Cass. pen., sez. II, sentenza 24/01/2024, n. 18861
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Sentenza 24 gennaio 2024

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Il provvedimento analizzato è la sentenza n. 206/2024 della Corte Suprema di Cassazione, emessa il 24 gennaio 2024, presieduta da Geppino Rago. Le parti in causa, due imputati, hanno presentato ricorso contro la sentenza della Corte d'Appello di Genova, che aveva parzialmente riformato la condanna inflitta in primo grado per truffa aggravata. Gli imputati contestavano la motivazione della sentenza, sostenendo che non vi fosse prova sufficiente della loro responsabilità e che l'aggravante del timore di un pericolo immaginario non fosse applicabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, ritenendo manifestamente infondati i motivi addotti. Ha argomentato che la sentenza d'appello costituiva una "doppia conforme", e che le prove indiziarie a carico degli imputati erano state adeguatamente valutate dai giudici di merito. Inoltre, ha confermato la sussistenza dell'aggravante, sottolineando che il pericolo immaginario prospettato dalla truffatrice era idoneo a indurre la vittima a compiere atti dispositivi di denaro. La Corte ha quindi condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.

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Massime1

In tema di truffa, è configurabile l'aggravante prevista dall'art. 640, comma primo, n. 2), cod. pen. anche nel caso in cui il pericolo immaginario prospettato alla vittima riguardi lo stesso soggetto agente. (Fattispecie in cui l'imputata, legata alla persona offesa da una relazione sentimentale, aveva indotto quest'ultima a credere che la propria figlia fosse gravemente malata e che ella era intenzionata a togliersi la vita per la disperazione derivante dal non avere risorse economiche per curarla).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. II, sentenza 24/01/2024, n. 18861
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 18861
    Data del deposito : 24 gennaio 2024

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