Versione
19 aprile 1942
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1 gennaio 2004
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26 marzo 2015
26 marzo 2015
Art. 2539.
(Rappresentanza nell'assemblea).
Nelle cooperative disciplinate dalle norme sulla societa' per azioni ciascun socio puo' rappresentare sino ad un massimo di dieci soci. ((228))
Il socio imprenditore individuale puo' farsi rappresentare nell'assemblea anche dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo che collaborano all'impresa.
------------- AGGIORNAMENTO (228)
Il D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385 , come modificato dal D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 , convertito con modificazioni dalla L. 24 marzo 2015, n. 33 , ha disposto (con l'art. 150-bis, comma 2-bis) che "In deroga a quanto previsto dall' articolo 2539, primo comma, del codice civile , gli statuti delle banche popolari determinano il numero massimo di deleghe che possono essere conferite ad un socio; in ogni caso, questo numero non e' inferiore a 10 e non e' superiore a 20".
(Rappresentanza nell'assemblea).
Nelle cooperative disciplinate dalle norme sulla societa' per azioni ciascun socio puo' rappresentare sino ad un massimo di dieci soci. ((228))
Il socio imprenditore individuale puo' farsi rappresentare nell'assemblea anche dal coniuge, dai parenti entro il terzo grado e dagli affini entro il secondo che collaborano all'impresa.
------------- AGGIORNAMENTO (228)
Il D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385 , come modificato dal D.L. 24 gennaio 2015, n. 3 , convertito con modificazioni dalla L. 24 marzo 2015, n. 33 , ha disposto (con l'art. 150-bis, comma 2-bis) che "In deroga a quanto previsto dall' articolo 2539, primo comma, del codice civile , gli statuti delle banche popolari determinano il numero massimo di deleghe che possono essere conferite ad un socio; in ogni caso, questo numero non e' inferiore a 10 e non e' superiore a 20".
Commentari • 18
- 1. Al patto di famiglia avente ad oggetto partecipazioni che non permettano il controllo della società non si applica l'esenzione dall'imposta di donazionehttps://www.osservatoriofamiglia.it/ · 189.48851
[…] Il trasferimento delle partecipazioni sociali rientra nella previsione del comma 4 ter, precedentemente richiamato, solo qualora esse possano permettere il controllo, ai sensi dell'art. 2539, comma 1, n.1, c.c. delle società ex art. 73, comma 1, lett. a) D.P.R. n. 917 del 1986. […] D.L.gs. n. 346 del 1990, art. 3, comma 4 ter; D.P.R. n. 917 del 1986 e artt. 2359 e 2539 c.c.
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Giurisprudenza • 37
- 1. Trib. Napoli, sentenza 19/05/2021, n. 4694Provvedimento: […] La Difesa dell'attore ha invocato, con riferimento all'atteggiamento del consiglio di amministrazione della cooperativa (rimasto del tutto silente rispetto alla richiesta di recesso) l'avveramento della condizione di cui all'art.1359 c.c. In sintesi, la condizione ostativa al recesso (il mancato l'assenso del cda di cui all'art.2539 c.c.) sarebbe, a seguito del comportamento, silente, del cda, da considerarsi superata per causa imputabile allo stesso. Imputabilità discendente dalla violazione del canone di buona fede rinvenibile nel predetto comportamento.Leggi di più...
- art. 2532 c.c.·
- art. 2437 c.c.·
- mediazione statutaria·
- recesso da società cooperativa·
- rapporto sociale·
- improcedibilità azione·
- rapporto mutualistico·
- liquidazione coatta amministrativa·
- silenzio organo amministrativo·
- condizione art. 1359 c.c.