Cass. pen., sez. V, sentenza 09/02/2006, n. 8282
CASS
Sentenza 9 febbraio 2006

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In tema di imputabilità, il "disturbo antisociale della personalità" può rientrare nella nozione di infermità e può incidere, escludendola o scemandola grandemente, sulla capacità di intendere o di volere. Quest'ultima può assumere rilevanza autonoma anche in presenza di accertata capacità di comprendere il disvalore sociale della azione delittuosa, solo quando gli impulsi della azione, pur riconosciuta come riprovevole dall'agente, siano tali da vanificare la capacità di apprezzarne le conseguenze. (Fattispecie nella quale l'imputato di furto di una autovettura aveva dedotto di essere affetto da un disturbo della personalità che lo induceva a compiere furti nei cimiteri. I giudici di merito lo avevano condannato escludendo la rilevanza della pur ipotizzabile incapacità di volere e la Corte ha ritenuto tale motivazione non contraddittoria, osservando che la esistenza di un impulso non può essere considerata come causa da sola sufficiente a determinare un'azione incoerente con il sistema di valori di chi la compie, essendo onere dell'interessato dimostrare il carattere cogente, nel singolo caso, dell'impulso stesso).

Commentari3

  • 1Manca capacità di volere: inimputabile, e rifiuto della terapia non rileva (Cass. 12283/25)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 1 aprile 2025

    In tema di imputabilità, l'assenza della capacità di volere può assumere rilevanza autonoma e decisiva ai fini della (in)imputabilità anche in presenza di accertata capacità di intendere (e di comprendere il disvalore sociale della azione delittuosa), ove sussistano due essenziali e concorrenti condizioni: a) gli impulsi all'azione che l'agente percepisce e riconosce come riprovevole (in quanto dotato di capacità di intendere) siano di tale ampiezza e consistenza da vanificare la capacità di apprezzarne le conseguenze; b) ricorra un nesso eziologico con la specifica condotta criminosa, per effetto del quale il fatto di reato sia ritenuto causalmente determinato da quello specifico …

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  • 2Ludopatia da gratta e vinci, rilevante per imputabilità se .. (Cass. 21065/24)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 3 giugno 2024

    Il vizio del gioco di azzardo può risolversi in una ludopatia e costituire un disturbo della personalità, come confermato, nel caso in esame, dalle valutazioni dei periti e reso palese dal carattere eclatante delle condotte dell'imputato. Tuttavia, per essere riconosciuto quale vizio totale o parziale di mente, rilevante ex artt. 85,88 e 89 cod. pen., un disturbo della personalità deve presentarsi con consistenza, intensità e gravità tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere, escludendola o scemandola grandemente, e a condizione che sussista un nesso eziologico con la specifica condotta criminosa, per effetto del quale la condotta risulti causalmente …

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  • 3Disturbo della personalità: imputato capace di intendere e di volere?
    Redazione · https://responsabilecivile.it/ · 12 gennaio 2020

    È stato dichiarato pienamente capace di intendere e di volere l'imputato con disturbo della personalità e comportamento antisociale Ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, anche il disturbo della personalità, può rientrare nel concetto di “infermità”, purché sia tale da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere dell'imputato, escludendola o scemandola grandemente. La vicenda La Corte d'appello di Palermo aveva confermato la condanna inflitta all'imputato in ordine ai reati di estorsione, lesioni personali e violenza a pubblico ufficiale, riducendo la pena a 3 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione e 800 euro di multa. Contro tale pronuncia …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 09/02/2006, n. 8282
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 8282
Data del deposito : 9 febbraio 2006

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