Cass. pen., sez. II, sentenza 15/10/2004, n. 48308
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Sentenza 15 ottobre 2004

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L'art. 609, comma secondo, cod. proc. pen., nella parte in cui stabilisce che la Corte di cassazione decide anche le questioni che non sarebbe stato possibile dedurre in grado di appello, trova applicazione a condizione che trattisi di questioni di solo diritto, sorte a cagione dello jus superveniens o per circostanze sopravvenute, rimanendo quindi esclusa la sua operatività quando la decisione implicherebbe valutazioni di fatto, quali quelle aventi ad oggetto l'unicità del disegno criminoso, ai fini della riconoscibilità della continuazione. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha escluso che potesse dedursi come motivo di ricorso per cassazione la mancata applicazione della continuazione tra il fatto ancora sub judice ed altro fatto per il quale era stata pronunciata sentenza di condanna divenuta irrevocabile dopo la celebrazione del giudizio d'appello).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. II, sentenza 15/10/2004, n. 48308
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 48308
    Data del deposito : 15 ottobre 2004

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