Informazioni sulla legge
| Data d'entrata in vigore : | 26 giugno 1970 |
|---|---|
| Data dell'ultima modifica : | 13 gennaio 1993 |
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Cassazione civile sez. lav., 07/04/2010, (ud. 25/02/2010, dep. 07/04/2010), n.8261 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. LAMORGESE Antonio – Presidente – Dott. COLETTI DE CESARE Gabriella – Consigliere – Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere – Dott. AMOROSO Giovanni – Consigliere – Dott. MORCAVALLO Ulpiano – rel. Consigliere – ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso 9267-2007 proposto da: I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DELLA FREZZA 17, presso l'Avvocatura Centrale dell'Istituto, rappresentato e difeso dagli …
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Nell'estate del 1938, pochi mesi prima dell'emanazione delle leggi razziali, il rabbino di Torino Dario Disegni invia due lettere allarmate, una al re, ricordandogli la sua funzione di garante dello Statuto, l'altra al duce, rilevando il disagio della comunità ebraica a fronte del clima discriminatorio già ampiamente percepito in città. La propaganda antiebraica infatti viene diffusa a quell'epoca in tutta Italia attraverso una sistematica campagna di stampa e l'antisemitismo razzista è celebrato, tra l'altro, nella pubblicazione Il fascismo e i problemi della razza, che compare dapprima in forma anonima su Il Giornale d'Italia il 14 luglio 1938 e viene poi ripubblicato il 5 agosto sul …
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Avv. Francesco Pandolfi cassazionista Aumenteranno le cause sui benefici combattentistici Si prevede un incremento del contenzioso in materia di benefici combattentistici in quanto il Ministero della Difesa D.G.P.M., focalizzando la propria attenzione sul tema, da ultimo ha assunto rispetto al trattamento economico e allo statuto previdenziale una condotta intransigente ritenuta in linea con la vigente disciplina normativa. In altri termini: il Ministero ritiene di non poter ascoltare ed accogliere le pur legittime aspettative del personale, respingendo così le numerose istanze già pervenute sui tavoli dell'Amministrazione, in attesa che sopraggiungano nuovi e consolidati elementi …
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Giurisprudenza • +500
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Versioni del testo
- Art. 1.
I dipendenti civili di ruolo e non di ruolo dello Stato, compresi quelli delle Amministrazioni ed aziende con ordinamento autonomo, il personale direttivo e docente della scuola di ogni ordine e grado ed i magistrati dell'ordine giudiziario ed amministrativo, ex combattenti, partigiani, mutilati ed invalidi di guerra, vittime civili di guerra, orfani, vedove di guerra o per causa di guerra, profughi per l'applicazione del trattato di pace e categorie equiparate, possono chiedere una sola volta nella carriera di appartenenza la valutazione di due anni o, se piu' favorevole, il computo delle campagne di guerra e del periodo trascorso in prigionia, in internamento, per ricovero in luoghi di cura e in licenza di convalescenza per ferite o infermita' contratte presso reparti combattenti o in prigionia di guerra o in internamento, ai fini dell'attribuzione degli aumenti periodici e del conferimento della successiva classe di stipendio, paga o retribuzione.
Il periodo eventualmente eccedente viene valutato per l'attribuzione degli ulteriori aumenti periodici e per il conferimento della successiva classe di stipendio, paga o retribuzione. ((1)) --------------- AGGIORNAMENTO (3) La L. 23 dicembre 1992, n.498 ha disposto (con l'art. 4 comma 5) che "L' articolo 1 della legge 24 maggio 1970, n. 336 , va interpretato nel senso che per i dipendenti del pubblico impiego, ivi compresi i dirigenti ed equiparati, nonche' per il personale di magistratura ed equiparato, non si procede al computo delle maggiori anzianita' ivi previste in sede di successiva ricostruzione economica prevista da disposizioni di carattere generale. Gli eventuali maggiori trattamenti spettanti o in godimento, conseguenti ad interpretazioni difformi, sono conservati ad personam e sono riassorbiti con la normale progressione economica di carriera o con i futuri miglioramenti dovuti sul trattamento di quiescenza." - Art. 2.
Ai dipendenti indicati all'articolo 1, all'atto della cessazione dal servizio per qualsiasi causa, sono attribuiti, ai soli fini della liquidazione della pensione e della indennita' di buonuscita e di previdenza, tre aumenti periodici di stipendio, paga o retribuzione o, se piu' favorevole, un aumento periodico per ogni anno o frazione superiore a sei mesi di servizio militare prestato in territorio dichiarato in stato di guerra, trascorso in prigionia e in internamento, in luoghi di cura e in licenza di convalescenza per ferite o infermita' contratte presso reparti combattenti, in prigionia e in internamento.
Ai dipendenti indicati nel precedente comma, a loro richiesta o a richiesta degli eredi aventi diritto a pensione di riversibilita', anziche' l'attribuzione degli aumenti periodici di stipendio, previsti dallo stesso precedente comma, va conferita la qualifica o classe di stipendio paga o retribuzione immediatamente superiore a quella posseduta. - Articolo 3Art. 3. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 8 LUGLIO 1974, N.261, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI DALLA L. 14 AGOSTO 1974, N.355))
Al personale collocato a riposo ai sensi del precedente comma e' concesso, sia ai fini del compimento dell'anzianita' necessaria per conseguire il diritto a pensione, sia ai fini della liquidazione della pensione e dell'indennita' di buonuscita o di previdenza, un aumento di servizio di sette o, se trattasi di mutilati o invalidi di guerra o vittime civili di guerra, di dieci anni.
Ai predetti fini si fa riferimento allo stipendio in godimento dopo la applicazione dei precedenti articoli.
I posti lasciati liberi dal personale collocato a riposo in applicazione del presente articolo, esclusi quelli lasciati liberi dal personale direttivo e docente della scuola di ogni ordine e grado e dagli impiegati dipendenti dal Ministero della pubblica istruzione o dal Ministero del turismo e spettacolo, dalle aziende autonome dello Stato, sono portati in diminuzione nella qualifica iniziale del rispettivo ruolo di appartenenza.