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Sentenza 23 gennaio 2025
Sentenza 23 gennaio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Catanzaro, sentenza 23/01/2025, n. 126 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Catanzaro |
| Numero : | 126 |
| Data del deposito : | 23 gennaio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI CATANZARO
Sezione Specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea
Il Tribunale, in composizione monocratica, in persona del giudice dott. ET Caré, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa civile di primo grado iscritta al n. 1642 del ruolo generale degli affari contenziosi civili dell'anno 2023 vertente:
TRA
brasiliana, sposata, titolare della Carta d'Identità n. Parte_1
, Codice Fiscale n. , nata il [...], a NumeroDiCartaIde_1 C.F._1
Guarulhos –São Paulo –Brasile.
brasiliana, sposata, titolare della Carta d'identità n. Parte_2
SSP/SP, Codice Fiscale n. , nata il [...], a [...] NumeroD_2 NumeroDi_3
Janeiro - Rio de Janeiro-Brasile, insieme a , brasiliano, Parte_3 celibe, titolare della Carta d'identità n .40.932.347-0 , Codice Fiscale C.F._2
n. nato São Paulo –São Paulo –Brasile, nell'esercizio di loro autorità C.F._3 parentela in nome di suoi figli minorenni:
, celibe, titolare della Carta d'identità n. , Persona_1 NumeroD_4
Codice Fiscale n. nato il [...] a [...] –São Paulo –Brasile. C.F._4
, celibe, titolare della Carta d'identità n. , Parte_4 NumeroDiC_5
Codice Fiscale n. nato il [...] a [...] –São Paulo –Brasile; NumeroDiCar_6 tutti rappresentati e difesi, come da procura in atti, dall'Avv. Luca Romano e dall'Abogado Emanuela Fornari, entrambi del Foro di Napoli Nord, con domicilio eletto in Casal di Principe, via trav. Diaz n. 3, pec: Email_1
- RICORRENTI -
E
, in persona del Ministro in carica, legale Controparte_1 rappresentante p.t., rappresentato e difeso ex lege dall'Avvocatura Distrettuale dello
Stato di Catanzaro, presso i cui Uffici in Catanzaro, alla Via G. Da Fiore, 34, domicilia;
- RESISTENTE -
Con l'intervento necessario del Pubblico Ministero presso il Tribunale di Catanzaro.
Oggetto: riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis.
Conclusioni: all'udienza dell'11 dicembre 2024 il procuratore di parte ricorrente concludeva come da note di udienza depositate in atti.
MOTIVI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE
1 1. Con ricorso ex art. 281-decies ritualmente notificato, gli odierni ricorrenti hanno convenuto davanti l'intestato Tribunale il chiedendo che venga Controparte_1 dichiarato il loro status di cittadini italiani in quanto discendenti in linea retta da cittadino italiano, esponendo che l'ascendente non aveva mai perduto la cittadinanza italiana ed aveva potuto trasmetterla validamente ai discendenti.
Deducevano i ricorrenti di essere discendenti diretti di , nato a [...] Persona_2
(Cs) il 26/09/1931, figlio di e di . Persona_3 CP_2
, contraeva matrimonio in nel comune di nascita con Persona_2 CP_2 [...]
in data 23/01/1955 e, unitamente alla sua famiglia, emigrava con destinazione Per_4
Brasile e dal matrimonio nasceva il figlio;
Persona_5 Persona_2
è morto il 27/12/1978 in territorio brasiliano.
contraeva matrimonio con in data Persona_5 Persona_6
20/10/1979 e dal loro matrimonio nasceva la figlia ricorrente . Parte_2
della unione civile con ha avuto i Parte_2 Parte_3 figli , nato il [...] a [...] –Brasile, e Persona_1 [...]
, nato il [...] a [...] -Brasile. Parte_4
Successivamente, contraeva matrimonio con Parte_2 [...] in data 17/12/2016. Persona_7
Ancora, in unione civile con ha avuto la Persona_5 Persona_8 figlia ricorrente . Persona_9
si sposava con nella città di Persona_9 Persona_10
Mogi Das Cruzes (SP) in data 05/11/2021.
non si è mai naturalizzato brasiliano, ma ha mantenuto la sua Persona_2 cittadinanza italiana (cfr. certificato negativo di naturalizzazione allegato), trasmettendola al figlio e, a sua volta, ai discendenti che sono seguiti nell'albero genealogico, sino agli odierni ricorrenti.
Il si è costituito in giudizio chiedendo, in caso di soccombenza, Controparte_1 di tenere indenne l'Amministrazione convenuta dalle spese di lite. Il P.M. in sede ha espresso parere favorevole all'accoglimento della domanda.
Istruita con produzione documentale, all'udienza dell'11/12/2024, sulle conclusioni precisate dalle parti la causa è stata trattenuta in decisione e deliberata nei termini in epigrafe.
2. Nel merito la domanda è fondata e viene pertanto accolta.
Nella fattispecie, i ricorrenti hanno agito in giudizio per il riconoscimento dello status di cittadini italiani in virtù della comune discendenza da cittadino italiano emigrato in
Brasile.
In via generale, per quanto attiene ai cittadini italiani emigrati in Brasile in epoca pre-
Costituzione, occorre analizzare la posizione costante della giurisprudenza rispetto al c.d. “Decreto della Grande Naturalizzazione brasiliana” del 1889 che stabiliva che
“sarebbero stati considerati cittadini brasiliani tutti gli stranieri residenti in [...]alla data del 15 novembre 1889 salvo dichiarazione in contrario fatta innanzi il rispettivo comune, nel termine di sei mesi dalla data di pubblicazione del Decreto”. La citata norma non fu ritenuta applicabile dalla giurisprudenza e in tal senso rileva la sentenza della Corte di Cassazione di Napoli del 5.10.1907 che sottolineò che, ai sensi
2 delle disposizioni generali del Codice civile del 1865, all'epoca vigente, in nessun caso le leggi di un paese straniero potevano derogare alle leggi proibitive del regno concernenti le persone, i beni e gli atti.
La cittadinanza sulla base delle leggi dell'epoca si perdeva solo in caso di rinuncia espressa o trasferimento della residenza all'estero ovvero in caso di ottenimento della cittadinanza estera. (art. 11, comma 1, c.c. del 1865).
La legge n. 555/1912, in linea di continuità con il disposto suddetto, poneva in evidenza come la rinuncia alla cittadinanza dovesse sostanziarsi in un atto consapevole e volontario stante la natura stessa del diritto di cittadinanza, personale e assoluto, permanente e imprescrittibile.
Ne consegue che la cittadinanza brasiliana iure loci, indicata nel decreto richiamato, non comportò mai la perdita della cittadinanza da parte dei discendenti di un avo.
Nel caso di specie, non risulta agli atti alcuna rinuncia alla cittadinanza da parte
, prova, peraltro, di cui era onerata l'amministrazione, ma di contro Persona_2 rileva il certificato negativo di naturalizzazione depositato che attesta l'assenza di atto di naturalizzazione in nome dello stesso (cfr. allegato in atti).
In merito al riconoscimento dello status richiesto, vale richiamare la sentenza Cass. S.U.,
n. 4466/2009 a mente della quale “tale riconoscimento non può negarsi neppure in caso di morte degli ascendenti della ricorrente, salvo che vi sia stata, da costoro, rinuncia alla cittadinanza sempre consentita dalle leggi succedutesi nel tempo, rinuncia di cui deve dare prova in questa sede chi si oppone alla ricognizione del diritto”.
Da ultimo, occorre soffermarsi sulle recenti pronunce delle Sezioni Unite della Corte di
Cassazione nn. 25317/2022 e 25318/2022 che, sul tema, hanno rinviato alla Corte
d'Appello di Roma fornendo alcuni principi che attengono al caso in esame:
- secondo la tradizione giuridica italiana, nel sistema delineato dal codice civile del
1865, dalla successiva legge sulla cittadinanza n. 555 del 1912 e dall'attuale legge n.
91 del 1992, la cittadinanza per fatto di nascita si acquista a titolo originario iure sanguinis, e lo status di cittadino, una volta acquisito, ha natura permanente, è imprescrittibile ed è giustiziabile in ogni tempo in base alla semplice prova della fattispecie acquisitiva integrata dalla nascita da cittadino italiano;
a chi richieda il riconoscimento della cittadinanza spetta di provare solo il fatto acquisitivo e la linea di trasmissione, mentre incombe alla controparte, che ne abbia fatto eccezione, la prova dell'eventuale fattispecie interruttiva;
- l'istituto della perdita della cittadinanza italiana, disciplinato dal codice civile del
1865 e dalla legge n. 555 del 1912, ove inteso in rapporto al fenomeno di cd. grande naturalizzazione degli stranieri presenti in Brasile alla fine dell'Ottocento, implica un'esegesi restrittiva delle norme afferenti, nell'alveo dei sopravvenuti principi costituzionali, essendo quello di cittadinanza annoverabile tra i diritti fondamentali;
in questa prospettiva l'art. 11, n. 2, cod. civ. 1865, nello stabilire che la cittadinanza italiana è persa da colui che abbia “ottenuto la cittadinanza in paese estero”, sottintende, per gli effetti sulla linea di trasmissione iure sanguinis ai discendenti, che si accerti il compimento, da parte della persona all'epoca emigrata, di un atto spontaneo e volontario finalizzato all'acquisto della cittadinanza straniera - per esempio integrato da una domanda di iscrizione nelle liste elettorali secondo la legge
3 del luogo -, senza che l'aver stabilito all'estero la residenza, o anche l'aver stabilizzato all'estero la propria condizione di vita, possa considerarsi bastevole, unitamente alla mancata reazione al provvedimento generalizzato di naturalizzazione, a integrare la fattispecie estintiva dello status per accettazione tacita degli effetti di quel provvedimento;
- la fattispecie di perdita della cittadinanza italiana, correlata all'accettazione di un
"impiego da un governo estero" senza permissione del governo italiano, deve essere intesa, sia nell'art. 11, n. 3, c.c. 1865, sia nell'art. 8, n. 3, della l. n. 555 del 1912, come comprensiva dei soli impieghi governativi strettamente intesi, che abbiano avuto come conseguenza l'assunzione di pubbliche funzioni all'estero tali da imporre obblighi di gerarchia e fedeltà verso lo Stato straniero, di natura stabile e tendenzialmente definitiva, così da non poter essere integrata dalla mera circostanza dell'avvenuto svolgimento all'estero di una qualsivoglia attività di lavoro, pubblico o privato.
La linea di discendenza riportata in ricorso trova esatta corrispondenza nella documentazione versata in atti come sopra indicata: in particolare, né i ricorrenti né gli ascendenti hanno mai rinunciato alla cittadinanza italiana interrompendo la catena di trasmissione della cittadinanza, come provato mediante appositi certificati rilasciati dalle competenti Autorità diplomatico-consolari italiane e apostillati.
Con riferimento all'interesse ad agire, merita evidenziare che, nonostante la norma preveda che i soggetti interessati debbano chiedere ed ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana all'Autorità Consolare presso il Paese di residenza, è ormai da anni nota la situazione burocratica che affligge i vari Consolati italiani in Brasile, per i quali il tempo di attesa oscilla tra 1 anno e 12 anni.
In questi casi è pertanto possibile adire direttamente il tribunale per ottenere la cittadinanza senza attendere i tempi del . Infatti, l'orientamento consolidato Parte_5 dei tribunali di merito reputa i tempi di risposta dei irragionevoli ed in Parte_6 contrasto con l'articolo 3 del d.P.R. 362/1994 che fissa in 730 giorni il termine per definire il procedimento di cittadinanza.
Peraltro, non può ritenersi che la presentazione della domanda in via amministrativa costituisca una condizione di procedibilità per la presentazione della domanda giudiziale, trattandosi di accertare il diritto ad uno stato personale, non potendo l'assenza di certificazione amministrativa precludere il procedimento giurisdizionale di riconoscimento del diritto soggettivo perfetto, come tale oggetto della giurisdizione del giudice ordinario (cfr. Cass. Sez. U, n. 28873/2008).
La mancata opposizione da parte del giustifica la compensazione Controparte_1 integrale delle spese.
P.Q.M.
Il Tribunale di Catanzaro-Sezione Specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione europea, definitivamente pronunciando così decide:
A) accoglie la domanda e per l'effetto dichiara lo Status di cittadini italiani di:
brasiliana, nata il [...], a [...] –São Paulo Parte_1
–Brasile;
4 brasiliana, nata il [...], a [...] - Rio de Parte_2
Janeiro-Brasile;
, nato il [...] a [...] –São Paulo –Brasile; Persona_1
ET , nato il [...] a [...] –São Paulo –Brasile; Persona_1
B) Ordina al e, per esso all'Ufficiale di Stato civile competente, Controparte_1 di procedere alle iscrizioni, trascrizioni e annotazioni di legge, nei registri dello stato civile, delle persone indicate, provvedendo alle eventuali comunicazioni alle autorità consolari competenti,
C) dichiara le spese di lite integralmente compensate.
Così deciso in Catanzaro, il 10 gennaio 2025
Il Giudice
ET Carè
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