(Possesso di buona fede).
E' possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere l'altrui diritto.
La buona fede non giova se l'ignoranza dipende da colpa grave.
La buona fede e' presunta e basta che vi sia stata al tempo dell'acquisto.
[…] L'equiparazione della buona fede di cui all'art. 2033 c.c. con la buona fede soggettiva tipica del possesso (art. 1147 c.c.) – equiparazione peraltro parziale perché nel caso dell'indebito si esclude l'applicabilità del secondo comma dell'art. 1147 c.c. – sembra il frutto di una mancata attenzione alla dimensione storico-economica degli istituti e delle norme. […]
Leggi di più…[…] Si badi, che la buona fede cui fa riferimento la norma è la cd. bona fides soggettiva che s'immedesima nell'ignoranza dell'altruità del bene al momento della consegna, salvo che, detta ignoranza, come specifica l'art. 1154 c.c. unitamente all'art. 1147 c.c., non sia dovuta a colpa grave. […]
Leggi di più…[…] La buona fede richiesta dalla norma si identifica nell'elemento soggettivo disciplinato dall'art. 1147 c.c., il quale classifica come possessore di buona fede “colui che possiede ignorando di ledere l'altrui diritto”.[2] L'errore del Tribunale di secondo grado inerisce alla fattispecie per cui, ai fini dell'occorrer dell'usucapione abbreviata, il possesso deve protrarsi ininterrottamente per almeno dieci anni dalla «data della trascrizione», […]
Leggi di più…[…] PRESUPPOSTI DEL MATRIMONIO PUTATIVO La buona fede deve sussistere solo al momento della celebrazione del matrimonio e si presume, pertanto sul punto la Suprema Corte ha statuito che ‘‘la buona fede nei nubendi, agli effetti dell'art. 128 c.c., deve presumersi nel momento della celebrazione del vincolo matrimoniale, essendo applicabile anche al matrimonio il principio generale sancito dall'ultimo comma dell'art. 1147 c.c. […]
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