Cass. pen., sez. V, sentenza 26/10/2020, n. 1509
CASS
Sentenza 26 ottobre 2020

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Il provvedimento analizzato è la sentenza n. 1516/2020 della Corte Suprema di Cassazione, Quinta Sezione Penale, emessa il 26 ottobre 2020. Le parti in causa hanno presentato ricorsi avverso la sentenza della Corte d'Appello di Messina, che aveva condannato gli imputati per furto aggravato, riformando l'assoluzione del primo grado. I ricorrenti contestavano principalmente la sussistenza dell'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede, sostenendo che la presenza di un sistema di videosorveglianza escludesse tale aggravante. Inoltre, uno degli imputati invocava l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. per la particolare tenuità del fatto, dato il valore esiguo della merce rubata.

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, ritenendo infondati i motivi addotti. Ha argomentato che la mera presenza di un sistema di videosorveglianza non garantisce un controllo costante e diretto, necessario per escludere l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede. Inoltre, ha confermato la correttezza della valutazione della Corte d'Appello riguardo alla configurazione del reato aggravato, sottolineando che la tenuità del fatto non era applicabile nel caso specifico. La decisione ha comportato anche la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.

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Massime1

In tema di furto, la circostanza aggravante dell'esposizione della cosa alla pubblica fede non è esclusa dall'esistenza, nel luogo in cui si consuma il delitto, di un sistema di videosorveglianza, mero strumento di ausilio per la successiva individuazione degli autori del reato non idoneo a garantire l'interruzione immediata dell'azione criminosa, mentre solo una sorveglianza specificamente efficace nell'impedire la sottrazione del bene consente di escludere l'aggravante di cui all'art. 625, comma primo, n. 7, cod. pen.

Commentari3

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 26/10/2020, n. 1509
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 1509
Data del deposito : 26 ottobre 2020

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