Sentenza 19 settembre 2012
Massime • 1
In tema di reato per rifiuto di sottoporsi all'accertamento dello stato di ebbrezza mediante alcooltest, non è confiscabile il veicolo concesso in leasing se il proprietario del mezzo sia estraneo al reato.
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- 1. Corte Cost., 29 maggio 2020, n. 102https://www.iusinitinere.it/
Ritenuto in fatto 1.– Con ordinanza del 29 gennaio 2019, depositata il 21 giugno 2019 e pervenuta a questa Corte il 4 novembre 2019, la Corte di cassazione, sezione sesta penale, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale degli artt. 34 e 574-bis del codice penale, in riferimento agli artt. 2, 3, 27, terzo comma, 30 e 31 della Costituzione, nonché all'art. 10 Cost., in relazione alla Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre 1989, ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 27 maggio 1991, n. 176, nella parte in cui, dal loro combinato disposto, impongono che alla condanna per sottrazione e trattenimento di minore all'estero commessa dal …
Leggi di più… - 2. Corte costituzionalehttps://www.eius.it/articoli/
- 3. Corte costituzionalehttps://www.eius.it/articoli/
RITENUTO IN FATTO 1.- Con ordinanza del 26 giugno 2024, iscritta al n. 148 del registro ordinanze 2024, il Tribunale ordinario di Lucca, sezione civile, in composizione collegiale, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale degli artt. 8 e 9 della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita) e dell'art. 250 del codice civile, in riferimento agli artt. 2, 3, 30, 31 e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione: agli artt. 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, come interpretati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo; all'art. 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (CDFUE); …
Leggi di più… - 4. Un nuovo passo della Consulta per la tutela dei minori con genitoriGuglielmo Leo · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/
Per leggere il testo della sentenza in commento, clicca qui. 1. Con la sentenza n. 76 del 2017 la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 47-quinquies, comma 1-bis, della legge 26 luglio 1975, n. 354, limitatamente alle parole «Salvo che nei confronti delle madri condannate per taluno dei delitti indicati nell'articolo 4-bis,». Ciò vuol dire, come meglio si vedrà tra breve, che le madri (od eventualmente i padri) di bambini di età pari o inferiore ai dieci anni potranno valersi della detenzione domiciliare speciale, nella forma di massima agevolazione che consente l'accesso senza una fase antecedente di custodia carceraria, anche nel caso di condanna per uno dei …
Leggi di più… - 5. le risposte della Corte Costituzionalehttps://www.osservatoriofamiglia.it/
Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. pen., sez. IV, sentenza 19/09/2012, n. 31 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 31 |
| Data del deposito : | 19 settembre 2012 |
Testo completo
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Udienza pubblica
Dott. SIRENA Pietro A. - Presidente - del 19/09/2012
Dott. ROMIS Vincenzo - Consigliere - SENTENZA
Dott. FOTI Giacomo - Consigliere - N. 1236
Dott. MARINELLI Felicetta - Consigliere - REGISTRO GENERALE
Dott. VITELLI CASELLA Luca - rel. Consigliere - N. 50905/2011
ha pronunciato la seguente:
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
PROCURATORE GENERALE PRESSO LA CORTE D'APPELLO DI TRIESTE;
nei confronti di:
1) AN RL N. IL 02/05/1959;
avverso la sentenza n. 601/2010 TRIBUNALE di TOLMEZZO, del 10/03/2011;
visti gli atti, la sentenza e il ricorso;
udita in PUBBLICA UDIENZA del 19/09/2012 la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUCA VITELLI CASELLA;
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Stabile Carmine, che ha concluso per l'annullamento con rinvio.
RITENUTO IN FATTO
Con sentenza in data 10 marzo 2011, il Tribunale di Tolmezzo, in composizione monocratica, applicava ad AN Karl, ex art. 444 c.p.p., e segg., riconosciute le attenuanti generiche, la pena di giorni quarantacinque di arresto ed Euro 751,00 di ammenda - pena sospesa - nonché la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per la durata di mesi SEI (salva la detrazione del periodo di sospensione già espiato), quale responsabile del reato previsto dall'art. 186 C.d.S., comma 7, commesso in Trasaghis, il 16 novembre 2009, per il rifiuto di sottoporsi all'accertamento dello stato di ebbrezza mediante "etilometro", a richiesta degli Agenti della Polstrada che l'avevano colto a bordo dell'autoarticolato di sua proprietà, fermo ai margini dell'autostrada A23, recante evidenti segni del precedente impatto con la segnaletica stradale collocata sulla medesima corsia di marcia. Propone ricorso per cassazione il Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d'appello di Trieste lamentando il vizio di inosservanza od erronea applicazione della legge,per aver omesso il Tribunale di disporre la confisca dell'autoveicolo commerciale, di proprietà e condotto dall'imputato, a ciò non ostando le modifiche introdotte dalla L. n. 120 del 2010. Denunzia inoltre il ricorrente l'illegittima statuizione della detrazione del periodo eventualmente presofferto della sospensione della patente di guida tanto non competendo al Tribunale attesoché i provvedimenti di sospensione della patente di guida disposti dal prefetto in via cautelare e dal giudice penale con sentenza hanno natura e finalità diverse. CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è infondato.
In punto alla confisca deve rilevarsi, in base alla consultazione degli atti (consentita attesa la natura delle censure dedotte) che l'autoarticolato marca DAF XF 105.460 telaio XLRTE47MS0E781556 targato WB607CO e GR-527BT (A) - condotto dall'imputato all'atto del controllo della Polstrada - è risultato di proprietà della WALTER TRAILER - RENT GmbH con sede in Wiener Neudorf che, quale locatrice, ne aveva concesso la disponibilità all'imputato in forza di contratto di leasing stipulato in data 10 novembre 2008, tant' è vero che lo stesso Pubblico Ministero, dopo aver emesso decreto di sequestro preventivo d'urgenza del veicolo à sensi dell'art. 321 c.p.p., comma 3 bis alla stregua di quanto riferito dalla P.G. nella comunicazione di reato, ebbe poi, con provvedimento in data 3 dicembre 2009, ad ordinare la restituzione del trattore stradale targato WB6076CO (A) alla suddetta società, quale proprietaria. Ciò posto, il Collegio non intende discostarsi da quanto statuito dalle Sezioni Unite di questa Corte con la recente sentenza n. 14484 del 19 gennaio 2012 (dep. 17 aprile 2012) secondo cui "in tema di guida in stato di ebbrezza, non è confiscabile il veicolo concesso in "leasing" all'utilizzatore dello stesso se il concedente, da ritenersi proprietario del mezzo, sia estraneo al reato. (Fattispecie in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca)". Il principio di diritto è pacificamente applicabile anche in tema di rifiuto di sottoporsi all'accertamento dell'etilemia tramite alcooltest (reato commesso dall'imputato nel caso di specie) in ragione dell'eadem ratio, attesoché l'art. 186 C.d.S., comma 7 espressamente prevede, in caso di condanna anche per tale violazione, la sanzione amministrativa accessoria della confisca del veicolo "con le stesse modalità e procedure previste dal comma 2, lett. c), salvoché il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione". Quanto all'altra censura concernente la sospensione della patente di guida, osserva la Corte che, sulla base dell'orientamento prevalente e consolidato della giurisprudenza di legittimità che fa perno sulla sentenza n. 20 del 2000 delle Sezioni Unite - rv.217020- (preceduta e seguita da plurime statuizioni conformi: Sez. 4 n. 2794 del 1999;
Sez. 4 n. 4474 del 1999; Sez. 4 n. 47955 del 2004; Sez.4 n. 27931 del 2005) deve affermarsi che, attese le differenti finalità ed i diversi presupposti che sorreggono il provvedimento prefettizio di sospensione provvisoria della patente di guida e l'applicazione della stessa sanzione disposta dal giudice penale all'esito dell'accertamento di violazioni del codice stradale, deve escludersi la possibilità di computare il periodo di sospensione provvisoria nella determinazione della durata della sanzione amministrativa definitivamente applicabile dal giudice. Ed invero il Giudice di prime cure ha, sia nella motivazione che nel dispositivo della sentenza impugnata, dimostrato di recepire siffatto principio, autonomamente fissando in mesi sei la durata della sospensione della patente di guida.
Come peraltro ancora ribadito dalla citata giurisprudenza di legittimità, è tuttavia necessario che in relazione al medesimo fatto e nei confronti dello stesso soggetto l'applicazione della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida risulti unitaria e che sia compresa tra il minimo ed il massimo previsto dalle disposizioni del codice della strada, ancorché quella definitiva, disposta dal giudice, sia stata preceduta dall'applicazione provvisoria disposta dal prefetto. "Tuttavia, ciò non comporta che i due periodi di sospensione siano cumulatoli, giacché essi sono, invece, complementari". Ne consegue che il prefetto, quale organo di esecuzione delle sanzione amministrativa accessoria, è tenuto a provvedere alla detrazione, obbligatoria, del periodo di sospensione eventualmente presofferto, "senza che vi sia bisogno di esplicita dichiarazione al riguardo da parte dell'autorità giudiziaria procedente". In conclusione la statuizione contenuta nel solo dispositivo della sentenza impugnata ("salva la detrazione del periodo di sospensione già espiato") deve ritenersi quantomeno pleonastica, ma comunque ex se non illegittima, con limitato riferimento alla successiva fase esecutiva demandata all'Autorità amministrativa.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso.
Così deciso in Roma, il 19 settembre 2012.
Depositato in Cancelleria il 2 gennaio 2013