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30 giugno 1990
30 giugno 1990
Art. 2. (Continuita' educativa) 1. Il Ministro della pubblica istruzione, con proprio decreto, sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione, definisce, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali della scuola, le forme e le modalita' del raccordo di cui al comma 2 dell'articolo 1, in particolare in ordine a:
a) la comunicazione di dati sull'alunno; b) la comunicazione di informazioni sull'alunno in collaborazione con la famiglia o con chi comunque esercita sull'alunno, anche temporaneamente, la potesta' parentale; c) il coordinamento dei curricoli degli anni iniziali e terminali; d) la formazione delle classi iniziali; e) il sistema di valutazione degli alunni; f) l'utilizzo dei servizi di competenza degli enti territoriali.
2. Le condizioni della continuita' educativa, anche al fine di favorire opportune amornizzazioni della programmazione didattica, sono garantite da incontri periodici tra direttori didattici e presidi e tra docenti delle classi iniziali e terminali dei gradi di scuola interessati.
a) la comunicazione di dati sull'alunno; b) la comunicazione di informazioni sull'alunno in collaborazione con la famiglia o con chi comunque esercita sull'alunno, anche temporaneamente, la potesta' parentale; c) il coordinamento dei curricoli degli anni iniziali e terminali; d) la formazione delle classi iniziali; e) il sistema di valutazione degli alunni; f) l'utilizzo dei servizi di competenza degli enti territoriali.
2. Le condizioni della continuita' educativa, anche al fine di favorire opportune amornizzazioni della programmazione didattica, sono garantite da incontri periodici tra direttori didattici e presidi e tra docenti delle classi iniziali e terminali dei gradi di scuola interessati.
Giurisprudenza • 1
- 1. Trib. Brescia, ordinanza 27/01/2025Provvedimento: […] Ancora, sebbene il principio della continuità scolastica enunciato dagli artt. 1, comma 2, e 2 della legge 148/1990 e dalla circolare attuativa del Controparte_2 n. 339/1992 non significhi necessariamente mancanza di cambiamento, ma imponga semplicemente un raccordo fra le diverse scuole seguite dall'alunno attraverso un adeguato scambio delle informazioni su di lui che garantisca la coerenza del suo percorso formativo, la realizzazione di tale obiettivo risulta tanto più semplice quanto minore è la distanza, sia a livello geografico che di impostazione didattica, fra leLeggi di più...
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