità. Infatti, la semplice richiesta di denaro, ancorché reiterata, integra, nel caso sia rifiutata, il reato di istigazione alla corruzione punita dall'art. 322, commi terzo e quarto, cod. pen., e, se accolta, quello di corruzione consumata, punito dagli artt. 318 e 319 cod. pen. La richiesta di denaro rilevante ai fini della concussione è, dunque, quella preceduta o accompagnata da uno o più atti che costituiscono estrinsecazione del concreto abuso della qualità o potere del pubblico ufficiale. Infatti, la costruzione letterale e logica della norma di cui all'art. 317 cod. pen. prevede l'abuso quale causa efficiente dell'induzione al pagamento, e non come avviene nella corruzione, quale risultato dell'azione delittuosa.

La differenza tra i reati di corruzione e di concussione attiene alla diversa posizione che il privato e il pubblico ufficiale assumono nel reciproco rapporto. Mentre nella corruzione - tipico reato a concorso necessario - i soggetti trattano pariteticamente con manifestazioni di volontà convergenti sul "pactum sceleris", nella concussione - che è reato monosoggettivo - il "dominus" dell'illecito è il pubblico ufficiale il quale, abusando della sua autorità o del suo potere, costringe con minaccia o induce con la frode il privato a sottostare alla indebita richiesta, ponendolo in una situazione che non offre alternative diverse dalla resa.

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  • 1Giudizio abbreviato, condizione sospensiva, revoca, prova, inutilizzabilitàAccesso limitato
    Redazione Altalex · https://www.altalex.com/ · 16 novembre 2012

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 13/01/2000, n. 2265
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 2265
Data del deposito : 13 gennaio 2000

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