Cass. pen., sez. I, sentenza 11/04/2013, n. 40006
CASS
Sentenza 11 aprile 2013

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In tema di associazione per delinquere di stampo mafioso, gli indizi raccolti nel corso di conversazioni telefoniche intercettate, a cui non abbia partecipato l'imputato, possono costituire fonte diretta di prova, senza necessità di reperire riscontri esterni, a condizione che siano gravi, precisi e concordanti. (Fattispecie in cui la Corte ha fatto riferimento alla esigenza che: a) il contenuto della conversazione sia chiaro; b) non vi sia dubbio che gli interlocutori si riferiscano all'imputato; c) per il ruolo ricoperto dagli interlocutori nell'ambito dell'associazione di cui fanno parte, non vi sia motivo per ritenere che parlino non seriamente degli affari illeciti trattati; d) non vi sia alcuna ragione per ritenere che un interlocutore riferisca il falso all'altro).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. I, sentenza 11/04/2013, n. 40006
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 40006
    Data del deposito : 11 aprile 2013

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