Cass. pen., sez. VI, sentenza 27/03/2013, n. 23625
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Sentenza 27 marzo 2013

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Nei reati contro la P.A, il giudizio di prognosi sfavorevole sul pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie di quelli per cui si procede non è impedito dalla circostanza che l'incolpato abbia dismesso l'ufficio o la funzione, nell'esercizio dei quali ha realizzato la condotta criminosa, ma il giudice, anche quando l'agente esercita ancora pubbliche funzioni, deve fornire puntuale e logica indicazione delle circostanze di fatto che rendono probabile che questi, nella diversa posizione soggettiva, possa continuare a porre in essere analoghe condotte criminose. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso il "periculum in mora" in una situazione in cui, in assenza di specifici elementi, un imputato, cessata la carica di componente del Nucleo di Valutazione Impatto Ambientale, nel cui esercizio erano state poste in essere le condotte contestate, aveva continuato a svolgere il ruolo di insegnante pubblico).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. VI, sentenza 27/03/2013, n. 23625
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 23625
    Data del deposito : 27 marzo 2013

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