Cass. pen., sez. I, sentenza 08/10/2009, n. 40936
CASS
Sentenza 8 ottobre 2009

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

La diminuente del cosiddetto recesso attivo nel delitto tentato postula che l'agente si riattivi, interrompendo il processo di causazione dell'evento, così da impedirne il verificarsi, mentre la circostanza attenuante del ravvedimento attivo presuppone che l'evento si sia già realizzato e che l'agente si adoperi spontaneamente ed efficacemente per attenuare le conseguenze dannose o pericolose del reato.

Commentario1

  • 1L’ operatività della desistenza volontaria nel concorso di persone
    https://www.giuridicamente.com/attualita-news-diritto/

    L'istituto della desistenza volontaria appare particolarmente spinoso a causa dei suoi profili nebulosi, che creano confusione con un altro istituto delineato nell'articolo 56 c.p. sul delitto tentato, cioè il recesso attivo. La desistenza volontaria e il recesso attivo rappresentano le due ipotesi in cui può atteggiarsi il tentativo ai sensi dell'art. 56 c.p., comma 1, il quale, testualmente, recita: «chi compie atti idonei diretti in modo non equivoco a commettere un delitto, risponde di delitto tentato, se l'azione non si compie o l'evento non si verifica»: quando l'azione non si compie si ha la figura del tentativo incompiuto, se viceversa l'azione si compie ma non si verifica …

     Leggi di più…

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 08/10/2009, n. 40936
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 40936
Data del deposito : 8 ottobre 2009

Testo completo