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Sentenza 24 dicembre 2025
Sentenza 24 dicembre 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Bari, sentenza 24/12/2025 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Bari |
| Numero : | |
| Data del deposito : | 24 dicembre 2025 |
Testo completo
N.R.G. 10263/2024
IL TRIBUNALE DI BARI
SEZ. SPEC. IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'U.E. riunito in camera di consiglio con l'intervento dei signori magistrati: dott. RG Di OL Presidente dott.ssa RI IN Giudice relatore dott. Enzo Davide Ruffo Giudice ha pronunciato il seguente
DECRETO nel procedimento ai sensi dell'art. 35-bis D.lgs. 25/2008 ss.mm. proposto da:
(C.F. Codice CUI 2212527, data di nascita Parte_1 C.F._1
01/02/1997, Paese di provenienza: SUDAN), parte rappresentata e difesa dall'avv.
BIANCHI MASSIMO;
RICORRENTE1 contro
ONroparte_1
;
[...]
RESISTENTE CONTUMACE
e con l'intervento del
PUBBLICO MINISTERO
INTERVENTORE EX LEGE
FATTO
Il processo. Con atto depositato in data 11/10/2024, il ricorrente ha impugnato il provvedimento adottato dalla in data 10 luglio 2024 e ONroparte_1 notificatogli il 12/09/2024 con cui è stata rigettata la sua domanda di protezione
Pag. 1 di 16 internazionale (C/3 del giorno 10/01/2023). Ha chiesto il riconoscimento dello status di rifugiato, in subordine, della protezione sussidiaria e, in ulteriore subordine, di quella complementare.
Ritualmente evocata in giudizio, l'Amministrazione non si è costituita, al pari del CP_2
che non ha rilevato l'esistenza di condanne ostative.
[...]
Con decreto del 24/10/2024, il Tribunale ha dichiarato non luogo a provvedere sull'istanza di sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato avanzata unitamente al ricorso.
Fissata per il giorno 05/11/2025 l'udienza di comparizione svolta nelle forme di cui all'art. 127-ter c.p.c., il Giudice relatore si è riservato di riferire al Collegio per la decisione.
I fatti narrati dal ricorrente. Nel corso del procedimento amministrativo il ricorrente non è stato sentito perché, pur convocato, non è comparso dinanzi alla Commissione nella data fissata per la sua audizione, non giustificando in alcun modo la sua assenza;
di tanto dà atto il provvedimento impugnato nel quale è anche precisato che la Commissione si riservava di provvedere a nuova convocazione qualora il richiedente avesse compiutamente giustificato la propria assenza.
Nel ricorso introduttivo del presente procedimento l'interessato non ha fatto alcun cenno alla sua vicenda personale e alle ragioni per le quali non sarebbe stato ascoltato dall'amministrazione e solo con la memoria depositata in data 16/11/2024 ha precisato di aver lasciato il Sudan nel 2008, dopo aver perso entrambi i genitori nel corso degli scontri fra i guerriglieri indipendentisti e le forze armate fedeli al governo. Ha aggiunto di aver vissuto in Libia dal 2008 al 2011 e di essersi poi imbarcato per l'Italia.
DIRITTO
L'illegittimità formale del provvedimento impugnato. Va premesso che l'illegittimità del provvedimento amministrativo di diniego non è oggetto del sindacato del giudice ordinario, il quale è chiamato a valutare se sussista il bene della vita al quale il ricorrente anela. La sua posizione sostanziale, avente natura di diritto soggettivo fondamentale, viene esaminata, non soltanto, attraverso il prisma dell'atto amministrativo, ma attraverso ogni altro elemento idoneo ad accertare il diritto alla protezione internazionale o complementare.
Pag. 2 di 16 L'audizione personale del ricorrente. La L. 46/2017 non impone l'udienza pubblica e il rinnovo dell'audizione, la cui necessità va opportunamente vagliata caso per caso, ciò in aderenza a quanto statuito dalla Corte di Giustizia2 e sempre allo scopo di garantire al ricorrente un “rimedio effettivo”, così come previsto dall'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea3.
Nel caso in esame con note depositate in data 06/11/2025, lo stesso richiedente ha rinunciato espressamente a completare l'istruttoria con la sua l'audizione sostenendo di non essere fisicamente in grado di sostenere l'audizione per problemi di salute, che, però, non ha documentato.
Il provvedimento impugnato. La con provvedimento del ONroparte_1
10/07/2024 ha rigettato la domanda di protezione internazionale presentata dal ricorrente, rilevando che la suddetta decisione, nell'assenza del ricorrente, “non può che basarsi sulle informazioni rese all'ufficio della Polizia di Stato competente”.
Lo status di rifugiato politico. Dall'esame degli atti versati nel fascicolo processuale deve concludersi che non sussistano i presupposti per il riconoscimento della protezione ex art. 7 D.lgs. 251/2007, atteso che non sono state efficacemente dedotte, ai sensi di tale disposizione, situazioni di persecuzione intesa quale vessazione o repressione violenta implacabile.
È riconosciuto lo status di rifugiato a colui che, per il fondato timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza a un determinato gruppo sociale, si trova fuori dal Paese di cui ha cittadinanza (o dimora abituale – nel caso di soggetti apolidi) e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese4.
Pag. 3 di 16 In sostanza, il riconoscimento dello status di rifugiato presuppone la verifica di una serie di elementi essenziali e specificamente:
a) del fondato timore di essere perseguitato;
b) dei motivi della persecuzione;
c) del fatto che la persona si trova fuori dal territorio dello Stato di cui possiede la cittadinanza (o dove domicilia, se apolide);
d) della circostanza per cui, proprio in ragione del timore di persecuzione, la persona non può o non vuole porsi sotto la protezione di detto Stato5, o perché non prevista dalla legislazione dello stesso o perché, anche se esistente, priva dei caratteri di effettività.
Nel caso di specie, questi elementi non sono ravvisabili perché mai allegati dal ricorrente, né ricavabili dall'audizione a cui si è di fatto sempre sottratto, sicché non può riconoscersi al ricorrente nemmeno il beneficio dell'onere della prova agevolato ex art. 3 comma 5, D.lgs.
251/2007 ss.mm. cfr. Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 06/04/2025, n. 9068, Cass. civ., Sez. I,
Ordinanza, 06/04/2025, n. 9065 e soprattutto Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 06/08/2024,
n. 22175 secondo cui “In materia di protezione internazionale, il controllo della credibilità delle dichiarazioni rese dallo straniero, ai sensi dell'art. 3, comma quinto, del D.Lgs. n. 251 del 2007, richiede
l'accertamento della coerenza interna ed esterna del racconto e della sua plausibilità sul piano razionale.
a un gruppo caratterizzato da un'identità culturale, etnica o linguistica, comuni origini geo- grafiche o politiche o la sua affinità con la popolazione di un altro Stato.), l'appartenenza a un particolare gruppo sociale (si considera che un gruppo costituisce un “particolare gruppo sociale” quando i membri di tale gruppo condividono una caratteristica innata o una storia comune che non può essere mutata, oppure condividono una caratteristica o una fede che è così fondamentale per l'identità o la coscienza che una persona non dovrebbe essere costretta a rinunciarvi e che tale gruppo possiede un'identità distinta nel paese di cui trattasi, perché vi è percepito come diverso dalla società circostante) e opinione politica (il termine “opinione politica” si riferisce alla professione di un'opinione, un pensiero o una convinzione su una questione inerente ai potenziali persecutori e alle loro politiche o metodi, indipendente-mente dal fatto che il richiedente abbia tradotto tale opi-nione, pensiero o convinzione in atti concreti). 5 Secondo la giurisprudenza di legittimità, “requisito essenziale per il riconoscimento dello status di rifugiato è il fondato timore di persecuzione "personale e diretta" nel Paese d'origine del richiedente, a causa della razza, della religione, della nazionalità, dell'appartenenza ad un gruppo sociale ovvero per le opinioni politiche professate. Il relativo onere probatorio - che riceve un'attenuazione in funzione dell'intensità della persecuzione - incombe sull'istante, per il quale è tuttavia sufficiente dimostrare, anche in via indiziaria, la "credibilità" dei fatti allegati, i quali, peraltro, devono avere carattere di precisione, gravità e concordanza” (cfr. Cass. Ord. Sez. 1 n. 30969 del 27/11/2019 Rv. 656199 – 01). Inoltre, l'art. 9 capo III della Direttiva UE 95 del 2011, inoltre, stabilisce che sono persecutori gli atti che, “a) per loro natura o frequenza, sono sufficientemente gravi da rappresentare una violazione grave dei diritti umani fondamentali, in particolare dei diritti per cui qualsiasi deroga è esclusa a norma dell'articolo 15, paragrafo 2, della CEDU o b) quelli che rappresentano la somma di diverse misure, tra cui violazioni dei diritti umani, il cui impatto sia sufficientemente grave da esercitare sulla persona un effetto analogo a quello di cui alla lettera a)”. Relativamente invece, alla forma di detti atti, questa può consistere in “atti di violenza fisica o psichica, compresa la violenza ses-suale, provvedimenti legislativi, amministrativi, di polizia e/o giudi-ziari, discriminatori per loro stessa natura o attuati in modo discriminatorio, azioni giudiziarie o sanzioni penali sproporzionate o discri-minatorie, rifiuto di accesso ai mezzi di ricorso giuridici e conseguente sanzione sproporzionata o discriminatoria, azioni giudiziarie o sanzioni penali in conseguenza al rifiuto di prestare servizio militare in un conflitto, quando questo comporterebbe la commissione di crimini, reati o atti che rientrano nell'ambito dei motivi di esclusione di cui all'articolo 12, paragrafo 2, atti specificamente diretti contro un sesso o contro l'infanzia”.
Pag. 4 di 16 Tale dovere non comporta un aggravamento dell'onere della prova per il richiedente, ma consente al giudice di acquisire d'ufficio il necessario materiale probatorio, fermo restando che un racconto genericamente non credibile o contraddittorio esonera il giudice da ulteriori approfondimenti istruttori”).
La protezione internazionale sussidiaria. Analogamente non può essere accordata all'odierno ricorrente nemmeno la protezione internazionale sussidiaria ai sensi dell'art. 14, lettere a) e b) del D.lgs. 251/2007, ossia quella prevista per circostanze suscettibili di rientrare nel concetto di “danno grave” e, specificamente, la condanna a morte o all'esecuzione della pena di morte, la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante.
Tali circostanze di fatto non sono state mai prospettate alla Commissione e nemmeno in sede giudiziale;
in ogni caso, valgono le stesse considerazioni già affrontate per lo status di rifugiato.
A tal proposito, è utile richiamare la giurisprudenza della Corte di Cassazione (cfr. da ultimo
Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 14/11/2024, n. 29455 ), granitica nel distinguere fra onere di allegazione e onere della prova e nel tenere con fermezza il primo fuori dal perimetro della
“cooperazione istruttoria” (Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 29/08/2022, n. 25440).
(Segue) sul Paese di provenienza. In senso opposto deve invece concludersi con riferimento alla protezione sussidiaria prevista dalla lett. c) dell'art. 14 D.lgs. 251/2007, per la quale è stato evidenziato dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che “[…] la sussistenza di una minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile non necessita della prova che il richiedente sia oggetto specifico di minaccia per motivi peculiari attinenti alla situazione personale. La minaccia si considera, infatti, provata, eccezionalmente, quando il conflitto armato in corso nel Paese di provenienza del richiedente è di tale gravità che la sola presenza del civile nel Paese in questione rappresenta di per sé un rischio effettivo di subire tale minaccia”6.
Ciò premesso, come si apprende da sicure fonti internazionali, il Paese di provenienza di parte ricorrente vive una condizione di conflitto armato con violenza generalizzata nel senso illustrato dalla Corte di Giustizia7 ed evidenzia particolari criticità sotto il profilo della sicurezza.
Pag. 5 di 16 Invero, il Sudan sta vivendo da diversi anni una situazione di forte instabilità politica ed economica che ha portato a forti conflittualità nel corso del tempo, dando vita ad una delle più violente e disastrose crisi umanitarie degli ultimi anni.
In Sudan, i conflitti armati si sono susseguiti quasi ininterrottamente fin dall'indipendenza del 1956 e solo nel 2011 la situazione di crisi è sfociata nella scissione del Paese in due regioni: Sudan e Sud Sudan. La separazione non ha però contribuito a stabilizzare la situazione instabile protrattasi per decenni, giacché gli Stati meridionali del Sudan non si sono liberati dei disordini etnici e dei conflitti armati vissuti, tra cui quelli del Darfur del
Sud, del , del e, dalla primavera del 2023, di quello fra l'esercito Per_1 Pt_2 governativo, le Forze armate sudanesi (SAF), fedeli al Capo di Stato, il generale al-Burhan,
e una forza speciale chiamata Rapid Support Forces (RSF), comandata dal vice Capo di
Stato (alias Persona_2 Per_3
ON Invero l'esplosione del conflitto armato tra e RSF del 15 aprile 2023 non è altro che il risultato di una escalation, a sua volta generata dalle numerose problematiche che hanno sempre riguardato la sicurezza dell'intero Paese. In particolare, nelle settimane precedenti,
i militari avevano ammassato truppe in luoghi strategici in modo da essere preparati a un eventuale attacco da parte dell'avversario - e anche solo per sfruttare l'opportunità di una rapida presa di potere. I tentativi di mediazione dell'ultimo minuto da parte dei membri del
Consiglio di sovranità e dell'ONU fino alla notte precedente l'inizio della guerra sembravano avere avuto quale successo, ma i combattimenti sono comunque scoppiati la mattina del 15 aprile. Non si sa chi abbia sparato il primo colpo perché le parti si accusano ON vicendevolmente. Alcune fonti riportano che i generali del in coordinamento con gli attori dell'ex regime del PCN, avrebbero voluto prevenire il loro esautoramento, che sarebbe potuto avvenire con l'insediamento di un governo civile o con un colpo di stato da parte dell'RSF. Questa interpretazione è in linea con le notizie secondo cui le SAF avrebbero inizialmente concordato con le RSF e i firmatari dell'Accordo quadro un piano per l'integrazione graduale delle RSF nei successivi dieci anni, ma ne avrebbero preso le distanze alla fine di marzo 2023.8.
ONroparte_ 8 “ Advisor Was Informed in Advance of Sudan War – Sources”, Sudans Post (online), 2 July 2023, https://www.sudanspost.com/kiirs-security-advisor-was-informed-in-advance-of-sudan-war-sources/
Pag. 6 di 16 La guerra ha avuto un forte peggioramento nel giro di pochi mesi, tanto che i conflitti si sono di fatto sovrapposti.
Oltre ai conflitti per il dominio politico e militare nello Stato di Khartoum e per le infrastrutture strategiche nel resto del Paese, operano anche dinamiche diverse in alcune parti della regione del Darfur. Immagini satellitari e dichiarazioni di persone fuggite in Ciad danno conto del fatto che le RSF e le milizie arabe stanno deliberatamente scacciando i membri dei bruciando i loro villaggi, violentando le donne e uccidendo in massa i Per_4 civili.9
Un'ampia relazione legale del Centro OU Wallenberg per i Diritti Umani ha qualificato questi atti come genocidio.10 ON Le RSF accusano i di non unirsi a loro nella lotta contro il e di lasciarsi invece Per_4 armare da quest'ultimo. Anche le tribù arabe perseguono i propri obiettivi locali, in parte per il risentimento nei confronti dell'accordo di pace di Juba che, fra l'altro, prevedeva il ritorno degli sfollati interni (non arabi).
A ciò va aggiunto che alcuni gruppi armati hanno sfruttato la guerra per raggiungere scopi diversi: ad esempio lo SPLA/M-Nord guidato da ha catturato diverse Persona_5 postazioni SAF nel Sud , espandendo così il proprio territorio11 e lo sta Per_1 Pt_3
Con perseguendo obiettivi simili nel Jebel Nel novembre 2023, e hanno Per_6 CP_6 posto fine alla loro neutralità militare dopo che i membri della forza congiunta che avevano formato per proteggere i convogli di rifornimento sono stati sottoposti ad attacchi sempre più forti da parte delle RSF. ha ringraziato gli ex gruppi ribelli per la loro Parte_4
ON partecipazione alle operazioni del nel febbraio 202413: essenzialmente si tratta di gruppi
Pag. 7 di 16 armati non statali che perseguono ciascuno i propri obiettivi, solo temporaneamente coincidenti con quelli del SAF o (in misura minore) delle RSF.
Quanto agli assetti di potere, l'RSF controlla una parte significativa della città di Khartoum
e ampie zone della regione del Darfur nel Sudan occidentale, gli Stati meridionali del ON
occidentale e settentrionale e lo Stato di Al-Jazira nel centro del Paese. Il Per_1 invece, detiene gran parte di la città gemella di Khartoum sul Nilo, nonché il Per_7 nord, l'est e il centro del Sudan. In questa situazione il Paese si sta avviando verso una spaccatura de facto e non ci si può aspettare un risultato militare decisivo perché iLe SAF
e le RSF hanno capacità militari diverse. Infatti, poiché, le SAF dispongono di una forza aerea, di artiglieria pesante e di carri armati, sono più concentrate sulla difesa di postazioni fisse;
le RSF, invece, hanno una fanteria altamente mobile su camioncini, che sono anche equipaggiati con missili di difesa aerea portatili e droni.
Per eludere gli attacchi aerei, le RSF si sono disperse rapidamente nella città di Khartoum e hanno preso il controllo di edifici residenziali, che il SAF aveva preso di mira con armi esplosive.14 Nel frattempo, le RSF hanno catturato diverse basi del SAF e si sono impadronite di altre armi pesanti. Le RSF beneficiano di forniture di armi dagli Emirati
Arabi Uniti attraverso il Ciad, mentre le SAF beneficiano di forniture di droni turchi attraverso l'Egitto e di droni e altre armi dall'Iran.15
A ciò va aggiunto che il leader del SAF, , ha invitato la popolazione ad armarsi.16 Il Pt_4
SAF ha aperto campi di reclutamento nelle aree sotto il suo controllo e anche l'RSF ha reclutato altri combattenti, tanto che si sta attuando una progressiva militarizzazione della società. Di conseguenza, le opportunità per le forze civili di far sentire la propria presenza
Pag. 8 di 16 politica si stanno riducendo notevolmente.17 A Khartoum sono state distrutte parti importanti delle infrastrutture, come la fornitura di acqua, elettricità e servizi di telecomunicazione. Un terzo della popolazione dello Stato di Khartoum, più di 3,5 milioni di persone, è fuggito nei primi nove mesi, compresa gran parte dell'élite politica ed ON economica del Paese. I ministeri controllati dal hanno trasferito le loro attività governative a Port Sudan.
In definitiva nel 2023, il Sudan è diventato il Paese con il più alto numero di sfollati interni al mondo (oltre 9 milioni, a cui si aggiungono più di 1,8 milioni di movimenti transfrontalieri misti, compresi i rifugiati).
Nel 2024 ACLED ha registrato 5353 eventi rilevanti tra cui 1.680 scontri armati, 1281 attacchi, 1113 attacchi con droni e 806 attacchi di artiglieria/missilistici/bombardamenti, questi hanno comportato 15,641 vittime di cui 5.136 civili.18
A gennaio 2024, le Forze armate sudanesi (SAF) hanno lanciato offensive contro le forze paramilitari di supporto rapido (RSF), entrambe le parti hanno affrontato sfide interne e gli
Stati Uniti hanno nominato un inviato speciale per porre fine alla guerra. Il Segretario di
Stato americano NT Blinken ha annunciato il 26 febbraio la nomina di un inviato speciale per il Sudan, segnalando l'intensificazione degli sforzi per porre fine alla guerra dopo mesi di mediazione fallita. Sennonché la situazione umanitaria è rimasta disastrosa;
il ON tra fine gennaio e inizio febbraio avrebbe bloccato gli aiuti alle aree controllate dalla ON RSF, mentre la RSF e il si sono vicendevolmente attribuiti la responsabilità delle interruzioni alle reti di telecomunicazione che all'inizio di febbraio hanno influito sulle consegne degli aiuti.
Il 23 febbraio, l'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha pubblicato un rapporto che descrive dettagliatamente gli abusi commessi da entrambe le parti, alcuni dei quali, secondo l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani , "sarebbero Per_12 equivalenti a crimini di guerra". Secondo la classificazione di ACLED rispetto allo stato di avanzamento del conflitto, il conflitto in Sudan è caratterizzato come un conflitto con “alti” livelli di conflitto, nella scala che va da “conflitto assente”, “turbolento”, “alto”, “estremo”.
Pag. 9 di 16 Inoltre, questo tipo di conflitto rimane nella categoria dei conflitti “consistently extreme/high”, la categoria che rivela una evoluzione costante rispetto al grado di conflittualità19 .
Ad aprile 2024, le tensioni nel Darfur settentrionale sono ulteriormente aumentate dopo che tre membri di una coalizione di gruppi armati non arabi, la Joint Force of Armed ON Struggle Movements, il 12 aprile si sono schierati con il contro l'RSF. Le milizie arabe allineate con la RSF, nel frattempo, hanno incendiato i villaggi intorno alla capitale del
Darfur settentrionale, in risposta al crescente ruolo delle popolazioni non arabe Parte_6 nel conflitto, in particolare gli del Darfur settentrionale, aumentando i Persona_13
ON timori di una guerra etnica totale. I combattimenti tra e RSF sono proseguiti a Bahri, ON Gezira e nel Kordofan meridionale e nelle città di e Bahri, dove il che ha Per_7
ON ottenuto modesti risultati. L'offensiva del per riprendere la capitale dello stato di
[...]
a Gezira, non ha invece fatto progressi significativi. Per_14
Nello Stato del Kordofan meridionale, milizie affiliate alla RSF hanno attaccato villaggi nella regione di Qurdud Nyama, causando numerose vittime.20 Ad agosto 2024, Il Darfur settentrionale è tornato a essere l'epicentro del conflitto. All'inizio di agosto e ostilità si sono intensificate nella capitale del Darfur settentrionale, quando l'RSF ha lanciato un Parte_6 grande assalto alla città, che avrebbe provocato centinaia di morti e sfollati. Altre aree del
Darfur settentrionale sono rimaste avvolte dall'insicurezza, tra l'intensificarsi dei ON ON bombardamenti delle In particolare, il ha bombardato e diverse altre Pt_6 località, tra cui la città di Taweisha, causando numerose vittime e attacchi di rappresaglia ON della RSF. Il e i gruppi armati RI alleati hanno ripetutamente attaccato la città di
Kutum, roccaforte delle RSF con una significativa popolazione araba, aumentando il rischio ON di scontri intercomunitari. I bombardamenti aerei del hanno preso di mira anche la capitale del Darfur orientale, Ed De'aein, causando decine di morti e feriti. 21 In particolare,
l'esercito ha condotto altri attacchi aerei, mentre RSF ha intensificato il bombardamento del campo profughi di ZamZam, sfollando migliaia di persone. Nel frattempo, un alto
Pag. 10 di 16 comandante del Movimento di Liberazione del Sudan/Esercito guidato da Persona_15 gruppo armato darfuriano che ha mantenuto la neutralità nel conflitto, il 28 dicembre
[...]
2024 ha annunciato la sua defezione e la creazione di una nuova fazione allineata all'esercito. 22
Dal primo gennaio al 22 agosto 2025, ACLED riporta che si sono verificati solo 2571 episodi di violenza politica23 che hanno causato 11,953 vittime.24
A Gezira, l'11 gennaio l'esercito ha riconquistato la capitale dello Stato, Wad Medani, centro agricolo e commerciale, dopo un anno di controllo da parte dell'RSF. La città è la porta d'accesso alla capitale Khartoum dal Sudan meridionale e collega diversi Stati attraverso vie di rifornimento vitali, tra cui e;
la perdita del Per_16 Per_17 Per_18 Pt_2 territorio limita quindi la mobilità e le capacità logistiche dei paramilitari. Più a sud, l'RSF ha esteso il controllo nel e nel , che confinano con il Sud Sudan e Per_18 Pt_2
l'Etiopia. Nella Grande Khartoum, l'esercito ha intensificato l'offensiva a Bahri, nei sobborghi settentrionali di Khartoum, sfondando il fronte e ponendo fine a quasi due anni di assedio del suo quartier generale nella capitale;
l'avanzata ha segnato un'altra battuta d'arresto per l'RSF e ha indotto l'esercito a dare nuova spinta alla riconquista di Khartoum.
L'esercito a fine gennaio ha anche dichiarato di aver estromesso le forze dell'RSF dalla raffineria di petrolio Al-Jaili di Bahri, e il 30 gennaio ha rivendicato la riconquista della città di Umm Ruwaba nel Nord , anche se sono continuati gli scontri. Anche a ovest, Per_1 sono proseguiti combattimenti distruttivi nella città di e altrove nello stato del Parte_6
Darfur settentrionale, con l'ausilio della Joint Darfur Force (gruppi armati darfuri allineati all'esercito) che ha respinto i successivi attacchi dell'RSF e ha avuto la meglio in molte aree.
L' ha denunciato il 26 gennaio l'attacco all'ospedale di Parte_7
che ha causato almeno 70 morti. Nel frattempo, il Movimento di Liberazione Parte_6 del Sudan guidato da e la Forza di Liberazione del Sudan di Tahir Hajar Persona_15 hanno formato a metà gennaio una forza congiunta, considerata dall'esercito come allineata
Pag. 11 di 16 all'RSF (il gruppo rivendica la propria neutralità), sollevando il timore che la violenza possa estendersi al Darfur centrale. 25
Ad aprile, il conflitto in Sudan si è intensificato quando le Forze di Supporto Rapido (RSF) hanno lanciato una grande offensiva per conquistare l'ultima roccaforte Parte_6 dell'esercito nel Darfur, prendendo di mira i vicini campi profughi e alimentando i timori di una divisione de facto del Sudan in caso di caduta della città. I combattimenti si sono intensificati anche nel Kordofan meridionale, dove le RSF e i ribelli alleati si sono scontrati con l'esercito tra incendi di villaggi, e nello Stato del Nilo Azzurro. Le RSF hanno ampliato il loro raggio d'azione sferrando attacchi con droni negli Stati settentrionali e sottolineando l'estensione crescente della guerra.
Gli sforzi internazionali per negoziare la pace sono rimasti in stallo, poiché una conferenza a Londra ha messo in luce profonde divisioni tra gli attori esterni, in particolare tra l'Egitto
e l'Arabia Saudita, che sostengono l'esercito, e gli Emirati Arabi Uniti, che sostengono l'RSF, evidenziando la deriva del conflitto verso una guerra regionale per procura. 26
A maggio, la guerra in Sudan si è espansa drammaticamente verso est quando le Forze di
Supporto Rapido (RSF) hanno lanciato attacchi con droni su Port Sudan, sede di fatto del governo guidato dall'esercito, prendendo di mira infrastrutture critiche e spingendo
Khartoum a tagliare i ponti con gli Emirati Arabi Uniti, accusati di fornire armi alle RSF.
Le RSF hanno intensificato la loro campagna di attacchi con droni anche altrove, colpendo strutture energetiche, militari e carcerarie a Kassala, nel , nel Kordofan Per_18 settentrionale e a nell'intento di paralizzare la capacità dello Stato. Nel Per_7 frattempo, sono continuati i violenti combattimenti nel e nel Darfur Per_1 settentrionale, con l'esercito che ha avanzato nel meridionale e occidentale e ha Per_1 riconquistato le città intorno a e Sul piano politico, l'Unione Africana Parte_6 Per_7 ha accolto con favore la nomina da parte dell'esercito di un primo ministro civile, mentre gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni per il presunto uso di armi chimiche, sottolineando
Pag. 12 di 16 sia l'internazionalizzazione del conflitto, sia l'aggravarsi delle crisi umanitarie e di governance. 27
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che l'esercito sudanese ha utilizzato armi chimiche vietate a livello internazionale durante la guerra civile in corso, provocando nuove sanzioni statunitensi che limitano le esportazioni e gli aiuti finanziari a Khartoum. Sebbene
i dettagli sui tempi e sui luoghi non siano stati resi noti, il ha riferito, CP_8 citando funzionari statunitensi, che il cloro gassoso è stato utilizzato almeno due volte in aree remote durante gli scontri con le Forze di supporto rapido (RSF). Washington ha esortato il Sudan a rispettare gli obblighi previsti dalla Convenzione sulle armi chimiche, sottolineando che tali armi sono universalmente proibite. Le accuse arrivano nel mezzo di un conflitto che ha causato decine di migliaia di morti, oltre 13-15 milioni di sfollati e atrocità diffuse attribuite sia all'esercito di al-Burhan che alla milizia RSF CP_9 guidata da 28 Persona_19
riporta che la guerra civile in Sudan, giunta ormai al terzo anno, ha generato la CP_10 più grande crisi umanitaria al mondo, con decine di migliaia di morti e milioni di persone che affrontano fame e malattie. Le SAF hanno consolidato il controllo su Khartoum, Port
Sudan e gran parte del Sudan centrale e orientale, mentre le RSF dominano il Darfur e gran parte del , assediando città chiave come El-Fasher ed El-Obeid con il sostegno Per_1 alleato dell' CP_11
La situazione umanitaria è catastrofica: 260.000 civili sono intrappolati a El-Fasher, i tassi di malnutrizione nel Darfur superano le soglie di emergenza, il colera si sta diffondendo e i convogli alimentari delle Nazioni Unite devono affrontare blocchi e attacchi con droni. Nel frattempo, il leader dell' si è autoproclamato presidente di un “governo di CP_12 pace” parallelo a mentre ha avviato colloqui segreti con funzionari Per_20 Pt_4 statunitensi e ha cercato di indebolire l'influenza islamista all'interno delle SAF, sviluppi che sottolineano il radicamento della guerra e le sue dimensioni regionali e internazionali29.
Pag. 13 di 16 Il 4 agosto, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha tenuto consultazioni a porte chiuse sul Sudan, concentrandosi sull'escalation di violenza nel Darfur settentrionale e nel e sul peggioramento della crisi umanitaria. I relatori e Per_1 CP_14 Per_12 avrebbero dovuto illustrare l'intensificarsi degli scontri tra le forze armate sudanesi
[...]
(SAF) e le forze di supporto rapido (RSF), caratterizzati da attacchi con droni, artiglieria e raid aerei che hanno causato numerose vittime tra i civili. Sul piano politico, le tensioni si sono accentuate quando il leader delle ha insediato un nuovo ONroparte_15
CP_1 governo tecnocratico a Port Sudan, mentre l'alleanza guidata dalle RSF ha dichiarato Con un'autorità di governo rivale nelle aree controllate dalle RSF, mosse denunciate dall' come una minaccia all'integrità territoriale del Sudan. Con Il Consiglio di pace e sicurezza dell' ha ribadito il suo sostegno al governo di transizione, Con ONro ONr mentre i mediatori internazionali - tra cui l' l' la e il Quad guidato dagli Stati
Uniti - hanno faticato a coordinare gli sforzi di pace a causa delle divisioni, in particolare tra l'Egitto e gli Emirati Arabi Uniti. I membri del Consiglio stanno negoziando una dichiarazione stampa che respinge il governo parallelo dell'RSF e ribadisce la necessità di un impegno internazionale unificato.30
Secondo inviato delle Nazioni Unite in Sudan, il conflitto tra le SAF e le RSF ha CP_14 costretto quasi 12 milioni di persone ad abbandonare le proprie case e ha lasciato oltre 30 milioni di persone bisognose di aiuti, creando la più grande crisi umanitaria al mondo, caratterizzata da fame, malattie, violenza di genere e 17 milioni di bambini fuori dalla scuola.
La Newsletter sui diritti umani dell' di luglio 202531, documenta una forte e violenta CP_20 escalation della guerra civile: solo nel mese di luglio 2025, più di 350 civili sono stati uccisi a durante i pesanti bombardamenti delle RSF, mentre gli attacchi aerei delle SAF Parte_6 contro scuole nel Kordofan occidentale hanno ucciso bambini che si erano rifugiati all'interno. Il rapporto descrive in dettaglio abusi sistematici, tra cui esecuzioni extragiudiziali, arresti arbitrari, torture, violenze sessuali particolarmente violente e sparizioni forzate, molti dei quali costituiscono crimini di guerra, crimini contro l'umanità
e forse genocidio.
Pag. 14 di 16 Anche le condizioni sanitarie sono disastrose, con ricorrenti epidemie di colera (oltre 1.500 casi nel Darfur settentrionale), carestie che colpiscono 24,6 milioni di persone e il collasso quasi totale dell'assistenza sanitaria. Si registrano numerosi casi di violenze sessuali connesse al conflitto (CSRV). Il report della missione ONU in Sudan ha rilevato che la maggior parte degli stupri e delle violenze sessuali e di genere sono stati commessi dalle RSF - in particolare nella Grande Khartoum e negli Stati del Darfur e di Gezira - e fanno parte di un modello volto a terrorizzare e punire i civili per i legami percepiti con gli oppositori e a reprimere qualsiasi opposizione alle loro conquiste. Nel Darfur, gli atti di violenza sessuale sono stati commessi con particolare crudeltà, utilizzando armi da fuoco, coltelli e fruste per intimidire o costringere le vittime e usando insulti sprezzanti, razzisti o sessisti e minacce di morte. Questi atti di violenza hanno spesso avuto luogo di fronte ai membri della famiglia, anch'essi minacciati. Secondo quanto riferito, uomini e ragazzi sono stati presi di mira durante la detenzione con violenze sessuali, tra cui stupri, minacce di stupro, nudità forzata e percosse sui genitali, che richiedono ulteriori indagini.32
Ebbene, alla luce delle informazioni ottenute e delle diverse dinamiche di scontro, instabilità
e incertezza sopra delineate, si ritiene che il Sudan sia caratterizzato da una situazione di conflitto armato con violenza indiscriminata nei confronti dei civili, ai sensi dell'art. 14, lett.
c) del D.lgs. 251/2007 e che sussista pertanto il rischio effettivo che il ricorrente, in caso di rientro nella sua zona di provenienza, possa subire gravi minacce alla propria vita o incolumità.
Ricorrono per tali ragioni i presupposti per la concessione della protezione sussidiaria e ogni altra richiesta rimane assorbita.
Pronunce accessorie. In ricorso la parte ha sostenuto di aver avuto accesso al beneficio del patrocinio a spese dello Stato, ma di tanto non ha allegato alcuna documentazione. Ad ogni modo non v'è luogo alla regolazione delle spese per il principio secondo il quale, qualora la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile proposta contro un'amministrazione statale, l'onorario e le spese spettanti al difensore vanno liquidati con istanza al giudice del procedimento (art. 83, comma 3 d.P.R. n.
Pag. 15 di 16 115/2002); non può infatti applicarsi a detta ipotesi la disposizione di cui all'art. 133 del citato D.P.R., a norma del quale la condanna alle spese della parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore dello Stato33.
Alla liquidazione si provvederà quando la parte depositerà relativa istanza, corredata della documentazione necessaria.
P.Q.M.
il Tribunale di Bari, sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea, in composizione collegiale, definitivamente pronunciando, così provvede:
1. RICONOSCE alla parte ricorrente il diritto al rilascio del permesso di soggiorno per protezione sussidiaria ex art. 14, lett. c) del D.lgs. 251/2007;
2. NULLA le spese del giudizio.
Così deciso in Bari, nella camera di consiglio del 26/11/2025.
Il Presidente Il Giudice rel.
RG Di OL RI IN
Pag. 16 di 16 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES
1 Oscurare le parti di cui sopra nel caso di diffusione del presente provvedimento. 2 Sacko, 26/7/2017, causa C-348/16. 3 Sul punto si è pronunciata la giurisprudenza di legittimità con indirizzo costante (Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 5 febbraio 2019 n. 3236; Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza 13 dicembre 2018 n. 32319; Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 5 luglio 2018 n. 17717). 4 È necessario che vi siano motivi che riguardino la razza (il termine “razza” si riferisce a considerazioni inerenti al colore della pelle, alla discendenza o all'appartenenza a un determinato gruppo etnico), la religione (il termine
“religione” include le convinzioni teiste, non teiste e ateiste, la partecipazione o l'astensione dai riti di culto celebrati in privato o in pubblico, sia singolarmente sia in comunità, altri atti religiosi o professioni di fede nonché le forme di comportamento personale o sociale fondate su un credo religioso o da esso prescritte.), la nazionalità (il termine
“nazionalità” non si riferisce esclusivamente alla cittadinanza, o all'assenza di cittadinanza, ma designa l'appartenenza 6 Cfr. CGUE del 17/2/2009, C-465/07, Elgafaji. 7 Sentenza Diakité del 30.1.2014. 9 Sudan Conflict Observatory, “Evidence of Alleged Widespread, Systematic, and Targeted Mass Atrocities in Darfur, 15 April – 10 July 2023”, 14 July 2023, https://hub.conflict observatory.org/portal/apps/sites/#/sudan/pages/darfur-1 10 OU Wallenberg Centre for Human Rights, “Breaches of the Genocide Convention in Darfur, Sudan (April 2023– April 2024): An Independent Inquiry”, Montreal, 14 April 2024, https://www.raoulwallenbergcentre.org/en/news/2024-04-14 11 “Situation Update: August 2023. Sudan: Heightened Violence in Kordofan Region as More Militia Parte_5 Groups Step into the Conflict”, ACLED (online), 11 August 2023, https://acleddata.com/2023/08/11/sudan- situation-update-august-2023-heightened-violence-in-kordofan-region-as-more-militia-groups-step-into-the-conflict/ 12 Darfur Movements: 'We Renounce Our Neutrality'”, Sudan War Monitor (online), 16 November 2023, https:// sudanwarmonitor.com/p/darfur-movements-we-renounce-our 13 “Al-Burhan Welcomes Darfur Groups in 'Battle of Dignity,' Calls for Future Integration”, Sudan Tribune, 21 February 2024, https://sudantribune.com/article282507/ 14 and , Stopping the War in Sudan. Civilian Actors, Not Just the Parties to the Conflict, Should Lead the Per_8 Persona_9 Peace Negotiations, SWP Comment 28/2023 (Berlin: Stiftung Wissenschaft und Politik, May 2023), doi: 10.18449/2023C28. 15 et al., “Talking Peace in Sudan, the U.A.E. Secretly Fuels the Fight”, The New York Times (online), 29 Persona_10 September 2023, https://www.nytimes.com/2023/09/29/ world/africa/sudan-war-united-arab-emirates- chad.html (accessed 11 December 2023); et al., “Ignoring U.S. Calls for Peace, Egypt Delivered Drones Persona_11 to Sudan's Military”, The Wall Street Journal (online), 14 October 2023, https:// www.wsj.com/world/africa/ignoring- u-s-calls-for-peace-egypt-delivered-drones-to-sudans-military-6f7fdcda (accessed 11 December 2023); “Iranian Cargo Flights Arrive in Sudan”, Sudan War Monitor, 30 January 2024, https://sudanwar monitor.com/p/iranian-cargo-flights- arrive-in-sudan. 16 “El Burhan Calls for Sudan's 'Young and Capable' Civilians to Fight against RSF”, Dabanga Radio TV Online (online), 29 June 2023, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/el-burhan-calls-for-sudans-young-and- capable-civilians-to-fight-against-rsf 17 , “Regional Sudan Crisis Response. Situation Update” (Geneva, 7 March ONroparte_7 2024), https://mena.iom.int/sites/g/files/tmzbdl686/files/ documents/2024-03/sudan-regional-crisis-response- situation-update-44_0.pdf 18 ACLED, Explorer, Sudan, political violence (01.01.24-31.12.24), https://acleddata.com/explorer/).
19 ACLED, Ranking violent conflict levels across the world – Mid-year update: data as of July 2023. Disponibile al link: https://acleddata.com/acled-conflict-index-mid-year-update/#1694099369883-c9941717-a8d5 20 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, aprile 2024-febbraio 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=14&created= 21 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, aprile 2024-febbraio 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=14&created= 22 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, aprile 2024-febbraio 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=14&created= 23 V.nota in calce 'violenza politica' 24 ACLED Aggregated Data, Sudan, political violence (01.01.25-22.08.25), https://acleddata.com/conflict- data/download-data-files 25 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, aprile 2024-febbraio 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=14&created= 26 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, maggio 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/april- trends-and-may-alerts-2025#sudan 27 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, giugno 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/may- trends-and-june-alerts-2025#sudan 28 Sudanesische Armee hat nach US-Angaben 2024 Chemiewaffen eingesetzt, 23 maggio 2025, CP_13 https://www.spiegel.de/ausland/sudan-armee-hat-2024-laut-den-usa-chemiewaffen-eingesetzt-a-0e89e5af-2be4- 4b2a-ba03-d542d5d3fad5 29 War in Sudan: Humanitarian, fighting, control developments, August 2025, 31 agosto 2025, CP_10 https://www.aljazeera.com/news/2025/8/31/sudan-august-update 30 Security Council Report, What's In Blue, 4 agosto 2025, Sudan: Closed Consultations, https://www.securitycouncilreport.org/whatsinblue/2025/08/sudan-closed-consultations-8.php CP_2 31 African Centre for Justice and Peace Studies ( , ACJPS Human Rights Newsletter: Sudan July 2025 Comprehensive Report on Human Rights s in Sudan, agosto 2025, https://files. Email_1 Email_2 32 OHCHR, Sudan: UN Fact-Finding Mission documents large-scale sexual violence and other human rights violations in newly issued report, 27 ottobre 2024, https://www.ohchr.org/en/press-releases/2024/10/sudan-un-fact-finding-
Email_3 33 Cass. S.U. 24413/2021.
IL TRIBUNALE DI BARI
SEZ. SPEC. IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE
INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'U.E. riunito in camera di consiglio con l'intervento dei signori magistrati: dott. RG Di OL Presidente dott.ssa RI IN Giudice relatore dott. Enzo Davide Ruffo Giudice ha pronunciato il seguente
DECRETO nel procedimento ai sensi dell'art. 35-bis D.lgs. 25/2008 ss.mm. proposto da:
(C.F. Codice CUI 2212527, data di nascita Parte_1 C.F._1
01/02/1997, Paese di provenienza: SUDAN), parte rappresentata e difesa dall'avv.
BIANCHI MASSIMO;
RICORRENTE1 contro
ONroparte_1
;
[...]
RESISTENTE CONTUMACE
e con l'intervento del
PUBBLICO MINISTERO
INTERVENTORE EX LEGE
FATTO
Il processo. Con atto depositato in data 11/10/2024, il ricorrente ha impugnato il provvedimento adottato dalla in data 10 luglio 2024 e ONroparte_1 notificatogli il 12/09/2024 con cui è stata rigettata la sua domanda di protezione
Pag. 1 di 16 internazionale (C/3 del giorno 10/01/2023). Ha chiesto il riconoscimento dello status di rifugiato, in subordine, della protezione sussidiaria e, in ulteriore subordine, di quella complementare.
Ritualmente evocata in giudizio, l'Amministrazione non si è costituita, al pari del CP_2
che non ha rilevato l'esistenza di condanne ostative.
[...]
Con decreto del 24/10/2024, il Tribunale ha dichiarato non luogo a provvedere sull'istanza di sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato avanzata unitamente al ricorso.
Fissata per il giorno 05/11/2025 l'udienza di comparizione svolta nelle forme di cui all'art. 127-ter c.p.c., il Giudice relatore si è riservato di riferire al Collegio per la decisione.
I fatti narrati dal ricorrente. Nel corso del procedimento amministrativo il ricorrente non è stato sentito perché, pur convocato, non è comparso dinanzi alla Commissione nella data fissata per la sua audizione, non giustificando in alcun modo la sua assenza;
di tanto dà atto il provvedimento impugnato nel quale è anche precisato che la Commissione si riservava di provvedere a nuova convocazione qualora il richiedente avesse compiutamente giustificato la propria assenza.
Nel ricorso introduttivo del presente procedimento l'interessato non ha fatto alcun cenno alla sua vicenda personale e alle ragioni per le quali non sarebbe stato ascoltato dall'amministrazione e solo con la memoria depositata in data 16/11/2024 ha precisato di aver lasciato il Sudan nel 2008, dopo aver perso entrambi i genitori nel corso degli scontri fra i guerriglieri indipendentisti e le forze armate fedeli al governo. Ha aggiunto di aver vissuto in Libia dal 2008 al 2011 e di essersi poi imbarcato per l'Italia.
DIRITTO
L'illegittimità formale del provvedimento impugnato. Va premesso che l'illegittimità del provvedimento amministrativo di diniego non è oggetto del sindacato del giudice ordinario, il quale è chiamato a valutare se sussista il bene della vita al quale il ricorrente anela. La sua posizione sostanziale, avente natura di diritto soggettivo fondamentale, viene esaminata, non soltanto, attraverso il prisma dell'atto amministrativo, ma attraverso ogni altro elemento idoneo ad accertare il diritto alla protezione internazionale o complementare.
Pag. 2 di 16 L'audizione personale del ricorrente. La L. 46/2017 non impone l'udienza pubblica e il rinnovo dell'audizione, la cui necessità va opportunamente vagliata caso per caso, ciò in aderenza a quanto statuito dalla Corte di Giustizia2 e sempre allo scopo di garantire al ricorrente un “rimedio effettivo”, così come previsto dall'art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea3.
Nel caso in esame con note depositate in data 06/11/2025, lo stesso richiedente ha rinunciato espressamente a completare l'istruttoria con la sua l'audizione sostenendo di non essere fisicamente in grado di sostenere l'audizione per problemi di salute, che, però, non ha documentato.
Il provvedimento impugnato. La con provvedimento del ONroparte_1
10/07/2024 ha rigettato la domanda di protezione internazionale presentata dal ricorrente, rilevando che la suddetta decisione, nell'assenza del ricorrente, “non può che basarsi sulle informazioni rese all'ufficio della Polizia di Stato competente”.
Lo status di rifugiato politico. Dall'esame degli atti versati nel fascicolo processuale deve concludersi che non sussistano i presupposti per il riconoscimento della protezione ex art. 7 D.lgs. 251/2007, atteso che non sono state efficacemente dedotte, ai sensi di tale disposizione, situazioni di persecuzione intesa quale vessazione o repressione violenta implacabile.
È riconosciuto lo status di rifugiato a colui che, per il fondato timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza a un determinato gruppo sociale, si trova fuori dal Paese di cui ha cittadinanza (o dimora abituale – nel caso di soggetti apolidi) e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese4.
Pag. 3 di 16 In sostanza, il riconoscimento dello status di rifugiato presuppone la verifica di una serie di elementi essenziali e specificamente:
a) del fondato timore di essere perseguitato;
b) dei motivi della persecuzione;
c) del fatto che la persona si trova fuori dal territorio dello Stato di cui possiede la cittadinanza (o dove domicilia, se apolide);
d) della circostanza per cui, proprio in ragione del timore di persecuzione, la persona non può o non vuole porsi sotto la protezione di detto Stato5, o perché non prevista dalla legislazione dello stesso o perché, anche se esistente, priva dei caratteri di effettività.
Nel caso di specie, questi elementi non sono ravvisabili perché mai allegati dal ricorrente, né ricavabili dall'audizione a cui si è di fatto sempre sottratto, sicché non può riconoscersi al ricorrente nemmeno il beneficio dell'onere della prova agevolato ex art. 3 comma 5, D.lgs.
251/2007 ss.mm. cfr. Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 06/04/2025, n. 9068, Cass. civ., Sez. I,
Ordinanza, 06/04/2025, n. 9065 e soprattutto Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 06/08/2024,
n. 22175 secondo cui “In materia di protezione internazionale, il controllo della credibilità delle dichiarazioni rese dallo straniero, ai sensi dell'art. 3, comma quinto, del D.Lgs. n. 251 del 2007, richiede
l'accertamento della coerenza interna ed esterna del racconto e della sua plausibilità sul piano razionale.
a un gruppo caratterizzato da un'identità culturale, etnica o linguistica, comuni origini geo- grafiche o politiche o la sua affinità con la popolazione di un altro Stato.), l'appartenenza a un particolare gruppo sociale (si considera che un gruppo costituisce un “particolare gruppo sociale” quando i membri di tale gruppo condividono una caratteristica innata o una storia comune che non può essere mutata, oppure condividono una caratteristica o una fede che è così fondamentale per l'identità o la coscienza che una persona non dovrebbe essere costretta a rinunciarvi e che tale gruppo possiede un'identità distinta nel paese di cui trattasi, perché vi è percepito come diverso dalla società circostante) e opinione politica (il termine “opinione politica” si riferisce alla professione di un'opinione, un pensiero o una convinzione su una questione inerente ai potenziali persecutori e alle loro politiche o metodi, indipendente-mente dal fatto che il richiedente abbia tradotto tale opi-nione, pensiero o convinzione in atti concreti). 5 Secondo la giurisprudenza di legittimità, “requisito essenziale per il riconoscimento dello status di rifugiato è il fondato timore di persecuzione "personale e diretta" nel Paese d'origine del richiedente, a causa della razza, della religione, della nazionalità, dell'appartenenza ad un gruppo sociale ovvero per le opinioni politiche professate. Il relativo onere probatorio - che riceve un'attenuazione in funzione dell'intensità della persecuzione - incombe sull'istante, per il quale è tuttavia sufficiente dimostrare, anche in via indiziaria, la "credibilità" dei fatti allegati, i quali, peraltro, devono avere carattere di precisione, gravità e concordanza” (cfr. Cass. Ord. Sez. 1 n. 30969 del 27/11/2019 Rv. 656199 – 01). Inoltre, l'art. 9 capo III della Direttiva UE 95 del 2011, inoltre, stabilisce che sono persecutori gli atti che, “a) per loro natura o frequenza, sono sufficientemente gravi da rappresentare una violazione grave dei diritti umani fondamentali, in particolare dei diritti per cui qualsiasi deroga è esclusa a norma dell'articolo 15, paragrafo 2, della CEDU o b) quelli che rappresentano la somma di diverse misure, tra cui violazioni dei diritti umani, il cui impatto sia sufficientemente grave da esercitare sulla persona un effetto analogo a quello di cui alla lettera a)”. Relativamente invece, alla forma di detti atti, questa può consistere in “atti di violenza fisica o psichica, compresa la violenza ses-suale, provvedimenti legislativi, amministrativi, di polizia e/o giudi-ziari, discriminatori per loro stessa natura o attuati in modo discriminatorio, azioni giudiziarie o sanzioni penali sproporzionate o discri-minatorie, rifiuto di accesso ai mezzi di ricorso giuridici e conseguente sanzione sproporzionata o discriminatoria, azioni giudiziarie o sanzioni penali in conseguenza al rifiuto di prestare servizio militare in un conflitto, quando questo comporterebbe la commissione di crimini, reati o atti che rientrano nell'ambito dei motivi di esclusione di cui all'articolo 12, paragrafo 2, atti specificamente diretti contro un sesso o contro l'infanzia”.
Pag. 4 di 16 Tale dovere non comporta un aggravamento dell'onere della prova per il richiedente, ma consente al giudice di acquisire d'ufficio il necessario materiale probatorio, fermo restando che un racconto genericamente non credibile o contraddittorio esonera il giudice da ulteriori approfondimenti istruttori”).
La protezione internazionale sussidiaria. Analogamente non può essere accordata all'odierno ricorrente nemmeno la protezione internazionale sussidiaria ai sensi dell'art. 14, lettere a) e b) del D.lgs. 251/2007, ossia quella prevista per circostanze suscettibili di rientrare nel concetto di “danno grave” e, specificamente, la condanna a morte o all'esecuzione della pena di morte, la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante.
Tali circostanze di fatto non sono state mai prospettate alla Commissione e nemmeno in sede giudiziale;
in ogni caso, valgono le stesse considerazioni già affrontate per lo status di rifugiato.
A tal proposito, è utile richiamare la giurisprudenza della Corte di Cassazione (cfr. da ultimo
Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 14/11/2024, n. 29455 ), granitica nel distinguere fra onere di allegazione e onere della prova e nel tenere con fermezza il primo fuori dal perimetro della
“cooperazione istruttoria” (Cass. civ., Sez. I, Ordinanza, 29/08/2022, n. 25440).
(Segue) sul Paese di provenienza. In senso opposto deve invece concludersi con riferimento alla protezione sussidiaria prevista dalla lett. c) dell'art. 14 D.lgs. 251/2007, per la quale è stato evidenziato dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo che “[…] la sussistenza di una minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile non necessita della prova che il richiedente sia oggetto specifico di minaccia per motivi peculiari attinenti alla situazione personale. La minaccia si considera, infatti, provata, eccezionalmente, quando il conflitto armato in corso nel Paese di provenienza del richiedente è di tale gravità che la sola presenza del civile nel Paese in questione rappresenta di per sé un rischio effettivo di subire tale minaccia”6.
Ciò premesso, come si apprende da sicure fonti internazionali, il Paese di provenienza di parte ricorrente vive una condizione di conflitto armato con violenza generalizzata nel senso illustrato dalla Corte di Giustizia7 ed evidenzia particolari criticità sotto il profilo della sicurezza.
Pag. 5 di 16 Invero, il Sudan sta vivendo da diversi anni una situazione di forte instabilità politica ed economica che ha portato a forti conflittualità nel corso del tempo, dando vita ad una delle più violente e disastrose crisi umanitarie degli ultimi anni.
In Sudan, i conflitti armati si sono susseguiti quasi ininterrottamente fin dall'indipendenza del 1956 e solo nel 2011 la situazione di crisi è sfociata nella scissione del Paese in due regioni: Sudan e Sud Sudan. La separazione non ha però contribuito a stabilizzare la situazione instabile protrattasi per decenni, giacché gli Stati meridionali del Sudan non si sono liberati dei disordini etnici e dei conflitti armati vissuti, tra cui quelli del Darfur del
Sud, del , del e, dalla primavera del 2023, di quello fra l'esercito Per_1 Pt_2 governativo, le Forze armate sudanesi (SAF), fedeli al Capo di Stato, il generale al-Burhan,
e una forza speciale chiamata Rapid Support Forces (RSF), comandata dal vice Capo di
Stato (alias Persona_2 Per_3
ON Invero l'esplosione del conflitto armato tra e RSF del 15 aprile 2023 non è altro che il risultato di una escalation, a sua volta generata dalle numerose problematiche che hanno sempre riguardato la sicurezza dell'intero Paese. In particolare, nelle settimane precedenti,
i militari avevano ammassato truppe in luoghi strategici in modo da essere preparati a un eventuale attacco da parte dell'avversario - e anche solo per sfruttare l'opportunità di una rapida presa di potere. I tentativi di mediazione dell'ultimo minuto da parte dei membri del
Consiglio di sovranità e dell'ONU fino alla notte precedente l'inizio della guerra sembravano avere avuto quale successo, ma i combattimenti sono comunque scoppiati la mattina del 15 aprile. Non si sa chi abbia sparato il primo colpo perché le parti si accusano ON vicendevolmente. Alcune fonti riportano che i generali del in coordinamento con gli attori dell'ex regime del PCN, avrebbero voluto prevenire il loro esautoramento, che sarebbe potuto avvenire con l'insediamento di un governo civile o con un colpo di stato da parte dell'RSF. Questa interpretazione è in linea con le notizie secondo cui le SAF avrebbero inizialmente concordato con le RSF e i firmatari dell'Accordo quadro un piano per l'integrazione graduale delle RSF nei successivi dieci anni, ma ne avrebbero preso le distanze alla fine di marzo 2023.8.
ONroparte_ 8 “ Advisor Was Informed in Advance of Sudan War – Sources”, Sudans Post (online), 2 July 2023, https://www.sudanspost.com/kiirs-security-advisor-was-informed-in-advance-of-sudan-war-sources/
Pag. 6 di 16 La guerra ha avuto un forte peggioramento nel giro di pochi mesi, tanto che i conflitti si sono di fatto sovrapposti.
Oltre ai conflitti per il dominio politico e militare nello Stato di Khartoum e per le infrastrutture strategiche nel resto del Paese, operano anche dinamiche diverse in alcune parti della regione del Darfur. Immagini satellitari e dichiarazioni di persone fuggite in Ciad danno conto del fatto che le RSF e le milizie arabe stanno deliberatamente scacciando i membri dei bruciando i loro villaggi, violentando le donne e uccidendo in massa i Per_4 civili.9
Un'ampia relazione legale del Centro OU Wallenberg per i Diritti Umani ha qualificato questi atti come genocidio.10 ON Le RSF accusano i di non unirsi a loro nella lotta contro il e di lasciarsi invece Per_4 armare da quest'ultimo. Anche le tribù arabe perseguono i propri obiettivi locali, in parte per il risentimento nei confronti dell'accordo di pace di Juba che, fra l'altro, prevedeva il ritorno degli sfollati interni (non arabi).
A ciò va aggiunto che alcuni gruppi armati hanno sfruttato la guerra per raggiungere scopi diversi: ad esempio lo SPLA/M-Nord guidato da ha catturato diverse Persona_5 postazioni SAF nel Sud , espandendo così il proprio territorio11 e lo sta Per_1 Pt_3
Con perseguendo obiettivi simili nel Jebel Nel novembre 2023, e hanno Per_6 CP_6 posto fine alla loro neutralità militare dopo che i membri della forza congiunta che avevano formato per proteggere i convogli di rifornimento sono stati sottoposti ad attacchi sempre più forti da parte delle RSF. ha ringraziato gli ex gruppi ribelli per la loro Parte_4
ON partecipazione alle operazioni del nel febbraio 202413: essenzialmente si tratta di gruppi
Pag. 7 di 16 armati non statali che perseguono ciascuno i propri obiettivi, solo temporaneamente coincidenti con quelli del SAF o (in misura minore) delle RSF.
Quanto agli assetti di potere, l'RSF controlla una parte significativa della città di Khartoum
e ampie zone della regione del Darfur nel Sudan occidentale, gli Stati meridionali del ON
occidentale e settentrionale e lo Stato di Al-Jazira nel centro del Paese. Il Per_1 invece, detiene gran parte di la città gemella di Khartoum sul Nilo, nonché il Per_7 nord, l'est e il centro del Sudan. In questa situazione il Paese si sta avviando verso una spaccatura de facto e non ci si può aspettare un risultato militare decisivo perché iLe SAF
e le RSF hanno capacità militari diverse. Infatti, poiché, le SAF dispongono di una forza aerea, di artiglieria pesante e di carri armati, sono più concentrate sulla difesa di postazioni fisse;
le RSF, invece, hanno una fanteria altamente mobile su camioncini, che sono anche equipaggiati con missili di difesa aerea portatili e droni.
Per eludere gli attacchi aerei, le RSF si sono disperse rapidamente nella città di Khartoum e hanno preso il controllo di edifici residenziali, che il SAF aveva preso di mira con armi esplosive.14 Nel frattempo, le RSF hanno catturato diverse basi del SAF e si sono impadronite di altre armi pesanti. Le RSF beneficiano di forniture di armi dagli Emirati
Arabi Uniti attraverso il Ciad, mentre le SAF beneficiano di forniture di droni turchi attraverso l'Egitto e di droni e altre armi dall'Iran.15
A ciò va aggiunto che il leader del SAF, , ha invitato la popolazione ad armarsi.16 Il Pt_4
SAF ha aperto campi di reclutamento nelle aree sotto il suo controllo e anche l'RSF ha reclutato altri combattenti, tanto che si sta attuando una progressiva militarizzazione della società. Di conseguenza, le opportunità per le forze civili di far sentire la propria presenza
Pag. 8 di 16 politica si stanno riducendo notevolmente.17 A Khartoum sono state distrutte parti importanti delle infrastrutture, come la fornitura di acqua, elettricità e servizi di telecomunicazione. Un terzo della popolazione dello Stato di Khartoum, più di 3,5 milioni di persone, è fuggito nei primi nove mesi, compresa gran parte dell'élite politica ed ON economica del Paese. I ministeri controllati dal hanno trasferito le loro attività governative a Port Sudan.
In definitiva nel 2023, il Sudan è diventato il Paese con il più alto numero di sfollati interni al mondo (oltre 9 milioni, a cui si aggiungono più di 1,8 milioni di movimenti transfrontalieri misti, compresi i rifugiati).
Nel 2024 ACLED ha registrato 5353 eventi rilevanti tra cui 1.680 scontri armati, 1281 attacchi, 1113 attacchi con droni e 806 attacchi di artiglieria/missilistici/bombardamenti, questi hanno comportato 15,641 vittime di cui 5.136 civili.18
A gennaio 2024, le Forze armate sudanesi (SAF) hanno lanciato offensive contro le forze paramilitari di supporto rapido (RSF), entrambe le parti hanno affrontato sfide interne e gli
Stati Uniti hanno nominato un inviato speciale per porre fine alla guerra. Il Segretario di
Stato americano NT Blinken ha annunciato il 26 febbraio la nomina di un inviato speciale per il Sudan, segnalando l'intensificazione degli sforzi per porre fine alla guerra dopo mesi di mediazione fallita. Sennonché la situazione umanitaria è rimasta disastrosa;
il ON tra fine gennaio e inizio febbraio avrebbe bloccato gli aiuti alle aree controllate dalla ON RSF, mentre la RSF e il si sono vicendevolmente attribuiti la responsabilità delle interruzioni alle reti di telecomunicazione che all'inizio di febbraio hanno influito sulle consegne degli aiuti.
Il 23 febbraio, l'Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha pubblicato un rapporto che descrive dettagliatamente gli abusi commessi da entrambe le parti, alcuni dei quali, secondo l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani , "sarebbero Per_12 equivalenti a crimini di guerra". Secondo la classificazione di ACLED rispetto allo stato di avanzamento del conflitto, il conflitto in Sudan è caratterizzato come un conflitto con “alti” livelli di conflitto, nella scala che va da “conflitto assente”, “turbolento”, “alto”, “estremo”.
Pag. 9 di 16 Inoltre, questo tipo di conflitto rimane nella categoria dei conflitti “consistently extreme/high”, la categoria che rivela una evoluzione costante rispetto al grado di conflittualità19 .
Ad aprile 2024, le tensioni nel Darfur settentrionale sono ulteriormente aumentate dopo che tre membri di una coalizione di gruppi armati non arabi, la Joint Force of Armed ON Struggle Movements, il 12 aprile si sono schierati con il contro l'RSF. Le milizie arabe allineate con la RSF, nel frattempo, hanno incendiato i villaggi intorno alla capitale del
Darfur settentrionale, in risposta al crescente ruolo delle popolazioni non arabe Parte_6 nel conflitto, in particolare gli del Darfur settentrionale, aumentando i Persona_13
ON timori di una guerra etnica totale. I combattimenti tra e RSF sono proseguiti a Bahri, ON Gezira e nel Kordofan meridionale e nelle città di e Bahri, dove il che ha Per_7
ON ottenuto modesti risultati. L'offensiva del per riprendere la capitale dello stato di
[...]
a Gezira, non ha invece fatto progressi significativi. Per_14
Nello Stato del Kordofan meridionale, milizie affiliate alla RSF hanno attaccato villaggi nella regione di Qurdud Nyama, causando numerose vittime.20 Ad agosto 2024, Il Darfur settentrionale è tornato a essere l'epicentro del conflitto. All'inizio di agosto e ostilità si sono intensificate nella capitale del Darfur settentrionale, quando l'RSF ha lanciato un Parte_6 grande assalto alla città, che avrebbe provocato centinaia di morti e sfollati. Altre aree del
Darfur settentrionale sono rimaste avvolte dall'insicurezza, tra l'intensificarsi dei ON ON bombardamenti delle In particolare, il ha bombardato e diverse altre Pt_6 località, tra cui la città di Taweisha, causando numerose vittime e attacchi di rappresaglia ON della RSF. Il e i gruppi armati RI alleati hanno ripetutamente attaccato la città di
Kutum, roccaforte delle RSF con una significativa popolazione araba, aumentando il rischio ON di scontri intercomunitari. I bombardamenti aerei del hanno preso di mira anche la capitale del Darfur orientale, Ed De'aein, causando decine di morti e feriti. 21 In particolare,
l'esercito ha condotto altri attacchi aerei, mentre RSF ha intensificato il bombardamento del campo profughi di ZamZam, sfollando migliaia di persone. Nel frattempo, un alto
Pag. 10 di 16 comandante del Movimento di Liberazione del Sudan/Esercito guidato da Persona_15 gruppo armato darfuriano che ha mantenuto la neutralità nel conflitto, il 28 dicembre
[...]
2024 ha annunciato la sua defezione e la creazione di una nuova fazione allineata all'esercito. 22
Dal primo gennaio al 22 agosto 2025, ACLED riporta che si sono verificati solo 2571 episodi di violenza politica23 che hanno causato 11,953 vittime.24
A Gezira, l'11 gennaio l'esercito ha riconquistato la capitale dello Stato, Wad Medani, centro agricolo e commerciale, dopo un anno di controllo da parte dell'RSF. La città è la porta d'accesso alla capitale Khartoum dal Sudan meridionale e collega diversi Stati attraverso vie di rifornimento vitali, tra cui e;
la perdita del Per_16 Per_17 Per_18 Pt_2 territorio limita quindi la mobilità e le capacità logistiche dei paramilitari. Più a sud, l'RSF ha esteso il controllo nel e nel , che confinano con il Sud Sudan e Per_18 Pt_2
l'Etiopia. Nella Grande Khartoum, l'esercito ha intensificato l'offensiva a Bahri, nei sobborghi settentrionali di Khartoum, sfondando il fronte e ponendo fine a quasi due anni di assedio del suo quartier generale nella capitale;
l'avanzata ha segnato un'altra battuta d'arresto per l'RSF e ha indotto l'esercito a dare nuova spinta alla riconquista di Khartoum.
L'esercito a fine gennaio ha anche dichiarato di aver estromesso le forze dell'RSF dalla raffineria di petrolio Al-Jaili di Bahri, e il 30 gennaio ha rivendicato la riconquista della città di Umm Ruwaba nel Nord , anche se sono continuati gli scontri. Anche a ovest, Per_1 sono proseguiti combattimenti distruttivi nella città di e altrove nello stato del Parte_6
Darfur settentrionale, con l'ausilio della Joint Darfur Force (gruppi armati darfuri allineati all'esercito) che ha respinto i successivi attacchi dell'RSF e ha avuto la meglio in molte aree.
L' ha denunciato il 26 gennaio l'attacco all'ospedale di Parte_7
che ha causato almeno 70 morti. Nel frattempo, il Movimento di Liberazione Parte_6 del Sudan guidato da e la Forza di Liberazione del Sudan di Tahir Hajar Persona_15 hanno formato a metà gennaio una forza congiunta, considerata dall'esercito come allineata
Pag. 11 di 16 all'RSF (il gruppo rivendica la propria neutralità), sollevando il timore che la violenza possa estendersi al Darfur centrale. 25
Ad aprile, il conflitto in Sudan si è intensificato quando le Forze di Supporto Rapido (RSF) hanno lanciato una grande offensiva per conquistare l'ultima roccaforte Parte_6 dell'esercito nel Darfur, prendendo di mira i vicini campi profughi e alimentando i timori di una divisione de facto del Sudan in caso di caduta della città. I combattimenti si sono intensificati anche nel Kordofan meridionale, dove le RSF e i ribelli alleati si sono scontrati con l'esercito tra incendi di villaggi, e nello Stato del Nilo Azzurro. Le RSF hanno ampliato il loro raggio d'azione sferrando attacchi con droni negli Stati settentrionali e sottolineando l'estensione crescente della guerra.
Gli sforzi internazionali per negoziare la pace sono rimasti in stallo, poiché una conferenza a Londra ha messo in luce profonde divisioni tra gli attori esterni, in particolare tra l'Egitto
e l'Arabia Saudita, che sostengono l'esercito, e gli Emirati Arabi Uniti, che sostengono l'RSF, evidenziando la deriva del conflitto verso una guerra regionale per procura. 26
A maggio, la guerra in Sudan si è espansa drammaticamente verso est quando le Forze di
Supporto Rapido (RSF) hanno lanciato attacchi con droni su Port Sudan, sede di fatto del governo guidato dall'esercito, prendendo di mira infrastrutture critiche e spingendo
Khartoum a tagliare i ponti con gli Emirati Arabi Uniti, accusati di fornire armi alle RSF.
Le RSF hanno intensificato la loro campagna di attacchi con droni anche altrove, colpendo strutture energetiche, militari e carcerarie a Kassala, nel , nel Kordofan Per_18 settentrionale e a nell'intento di paralizzare la capacità dello Stato. Nel Per_7 frattempo, sono continuati i violenti combattimenti nel e nel Darfur Per_1 settentrionale, con l'esercito che ha avanzato nel meridionale e occidentale e ha Per_1 riconquistato le città intorno a e Sul piano politico, l'Unione Africana Parte_6 Per_7 ha accolto con favore la nomina da parte dell'esercito di un primo ministro civile, mentre gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni per il presunto uso di armi chimiche, sottolineando
Pag. 12 di 16 sia l'internazionalizzazione del conflitto, sia l'aggravarsi delle crisi umanitarie e di governance. 27
Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che l'esercito sudanese ha utilizzato armi chimiche vietate a livello internazionale durante la guerra civile in corso, provocando nuove sanzioni statunitensi che limitano le esportazioni e gli aiuti finanziari a Khartoum. Sebbene
i dettagli sui tempi e sui luoghi non siano stati resi noti, il ha riferito, CP_8 citando funzionari statunitensi, che il cloro gassoso è stato utilizzato almeno due volte in aree remote durante gli scontri con le Forze di supporto rapido (RSF). Washington ha esortato il Sudan a rispettare gli obblighi previsti dalla Convenzione sulle armi chimiche, sottolineando che tali armi sono universalmente proibite. Le accuse arrivano nel mezzo di un conflitto che ha causato decine di migliaia di morti, oltre 13-15 milioni di sfollati e atrocità diffuse attribuite sia all'esercito di al-Burhan che alla milizia RSF CP_9 guidata da 28 Persona_19
riporta che la guerra civile in Sudan, giunta ormai al terzo anno, ha generato la CP_10 più grande crisi umanitaria al mondo, con decine di migliaia di morti e milioni di persone che affrontano fame e malattie. Le SAF hanno consolidato il controllo su Khartoum, Port
Sudan e gran parte del Sudan centrale e orientale, mentre le RSF dominano il Darfur e gran parte del , assediando città chiave come El-Fasher ed El-Obeid con il sostegno Per_1 alleato dell' CP_11
La situazione umanitaria è catastrofica: 260.000 civili sono intrappolati a El-Fasher, i tassi di malnutrizione nel Darfur superano le soglie di emergenza, il colera si sta diffondendo e i convogli alimentari delle Nazioni Unite devono affrontare blocchi e attacchi con droni. Nel frattempo, il leader dell' si è autoproclamato presidente di un “governo di CP_12 pace” parallelo a mentre ha avviato colloqui segreti con funzionari Per_20 Pt_4 statunitensi e ha cercato di indebolire l'influenza islamista all'interno delle SAF, sviluppi che sottolineano il radicamento della guerra e le sue dimensioni regionali e internazionali29.
Pag. 13 di 16 Il 4 agosto, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha tenuto consultazioni a porte chiuse sul Sudan, concentrandosi sull'escalation di violenza nel Darfur settentrionale e nel e sul peggioramento della crisi umanitaria. I relatori e Per_1 CP_14 Per_12 avrebbero dovuto illustrare l'intensificarsi degli scontri tra le forze armate sudanesi
[...]
(SAF) e le forze di supporto rapido (RSF), caratterizzati da attacchi con droni, artiglieria e raid aerei che hanno causato numerose vittime tra i civili. Sul piano politico, le tensioni si sono accentuate quando il leader delle ha insediato un nuovo ONroparte_15
CP_1 governo tecnocratico a Port Sudan, mentre l'alleanza guidata dalle RSF ha dichiarato Con un'autorità di governo rivale nelle aree controllate dalle RSF, mosse denunciate dall' come una minaccia all'integrità territoriale del Sudan. Con Il Consiglio di pace e sicurezza dell' ha ribadito il suo sostegno al governo di transizione, Con ONro ONr mentre i mediatori internazionali - tra cui l' l' la e il Quad guidato dagli Stati
Uniti - hanno faticato a coordinare gli sforzi di pace a causa delle divisioni, in particolare tra l'Egitto e gli Emirati Arabi Uniti. I membri del Consiglio stanno negoziando una dichiarazione stampa che respinge il governo parallelo dell'RSF e ribadisce la necessità di un impegno internazionale unificato.30
Secondo inviato delle Nazioni Unite in Sudan, il conflitto tra le SAF e le RSF ha CP_14 costretto quasi 12 milioni di persone ad abbandonare le proprie case e ha lasciato oltre 30 milioni di persone bisognose di aiuti, creando la più grande crisi umanitaria al mondo, caratterizzata da fame, malattie, violenza di genere e 17 milioni di bambini fuori dalla scuola.
La Newsletter sui diritti umani dell' di luglio 202531, documenta una forte e violenta CP_20 escalation della guerra civile: solo nel mese di luglio 2025, più di 350 civili sono stati uccisi a durante i pesanti bombardamenti delle RSF, mentre gli attacchi aerei delle SAF Parte_6 contro scuole nel Kordofan occidentale hanno ucciso bambini che si erano rifugiati all'interno. Il rapporto descrive in dettaglio abusi sistematici, tra cui esecuzioni extragiudiziali, arresti arbitrari, torture, violenze sessuali particolarmente violente e sparizioni forzate, molti dei quali costituiscono crimini di guerra, crimini contro l'umanità
e forse genocidio.
Pag. 14 di 16 Anche le condizioni sanitarie sono disastrose, con ricorrenti epidemie di colera (oltre 1.500 casi nel Darfur settentrionale), carestie che colpiscono 24,6 milioni di persone e il collasso quasi totale dell'assistenza sanitaria. Si registrano numerosi casi di violenze sessuali connesse al conflitto (CSRV). Il report della missione ONU in Sudan ha rilevato che la maggior parte degli stupri e delle violenze sessuali e di genere sono stati commessi dalle RSF - in particolare nella Grande Khartoum e negli Stati del Darfur e di Gezira - e fanno parte di un modello volto a terrorizzare e punire i civili per i legami percepiti con gli oppositori e a reprimere qualsiasi opposizione alle loro conquiste. Nel Darfur, gli atti di violenza sessuale sono stati commessi con particolare crudeltà, utilizzando armi da fuoco, coltelli e fruste per intimidire o costringere le vittime e usando insulti sprezzanti, razzisti o sessisti e minacce di morte. Questi atti di violenza hanno spesso avuto luogo di fronte ai membri della famiglia, anch'essi minacciati. Secondo quanto riferito, uomini e ragazzi sono stati presi di mira durante la detenzione con violenze sessuali, tra cui stupri, minacce di stupro, nudità forzata e percosse sui genitali, che richiedono ulteriori indagini.32
Ebbene, alla luce delle informazioni ottenute e delle diverse dinamiche di scontro, instabilità
e incertezza sopra delineate, si ritiene che il Sudan sia caratterizzato da una situazione di conflitto armato con violenza indiscriminata nei confronti dei civili, ai sensi dell'art. 14, lett.
c) del D.lgs. 251/2007 e che sussista pertanto il rischio effettivo che il ricorrente, in caso di rientro nella sua zona di provenienza, possa subire gravi minacce alla propria vita o incolumità.
Ricorrono per tali ragioni i presupposti per la concessione della protezione sussidiaria e ogni altra richiesta rimane assorbita.
Pronunce accessorie. In ricorso la parte ha sostenuto di aver avuto accesso al beneficio del patrocinio a spese dello Stato, ma di tanto non ha allegato alcuna documentazione. Ad ogni modo non v'è luogo alla regolazione delle spese per il principio secondo il quale, qualora la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile proposta contro un'amministrazione statale, l'onorario e le spese spettanti al difensore vanno liquidati con istanza al giudice del procedimento (art. 83, comma 3 d.P.R. n.
Pag. 15 di 16 115/2002); non può infatti applicarsi a detta ipotesi la disposizione di cui all'art. 133 del citato D.P.R., a norma del quale la condanna alle spese della parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore dello Stato33.
Alla liquidazione si provvederà quando la parte depositerà relativa istanza, corredata della documentazione necessaria.
P.Q.M.
il Tribunale di Bari, sezione specializzata in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell'Unione Europea, in composizione collegiale, definitivamente pronunciando, così provvede:
1. RICONOSCE alla parte ricorrente il diritto al rilascio del permesso di soggiorno per protezione sussidiaria ex art. 14, lett. c) del D.lgs. 251/2007;
2. NULLA le spese del giudizio.
Così deciso in Bari, nella camera di consiglio del 26/11/2025.
Il Presidente Il Giudice rel.
RG Di OL RI IN
Pag. 16 di 16 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES
1 Oscurare le parti di cui sopra nel caso di diffusione del presente provvedimento. 2 Sacko, 26/7/2017, causa C-348/16. 3 Sul punto si è pronunciata la giurisprudenza di legittimità con indirizzo costante (Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 5 febbraio 2019 n. 3236; Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza 13 dicembre 2018 n. 32319; Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 5 luglio 2018 n. 17717). 4 È necessario che vi siano motivi che riguardino la razza (il termine “razza” si riferisce a considerazioni inerenti al colore della pelle, alla discendenza o all'appartenenza a un determinato gruppo etnico), la religione (il termine
“religione” include le convinzioni teiste, non teiste e ateiste, la partecipazione o l'astensione dai riti di culto celebrati in privato o in pubblico, sia singolarmente sia in comunità, altri atti religiosi o professioni di fede nonché le forme di comportamento personale o sociale fondate su un credo religioso o da esso prescritte.), la nazionalità (il termine
“nazionalità” non si riferisce esclusivamente alla cittadinanza, o all'assenza di cittadinanza, ma designa l'appartenenza 6 Cfr. CGUE del 17/2/2009, C-465/07, Elgafaji. 7 Sentenza Diakité del 30.1.2014. 9 Sudan Conflict Observatory, “Evidence of Alleged Widespread, Systematic, and Targeted Mass Atrocities in Darfur, 15 April – 10 July 2023”, 14 July 2023, https://hub.conflict observatory.org/portal/apps/sites/#/sudan/pages/darfur-1 10 OU Wallenberg Centre for Human Rights, “Breaches of the Genocide Convention in Darfur, Sudan (April 2023– April 2024): An Independent Inquiry”, Montreal, 14 April 2024, https://www.raoulwallenbergcentre.org/en/news/2024-04-14 11 “Situation Update: August 2023. Sudan: Heightened Violence in Kordofan Region as More Militia Parte_5 Groups Step into the Conflict”, ACLED (online), 11 August 2023, https://acleddata.com/2023/08/11/sudan- situation-update-august-2023-heightened-violence-in-kordofan-region-as-more-militia-groups-step-into-the-conflict/ 12 Darfur Movements: 'We Renounce Our Neutrality'”, Sudan War Monitor (online), 16 November 2023, https:// sudanwarmonitor.com/p/darfur-movements-we-renounce-our 13 “Al-Burhan Welcomes Darfur Groups in 'Battle of Dignity,' Calls for Future Integration”, Sudan Tribune, 21 February 2024, https://sudantribune.com/article282507/ 14 and , Stopping the War in Sudan. Civilian Actors, Not Just the Parties to the Conflict, Should Lead the Per_8 Persona_9 Peace Negotiations, SWP Comment 28/2023 (Berlin: Stiftung Wissenschaft und Politik, May 2023), doi: 10.18449/2023C28. 15 et al., “Talking Peace in Sudan, the U.A.E. Secretly Fuels the Fight”, The New York Times (online), 29 Persona_10 September 2023, https://www.nytimes.com/2023/09/29/ world/africa/sudan-war-united-arab-emirates- chad.html (accessed 11 December 2023); et al., “Ignoring U.S. Calls for Peace, Egypt Delivered Drones Persona_11 to Sudan's Military”, The Wall Street Journal (online), 14 October 2023, https:// www.wsj.com/world/africa/ignoring- u-s-calls-for-peace-egypt-delivered-drones-to-sudans-military-6f7fdcda (accessed 11 December 2023); “Iranian Cargo Flights Arrive in Sudan”, Sudan War Monitor, 30 January 2024, https://sudanwar monitor.com/p/iranian-cargo-flights- arrive-in-sudan. 16 “El Burhan Calls for Sudan's 'Young and Capable' Civilians to Fight against RSF”, Dabanga Radio TV Online (online), 29 June 2023, https://www.dabangasudan.org/en/all-news/article/el-burhan-calls-for-sudans-young-and- capable-civilians-to-fight-against-rsf 17 , “Regional Sudan Crisis Response. Situation Update” (Geneva, 7 March ONroparte_7 2024), https://mena.iom.int/sites/g/files/tmzbdl686/files/ documents/2024-03/sudan-regional-crisis-response- situation-update-44_0.pdf 18 ACLED, Explorer, Sudan, political violence (01.01.24-31.12.24), https://acleddata.com/explorer/).
19 ACLED, Ranking violent conflict levels across the world – Mid-year update: data as of July 2023. Disponibile al link: https://acleddata.com/acled-conflict-index-mid-year-update/#1694099369883-c9941717-a8d5 20 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, aprile 2024-febbraio 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=14&created= 21 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, aprile 2024-febbraio 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=14&created= 22 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, aprile 2024-febbraio 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=14&created= 23 V.nota in calce 'violenza politica' 24 ACLED Aggregated Data, Sudan, political violence (01.01.25-22.08.25), https://acleddata.com/conflict- data/download-data-files 25 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, aprile 2024-febbraio 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=14&created= 26 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, maggio 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/april- trends-and-may-alerts-2025#sudan 27 International Crisis Group, Crisis Watch, Sudan, giugno 2025, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/may- trends-and-june-alerts-2025#sudan 28 Sudanesische Armee hat nach US-Angaben 2024 Chemiewaffen eingesetzt, 23 maggio 2025, CP_13 https://www.spiegel.de/ausland/sudan-armee-hat-2024-laut-den-usa-chemiewaffen-eingesetzt-a-0e89e5af-2be4- 4b2a-ba03-d542d5d3fad5 29 War in Sudan: Humanitarian, fighting, control developments, August 2025, 31 agosto 2025, CP_10 https://www.aljazeera.com/news/2025/8/31/sudan-august-update 30 Security Council Report, What's In Blue, 4 agosto 2025, Sudan: Closed Consultations, https://www.securitycouncilreport.org/whatsinblue/2025/08/sudan-closed-consultations-8.php CP_2 31 African Centre for Justice and Peace Studies ( , ACJPS Human Rights Newsletter: Sudan July 2025 Comprehensive Report on Human Rights s in Sudan, agosto 2025, https://files. Email_1 Email_2 32 OHCHR, Sudan: UN Fact-Finding Mission documents large-scale sexual violence and other human rights violations in newly issued report, 27 ottobre 2024, https://www.ohchr.org/en/press-releases/2024/10/sudan-un-fact-finding-
Email_3 33 Cass. S.U. 24413/2021.