Cass. pen., sez. V, sentenza 22/09/2006, n. 35368
CASS
Sentenza 22 settembre 2006

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Deve escludersi la sussistenza dell'aggravante dei motivi abietti nel caso in cui il reato di lesioni o maltrattamenti sia compiuto per ragioni di pura gelosia che, collegata ad un sia pure abnorme desiderio di vita in comune, non è, da sola, espressione di spirito punitivo nei confronti della vittima né manifestazione di intolleranza alla insubordinazione di questa, considerata come propria appartenenza.

In tema di flagranza del reato di lesioni personali volontarie lievi (art. 582 comma secondo cod. pen.), la previsione dell'arresto, sancita dall'art. 381, comma secondo lett. f), cod. proc. pen. quando la querela sia stata presentata, deve ritenersi abrogata, risultando incompatibile con il D.Lgs. n. 274 del 2000 che ha attribuito tale reato alla cognizione del Giudice di pace, contemporaneamente escludendo, all'art. 2, che nel relativo procedimento trovino applicazione le disposizioni in materia di arresto e non menzionando, all'art. 19, tra i poteri di tale giudice, quello di procedere alla convalida dell'arresto. L'implicita abrogazione è operativa non solo quando a giudicare di tale reato sia il Giudice di pace, ma anche quando sia chiamato a giudicare il Tribunale per ragioni di connessione, essendo comunque irrogabile, in relazione alla detta fattispecie, soltanto una pena diversa da quella detentiva.

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  • 1Maltrattamenti: compatibili con l’applicazione della provocazione della persona offesa?Accesso limitato
    Carmelo Minnella · https://www.altalex.com/ · 25 luglio 2024

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 22/09/2006, n. 35368
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 35368
Data del deposito : 22 settembre 2006

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