Sentenza 21 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Perugia, sentenza 21/02/2025, n. 94 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Perugia |
| Numero : | 94 |
| Data del deposito : | 21 febbraio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA Oggetto: carta elettronica per la
In nome del Popolo italiano formazione e l'aggiornamento dei docenti assunti con incarichi di supplenza
TRIBUNALE DI PERUGIA
Sezione Lavoro
Il Tribunale, in persona del Giudice del Lavoro dott. Marco Medoro, nella causa civile iscritta al n. 145/2024 Ruolo G. Lav. Prev. Ass., promossa da
(avv. Luigi Bulotta) Parte_1
- ricorrente -
contro
(dr.ssa Silvia Santini) Controparte_1
- resistente –
ha emesso e pubblicato, ai sensi dell'art. 429 c.p.c., all'esito dell'udienza del giorno
21.2.2025, la seguente
SENTENZA
1. si è rivolta a questo Tribunale per sentire dichiarare il proprio diritto Parte_1
di fruire del beneficio economico di € 500,00 annui tramite la “carta elettronica” per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, come riconosciuto dall'art. 1
della Legge n. 107/2015 per gli a.s. 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024 ed ottenere consequenziale condanna del a Controparte_1
corrisponderle l'importo nominale di € 500,00 per ciascun anno scolastico, quale contributo alla formazione professionale o, in via gradata, a titolo di risarcimento del danno in forma specifica ai sensi dell'art. 1218 c.c. Ha esposto di avere prestato servizio come docente in forza di una pluralità di contratti a termine e di non avere beneficiato dell'erogazione della somma di € 500,00 annui, destinata allo sviluppo delle competenze professionali (c.d. «carta elettronica del docente») nonostante avesse
part time) anche al personale assunto a tempo determinato, stante la contrarietà di detta esclusione rispetto ai precetti degli artt. 3, 35 e 97 Cost. e degli artt. 29, 63 e 64 del
C.C.N.L. del 29/11/2007, secondo cui l'obbligo formativo grava anche sui docenti precari e l'ordinanza della CGUE del 18.5.2022, che giunge alle medesime conclusioni sulla base di quanto stabilito dalla clausola n. 4 dell'accordo quadro allegato alla direttiva CE n. 70/1999.
2. Costituitosi con memoria depositata il 7.2.2025, il Controparte_1
ha confutato il fondamento della pretesa avanzata per l'a.s. 2020/21 perché la
[...]
ricorrente ha prestato servizio solo per supplenze c.d. brevi o saltuarie ed ha genericamente affermato che “…per gli anni oggetto di contestazione sono state svolte anche
prestazioni lavorative su cattedra non completa…”.
3. L'art. 1, comma 121, della legge 13 luglio 2015, n. 107 prevede che “Al fine di sostenere
la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali, è istituita, nel
rispetto del limite di spesa di cui al comma 123, la Carta elettronica per l'aggiornamento e
la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
La Carta, dell'importo nominale di euro 500 annui per ciascun anno scolastico, può essere
utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste
comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per
l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze
professionali, svolti da enti accreditati presso il Controparte_2
, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo
[...]
professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo
professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed
eventi culturali e spettacoli dal vivo, nonché per iniziative coerenti con le attività individuate
22 nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di
formazione di cui al comma 124. La somma di cui alla Carta non costituisce retribuzione
accessoria né reddito imponibile…”. L'art. 15, primo comma, del d.l. 13 giugno 2023, n. 69,
conv. con modif. nella legge n. 103 del 10.8.2023, stabilisce che “
1. La Carta elettronica
per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni
ordine e grado di cui all'articolo 1, comma 121, primo periodo, della legge 13 luglio 2015, n.
107, è riconosciuta, per l'anno 2023, anche ai docenti con contratto di supplenza annuale su
posto vacante e disponibile…”. L'art. 282, primo comma, del d.lgs. 297/1994 (T.U. scuola)
dispone che “L'aggiornamento è un diritto-dovere fondamentale del personale
ispettivo, direttivo e docente. Esso è inteso come adeguamento delle conoscenze allo sviluppo
delle scienze per singole discipline e nelle connessioni interdisciplinari;
come approfondimento
della preparazione didattica;
come partecipazione alla ricerca e alla innovazione didattico-
pedagogica…”.
Con ordinanza del 18.5.2022, la CGUE ha statuito che “…La clausola 4, punto 1,
dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura
nell'allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all'accordo
quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel
senso che essa osta a una normativa nazionale che riserva al solo personale docente a
tempo indeterminato del , e non al personale docente a tempo Controparte_1
determinato di tale , il beneficio di un vantaggio finanziario dell'importo di CP_1
EUR 500 all'anno, concesso al fine di sostenere la formazione continua dei docenti e di
valorizzarne le competenze professionali, mediante una carta elettronica che può essere
utilizzata per l'acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste
comunque utili all'aggiornamento professionale, per l'acquisto di hardware e software, per
l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze
professionali, a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al
profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo
professionale, per rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l'ingresso a musei, mostre ed
eventi culturali e spettacoli dal vivo, ad altre attività di formazione e per l'acquisto di servizi di
connettività al fine di assolvere l'obbligo di effettuare attività professionali a distanza…”. Con
33 la sentenza n. 1842/2022 il Consiglio di Stato ha annullato il D.P.C.M. 32313/2015 che dettava regole in tema di modalità di assegnazione e di utilizzo della carta di cui si discute nella parte in cui escludeva i docenti non di ruolo per contrasto con i precetti degli artt. 3, 35 e 97 Cost.
Con sentenza n. 29961 del 27.10.2023 emessa ai sensi dell'art. 363 bis c.p.c., la Sezione
lavoro della Suprema Corte, dopo essersi soffermata sul fatto che in materia di formazione docenti il riferimento temporale è quello dell'annualità, ha chiarito che
“…l'art. 1, co. 121 della L. 107/2015 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto
con la clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nella parte in cui
limita il riconoscimento del diritto alla Carta Docente ai solo insegnanti di ruolo e
non lo consente rispetto agli insegnanti incaricati di supplenze annuali (art. 4, co. 1, L.
124/1999) o fino al termine delle attività didattiche (art. 1, co. 2, L. 124/1999)….Il che
comporta, di converso, l'affermazione del principio per cui anche a tali docenti spetta ed in
misura piena quello stesso beneficio…”, precisando (pag. 37) che non può assumere alcun rilievo l'omessa presentazione di una domanda in una procedura concepita escludendo il personale supplente o la decadenza per esaurimento dei fondi nel biennio giacché si tradurrebbe nella soppressione del diritto per fatto del creditore ed ha spiegato di non potere pronunciarsi sulla spettanza del beneficio in caso di incarichi di supplenza di tipo temporaneo (anche ove la sommatoria dei contratti determini una consistenza assimilabile a quelle delle tipologie oggetto di tutela) e nell'eventualità di un servizio prestato per un orario minore di quello ordinario, vista l'estraneità di tali questioni all'oggetto del procedimento pendente dinanzi al Tribunale di Taranto che ha dato luogo all'ordinanza di rimessione. In ordine alla struttura dell'obbligazione ed alla possibilità di un'azione di adempimento ora per allora anche dopo il termine dell'anno scolastico, la Corte ha affermato che, nonostante le peculiarità – un'applicazione informatica che genera un codice di acquisto in favore dei titolari che gli esercenti possono accettare solo per prodotti coerenti con il disposto normativo – l'istituto è
assimilabile ad un'obbligazione di pagamento di una somma di denaro destinata ad una specifica tipologia di acquisti e che è possibile, oltre che interesse di entrambe le parti del rapporto, consentire l'esercizio del diritto/adempimento dell'obbligazione in
44 un periodo successivo alla maturazione, attribuendo al docente escluso “…un valore
corrispondente a quello perduto, oltre interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36,
della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.” Fa
eccezione la cessazione dal servizio che, tuttavia, per il personale reclutato a termine,
va intesa come fuoriuscita dal sistema scolastico che si verifica nell'eventualità di intervenuta cancellazione dalle graduatorie. In questa ipotesi residua in favore della parte ricorrente unicamente il diritto al risarcimento dei danni che siano allegati dai docenti, che dovranno essere valutati in base al meccanismo della prova presuntiva
(tenendo conto ad es. delle spese di formazione sostenute autonomamente con l'acquisto a tal fine di beni o servizi, delle perdite di chances formative, della menomazione non patrimoniale della professionalità, etc.) e mediante una liquidazione equitativa. Da ultimo, ha stabilito che l'azione di adempimento in forma specifica si prescrive nel termine quinquennale di cui all'art. 2948 n. 4 c.c., che decorre dalla data in cui è sorto il diritto all'accredito, ovverosia, per i casi di cui all'art. 4, comma 1 e 2, L. n.
124/1999, dalla data del conferimento dell'incarico di supplenza o, se posteriore, dalla data in cui il sistema telematico consentiva anno per anno la registrazione sulla corrispondente piattaforma informatica e che il termine relativo alle azioni risarcitorie per mancata attribuzione della carta, stante la natura contrattuale della responsabilità,
è decennale e decorre, per i docenti già transitati in ruolo e cessati dal servizio o non più iscritti nelle graduatorie per le supplenze, dalla data della loro fuoriuscita dal sistema scolastico.
4. Ciò posto, il ricorso merita accoglimento.
Invero, in applicazione dei principi in diritto sintetizzati al punto precedente, secondo le indicazioni nomofilattiche espresse dalla Corte di Cassazione mediante lo strumento della pronuncia ai sensi dell'art. 363 bis c.p.c., la pretesa avanzata è fondata, in quanto
è documentato in atti che la ricorrente ha prestato servizio alle dipendenze del resistente come docente reclutata mediante contratti di lavoro a tempo CP_1
determinato per incarichi di supplenza sino al termine delle attività didattiche sino al
30.6 o al 31.8 ai sensi dell'art. 4, commi 1 e 2 della legge 124/1999. Ciò vale anche con riferimento all'a.s. 2020/21, nel corso del quale alla ricorrente sono stati affidati diversi
55 incarichi di supplenza (cfr all. 2 e 3 ricorso) in modo tale da coprire la durata pressoché
intera dell'anno scolastico dal 21.10.2020 al 9.6.2021 (oltre alla giornata del 14.6.2021) e se gli incarichi del 21.10.2020 e 1.2.2021 risultano attribuiti per sostituzione di docente assente ciò non riguarda quello più recente del 1.5.2021 in cui si dà atto che si procede a coprire un posto resosi disponibile dopo il 31 dicembre. Quanto alla questione dell'orario, che il ha affacciato in modo inammissibilmente generico, la CP_1
lettura dei documenti (anche del certificato dei servizi non di ruolo prodotto dal resistente) attesta che per tutte le annualità oggetto di pretesa la ricorrente ha prestato servizio per orari pari almeno alla metà di quello ordinario. Ne consegue che, in accoglimento del ricorso, il resistente va condannato ad emettere in favore della ricorrente la carta elettronica per la formazione e l'aggiornamento dei docenti per gli a.s. 2020/21, 2021/22, 2022/23 e 2023/24 con accredito dell'importo nominale di € 500,00,
oltre al maggior importo tra interessi legali e rivalutazione monetaria ai sensi dell'art. 22, comma 36, della legge 724/1994, maturato dalle singole annualità al saldo.
5. Le spese di lite seguono la soccombenza. La liquidazione viene effettuata in dispositivo sulla base dei parametri approvati con il D.M. 55/2014 e s.m., tenendo conto del valore del decisum (scaglione compreso fra € 1.100,01 ed € 5.200,00), degli incombenti effettivamente disimpegnati e dell'impegno professionale richiesto dalla controversia, avente natura seriale.
P.Q.M.
definitivamente pronunciando:
- condanna il resistente ad emettere in favore della ricorrente la carta elettronica per la formazione e l'aggiornamento dei docenti per gli a.s. 2020/21, 2021/22,
2022/23 e 2023/24, con accredito dell'importo nominale di € 500,00 per ciascuna annualità, oltre al maggior importo tra interessi legali e rivalutazione monetaria ai sensi dell'art. 22, comma 36, della legge 724/1994, maturato dalla singola annualità al saldo;
- condanna il resistente a rimborsare alla ricorrente le spese di lite, che qui si liquidano nell'importo di € 940,00 per compenso professionale, oltre r.f., Iva e
66 Cap come per legge, da distrarsi in favore dell'avv. Luigi Bulotta, dichiaratosi procuratore antistatario.
Perugia, lì 21.2.2025
IL GIUDICE
Marco Medoro
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