Sentenza 14 maggio 2002
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Sul provvedimento
| Citazione : | Cass. civ., sez. I, sentenza 14/05/2002, n. 6960 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Corte di Cassazione |
| Numero : | 6960 |
| Data del deposito : | 14 maggio 2002 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO ORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE06960 /0 2 ) E 4 C 7 3 A . O P N L I , L 1 D O 9 B 9 E 1 E - C E 1 I 1 N - D O sta dagli Ill.mi Sig 1 I U 2 I Z . A G L R T 9 E S 3 I N DE MUSIS - Presidente R.G.N. 17920/99 G E . E Dott. Rosario T 6 R S 4 I A . ( D T E R T A N Dott. NI LOSAVIO Consigliere E S E Cron.13648 CAPPUCCIO Consigliere Dott. Giammarco Dott. IA Gabriella LUCCIOLI Consigliere Rep. SALVAGO Rel. Consigliere Ud. 29/11/01 Dott. Salvatore ha pronunciato la seguente SEN TENZA sul ricorso proposto da: TO IS VA, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DI RIPETTA 157, presso l'avvocato ALBERTO LUCCHESE, che lo rappresenta e difende, giusta procura in calce al ricorso;
- ricorrente -
contro
REGIONE PUGLIA;
- intimata avverso la sentenza n. 2031/98 del Giudice di pace di BARI, depositata il 21/09/98; 2001 udita la relazione della causa svolta nella pubblica 2439 udienza del 29/11/2001 dal Consigliere Dott. Salvatore 1 SALVAGO;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Fulvio UCCELLA che ha concluso per l'accoglimento del ricorso. Svolgimento del processo Con sentenza del 21 settembre 1998, il Giudice di Pace di Bari ha respinto la domanda con cui NI RE BE aveva chiesto alla regione Puglia il pagamento dell'indennità compensativa di cui alle leggi reg.15/1978 e 29/1982, oltrecchè del Reg.CEE 797/1985: pur dichiarando, infatti, che egli avesse un diritto soggettivo perfetto a conseguirla, perciò rientrante nella giurisdizione del giudice ordinario, detto giudi- ce ha ritenuto che il regolamento comunitario prevede diversi tipi di intervento a favore dei cittadini e che spetta al governo regionale stabilire di volta in volta a quali di essi attribuire priorità; per cui gli enti destinatari della delega ad eseguirne il pagamento pos- sono assumere impegni di spesa soltanto nei limiti del- le somme loro assegnati dalla Regione che peraltro non è tenuta a ricorrere ad altri capitoli di bilancio, con la conseguenza che fino al momento della delibera re- gionale di accreditamento dei fondi alle comunità mon- tane, nei soggetti beneficiari dell'indennità compensa- tiva, sussiste soltanto una semplice aspettativa a con- 2 seguirla. Per la cassazione di questa sentenza NI Can- tore BE ha proposto ricorso affidato ad un moti- vo. La regione Puglia non si è costituita. Motivi della decisione Con il ricorso proposto il RE BE, de- nunciando omessa, insufficiente e contraddittoria moti- vazione si duole che il giudice di pace, dopo avere af- fermato che egli aveva un diritto soggettivo perfetto al conseguimento dell'indennità compensativa e perciò respinto l'eccezione di difetto di giurisdizione formu- lata dalla controparte, ne abbia poi negato in concreto la sussistenza per l'ampia discrezionalità che tutta la legislazione regionale e comunitaria attribuisce al ri- guardo alla Regione e concluso che l'imprenditore agri- dell'impegno di spesa ecolo fino al momento dell'accreditamento dei fondi alle comunità montane titolare di una semplice aspettativa, senza considera- in base al sistema dettato dalle leggi re: a) che reg.15/1978 e 29/1982, il momento in cui la posizione t soggettiva del richiedente si converte in un diritto soggettivo perfetto è quella in cui la Comunità monta- esaurita l'istruttoria e stabilita la spettanza e na, la misura dell'indennità, trasmette l'elenco dei bene- ficiari alla Regione, senza che quest'ultima sollevi al 3 riguardo eccezioni nel termine previsto dalla legge;
b) che nessuna condizione o prova al riguardo deve esse- re accertata dal giudice se non la effettiva trasmis- sione degli elenchi dei beneficiari dell'indennità al- la Regione da parte di detto ente delegato all'istruttoria; c) che neppure poteva rilevare ai fini della consistenza del diritto a percepire l'indennità la momentanea mancanza dei fondi necessari, avendo l'art. 5 della legge reg.29/1982 stabilito che in tali casi per la liquidazione delle indennità la Giunta Re- gionale può ricorrere ad altri capitoli di bilancio. Il ricorso è inammissibile. Questa Corte ha ripetutamente enunciato il princi- pio che le sentenze decise dal giudice di pace secondo equità, ai sensi del secondo comma dell'art. 113 cod. proc. civ., sono impugnabili per NE, oltre che per i motivi e la violazione previsti dai numeri 1 e 2 dell'art. 360 cod. proc. civ., anche (con riferimento al n. 3 dello stesso articolo) per violazioni della Co- stituzione, del diritto comunitario, dei principi gene- rali dell'ordinamento e della legge processuale, re- stando escluse le altre violazioni di legge. Inoltre, tali sentenze sono impugnabili per NE (in rela- zione al n. 4 dell'art. 360 cod. proc. civ.) per nulli- tà della sentenza attinente alla sua motivazione, che 4 sia assolutamente mancante o apparente, ovvero fondata su affermazioni contrastanti o perplesse, о comunque ad evidenziare la "ratio decidendi" inidonee (Cass.sez.un.15 ottobre 1999 n. 716; 3 maggio 1999 n.4384; 20 marzo 1999 n.2599). Nel caso concreto, invece, il ricorrente ha impu- gnato la sentenza del giudice di pace non già per alcu- na delle violazioni appena indicate, bensì per quella di alcune disposizioni delle leggi reg. Puglia 15/78 e 29/82, che non contengono norme di rango costituzionale e neppure introducono o recepiscono principi generali dell'ordinamento, limitandosi, invece, a predeterminare il procedimento per l'istruzione delle domande proposte per il conseguimento dell'indennità compensativa e per la relativa liquidazione nonché a disporre la delega- zione amministrativa di dette funzioni alle Comunità montane: e, quindi, denuncia inammissibilmente un erro- re in iudicando consistito da un lato nell'inesatta va- lutazione dei requisiti che la legge richiede e che erano stati ampiamente documentati, per il conseguimen- to dell'indennità; e, dall'altro per aver incluso fra le condizioni cui le menzionate leggi regionali subor- dinano il diritto ad ottenerne il pagamento anche la deliberazione regionale di impegno di spesa, al- lorchè consentita dalle disponibilità di bilancio pre- 5 via istruttoria delegata alle Comunità Montane nonchè la successiva predisposizione dei conseguenti provvedi- menti da parte dell'ente regionale. D'altra parte, il giudice di pace ha ampiamente esposto le ragioni che lo avevano indotto a recepire siffatta interpretazione della normativa ed a disco- starsi da proprie precedenti decisioni di segno oppo- sto, muovendo dal regolamento CEE 797/85 ed indicando le disposizioni delle leggi regionali nonché i provvedi- menti del Ministero del Tesoro che subordinavano il di- ritto soggettivo del ricorrente (epressamente affermato dalla sentenza) al pagamento dell'indennità alla condi- zione di cui si è detto;
ed a concludere che la predet- ta condizione non si era nel caso verificata, per cui l'asserita insufficienza o incongruenza di detta moti- vazione o gli errori di diritto di cui la stessa è af- fetta non costituiscono vizi denunciabili per via di ricorso per cassazione, circoscritto ai soli profili della motivazione inesistente о meramente apparen- te: essendo insindacabile il momento del giudizio equi- tativo rimesso a detto giudice. Nessuna pronuncia va adottata in ordine al regola- mento delle spese processuali in quanto la Regione Pu- glia, nei cui confronti l'esito della lite stato fa- vorevole, non ha spiegato difese. 6
P.Q.M.
La Corte, dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese. Così deciso in Roma il 29 novembre 2001. Il Presidente Il Consigliere estensore Rosario De Musis Salvatore Salvago سلم DEPOSITATA IN CANCELLERIA 14 MAG. 2002 IL CANCELLIERE IA Di Nuzzouare IE Di GL IL CANCELLIERE IA Di/Nuzzo IA Di 25 7