Cass. pen., sez. IV, sentenza 20/01/2004, n. 18641
CASS
Sentenza 20 gennaio 2004

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime3

In tema di prescrizione del reato, la sospensione del procedimento e il rinvio o la sospensione del dibattimento comportano la sospensione dei relativi termini ogni qualvolta siano disposti per impedimento dell'imputato o del suo difensore, ovvero su loro richiesta e sempre che l'una o l'altro non siano determinati da esigenze di acquisizione della prova o dal riconoscimento di un termine a difesa.

Sussiste la responsabilità del direttore dei lavori della ditta incaricata della collocazione di un impianto di distribuzione di gas metano per la morte di un pedone caduto all'interno di una voragine formatasi lungo la strada, nel punto in cui sono stati effettuati i lavori per la sistemazione della conduttura di metano, in quanto l'evento è dipeso dal difettoso ripristino del manto stradale, consistito, in particolare, nell'aver sistemato le tubazioni ad una profondità di interramento inferiore a quella prevista dalla normativa vigente (D.M. 24 novembre 1984). (La Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato ritenendo immune da vizi logici la sentenza con cui il giudice di merito aveva escluso che la pioggia abbondante, caduta al momento del fatto, potesse aver rappresentato una causa sopravvenuta, idonea ad escludere il nesso causale ai sensi dell'art. 41 comma secondo cod. pen., individuando nella inidonea ricopertura del manto stradale la concausa dell'apertura improvvisa della buca).

L'inammissibilità del ricorso per cassazione dovuta alla manifesta infondatezza dei motivi non consente il formarsi di un valido rapporto di impugnazione e preclude, pertanto, la possibilità di rilevare e dichiarare le cause di non punibilità a norma dell'art. 129 cod. proc. pen. (Nella specie la prescrizione del reato era maturata successivamente alla sentenza impugnata con il ricorso).

Commentari14

Mostra tutto (14)
  • 1Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

    RITENUTO IN FATTO 1. La Corte di appello di Bologna il 23 ottobre 2020 ha integralmente confermato la sentenza con la quale il Tribunale di Modena il 15 settembre 2016, all'esito del giudizio abbreviato, ha riconosciuto gli imputati Francesco G. e Fabio Z. responsabili del reato di lesioni colpose nei confronti di Mario C., fatto contestato come commesso il 2 luglio 2013, con violazione della disciplina antinfortunistica, entrambi in veste di legali rappresentanti della s.r.l. Metroquadro, oltre che la società Metroquadro responsabile dell'illecito amministrativo di cui all'art. 25-septies, comma 3, del d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231, in relazione al reato di cui all'art. 590 c.p., in …

     Leggi di più…

  • 2Testimone “ascoltatore” 507 prima di deporre (Cass. 27236/20)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 2 febbraio 2026

    In caso di teste introdotto di ufficio ex art. 507 c.p.p. nella stessa udienza a cui ha partecipato, non si applica la norma di cui all'art. 149 disp. att. c.p.p., secondo la quale l'esame del testimone deve avvenire in modo che nel corso dell'udienza nessuna delle persone citate, prima di deporre, possa assistere agli esami degli altri o vedere o udire o essere altrimenti informata di ciò che si fa nell'aula di udienza: questa infqatti si riferisce chiaramente alle persone citate come testi dall'accusa o dalla difesa ai sensi dell'art. 468 c.p.p., o a quelle citate ex art. 507 c.p.p., per un'udienza successiva, e pertanto non trova applicazione allorchè si tratti di persone delle quali …

     Leggi di più…

  • 3Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

  • 4Indebita compensazione e prescrizione: il reato si consuma con l’ultimo F24 (Cass. Pen. n.29949/25)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 23 settembre 2025

    1. Con l'impugnata sentenza, la Corte d'Appello di Brescia, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Bergamo, previa dichiarazione di non doversi procedere nei confronti di Co.Do., in ordine al reato di cui all'art. 10 - quater D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, capo 1), perché estinto per prescrizione, ha rideterminato la pena al medesimo inflitta, in anni uno e mesi nove di reclusione, in ordine ai reati di cui all'art. 10 - quater D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, di cui ai capi 2) e 3), ed ha ridotta la confisca per equivalente disposta nei suoi confronti in Euro 416.450,00. 2. Avverso la sentenza ha presentato ricorso l'imputato, a mezzo del difensore di fiducia, e ne ha chiesto …

     Leggi di più…

  • 5Cass. pen., 5 ottobre 2020, n. 27541
    https://www.iusinitinere.it/

    commento breve a cura di Rossella Giuliano In tema di conservazione di sostanze alimentari destinate al consumo, l'espressione “cattivo stato di conservazione” di cui all'art. 5, lett. b), l. 30 aprile 1962, n. 283 (recante la disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande) allude ad un tempo, quali parametri di giudizio, agli atti normativi ed alle regole della comune esperienza, usi e prassi: secondo un risalente e consolidato orientamento giurisprudenziale, infatti, il cattivo stato di conservazione delle sostanze alimentari considerato dalla disposizione incriminatrice inerisce a tutte quelle situazioni in cui le sostanze stesse – pur …

     Leggi di più…
Mostra tutto (14)

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. IV, sentenza 20/01/2004, n. 18641
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 18641
Data del deposito : 20 gennaio 2004

Testo completo