Cass. pen., sez. VI, sentenza 13/04/2017, n. 9385
CASS
Sentenza 13 aprile 2017

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In tema di appalti di opere pubbliche, il c.d. "contraente generale", di cui agli artt. 9, d.lgs. 20 agosto 2002, n. 190, 176 e 177, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, e successive modifiche, riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio, atteso che, in considerazione dei compiti assunti nei confronti della stazione appaltante - quali, ad esempio, la scelta dei soggetti terzi cui affidare le opere e/o le forniture che consentano di realizzare il risultato all'amministrazione aggiudicatrice, lo sviluppo del progetto definitivo, le attività tecnico-amministrative necessarie alla sua approvazione da parte del Cipe, ove detto progetto non sia posto a base di gara - nonché dei diritti speciali ed esclusivi che gli sono riconosciuti dall'autorità competente secondo le norme vigenti, esso deve essere ricompreso tra i soggetti indicati nell'art. 3, comma 29, d.lgs. n. 163 del 2006 come ente aggiudicatore e, pertanto, indipendentemente dalla sua natura privatistica ed anche al di fuori della quota di lavori per cui deve effettuare gare ad evidenza pubblica comunitaria, è vincolato al rispetto delle regole poste dal codice degli appalti (Fattispecie relativa ai componenti del comitato tecnico del Consorzio COCIV, società di diritto privato prescelta da T.A.V. s.p.a., cui è subentrata R.F.I. s.p.a., quale contraente generale per la realizzazione di uno dei lotti della rete ferroviaria dell'alta velocità).

Il reato di turbata libertà degli incanti è configurabile in ogni situazione in cui la pubblica amministrazione procede all'individuazione del contraente mediante una gara, quale che sia il nomen iuris adottato ed anche in assenza di formalità, a condizione che siano previamente indicati e resi noti i criteri di selezione e di presentazione delle offerte; ne consegue che deve escludersi la configurabilità di una gara allorché, nonostante la pluralità di soggetti interpellati, ciascuno presenti indipendentemente la propria offerta e l'amministrazione conservi piena liberta di scegliere secondo criteri di convenienza e di opportunità propri della contrattazione tra privati.

Commentari4

  • 1Quotidiano giuridico
    https://ildiritto.it/ · 20 marzo 2024

    Quesito con risposta a cura di Mariarosaria Cristofaro e Alessandra Muscatiello La lettera della legge, pur interpretata nel senso estensivo indicato dalla giurisprudenza, nondimeno restringe l'area di tutela e delimita il perimetro operativo della fattispecie di cui all'art. 353 c.p. alle sole procedure indette per la cessione di un bene ovvero per l'affidamento all'esterno della esecuzione di un'opera o della gestione di un servizio. Dunque, non vi è nessun riferimento ai concorsi per il reclutamento del personale. – Cass. VI, 24 maggio 2023, n. 38127. Nel caso di specie la Suprema Corte è stata chiamata a valutare la condotta di un Segretario comunale, nonché Presidente della …

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  • 2Abuso d'ufficio: si configura in caso di violazione del dovere di astensione anche dopo la riforma
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 25 agosto 2023

    La massima Il reato di abuso di ufficio, anche a seguito della recente modifica legislativa. è sempre configurabile nel caso di violazione del dovere di astensione laddove tale dovere derivi da una fonte subprimaria e, comunque, si basi su norme caratterizzate da un ambito di discrezionalità nella valutazione dell'esistenza o meno di un obbligo di astensione. Vuoi saperne di più sul reato di abuso d'ufficio? La sentenza integrale Cassazione penale sez. VI, 10/05/2023, (ud. 10/05/2023, dep. 16/06/2023), n.26225 RITENUTO IN FATTO 1. La Corte di appello di Milano con sentenza del 21 ottobre 2022 (motivazione depositata il 7 novembre 2022), in parziale riforma di quella di primo grado emessa …

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  • 3Favoritismo concorso pubblico impiego: è turbativa d’asta?
    Eugenio Bono · https://www.diritto.it/ · 10 luglio 2023

    1. Il caso concreto La sentenza della Suprema Corte è innovativa in quanto devia dal solco tracciato finora dalla giurisprudenza di legittimità, che tendeva a ritenere l'art. 353 c.p. (turbata libertà degli incanti) estensibile a ogni ipotesi in cui vi fosse una procedura comparativa assimilabile a una “gara”, e quindi anche ai concorsi pubblici. La linea interpretativa finora dominante, seguita pedissequamente dalla Corte d'Appello di Milano che si è vista cassare la pronuncia, riteneva infatti che la turbata libertà degli incanti (comunemente detta turbativa d'asta) fosse configurabile “in ogni situazione in cui la pubblica amministrazione proceda all'individuazione del contraente …

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  • 4favoritismo e turbativa d’asta
    Eugenio Bono · https://www.filodiritto.com/ · 23 giugno 2023

    Lo ha affermato la sesta sezione della Corte di Cassazione nella sentenza n. 26225, pubblicata il 16 giugno 2023, riformando una sentenza della Corte d'Appello di Milano che aveva condannato il dirigente di un ente pubblico per aver violato la normativa sul pubblico impiego per assumere una persona con cui aveva una relazione affettiva. La sentenza contiene un'interessante indicazione sugli strumenti previsti dal nostro ordinamento per reprimere abusi che non potrebbero rientrare nel perimetro della turbativa d'asta, ma che sarebbero attualmente presidiate da una fattispecie al centro di acceso dibattito proprio nei giorni dell'approvazione del ddl Nordio: l'abuso d'ufficio. Il Commento …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 13/04/2017, n. 9385
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 9385
Data del deposito : 13 aprile 2017

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